{"id":6211,"date":"2015-03-03T14:27:41","date_gmt":"2015-03-03T14:27:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6211"},"modified":"2015-03-03T14:27:41","modified_gmt":"2015-03-03T14:27:41","slug":"un-credito-poco-%c2%abcooperativo%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/03\/un-credito-poco-%c2%abcooperativo%c2%bb\/","title":{"rendered":"Un credito poco \u00abcooperativo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/BCC.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6212\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/BCC.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/BCC.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/BCC-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i lavoratori del credito cooperativo<\/strong><\/span>, \u00a0come <a title=\"Operai Cgil e bancari insieme per fermare Renzi e Marchionne\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/01\/30\/operai-e-bancari-insieme-per-fermare-la-rottamazione-di-renzi-e-marchionne\/\" target=\"_blank\">i colleghi bancari lo scorso 30 gennaio<\/a>, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>hanno incrociato le braccia<\/strong><\/span>. Lo sciopero del 2 marzo, proclamato da <strong>Fabi<\/strong>, <strong>Fiba-Cisl<\/strong>, <strong>Fisac-Cgil<\/strong>, <strong>Ugl Credito<\/strong> e <strong>Uilca-Uil<\/strong>,\u00a0ha ottenuto un&#8217;<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>elevata adesione<\/strong><\/span>, oscillante &#8211; a seconda delle diverse localit\u00e0 &#8211; tra il 70 e il 90 per cento. In <strong>Lombardia<\/strong>, dove maggiore \u00e8 la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95 per cento.\u00a0Anche in questo caso l&#8217;astensione dal lavoro aveva un obiettivo ben preciso: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>protestare contro la disdetta unilaterale della contrattazione nazionale e regionale di settore deliberata da Federcasse<\/strong><\/span>. Anche in questo caso il sindacato ha scelto una forma di scontro raramente utilizzata in ambito bancario: nel caso delle Bcc non si ricorreva allo sciopero da ben 15 anni.\u00a0Fino al 31 marzo, inoltre, \u00e8 prevista l\u2019astensione dal lavoro straordinario e supplementare. Non \u00e8 roba di poco conto: le singole banche di credito cooperative sono realt\u00e0 piccole nelle quali ogni sportello ha un direttore e pochi dipendenti. \u00c8 chiaro che un&#8217;agitazione rischia di bloccare l&#8217;operativit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Bertinotti-Luca.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-6213\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Bertinotti-Luca-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abChiediamo a Federcasse di abbandonare posizioni di sterile intransigenza e di riaprire il dialogo e un confronto serio e rispettoso con i sindacati, facendo un passo indietro sulla disdetta della contrattazione di categoria, che toglie diritti ai lavoratori e riporta il settore indietro di 50 anni\u00bb, ha commentato <strong>Luca Bertinotti<\/strong>, segretario nazionale della Fabi. \u00abIl credito cooperativo, adesso pi\u00f9 che mai, ha bisogno di concertazione e di assunzione di responsabilit\u00e0 da parte dei vertici per affrontare e governare le complesse sfide del futuro\u00bb, ha aggiunto sottolineando che \u00abalimentare la conflittualit\u00e0, come fatto fino a oggi da Federcasse, allontana dalla soluzione dei problemi ed \u00e8 dannoso per i lavoratori, per la clientela e per il sistema nel suo complesso\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Sportello-bancario.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6214\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Sportello-bancario-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Sportello-bancario-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Sportello-bancario.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fin qui l&#8217;informazione nuda e cruda. \u00c8 necessario, per\u00f2, un sovrappi\u00f9 di analisi per capire quale sia la vera posta in gioco. Innanzitutto, una premessa rivolta ai nostri affezionati lettori: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>parlare dei dipendenti del settore bancario \u00e8 parlare di lavoratori come voi e noi<\/strong><\/span>. Perci\u00f2, vi preghiamo cortesemente di astenervi dal commentare se il vostro pensiero si pu\u00f2 riassumere secondo questo schema: \u00ab<em>I bancari sono dei privilegiati, guadagnano un sacco di soldi mentre le banche truffano i loro clienti e noi poveri disgraziati paghiamo sempre!<\/em>\u00bb. Semplicemente, perch\u00e9 non funziona cos\u00ec! <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Oggi un bancario appena assunto ha uno stipendio che oscilla tra i 1.000 e i 1.200 euro mensili<\/strong><\/span> e, con il <strong>Jobs Act<\/strong> in vigore, entro i primi tre anni lo si pu\u00f2 licenziare senza giusta causa previo indennizzo. Indipendentemente da come finiranno i due diversi tavoli di trattativa, gli <strong>scatti di anzianit\u00e0<\/strong> saranno molto, molto meno generosi rispetto al passato. E comunque la preoccupazione del sindacato \u00e8 quella di difendere i posti di lavoro: anche nel comparto Federcasse un buon numero dei 37.000 dipendenti \u00e8 a rischio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Lavoro-Stabilimento-Fiat.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6215\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Lavoro-Stabilimento-Fiat-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Lavoro-Stabilimento-Fiat-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Lavoro-Stabilimento-Fiat.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ovviamente, siamo favorevoli a tutti quei provvedimenti che aumentano la <strong>flessibilit\u00e0<\/strong>, eliminano le rendite di posizione e aumentano le opportunit\u00e0 per l&#8217;<strong>occupazione<\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le persone, per\u00f2, non si rottamano perch\u00e9 non sono un oggetto del quale si possa disporre liberamente<\/strong><\/span>. Ogni riforma, anche la pi\u00f9 squinternata, ha bisogno di investimenti. