{"id":6251,"date":"2015-03-18T15:50:16","date_gmt":"2015-03-18T15:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6251"},"modified":"2015-03-18T15:50:16","modified_gmt":"2015-03-18T15:50:16","slug":"casa-un-sogno-lungo-una-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/18\/casa-un-sogno-lungo-una-vita\/","title":{"rendered":"Casa, un sogno lungo una vita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/case.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6255\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/case.jpg\" alt=\"case\" width=\"550\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/case.jpg 738w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/case-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ah, la <strong>casa<\/strong>! Questo piccolo grande sogno borghese dell&#8217;italiano medio. Tanto amata da noi comuni mortali quanto odiata da <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una classe dirigente\u00a0miope<\/strong><\/span> che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>in poco pi\u00f9 di tre anni<\/strong><\/span> (dalla fine del 2011 a quella del 2014) <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ha aumentato il prelievo fiscale di oltre 29 miliardi<\/strong><\/span>. <strong>Imu<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Tasi<\/strong> non solo hanno rovinato i piccoli proprietari costringendoli a subire un&#8217;altra stangata, ma hanno anche devastato il mercato perch\u00e9 hanno deprezzato il rendimento di questo bene. E la nuova <strong>riforma del catasto<\/strong> non promette per niente bene giacch\u00e9 si\u00a0stima un\u00a0aumento\u00a0medio delle rendite del 25%, con inevitabili ricadute su Imu, Tasi e canone di affitto. Eppure il desiderio \u00e8 talmente forte <em>che ancor non c&#8217;abbandona<\/em>.<\/p>\n<h3>Lo scenario<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Il-mattone-Gruppo-Tecnocasa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6280\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Il-mattone-Gruppo-Tecnocasa-300x220.jpg\" alt=\"Il mattone - Gruppo Tecnocasa\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Il-mattone-Gruppo-Tecnocasa-300x220.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Il-mattone-Gruppo-Tecnocasa.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nel 2014 le compravendite di immobili sono tornate a crescere per la prima volta dall&#8217;inizio della crisi (+3,6%)<\/strong><\/span>. Due i fattori che hanno sostenuto il trend. In primo luogo, la<strong> discesa dei prezzi<\/strong> determinata dall&#8217;esagerato carico fiscale. Secondo l&#8217;Ufficio Studi del gruppo <strong>Tecnocasa<\/strong>, l&#8217;anno scorso\u00a0la contrazione si \u00e8 attestata\u00a0al 7,2 per cento. Nelle grandi citt\u00e0 la diminuzione \u00e8 stata del 4,2%, nei capoluoghi di provincia del 4,6%, mentre nell\u2019hinterland delle grandi citt\u00e0 i prezzi sono diminuiti del 3,4\u00a0per cento.\u00a0<strong>Genova<\/strong>, con una diminuzione dei prezzi del 9,2%, \u00e8 la citt\u00e0 in cui gli immobili hanno perso\u00a0pi\u00f9 valore.\u00a0Segue <strong>Napoli<\/strong> con -6,8\u00a0per cento. Pi\u00f9 contenute le perdite per\u00a0<strong>Milano<\/strong> e <strong>Bologna<\/strong> (rispettivamente -2,6% e -2,3%). In seconda battuta, la disponibilit\u00e0 delle banche a fare credito. