{"id":6341,"date":"2015-04-17T13:45:37","date_gmt":"2015-04-17T13:45:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6341"},"modified":"2015-04-17T13:45:37","modified_gmt":"2015-04-17T13:45:37","slug":"litalia-spompata-del-def","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/04\/17\/litalia-spompata-del-def\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia spompata del Def"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manichini-della-crisi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6344\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manichini-della-crisi.jpg\" alt=\"Manichini della crisi\" width=\"550\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manichini-della-crisi.jpg 680w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Manichini-della-crisi-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I lettori del <strong>Giornale<\/strong> sanno gi\u00e0 che<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il Def 2015-2019 del governo di Matteo Renzi \u00e8 una boiata pazzesca<\/strong><\/span>. Glielo ha spiegato con dovizia di particolari il nostro ottimo collega <strong>Antonio Signorini<\/strong> svelando da una parte <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/faccia-tesoretto-tre-anni-arriveranno-63-miliardi-imposte-1115584.html\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;incubo di 63 miliardi di tasse in pi\u00f9 nel triennio 2017-2019<\/strong><\/span><\/a> (dando per assodato che l&#8217;anno prossimo si eviti lo scatto delle <strong>clausole di salvaguardia<\/strong> con un aumento monstre delle aliquote <strong>Iva<\/strong>). Antonio vi ha anche fatto sapere che l&#8217;<strong>Ufficio Parlamentare di Bilancio<\/strong> (il guardiano dei conti che opere nelle due Camere) ha sottolineato che<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/def-renzi-bocciato-dipartimento-renziano-1116248.html\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong> le previsioni di crescita sono troppo ottimistiche e, se per caso qualcosa andasse storto, gi\u00e0 da subito ci ritroveremmo con qualche miliardo di buchi da tappare<\/strong><\/span><\/a>. Ci\u00f2 di cui vi vogliamo parlare \u00e8 una visione ancor\u00a0pi\u00f9 analitica del Documento di Economia e Finanza, elaborata da due esperti in materia. Le conclusioni sono le medesime, ma purtroppo ancor pi\u00f9 terrificanti.<\/p>\n<h3>Sul filo del rasoio<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Lorenzo-Codogno.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6350\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Lorenzo-Codogno-300x200.jpg\" alt=\"Lorenzo Codogno\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Lorenzo-Codogno-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Lorenzo-Codogno.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La prima analisi \u00e8 quella di <strong>Lorenzo Codogno<\/strong>, fino all&#8217;anno scorso capoeconomista del <strong>Ministero dell&#8217;Economia<\/strong> e primo estensore dei contenuti del Def stesso. Oggi Codogno \u00e8 ritornato nella sua Londra: insegna alla <strong>London School of Economics<\/strong> e ha aperto una societ\u00e0 di consulenza che si occupa di analisi macroeconomiche (<strong>LC Macro Advisors<\/strong>). In un report elaborato a caldo Codogno ha messo in evidenza che il minor deficit\/Pil atteso quest&#8217;anno (dal 3% al 2,6%) ha alleviato le previsioni di taglio della spesa di 0,4 punti percentuali di Pil. Si \u00e8 infatti passati dai 16 miliardi di spending review necessaria ai 10 miliardi programmati dal governo. Ma il calo del disavanzo \u00e8 ciclico, cio\u00e8 dipende dalle condizioni contingenti, mentre la spesa pubblica \u00e8 un dato permanente\u00a0e,\u00a0in mancanza di precise indicazioni, tende a restare invariato se non addirittura a crescere. