{"id":6323,"date":"2015-04-13T09:01:11","date_gmt":"2015-04-13T09:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6323"},"modified":"2015-04-13T09:01:11","modified_gmt":"2015-04-13T09:01:11","slug":"camusso-e-landini-vivono-nella-preistoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/04\/13\/camusso-e-landini-vivono-nella-preistoria\/","title":{"rendered":"\u00abCamusso e Landini vivono nella preistoria\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Landini-Camusso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6325\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Landini-Camusso.jpg\" alt=\"Bacio Landini Camusso\" width=\"550\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Landini-Camusso.jpg 699w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Landini-Camusso-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Che bel bacio quello tra il segretario della <strong>Cgil<\/strong>, <strong>Susanna Camusso<\/strong>, e il leader della <strong>Fiom<\/strong>, <strong>Maurizio Landini<\/strong>, alla manifestazione romana di Piazza del Popolo lo scorso 28 marzo!\u00a0Sembrava di rivivere veramente gli anni &#8217;70! Il numero uno dei metalmeccanici ha lanciato una piattaforma politica, la cosiddetta \u00ab<strong>Coalizione sociale<\/strong>\u00bb per incalzare la politica sui temi pi\u00f9 cari ai rappresentanti dei lavoratori: abolizione del <strong>Jobs Act<\/strong> (cio\u00e8 ripristino in toto dell&#8217;<strong>Articolo 18<\/strong> e del divieto di <strong>licenziamento senza giusta causa<\/strong>), maggiore tutela per le fasce deboli, investimenti pubblici e aumento delle <strong>tasse<\/strong> sulla ricchezza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Breznev-Honecker.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6326\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Breznev-Honecker-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Breznev-Honecker-300x192.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Bacio-Breznev-Honecker.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma quel bacio era anche una forma di <strong>ipocrisia<\/strong> come quelli che <strong>Leonid Breznev<\/strong> stampava in bocca ai presidenti dei satelliti dell&#8217;<strong>Urss<\/strong>, memorabile quello con il tedesco orientale <strong>Eric Honecker<\/strong>. La partita che il sindacato di sinistra sta giocando dopo le sconfitte sul suo terreno di battaglia, cio\u00e8 il lavoro, \u00e8 quello per riguadagnare una visibilit\u00e0 politica in grado di condizionare i partiti o comunque quelle correnti, come la minoranza Pd, sensibili al richiamo operaista. Ed \u00e8 qui che cominciano i dolori perch\u00e9 nessuno vuol cedere il comando all&#8217;altro.\u00a0A partire, da Camusso che non vuol sentirsi subalterna al segretario di una federazione che fa parte del suo sindacato. Soprattutto perch\u00e9 Camusso ha una sua proposta politica.\u00a0\u00abBasta con\u00a0l\u2019assurdo gioco dell\u2019oca su cui si sono basate le ultime sette <strong>leggi di stabilit\u00e0<\/strong>, si tagliano le risorse, diminuisce la domanda, non crescono i consumi, il problema non si risolve e si deve ricominciare. Purtroppo anche l\u2019attuale <strong>Def<\/strong> (Documento di Economia e Finanza) sembra seguire questo schema, continuando a sostenere la necessit\u00e0 di tagliare la <strong>spesa pubblica<\/strong>, non comprendendo che la <strong>crisi<\/strong> \u00e8 della domanda e non dell\u2019offerta\u00bb, ha dichiarato di recente sostenendo che \u00absi dovrebbero innanzitutto trovare nuove risorse, decidere come investirle e poi fornire gli strumenti di politica industriale necessari per superare quello schema, ormai obsoleto, in base al quale il pubblico dismette e il privato compra e smantella\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manifestazione-Sindacale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6327\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manifestazione-Sindacale-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manifestazione-Sindacale-300x207.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manifestazione-Sindacale.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Diciamo che rispetto a ci\u00f2 che si affermava negli anni &#8216;7o Camusso non sembra aver compiuto grandi passi avanti: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>pi\u00f9 spesa pubblica, pi\u00f9 salario, meno iniziativa privata, pi\u00f9 controllo pubblico dell&#8217;economia<\/strong><\/span>. E Landini che cosa dice?\u00a0\u00a0Sostanzialmente, come lo ha ben interpretato <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/coalizione-sociale-landini-lancia-il-manifesto-camusso-non-fara-strada\/\" target=\"_blank\"><strong><em>Il manifesto<\/em><\/strong><\/a>, che \u00abil sin\u00adda\u00adcato da solo non basta nel momento in cui <strong>Renzi<\/strong> \u00e8\u00a0deter\u00admi\u00adnato a\u00a0cancel\u00adlare tutti i\u00a0corpi inter\u00admedi, age\u00advo\u00adlando cos\u00ec il pro\u00adcesso di rivo\u00adlu\u00adzione dall\u2019alto in corso nell\u2019<strong>Europa<\/strong> dell\u2019<strong>austerit\u00e0<\/strong>. Il suo \u00e8\u00a0un defi\u00adcit di rap\u00adpre\u00adsen\u00adtanza, e\u00a0di potere sociale, che va recu\u00adpe\u00adrato facendo coa\u00adli\u00adzione con i\u00a0mondi del lavoro non dipen\u00addente e\u00a0pre\u00adca\u00adrio, oltre che nella societ\u00e0\u00bb. Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>secondo Landini \u00e8 meglio che il sindacato si faccia anche un po&#8217; partito visto che da solo ha perso tutte le sue ultime battaglie<\/strong><\/span>. Il discorso, dal punto di vista logico e anche strategico, non fa una piega: meglio allearsi, coalizzarsi, aggregarsi se da soli non si riesce a essere incisivi. Camusso \u00e8 invece una strenua sostenitrice dell&#8217;autonomia sindacale, cio\u00e8 dell&#8217;indipendenza del sindacato da qualsiasi organizzazione politica (per quanto la Cgil con l&#8217;universo della sinistra abbia sempre avuto un rapporto privilegiato).<\/p>\n<p>La domanda che per\u00f2 vogliamo porvi \u00e8 un&#8217;altra e forse molto pi\u00f9 ingenua. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ma c&#8217;\u00e8 bisogno veramente di un sindacato che fa politica quando il suo primo obiettivo dovrebbe essere solo quello di siglare contratti vantaggiosi per i lavoratori?<\/strong><\/span> Affidiamo la risposta ad <strong>Angelo Pasquarella<\/strong>,\u00a0amministratore delegato di\u00a0Projectland\u00a0ed esperto di sociologia del lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2850\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-279x300.jpg\" alt=\"Pasquarella\" width=\"300\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-279x300.jpg 279w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-953x1024.jpg 953w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella.jpg 1622w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abPerch\u00e9 i sindacati oggi ci appaiono come un mondo conservatore, resistente e ancorato al passato? Le moderne societ\u00e0 non hanno forse bisogno di forme che aggreghino i lavoratori che fornisca loro servizi e che li rappresenti?\u00a0Ancora una volta siamo di fronte ad un fenomeno culturale: il sindacato \u00e8 infatti oggi l\u2019espressione delle sue radici culturali di ieri. L\u2019affermazione e il consolidamento del sindacato \u00e8 avvenuta negli anni Cinquanta e Sessanta quando ha contribuito senza dubbio a migliorare le condizioni dei lavoratori e anche a stimolare la crescita economica. Il problema sta nel fatto che il contesto \u00e8 oggi profondamente cambiato. Nei momenti di turbolenta crescita economica infatti \u00e8 prioritario, per i lavoratori, ripartire la ricchezza e secondario preoccuparsi della sua generazione. Il valore viene creato da un sistema in espansione. Si tratta solo di stabilire come viene diviso. In questo contesto le istanze sociali nel mondo del lavoro sono necessariamente legate ad una sorta di contrapposizione che pu\u00f2 sfociare anche in duri scontri. L\u2019arma dello sciopero \u00e8 peraltro efficace perch\u00e9 reca un danno consistente, in quanto pu\u00f2 impedire di soddisfare una domanda di prodotti che permane sostenuta. Le lotte operaie sono state addirittura utili anche per sostenere la domanda interna, attraverso una diversa ripartizione del valore, che ha diffuso benessere ed \u00e8 stata funzionale allo stesso capitalismo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Se applichiamo per\u00f2 una politica sindacale spartitoria in un momento in cui vi \u00e8 contrazione economica e il problema \u00e8 invece quello della generazione di nuova ricchezza, otteniamo le storture che sono sotto i nostri occhi e che portano a ritenere il sindacato inutile o dannoso per l\u2019intera societ\u00e0<\/strong><\/span>.\u00a0Quando un\u2019impresa (fatta di un sistema imprenditoriale, organizzazione, esperienze, cultura e relazioni con clienti, fornitori, fisco, territorio e lavoratori) sparisce, non sparisce solo un pezzo di essa (il cosiddetto padrone), ma sparisce tutto il complesso di interessi di cui l\u2019azienda rappresenta il punto nodale. Il danno sociale \u00e8 enorme\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSe il sindacato, nei momenti economici favorevoli, pu\u00f2 e deve avere (nell\u2019interesse di tutti) un atteggiamento orientato alla contrapposizione in funzione spartitoria, potendosi disinteressare di come il valore viene generato, in periodi in cui occorre generare nuova ricchezza \u00e8 esattamente l\u2019opposto. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>In simili momenti l\u2019interesse dei lavoratori \u00e8 orientato al come si possa concorrere al rilancio e al rinnovamento dell\u2019azienda: dalla logica spartitoria si passa a una logica di sviluppo<\/strong><\/span>. Le oscillazioni della domanda, il sorgere di opportunit\u00e0 conseguenti all\u2019apertura di nuovi mercati, il modo di superare un momento di crisi o come garantire l\u2019esecuzione di una commessa non sono, in periodi come quello che viviamo, semplicemente un problema del management, ma riguardano l\u2019insieme dell\u2019azienda e anche e soprattutto chi ci lavora.\u00a0I problemi non sono solo di una parte (\u201csaranno ben fatti dell\u2019imprenditore\u201d) ma di entrambe e <span style=\"text-decoration: underline;color: #ff0000\"><strong>il ruolo del sindacato, in questa situazione, \u00e8 quello di diventare propositivo e assumersi responsabilit\u00e0 nel rilancio dell\u2019impresa favorendo nuove e pi\u00f9 flessibili forme di gestione ed esecuzione del lavoro<\/strong><\/span>.\u00a0Ancora una volta suggerimenti ci vengono dalla Germania, ad esempio con i molti casi che abbiamo osservato nel settore metalmeccanico.\u00a0\u00c8\u00a0questo il salto culturale che anche l\u2019Italia si aspetta e anche un\u2019occasione storica di rinnovamento per il sindacato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che bel bacio quello tra il segretario della Cgil, Susanna Camusso, e il leader della Fiom, Maurizio Landini, alla manifestazione romana di Piazza del Popolo lo scorso 28 marzo!\u00a0Sembrava di rivivere veramente gli anni &#8217;70! 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