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le\u00a0nuove erogazioni di mutui per l\u2019acquisto di immobili nel 2014 hanno\u00a0registrato un incremento annuo del +32,5%<\/strong><\/span>, segnala l&#8217;<strong>Abi<\/strong> aggiungendo che lo scorso gennaio il tasso di crescita \u00e8 ulteriormente salito al\u00a035 per cento. Non \u00e8 un business redditizio per gli istituti considerato che il <strong>basso livello dei tassi<\/strong> e la <strong>liquidit\u00e0<\/strong> messa in circolo dalla <strong>Bce<\/strong> non consentono grandi margini di manovra sugli spread da applicare ai contratti. Ma c&#8217;\u00e8 di buono che, sinora, \u00e8 uno dei prestiti meno rischiosi per una banca: se le cose vanno male, diventano proprietarie dell&#8217;immobile. Sinora, perch\u00e9 il <strong>Comitato di Basilea<\/strong> vuole inasprire le politiche di accantonamento in bilancio per i mutui ipotecari. Se la proposta dovesse passare, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/stretta-sulle-banche-scatta-lallarme-mutui-1104976.html\" target=\"_blank\">gli istituti potranno far credito alle condizioni attuali solo a chi ha una liquidit\u00e0 pari almeno al 50% del valore dell&#8217;immobile<\/a>.<\/p>\n<p>In ogni caso, concludono gli esperti di Tecnocasa, lo scenario rester\u00e0 positivo sul versante della domanda.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nel 2015 i\u00a0prezzi dovrebbero \u00a0registrare una variazione negativa compresa tra il -4 e il -2 per cento<\/strong><\/span>, mentre le compravendite\u00a0dovrebbero aumentare\u00a0ulteriormente per chiudere tra 430 e 440mila.\u00a0La stabilit\u00e0 dei prezzi potrebbe raggiungersi nel 2016 e confermarsi anche per il 2017.<\/p>\n<h3>Comprare casa: un&#8217;ipoteca sul futuro<\/h3>\n<p>Una volta che si sia presa la decisione fatidica, bisogna entrare nell&#8217;ordine di idee che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il servizio del debito (cio\u00e8 la quota di reddito da mettere da parte per onorare mensilmente il mutuo) \u00e8 una priorit\u00e0<\/strong> <\/span>ineludibile e che le proprie scelte, oltrech\u00e9 il proprio tenore di vita (della scartavetrata di tasse sulla casa vi abbiamo gi\u00e0 detto), devono essere regolate da questo obbligo. Le statistiche parlano chiaro:\u00a0\u00a0il 68,7% degli italiani \u00e8\u00a0proprietario di casa (Rapporto 2014 della Bce sulla ricchezza e i consumi delle famiglie dell&#8217;area dell\u2019Euro) contro una media Eurozona del 60%.\u00a0Ma solo il 4% sono under 30: comprare casa non \u00e8 un affare per giovani, soprattutto se titolari di un contratto flessibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/CASA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6253\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/CASA.jpg\" alt=\"CASA\" width=\"300\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/CASA.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/CASA-213x300.jpg 213w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ed \u00e8 grazie a una ricerca condotta dal Centro Studi del portale immobiliare <strong>Casa.it<\/strong> che il nostro blog economico entra in una dimensione totalmente politica di quest&#8217;analisi socio-demografica. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La minore capacit\u00e0 di spesa degli italiani, ovverosia retribuzioni medie troppo basse rispetto ai prezzi, pur in discesa, del mercato immobiliare, rende l&#8217;acquisto di un&#8217;immobile un vero e proprio percorso a ostacoli: un&#8217;ipoteca sulla vita<\/strong><\/span>. Con un Pil pro capite di circa 26.400 euro (dati Istat), <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un italiano che voglia diventare proprietario di una casa di 80 mq, valutata intorno ai 176mila euro, dovr\u00e0 immolare alla causa non meno di 10 annualit\u00e0<\/strong><\/span>. In <strong>Francia<\/strong>, dove i prezzi delle case sono leggermente pi\u00f9 bassi che da noi, le annualit\u00e0 sono due in meno. In <strong>Gran Bretagna<\/strong>, dove il prezzo al metro quadro\u00a0\u00e8 pi\u00f9 alto, gli anni sono 9. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00a0Il paradosso \u00e8 che comprare casa in metropoli decisamente costose come Parigi, Londra o New York sia relativamente pi\u00f9 facile e indolore che nelle nostre citt\u00e0<\/strong><\/span>.