{"id":6259,"date":"2015-03-13T13:03:24","date_gmt":"2015-03-13T13:03:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6259"},"modified":"2015-03-13T13:03:24","modified_gmt":"2015-03-13T13:03:24","slug":"renzi-giu-le-mani-dalle-pensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/13\/renzi-giu-le-mani-dalle-pensioni\/","title":{"rendered":"\u00abRenzi, gi\u00f9 le mani dalle pensioni!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6260\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico.jpg\" alt=\"&gt;ANSA-CRONOLOGIA\/2014: POLITICA; Il Cdm di Natale completa il Jobs Act\" width=\"550\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo alle solite!\u00a0Le <strong>elezioni regionali<\/strong> si avvicinano ed \u00e8 il momento giusto per fare promesse che possano convincere gli elettori a scegliere un partito piuttosto che un altro. Naturalmente, chi ha qualcosa da perdere (ma soprattutto da guadagnare) \u00e8 l&#8217;attuale compagine di governo, cio\u00e8 il <strong>Partito Democratico<\/strong> del premier-segretario <strong>Matteo Renzi<\/strong> e i suoi \u00absatelliti\u00bb della maggioranza.\u00a0E, considerata la composizione demografica del Paese, c&#8217;\u00e8 qualcuno da convincere a recarsi alle urne: i pensionandi che vorrebbero anticipare di qualche anno l&#8217;uscita dal mondo del lavoro, procrastinata dalla \u00abdevastante\u00bb (lo mettiamo fra virgolette, perch\u00e9 si tratta di considerazioni\u00a0elaborate dai detrattori del prolungamento della carriera lavorativa)\u00a0<strong>riforma Fornero<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Poletti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-6261\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Poletti-150x150.jpg\" alt=\"Poletti\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Poletti-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Poletti.jpg 257w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\u00abAdesso dobbiamo lavorare all\u2019introduzione di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>elementi di flessibilit\u00e0 in uscita<\/strong><\/span> a partire dalle condizioni socialmente pi\u00f9 difficili\u00bb, ha dichiarato qualche settimana fa il ministro del Lavoro, <strong>Giuliano Poletti<\/strong>, poi ritrattando parzialmente le promesse e garantendo che se ne parler\u00e0 in occasione della prossima Legge di Stabilit\u00e0. In ogni caso, nei prossimi giorni i sindacati nazionali saranno convocati al ministero per discutere della benedetta flessibilit\u00e0.\u00a0Che cosa significa? Sostanzialmente, avere una possibilit\u00e0 di scelta: perdere una quota del totale accumulato e ritirarsi in anticipo rispetto ai 65 anni previsti per tutti, nel caso lo si desideri.\u00a0Belle parole, non c&#8217;\u00e8 che dire. Se volessimo fare i commentatori politici, potremmo sintetizzare: \u00abContinuate a firmare una cambiale in bianco al governo e molto probabilmente sarete accontentati con qualche anno di anticipo sull&#8217;et\u00e0 di pensionamento. A vostre spese!\u00bb. \u00a0O, al limite, chiedendo alle aziende (nel caso dei lavoratori privati) di coprire il differenziale di trattamento all&#8217;uscita del dipendente dal ciclo produttivo. Non chiediamoci se questo progetto sia fattibile (tutto si pu\u00f2 fare), domandiamoci piuttosto se l&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong> consentirebbe all&#8217;Italia di aumentare la spesa previdenziale attesa nei prossimi anni (se pi\u00f9 gente va in pensione, l&#8217;Inps deve inizialmente pagare di pi\u00f9) anche se, nel lungo periodo, il costo delle singole prestazioni potrebbe diminuire. Un \u00abmarameo\u00bb di Bruxelles sarebbe un gesto cortese, vista la situazione drammatica dei nostri conti pubblici. Anzi, dovremmo persino ringraziare se la Commissione Ue non ci chieder\u00e0 di tagliare le erogazioni gi\u00e0 in essere, come invece ha fatto nei Paesi (come la <strong>Grecia<\/strong> e il <strong>Portogallo<\/strong>) sottoposti a stretto monitoraggio. E tra i quali qualcuno a Berlino immagina prima o poi di collocarci.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Aldo-Urbini-Cisal.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6262\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Aldo-Urbini-Cisal-300x253.jpg\" alt=\"Aldo Urbini (Cisal)\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Aldo-Urbini-Cisal-300x253.