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Secondo Codogno, sarebbe stato necessario effettuare\u00a0profonde riforme alla pubblica amministrazione e al modo in cui vengono forniti servizi ai cittadini, mentre ora c&#8217;\u00e8 la chiara percezione che il governo ormai sia a corto di modi semplici di tagliare la spesa corrente<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>L&#8217;ex capoeconomista del Tesoro ha fatto di pi\u00f9 definendo quali avrebbero dovuto essere le direttrici dell&#8217;intervento del governo in materia di spesa. In primo luogo, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>migliorare le condizioni per l&#8217;impresa<\/strong><\/span>, cio\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>abbassare le tasse<\/strong><\/span> e <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>finanziare le politiche attive per il lavoro<\/strong><\/span> in modo da favorire il ricollocamento dei <strong>disoccupati<\/strong> (che sono sempre al 12,7% della popolazione attiva e al 42,6% di quella giovanile, \u00e8 bene ricordarlo). In terzo luogo, se vi fossero ulteriori risorse da spendere, bisognerebbe destinarle alla ripresa del credito. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il volume dei prestiti bancari \u00e8 ancora in flessione anche se a tassi pi\u00f9 ridotti rispetto all&#8217;anno scorso<\/strong><\/span>. Gli istituti temono di incappare in nuove sofferenze e di ricominciare la tarantella svalutazioni-accantonamenti-perdite-aumenti di capitale. \u00a0Dunque, servirebbe una legislazione favorevole alle banche o comunque una riforma del diritto che consentisse un recupero veloce delle garanzie se non addirittura <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/bankitalia-appoggia-discarica-stato-1090974.html\" target=\"_blank\">la famosa <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>bad bank<\/strong><\/span><\/a>. Invece, Renzi si balocca col <strong>tesoretto<\/strong> da 1,6 miliardi che non cambier\u00e0 le carte in tavola. Per fare tutto ci\u00f2, per\u00f2, bisognerebbe tagliare la spesa pubblica. Con i <strong>Comuni<\/strong> e le <strong>Regioni<\/strong> sul piede di guerra per qualche miliardo di tagli e con le <strong>elezioni<\/strong> che incombono, chi se la sente di prendere queste decisioni impopolari? Ultimo ma non meno importante: il Pil quest&#8217;anno dovrebbe tornare a crescere e l&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong> potrebbe pretendere la correzione di bilancio prevista dal <strong>Fiscal Compact<\/strong> e finora condonata perch\u00e9 c&#8217;era la recessione ma comunque si stavano facendo le riforme. Sono due punti di Pil, cio\u00e8 oltre 30 miliardi.<\/p>\n<h3>L&#8217;inferno della bassa crescita<\/h3>\n<p>Comprenderete bene che ove mai la nostra economia nel 2016 crescesse meno dell&#8217;1,4% preventivato, toccheremmo con le mani questo dramma sotto forma di nuove tasse. Come sia questo inferno lo ha spiegato bene la banca <strong>Hsbc<\/strong> in un recente report. Essa <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>stima\u00a0per l&#8217;anno prossimo una crescita dello 0,8%<\/strong><\/span>: i rischi di una revisione al ribasso sono elevatissimi sia a causa delle <strong>pressioni deflazionistiche<\/strong> (che tendono a portare con s\u00e9 un minore sviluppo di consumi e investimenti) sia a causa della moderazione salariale. Qui apriamo una piccolissima parentesi. Hsbc non parla di sfruttamento dei lavoratori, ma allude al fatto che la crescita delle retribuzioni sar\u00e0 comunque modesta e se anche il <strong>Jobs Act<\/strong> porter\u00e0 posti di lavoro in pi\u00f9, saranno assunzioni nuove con la paga base e dunque con possibilit\u00e0 di spesa limitate.