\u00a0Nei Paesi mediterranei \u00a0il confronto \u00e8 ancora pi\u00f9 impietoso: in <strong>Spagna<\/strong> il numero delle annualit\u00e0 da sacrificare \u00e8 7, in <strong>Portogallo<\/strong> sono solo 5, in <strong>Grecia<\/strong> 6. La musica non cambia spostando il confronto sulle citt\u00e0 al top del mercato immobiliare nei singoli Paesi. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Coprire il prezzo d\u2019acquisto di un\u2019unit\u00e0 immobiliare da 80 metri quadri nelle zone centrali di pregio di Roma o Milano, infatti, comporta per le finanze dell\u2019italiano medio l\u2019improponibile accantonamento di oltre 10 anni di stipendio, mentre a Berlino il sacrificio economico \u00e8 limitato a 6,5 annualit\u00e0.\u00a0Persino nel cuore di New York, dove il prezzo medio al metro quadro si aggira intorno ai 21mila euro, le annualit\u00e0 da investire per completare l\u2019acquisto sono solo 6,2<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>E allora \u00e8 giunto il momento di porsi alcune questioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Posto che in Italia la <strong>produttivit\u00e0 del lavoro<\/strong> (soprattutto nel settore privato) non \u00e8 particolarmente bassa, anzi.<\/li>\n<li>Posto che l&#8217;<strong>aliquota fiscale media sui redditi<\/strong> di chi \u00e8 in grado di comperare una casa \u00e8 generalmente uguale o superiore al 35 per cento.<\/li>\n<li>Posto che l&#8217;esagerato <strong>prelievo fiscale sugli immobili<\/strong> si propone di tassare sia il possesso di un bene sia di finanziare i servizi pubblici che ai beni immobili sono collegati<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center\">si evidenzia una <strong>contraddizione<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: left\">Se l&#8217;obiettivo \u00e8 intervenire fiscalmente sul <strong>possesso dei beni<\/strong>, allora \u00e8 ingiustificato colpire i redditi e la possibilit\u00e0 di accesso ai beni, bens\u00ec occorre incoraggiare sotto tutti i punti di vista la produttivit\u00e0 del lavoro.<\/li>\n<li style=\"text-align: left\">Se si vogliono tassare i redditi per ridurre all&#8217;origine le sperequazioni (la famosa redistribuzione tanto cara ad alcuni), allora quella fiscalit\u00e0 deve essere utilizzata anche per garantire buoni servizi alla collettivit\u00e0 senza pretendere balzelli aggiuntivi.<\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Quello che si stenta ad accettare in ogni caso \u00e8 uno Stato che vuole \u00abintermediare\u00bb, cio\u00e8 occuparsi del trasferimento di ricchezza per via fiscale, riducendo molti in povert\u00e0<\/strong><\/span>. O costringendoli a enormi sacrifici anche per l&#8217;acquisto della casa.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Ah, la casa! Questo piccolo grande sogno borghese dell&#8217;italiano medio. Tanto amata da noi comuni mortali quanto odiata da una classe dirigente\u00a0miope che in poco pi\u00f9 di tre anni (dalla fine del 2011 a quella del 2014) ha aumentato il prelievo fiscale di oltre 29 miliardi. Imu\u00a0e\u00a0Tasi non solo hanno rovinato i piccoli proprietari costringendoli a subire un&#8217;altra stangata, ma hanno anche devastato il mercato perch\u00e9 hanno deprezzato il rendimento di questo bene. E la nuova riforma del catasto non promette per niente bene giacch\u00e9 si\u00a0stima un\u00a0aumento\u00a0medio delle rendite del 25%, con inevitabili ricadute su Imu, Tasi e canone [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/18\/casa-un-sogno-lungo-una-vita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31506],"tags":[15768,68098,837,14748,7189,16869,26210,14,2754,35,132,9194,52857,249,17024,2752,3821,12994,60236,3774,68094,68095,68099,68100,68097,68096,4990,39688,33897],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6251"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6251"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6283,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6251\/revisions\/6283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}