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Aldo-Urbini-Cisal.jpg 322w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma guardiamo pi\u00f9 da vicino cosa sono veramente le nostre pensioni e cosa accade quando versiamo i contributi all&#8217;Inps (o a un altro ente previdenziale nel caso di ordini professionali et similia). Ci facciamo aiutare da <strong>Aldo Urbini<\/strong>, direttore del Centro Studi della <strong>Cisal<\/strong> (sindacato autonomo, come si dice di ogni organizzazione che non abbia referenti politici, a differenza di <strong>Cgil<\/strong>, <strong>Cisl<\/strong>, <strong>Uil<\/strong> e <strong>Ugl<\/strong>). \u00abCome Cisal &#8211; osserva Urbini &#8211; abbiamo lanciato una provocazione, ricordando un dato di fatto che a molti sfugge:\u00a0l&#8217;attuale previdenza obbligatoria poggia su un discuti\u00adbile &#8220;mix&#8221; che vede coesistere una modalit\u00e0 di calcolo di tipo contributivo con un sistema di finanziamento a ripartizione. Ci\u00f2 significa che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i contributi versati dai lavoratori non ven\u00adgono capitalizzati al fine dell&#8217;erogazione della futura pen\u00adsione, bens\u00ec utilizzati, nel momento stesso in cui vengono riscossi, per pagare le pensioni attualmente in essere<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>In pratica, rileva Urbini, nel momento stesso in cui il lavoratore (anzi per meglio dire, il datore di lavoro nel caso dei dipendenti) versa i contributi all&#8217;Inps, essi vengono immediatamente spesi per pagare sia le pensioni in essere sia per garantire prestazioni sociali come la cassa integrazione. \u00abOltretutto &#8211; aggiunge &#8211;<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il rendimento dei contributi previdenziali \u00e8 predeterminato e tutto l&#8217;eventuale surplus rispetto al minimo garantito viene immediatamente girato al Tesoro<\/strong><\/span>\u00bb. La<strong> riforma Dini<\/strong> del 1995 (che sanc\u00ec il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo) era stata congegnata dall&#8217;economista premio Nobel <strong>Franco Modigliani<\/strong>, sottolinea il direttore del Centro Studi Cisal, per un veloce passaggio al sistema a capitalizzazione.<\/p>\n<p>Circostanza che, invece, non si \u00e8 mai verificata. In primo luogo per motivi demografici: il progressivo invecchiamento della popolazione ha reso sempre pi\u00f9 necessario l&#8217;utilizzo dei contributi previdenziali per il pagamento delle pensioni. \u00abLa crisi globale &#8211; argomenta &#8211; ha peggiorato la situazione: il <strong>Fondo Pensione dei Dipendenti<\/strong> presso l&#8217;<strong>Inps<\/strong> \u00e8 andato in rosso perch\u00e9 la disoccupazione crescente ha diminuito il numero dei contributori\u00bb. Inoltre, \u00abla persi\u00adstente confusione tra previdenza ed assistenza\u00bb rende impossibile attuare \u00abuna for\u00adma di investimento che faccia fruttare i contributi versati\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Boeri-Tito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6267\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Boeri-Tito.jpg\" alt=\"Totoministri nel vivo, arrembaggio a squadra Renzi\" width=\"300\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Boeri-Tito.jpg 466w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Boeri-Tito-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Allo stesso modo, non promettono nulla di buono le intenzioni del nuovo superpresidente Inps, l&#8217;economista <strong>Tito Boeri<\/strong>, che \u00e8 diventato il Renzi-man in materia previdenziale. Boeri \u00e8 favorevole alla flessibilit\u00e0 del pensionamento, ma vuole estendere, ovviamente in stretto collegamento con Palazzo Chigi e con Via XX Settembre, il controllo governativo su tutti i delicati passaggi che riguardano le politiche previdenziali. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il metodo Renzi<\/strong><\/span>, lo dimostrano sia <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/aeroporti-tv-e-concessioni-quanti-favori-agli-amici-1094520.html\" target=\"_blank\">la storia del premier<\/a> sia <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/frenata-governo-sul-decreto-telecom-1100341.html\" target=\"_blank\">i recenti avvenimenti riguardanti <strong>Telecom<\/strong><\/a>, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00e8 super-dirigista<\/strong><\/span>. E se, invece, provassimo a ragionare in un&#8217;ottica completamen\u00adte diversa, rispettando<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il diritto di propriet\u00e0 dei lavoratori sui contributi<\/strong><\/span>?