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Che cosa vuol dire far scattare la clausola di salvaguardia con pi\u00f9 Iva e pi\u00f9 accise sui carburanti? Vuol dire perdere un punto percentuale di Pil, cio\u00e8 non crescere<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Fabio-Balboni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Fabio-Balboni.jpg\" alt=\"Fabio Balboni\" width=\"140\" height=\"187\" \/><\/a>Ma perch\u00e9 l&#8217;economista di Hsbc <strong>Fabio Balboni<\/strong> ritiene che il premier Renzi e il ministro <strong>Padoan<\/strong> siano stati troppo ottimisti? In primo luogo, perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;Italia da quando \u00e8 entrata nell&#8217;euro non ha mai avuto tre anni di crescita consecutivi<\/strong><\/span> (il Def stima +1,4% nel 2016, +1,5% nel 2017 e +1,4% nel 2018). In secondo luogo, perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la disoccupazione ha assunto connotati strutturali<\/strong><\/span> e, anche considerando un buon successo del Jobs Act (che ci auguriamo pur esprimendo riserve), la creazione netta di nuovi posti di lavoro sar\u00e0 limitata e perci\u00f2 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la percentuale dei senza lavoro dovrebbe &#8211; nella migliore delle ipotesi &#8211; attestarsi attorno al 10% senza tornare al 7-8% dei livelli pre-crisi<\/strong><\/span>. Uno dei fattori strutturali che impediscono di prevedere un miglioramento della situazione \u00e8 il fatto che recenti ricerche abbiano messo in evidenza come l&#8217;offerta e la domanda di lavoro in Italia rischino di non incrociarsi. Uno studio di <strong>Manpower<\/strong> ha evidenziato che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il 35% delle imprese denuncia carenze di professionalit\u00e0 in organico e non riesce a coprirle<\/strong><\/span>, mentre <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>le statistiche Ocse evidenziano che il 20% delle aziende ritiene la propria manodopera non sufficientemente qualificata<\/strong><\/span>. Che cosa significa? Che il sistema dell&#8217;istruzione \u00e8 fallito e che bisognerebbe spendere soldi per rimetterlo in sesto. Ma se il governo pretende di fare l&#8217;ennesima informata di precari nella <strong>scuola<\/strong>, di non toccare le <strong>pensioni<\/strong> di anzianit\u00e0 e la <strong>sanit\u00e0<\/strong> pubblica (oltre ad abbassare le tasse), non ci saranno mai risorse sufficienti. Ma anche atteso che si possa fare a meno delle professionalit\u00e0 in un&#8217;economia evoluta come la nostra, lavoratori senza competenze possono trovare impiego in settori come la <strong>pubblica amministrazione<\/strong> (uscieri, impiegati, ecc.) o le <strong>costruzioni<\/strong> (operai edili). Entrambi i settori sono penalizzati dalla necessit\u00e0 di ridurre la spesa. Senza opere pubbliche e con il mercato immobiliare ancora in calo \u00e8 difficile che l&#8217;edilizia possa offrire impiego.<\/p>\n<h3>Lavoro improduttivo<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-del-Lavoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6348\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-del-Lavoro-300x254.jpg\" alt=\"Produttivit\u00e0 del Lavoro\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-del-Lavoro-300x254.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-del-Lavoro.jpg 421w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questi due grafici mostrano chiaramente quello che non funziona nel nostro sistema economico. Sono numeri e, dunque, sono scevri da qualsiasi interpretazione politica. A maggior riprova della loro neutralit\u00e0 vi \u00e8 il fatto che, a seconda delle convinzioni politico-economiche di ciascuno di noi, essi genereranno risposte diverse. Il primo evidenzia come la <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>produttivit\u00e0 del lavoro<\/strong><\/span> sia <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>diminuita<\/strong> <strong>nonostante il calo dell&#8217;occupazione<\/strong><\/span>. Il che significa che, nonostante i lavoratori fossero di meno, si \u00e8 lavorato comunque di meno. Il dato non \u00e8 sconosciuto, gli addetti ai lavori lo sanno bene, i politici non ne parlano perch\u00e9 la gente si arrabbia quando si afferma che lavora poco. Avemmo l&#8217;occasione di parlarne qualche tempo fa con il responsabile