{"id":6284,"date":"2015-03-23T10:33:08","date_gmt":"2015-03-23T10:33:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6284"},"modified":"2015-03-23T10:33:08","modified_gmt":"2015-03-23T10:33:08","slug":"la-crisi-ci-spacca-i-bicchieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/03\/23\/la-crisi-ci-spacca-i-bicchieri\/","title":{"rendered":"La crisi ci spacca i bicchieri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6285\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-01.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-01.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-01-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Dall\u2019inizio della crisi \u00e8 sparito\u00a0dalle tavole degli italiani un bicchiere di vino su cinque ed i\u00a0consumi di vino sono scesi al minimo storico dall\u2019Unit\u00e0\u00a0d\u2019Italia nel 1861<\/strong><\/span>. \u00c8 quanto emerge da una analisi della\u00a0<strong>Coldiretti<\/strong> presentata al <strong>Vinitaly<\/strong>.\u00a0\u00abSe all\u2019estero i problemi vengono dalle\u00a0imitazioni, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>in Italia sono crollati gli acquisti di vino delle\u00a0famiglie e i consumi nazionali<\/strong><\/span> &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211;\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>sono scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro Stati\u00a0Uniti e Francia, con un taglio del 19 per cento dall\u2019inizio\u00a0della crisi nel 2008<\/strong><\/span>\u00bb. Se la media di consumo \u00e8 al di sotto\u00a0dei 37 litri a persona, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>solo il 21 per cento degli italiani\u00a0beve vino tutti i giorni e addirittura quasi la met\u00e0 degli\u00a0italiani (48,4 per cento) non lo beve mai durante l\u2019anno<\/strong><\/span>,\u00a0secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.<\/p>\n<p>Sta cambiando la geografia del vino e\u00a0se i dati disponibili mostrano un consolidamento del consumo\u00a0mondiale stimato nel 2014 attorno ai 243 milioni di ettolitri,\u00a0l\u2019andamento non \u00e8 pi\u00f9 trainato dai Paesi tradizionalmente\u00a0produttori e consumatori come Italia e <strong>Francia<\/strong>, bens\u00ec dalla\u00a0nascita e dallo sviluppo di nuovi poli di consumo. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La Cina in\u00a0pochi anni \u00e8 diventata il quinto Paese consumatore ed oggi\u00a0circa il 39 per cento del vino prodotto viene consumato in\u00a0Paesi non europei, rispetto al 31 per cento del 2000<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6286\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Vino-02-300x168.jpg\" alt=\"Vino 02\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><strong>In Italia<\/strong> si beve meno, ma si beve meglio con il formato\u00a0pi\u00f9 venduto che \u00e8 stato quello delle bottiglie da 0,75 litri\u00a0a denominazione d\u2019origine che pu\u00f2 contare su una offerta Made\u00a0in Italy di 74 etichette Docg, 341 Doc e 123 Igt. I v<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ini pi\u00f9\u00a0richiesti sono Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera,\u00a0Bonarda, Montepulciano d\u2019Abruzzo, Nero d\u2019Avola, Morellino e\u00a0Dolcetto<\/strong><\/span>, ma crescono anche il Pecorino, l\u2019Aglianico e il\u00a0Pignoletto a conferma del successo dei vini autoctoni. \u00abIl\u00a0risultato &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; \u00e8 che la quantit\u00e0 di\u00a0vino Made in Italy consumato all\u2019interno dei confini nazionali\u00a0\u00e8 risultata addirittura inferiore di quella consumata nel\u00a0mondo. Nonostante l\u2019aumento dello 0,8 per cento nelle bottiglie\u00a0esportate per un quantitativo di 20,4 milioni di ettolitri,\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l\u2019Italia nel 2014 \u00e8 stata sorpassata dalla Spagna (22,6\u00a0milioni di ettolitri, il 22 per cento in pi\u00f9 sul 2013), dopo\u00a0essere stata infatti a lungo il primo fornitore mondiale<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>A trainare l\u2019export sono le bollicine che mettono a segno\u00a0nel 2014 un aumento del 18,2 per cento nelle numero di\u00a0bottiglie esportate. Ad apprezzare il vino italiano sono\u00a0soprattutto gli Stati Uniti che ne hanno importato quasi 6\u00a0milioni di ettolitri e a seguire la Germania e la Gran Bretagna\u00a0entrambi con quasi 3 milioni di ettolitri.<\/p>\n<p>\u00abDal Bordolino nella versione\u00a0bianco e \u00a0rosso con tanto di bandiera tricolore al Meer-secco, ma ci sono\u00a0anche<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00a0il Barbera bianco prodotto in Romania<\/strong><\/span> e <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il Chianti fatto in\u00a0California<\/strong><\/span>, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il Marsala sudamericano e quello statunitense<\/strong><\/span> e il\u00a0Kressecco tedesco tra le contraffazioni e imitazioni dei nostri\u00a0vini e\u00a0liquori pi\u00f9 prestigiosi che complessivamente provocano perdite\u00a0stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali alle\u00a0produzioni Made in Italy\u00bb. \u00c8 quanto afferma la Coldiretti che per\u00a0sensibilizzare le Istituzioni in vista dell\u2019Expo ha allestito al\u00a0Vinitaly \u00abL\u2019angolo della vergogna\u00bb nel proprio stand.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Prosecco-Crimea1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6288\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Prosecco-Crimea1-225x300.jpg\" alt=\"Prosecco Crimea\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Prosecco-Crimea1-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Prosecco-Crimea1.jpg 253w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00abSulla spinta delle tensioni politiche e commerciali che sono\u00a0culminate <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>con l\u2019embargo da parte della Russia \u00e8 anche arrivato il\u00a0Prosecco Made in Crimea<\/strong><\/span> perch\u00e9 ad essere colpiti &#8211; sottolinea la\u00a0Coldiretti &#8211; sono i settori pi\u00f9 dinamici dell\u2019agroalimentare Made\u00a0in\u00a0Italy come gli spumanti che con un balzo del 20 per cento nelle\u00a0bottiglie spedite all\u2019estero sorpassano lo champagne e conquista le\u00a0tavole nel mondo con un record storico, secondo una analisi\u00a0Coldiretti\u00a0sulla base dei dati Istat relativi al 2014\u00bb.\u00a0La stagnazione dei consumi interni, insieme alla crescita\u00a0dei\u00a0mercati esteri, rende pi\u00f9 urgente, precisa l&#8217;associazione, l\u2019intervento delle Istituzioni per<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> tutelare le esportazioni di vino\u00a0Made in Italy di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione\u00a0delle\u00a0produzioni nazionali<\/strong><\/span>. Oltre al danno economico, a preoccupare \u00e8\u00a0soprattutto il danno di immagine che provocano tra i consumatori\u00a0emergenti dove non si \u00e8 ancora affermata la cultura del vino.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dall\u2019inizio della crisi \u00e8 sparito\u00a0dalle tavole degli italiani un bicchiere di vino su cinque ed i\u00a0consumi di vino sono scesi al minimo storico dall\u2019Unit\u00e0\u00a0d\u2019Italia nel 1861. \u00c8 quanto emerge da una analisi della\u00a0Coldiretti presentata al Vinitaly.\u00a0\u00abSe all\u2019estero i problemi vengono dalle\u00a0imitazioni, in Italia sono crollati gli acquisti di vino delle\u00a0famiglie e i consumi nazionali &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211;\u00a0sono scesi attorno ai 20 milioni di ettolitri, dietro Stati\u00a0Uniti e Francia, con un taglio del 19 per cento dall\u2019inizio\u00a0della crisi nel 2008\u00bb. 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