\u00a0Quello che ne risulterebbe \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>un sistema che<\/strong><\/span>, fermi re\u00adstando i prelievi obbligatori minimi, tali da garantire l&#8217;assistenza e un trattamento minimo universale, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>lasciasse la maggior parte dell&#8217;attuale 33%<\/strong> <\/span><strong><span style=\"text-decoration: underline\">della retribu\u00adzione nella busta paga del lavoratore, il quale ne avrebbe la piena disponibilit\u00e0 per decidere autonomamente come e in quali termini investirla<\/span>. \u00abUna quota\u00a0ragionevole potrebbe essere il 20 per cento\u00bb, conclude Urbini<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 la proposta pi\u00f9 liberale che sia stata mai portata avanti da un sindacato<\/strong><\/span>. Ed \u00e8 per questo che la Cisal \u00e8 un po&#8217; sola nel sostenerla, in quanto le confederazioni maggiori giocano di sponda con il governo di turno per ottenerne legittimazione e trascurando quello che dovrebbe essere il vero obiettivo. Un&#8217;altra nota a margine la possiamo aggiungere noi: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>n\u00e9 la politica n\u00e9 il sindacato sono favorevoli a considerare il lavoratore, l&#8217;individuo come un soggetto libero che, responsabilmente, \u00e8 in grado di utilizzare il proprio denaro per costruirsi una pensione, aumentando o diminuendo i versamenti a seconda di esigenze e necessit\u00e0<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Cavallaro-Cisal.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6268\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Cavallaro-Cisal-300x200.jpg\" alt=\"Cavallaro - Cisal\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Cavallaro-Cisal-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Cavallaro-Cisal-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abNel campo della\u00a0previdenza,\u00a0bisogna eliminare ogni odiosa discriminazione, soprattutto fiscale,\u00a0tra fondi complementari pubblici e privati\u00bbha dichiarato\u00a0il\u00a0segretario generale della Cisal, <strong>Francesco Cavallaro<\/strong>, in occasione\u00a0del\u00a0convegno \u00abUna nuova politica economica per il benessere del Paese\u00bb, svoltosi qualche giorno fa a Roma. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Bisogna\u00a0rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza per una gestione davvero trasparente dei contributi, quale &#8220;salario differito&#8221; di esclusiva propriet\u00e0 dei lavoratori<\/strong><\/span>\u00bb, ha aggiunto. Volete una prova? Basta guardare alla <strong>previdenza integrativa<\/strong>.\u00a0Nel 2014, ha rilevato la <strong>Covip<\/strong> (Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione), \u00a0gli investimenti nei <strong>fondi\u00a0pensione<\/strong> negoziali e nei fondi aperti hanno reso in media,\u00a0rispettivamente, il 7,3% e il 7,5% a fronte dell&#8217;1,3% di rivalutazione del <strong>Tfr<\/strong> lasciato in azienda o all&#8217;Inps. Sar\u00e0 banale, ma chi fa da s\u00e9 fa per tre. Anche nella previdenza.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Siamo alle solite!\u00a0Le elezioni regionali si avvicinano ed \u00e8 il momento giusto per fare promesse che possano convincere gli elettori a scegliere un partito piuttosto che un altro. Naturalmente, chi ha qualcosa da perdere (ma soprattutto da guadagnare) \u00e8 l&#8217;attuale compagine di governo, cio\u00e8 il Partito Democratico del premier-segretario Matteo Renzi e i suoi \u00absatelliti\u00bb della maggioranza.\u00a0E, considerata la composizione demografica del Paese, c&#8217;\u00e8 qualcuno da convincere a recarsi alle urne: i pensionandi che vorrebbero anticipare di qualche anno l&#8217;uscita dal mondo del lavoro, procrastinata dalla \u00abdevastante\u00bb (lo mettiamo fra virgolette, perch\u00e9 si tratta di considerazioni\u00a0elaborate dai detrattori del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/13\/renzi-giu-le-mani-dalle-pensioni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31506],"tags":[68091,68083,22920,31422,68085,68093,68089,68084,68090,68092,49042,132,5709,23366,3774,40122,68088,68087,21511,11960,15839,53006,45480],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6259"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6259"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6259\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6270,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6259\/revisions\/6270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}