del centro studi di un&#8217;importante associazione imprenditoriale. E la risposta fu sorprendente: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la maggioranza delle aziende \u00e8 piccola per cui si \u00e8 preferito far lavorare meno quello che in molti casi \u00e8 l&#8217;unico dipendente piuttosto che chiudere bottega<\/strong><\/span>. Le interpretazioni\u00a0possibili di questo fenomeno sono principalmente due. Un\u00a0economista eterodosso come l&#8217;esimio professor <strong>Alberto Bagnai<\/strong> l&#8217;ha sintetizzata bene in <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2013\/05\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html\" target=\"_blank\">un suo post di due anni fa<\/a>. La produttivit\u00e0 del lavoro cala e questo, in maniera ancor pi\u00f9 evidente dall&#8217;ingresso nell&#8217;euro, perch\u00e9 con la <strong>politica dei redditi<\/strong>\u00a0e la<strong> flessibilizzazione del lavoro<\/strong> si \u00e8 scelto di penalizzare la manodopera. Secondo questa visione (e Bagnai cita un economista liberista come <strong>Francesco Daveri<\/strong> favorevole all&#8217;<strong>abolizione dell&#8217;articolo 18<\/strong>):<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<em>L\u2019abbondanza di lavoro a buon mercato derivante da queste riforme monche ha determinato un <b>declino del rapporto capitale\/lavoro<\/b> di equilibrio. Potrebbe anche aver <b>scoraggiato la capacit\u00e0 innovativa<\/b> di molti imprenditori, che sono stati posti a confronto con la tentazione irresistibile di adottare tecniche che usassero in modo intensivo i lavoratori part-time, la\u00a0cui disponibilit\u00e0 sul mercato del lavoro era aumentata<\/em>\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Salari bassi, minore capacit\u00e0 di spesa, minori entrate fiscali, pi\u00f9 debito privato (quando possibile) e, infine, pi\u00f9 debito pubblico. Bagnai, in quel mirabile post, stava solo citando un suo collega perch\u00e9 voleva arrivare a un altro tipo di conclusioni (che ben presto vedremo anche qui). Ma, con tutto il rispetto che gli dobbiamo, ci pare che, filosoficamente, abbia un po&#8217; sottovalutato quello <strong>\u00abscoraggiato la capacit\u00e0 innovativa\u00bb<\/strong> (che non \u00e8 solo questione di investimenti come vedremo). Diciamo solo che, alle condizioni attuali, il premio di rischio non vale la candela. Investire, aumentare la produttivit\u00e0, remunerare ancor di pi\u00f9 i dipendenti in base agli obiettivi (<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/agli-operai-fiat-7000-euro-pi-1117424.html\" target=\"_blank\"><strong>FCA<\/strong> lo ha annunciato in pompa magna<\/a>, ma bisogner\u00e0 aspettare i dati definitivi e comunque il fatto che abbia la sua sede nella <em>tax friendly<\/em> <strong>Olanda<\/strong> non \u00e8 secondario) comporta margini di profitto molto modesti. Perch\u00e9 il <em>cumenda<\/em> dovrebbe mettere in gioco il suo capitale per tutto questo <em>ambaradan<\/em> e piuttosto non comprare un Btp? O magari comprarsi il Ferrarino e spararsi un po&#8217; di pose a Courma oppure a Santa? L&#8217;economia tanto la fa girare lo stesso! Possiamo dirlo che il carico fiscale scoraggia le politiche neoclassiche e liberiste di offerta? Insomma, anche il business environment di cui parla anche Codogno ha un suo peso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-totale-dei-fattori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6349\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-totale-dei-fattori-300x254.jpg\" alt=\"Produttivit\u00e0 totale dei fattori\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-totale-dei-fattori-300x254.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Produttivit\u00e0-totale-dei-fattori.jpg 423w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Hsbc ci porta su un terreno nel quale il giornalista economico-finanziario\u00a0medio inizia a trovarsi chiaramente a disagio\u00a0e del quale\u00a0l&#8217;uomo della strada ignora l&#8217;esistenza. Motivo per il quale si pu\u00f2 saltare a pi\u00e8 pari la trattazione?