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le riforme a costo zero non esistono<\/strong><\/span>. Nel caso del settore bancario, c&#8217;\u00e8 stata molta disponibilit\u00e0 nel sostegno al <strong>Fondo Esuberi<\/strong> che \u00e8 uno scivolo pagato dalle aziende per i prepensionamento. Ce n&#8217;\u00e8 stata un po&#8217; meno per il capitolo formazione: non \u00e8 detto che tutti gli sportellisti siano in grado di trasformarsi in venditori di prodotti finanziari. Magari (e parliamo solo in teoria) \u00e8 possibile recuperare qualche professionalit\u00e0 nel comparto della gestione crediti, a meno che le banche non decidano liberamente di proseguire nella pratica di esternalizzare queste competenze. Questo discorso non vale solo per le banche: tant&#8217;\u00e8 vero che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i decreti delegati del Jobs Act sono ancora molto carenti<\/strong><\/span> da questo punto di vista e, come ha denunciato <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il Giornale<\/strong><\/span>, \u00a0pu\u00f2 anche nascere il sospetto che una parte del sindacato stia accettando <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"http:\/\/issuu.com\/maiellaro73\/docs\/20150303_-_regalo_a_sorpresa_nel_jo\" target=\"_blank\">un compromesso al ribasso<\/a><\/strong><\/span> pur di ottenere qualche prerogativa (e qualche introito) in pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/SileoniRenzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6217\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/SileoniRenzi-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/SileoniRenzi-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/SileoniRenzi.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il vero problema, per\u00f2, \u00e8 politico. il governo sta giocando una partita di potere per trasformare il volto del sistema bancario italiano. E, dopo <strong><a title=\"Il golpe di Renzi sulle Popolari\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/01\/27\/il-golpe-di-renzi-sulle-popolari\/\" target=\"_blank\">il golpe sulle banche Popolari<\/a><\/strong> (che alla Camera, per\u00f2, sta incontrando resistenze da ogni parte politica), ha lasciato al Credito Cooperativo la facolt\u00e0 di scegliere come cambiare purch\u00e9 si cambi.\u00a0Secondo la bozza in discussione in questi giorni, si va verso <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un modello \u00aballa francese\u00bb con l&#8217;adesione obbligatoria delle banche a un gruppo cooperativo guidato da una spa che indirizza e vigila con ampi poteri di controllo<\/strong><\/span>.\u00a0Non si sa ancora se ci sar\u00e0 solo un maxi gruppo nazionale (<strong>Iccrea<\/strong> \u00e8 la candidata naturale) da 37mila dipendenti oppure se verr\u00e0 concessa la nascita di due o tre articolazioni su base territoriale (Nord, Centro e Sud). Quello che \u00e8 certo \u00e8 che il mondo del credito cooperativo dovr\u00e0 cambiare faccia. Con le buone o con le cattive. Ecco spiegata l&#8217;escalation del sindacato, soprattutto quello del segretario generale della Fabi, <strong>Lando Maria Sileoni<\/strong>, nei confronti dell&#8217;esecutivo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Barbagallo-Carmelo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6218\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Barbagallo-Carmelo.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Barbagallo-Carmelo.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Barbagallo-Carmelo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ovvio che l&#8217;immobilismo non risolverebbe nulla. Ancorch\u00e9 il credito cooperativo sia, per tradizione, la faccia del sistema bancario pi\u00f9 attenta ai rapporti con il territorio, la crisi globale ha lasciato strascichi pesanti anche nei bilanci di queste banche \u00abparticolari\u00bb. Come denunciato dal capo della Vigilanza di <strong>Bankitalia<\/strong>, <strong>Carmelo Barbagallo<\/strong>,\u00a0nel periodo giugno 2011-giugno 2014 i crediti a rischio del sistema sono balzati dal 10 al 17,5 per cento. Le sofferenze sono pi\u00f9 che raddoppiate (dal 4 all&#8217;8,4 per cento. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le Bcc, che per molti anni hanno avuto un rischio credito pi\u00f9 basso del resto del sistema, ora sono sopra l&#8217;intero sistema bancario (16,8%) e sui livelli delle grandi banche sottoposte agli esami Bce (17,4%)<\/strong><\/span>. \u00a0Insomma, non ci sono strade alternative alle integrazioni, come per quelle pi\u00f9 grandi, poich\u00e9 la scarsa redditivit\u00e0 e la forma delle cooperative come per le Popolari rende meno appetibile questa opzione agli investitori nel momento in cui le ricapitalizzazioni si fanno necessarie. La razionalizzazione dei costi \u00e8, perci\u00f2, un&#8217;esigenza imprescindibile. Ma siamo sicuri che l&#8217;unica soluzione sia sempre quella di \u00abspianare\u00bb i lavoratori?<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Anche i lavoratori del credito cooperativo, \u00a0come i colleghi bancari lo scorso 30 gennaio, hanno incrociato le braccia. Lo sciopero del 2 marzo, proclamato da Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito e Uilca-Uil,\u00a0ha ottenuto un&#8217;elevata adesione, oscillante &#8211; a seconda delle diverse localit\u00e0 &#8211; tra il 70 e il 90 per cento. In Lombardia, dove maggiore \u00e8 la presenza delle Bcc, le adesioni hanno superato il 95 per cento.\u00a0Anche in questo caso l&#8217;astensione dal lavoro aveva un obiettivo ben preciso: protestare contro la disdetta unilaterale della contrattazione nazionale e regionale di settore deliberata da Federcasse. 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