\u00a0Assolutamente no! Lo facciamo per i quattro gatti a cui potrebbe interessare (e dubitiamo che Matteo Renzi ma anche buona parte del centrodestra siano tra questi) cio\u00e8 qualche malato di economia politica, qualche liberale e soprattutto qualche vecchio comunista che ha passato i pomeriggi e le serate in sezione a studiare i testi sacri. Cerchiamo di spiegarlo nella maniera pi\u00f9 semplice possibile. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il Pil \u00e8 reddito e questo dipende, cio\u00e8 \u00e8 funzione principalmente di due fattori: il capitale e il lavoro<\/strong><\/span>. Come si vede dal grafico: le bande nere sono il lavoro e quelle rosse il capitale. La curva rossa \u00e8 il Pil e quella nera il potenziale di crescita definito come sfruttamento ottimale dei fattori della produzione che sono sempre il capitale e il lavoro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La produttivit\u00e0 totale dei fattori \u00e8 la linea grigia e, da quando c&#8217;\u00e8 l&#8217;euro \u00e8 costantemente in territorio negativo: questo ha fatto s\u00ec che il differenziale tra crescita potenziale e reale sia pressoch\u00e9 azzerato<\/strong><\/span>. Tant&#8217;\u00e8 vero che nel 2016 Hsbc lo stima a un 0,7-0,8% massimo. Prima di ritornare all&#8217;ottimo Bagnai, citiamo un&#8217;altra volta Balboni il quale asserisce che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>le riforme programmate da Renzi produrranno effetti solo nel lungo termine<\/strong><\/span>, anche perch\u00e9 quelle pi\u00f9 importanti: <strong>liberalizzazioni<\/strong> e <strong>riforma della PA<\/strong> e della giustizia (tempi certi per le cause civili che per le imprese sono fondamentali) sono di l\u00e0 da venire. Non si parla di riforma fiscale perch\u00e9 il mondo della finanza \u00e8 generalmente agnostico a riguardo: \u00e8 vero che meno tasse fanno comodo a tutti, ma i contestuali tagli di spesa producono un effetto depressivo che ne attutisce la spinta propulsiva. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I<\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">ns<\/span>omma, per tagliare le tasse bisogna avere le \u00abpalle\u00bb di Margareth Thatcher e di Ronald Reagan. E non tutti ce l&#8217;hanno<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6354\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html_-300x205.jpg\" alt=\"declino-produttivita-flessibilita-euro.html\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html_-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/declino-produttivita-flessibilita-euro.html_.jpg 558w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questo \u00e8 lo stesso grafico di Hsbc, limitato al 2010 e pubblicato nel 2013 da Bagnai. L&#8217;economista pone in correlazione la produttivit\u00e0 del lavoro alla moneta unica. Come vedete, la crescita dal 1999 (anno di introduzione del cambio fisso) subisce un ulteriore brusco stop dopo il rallentamento gi\u00e0 generato da politica dei redditi e <strong>riforma Treu<\/strong> del lavoro (la <strong>riforma Biagi<\/strong> non ce la facciamo a inserirla nel calderone, siamo un po&#8217; partigiani anche noi). <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Secondo la ricostruzione di Bagnai, l&#8217;adesione all&#8217;euro ha comportato un&#8217;implicita rivalutazione del cambio che ha penalizzato le esportazioni e, di conseguenza, ha fatto calare la produttivit\u00e0<\/strong><\/span>. O se vogliamo essere ancora pi\u00f9 brutali: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la Germania ha svalutato a spese nostre e ci ha inondato di suoi prodotti limitando il nostro avanzo commerciale<\/strong><\/span> (se l&#8217;Italia non fosse un Paese manifatturiero, sarebbe gi\u00e0 collassata come la povera Grecia). Ma la svalutazione sarebbe l&#8217;unica soluzione? In teoria (e parliamo solo di teoria) no. <a title=\"\u00abL\u2019euro \u00e8 troppo forte. Draghi, svegliati!\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2014\/01\/15\/%c2%ableuro-e-troppo-forte-draghi-svegliati%c2%bb\/\" target=\"_blank\">Gli effetti dell&#8217;euro<\/a> sono ben noti a chi segue <em>Wall &amp; Street<\/em>: la moneta unica non ci manda in sollucchero, ma esiste sempre una risposta alternativa. Cio\u00e8, la politica economica. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Bagnai non sbaglia quando afferma\u00a0implicitamente che, vincolando il cambio, si \u00e8 scaricata la perdita di competitivit\u00e0 sul lavoro<\/strong><\/span>. Il problema \u00e8 che l&#8217;Italia aveva (e ha) pochi margini di manovra. E qui torniamo al famigerato 3% di deficit\/Pil. Se non puoi fare spesa pubblica e incentivare la domanda keynesianamente (il bonus da 80 euro non \u00e8 tale perch\u00e9 \u00e8 finanziato da altre tasse), ti manca il respiro. Se non puoi tagliare le tasse <em>ad libitum<\/em> senza copertura, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il debito al 133% del Pil, la strada \u00e8 strettissima.<\/p>\n<h3>\u00a0Un Paese senza prospettive<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Investimenti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Investimenti-300x253.jpg\" alt=\"Investimenti\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Investimenti-300x253.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/04\/Investimenti.jpg 426w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E qui torniamo al cumenda che si compra la Ferrari (incurante del Grande Fratello fiscale) e si gode la vita (e fa benissimo, beato lui!). <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La crisi ha devastato gli investimenti complessivi<\/strong><\/span>. Sia quelli pubblici (perch\u00e9 di tagliare la spesa corrente i governi che si sono succeduti si sono guardati bene perch\u00e9 uscieri e impiegati votano, mentre per tappare una buca in strada o evitare che un ponte crolli si pu\u00f2 aspettare!) sia quelli privati (se ho la sede in Italia, le tasse mi mangiano tutto e per internazionalizzare servono parecchi soldi). Gli investimenti sono importanti perch\u00e9, insieme ai consumi, sono ci\u00f2 che \u00e8 in grado di far aumentare la crescita economica. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Senza investimenti non solo la capacit\u00e0 produttiva resta inutilizzata come in Italia, ma non si creano condizioni ulteriori di valorizzazione dei prodotti e dei servizi<\/strong><\/span>. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Lo dimostra il calo dei prezzi del mercato immobiliare: nessuno investe, pochissimi hanno i soldi e i prezzi continuano a calare<\/strong><\/span>. Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi, quindi, che molte aziende estere vengano a far shopping in Italia perch\u00e9 ci stiamo svalutando da soli. <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/whirlpool-spiazza-governo-indesit-1350-esuberi-1117419.html\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non meravigliamoci, pertanto, nemmeno del caso Whirlpool-Indesit<\/strong><\/span><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6260\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Renzi-grafico.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Codogno l&#8217;ha detto benissimo. Si cammina sul filo, sperando di non cadere di sotto. Si cerca di sopravvivere evitando lo scatto delle clausole di salvaguardia. Ma, come hanno ricordato benissimo gli eretici del centrodestra, anche <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/altro-che-tesoretto-def-rifare-1117464.html\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>riordinare gli incentivi fiscali significher\u00e0 aumentare le tasse sulle imprese<\/strong><\/span><\/a>. Si poteva chiedere meno rigore all&#8217;Europa? Non lo si \u00e8 avuto perch\u00e9 un minimo di correzione di bilancio nel 2015 \u00e8 previsto dalla <strong>Legge di Stabilit\u00e0<\/strong> in vigore (e probabilmente ci vorr\u00e0 anche l&#8217;anno prossimo). Si potevano tagliare le tasse? No, perch\u00e9 sono state adoperate misure selettive e costose come il bonus da 80 euro. Si poteva fare la <strong>spending review<\/strong>? No, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;elezione alle porte e la gente si lamenta. Il risultato \u00e8 un Paese stremato, senza prospettive, con un Def costruito per tenere assieme i cocci. <strong>Un&#8217;Italia spompata<\/strong>. Renzi non lo voleva, ma sta contribuendo anche lui a toglierle vigore ed entusiasmo.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>P.S. Come in ogni saggio che si rispetti ecco a voi una piccola bibliografia:<\/p>\n<p>La Nota di <strong>Hsbc<\/strong> \u00ab<em>Italy, too much growth optimism<\/em>\u00bb la trovate <a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/doc\/262156105\/Italy-Too-Much-Growth-Optimism\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Il commento di <strong>Lorenzo Codogno<\/strong> \u00ab<em>Are Renzi&#8217;s reforms running out of steam?<\/em>\u00bb lo potete leggere invece <a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/doc\/262156509\/20150412-Italy-s-DEF\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Il testo di chiaro stampo neoclassico citato dal prof. Alberto Bagnai \u00e8:<\/p>\n<p><span lang=\"EN-US\"><strong>Daveri, F<\/strong>. e <strong>Parisi, M.L.<\/strong>, \u00ab<\/span><span lang=\"EN-US\"><em><a href=\"http:\/\/www.oecd.org\/regreform\/reform\/44537061.pdf\">Temporary workers and seasoned managers as causes of low productivity<\/a><\/em>\u00bb<\/span><span lang=\"EN-US\">\u00a0(paper presented at the Ifo, CESifo and OECD Conference on Regulation \u201cPolitical Economy, Measurement and Effects on Performance\u201d, Munich, 29-30 January 2010)<\/span><\/p>\n<p>La prospettiva neokeynesiana si pu\u00f2 affrontare con:<\/p>\n<p><span lang=\"EN-US\"><b>Gordon, R.J. <\/b>e\u00a0<b>Dew-Becker, I., \u00ab<\/b><a href=\"http:\/\/ideas.repec.org\/p\/nbr\/nberwo\/13840.html\" target=\"_blank\"><em>The role of labor market changes in the slowdown of European productivity growth<\/em>\u00bb<\/a><b>, <\/b>CEPR Discussion Papers, February 2008<\/span><\/p>\n<p>Infine <a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/doc\/262158543\/ABI-Monthly-Outlook-Sintesi-Aprile-2015\" target=\"_blank\">i dati mensili dell&#8217;<strong>Abi<\/strong><\/a> sull&#8217;evoluzione del settore del credito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I lettori del Giornale sanno gi\u00e0 che il Def 2015-2019 del governo di Matteo Renzi \u00e8 una boiata pazzesca. Glielo ha spiegato con dovizia di particolari il nostro ottimo collega Antonio Signorini svelando da una parte l&#8217;incubo di 63 miliardi di tasse in pi\u00f9 nel triennio 2017-2019 (dando per assodato che l&#8217;anno prossimo si eviti lo scatto delle clausole di salvaguardia con un aumento monstre delle aliquote Iva). Antonio vi ha anche fatto sapere che l&#8217;Ufficio Parlamentare di Bilancio (il guardiano dei conti che opere nelle due Camere) ha sottolineato che le previsioni di crescita sono troppo ottimistiche e, se [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/04\/17\/litalia-spompata-del-def\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[40112,22868,7663,837,52848,68164,68162,854,15692,735,178,43502,23461,79,829,127,68170,68166,52994,14174,31398,27421,68163,35,132,15821,22879,27111,16902,3818,12947,68174,2624,68173,68160,31495,17015,5709,15813,45718,16862,23366,53688,12994,68171,3804,15771,15663,21486,68095,11954,34096,68165,139,68167,3810,68169,68179,18585,7981,395805,16935,11952,12993,102,22768,52881],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6341"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6341"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6359,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6341\/revisions\/6359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}