{"id":6575,"date":"2015-07-03T19:10:32","date_gmt":"2015-07-03T19:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6575"},"modified":"2015-07-05T16:04:25","modified_gmt":"2015-07-05T16:04:25","slug":"il-vino-paga-ma-se-e-di-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/07\/03\/il-vino-paga-ma-se-e-di-lusso\/","title":{"rendered":"Il vino paga, ma se \u00e8 di lusso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/vigneti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-6579 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/vigneti-e1436110223952.jpg\" alt=\"internet - materi -\" width=\"550\" height=\"399\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La filiera del vino italiano continua a pagare la stagnazione dei consumi delle famiglie, ma c&#8217;\u00e8 una lingua di terra che corre\u00a0<strong>dal Piemonte al Veneto<\/strong>\u00a0dove, malgrado la crisi, resta elevato il valore dei vigneti a ettaro. Si tratta degil appezzamenti da <strong>Barolo nella bassa Langa<\/strong>, dei vigneti eroici di <strong>Chambave in Valle d\u2019Aosta<\/strong>, attorno al lago di <strong>Caldaro in Alto Adige<\/strong>, nella <strong>piana Rotaliana a nord di Trento<\/strong>, nell\u2019area delle <strong>bollicine del Bresciano<\/strong>, nella zona di <strong>Valdobbiadene nel Trevigiano<\/strong>, nel <strong>basso\u00a0 Piave attorno a San Don\u00e0<\/strong>, sui <strong>Colli Euganei vicino a Padova<\/strong>.<\/p>\n<p>I dati sono di uno studio curato dagli analisti di\u00a0<strong>Monte Paschi<\/strong>\u00a0sulla \u00ab<em>Filiera vitivinicola: teze e prospettive per l\u2019Italia. La Toscana e i valori fondiari agricoli\u00bb. <\/em>A patto di saper scegliere e di puntare su etichette \u00abprivate\u00bb,\u00a0\u00a0l\u2019agricoltura\u00a0pu\u00f2 quindi\u00a0ancora dare dei discreti ritorni economici,\u00a0<span style=\"line-height: 1.5\">specialmente quando <\/span><span style=\"line-height: 1.5\">si creano le condizioni per l\u2019<\/span>export<span style=\"line-height: 1.5\"> del prodotto nei mercati emergenti.<\/span><\/p>\n<p>Pi\u00f9 a sud degli Appennini tiene bene la <strong>Toscana<\/strong> dove, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>dopo un decennio di forte crescita, il valore dei vigneti \u00e8 ancora alto, soprattutto i filari Docg e filari nelle aree del Chianti Classico e di Montalcino<\/strong><\/span>. Dopo l\u2019esplosione dei prezzi per ettaro necessari per l\u2019acquisto di fondi agricoli coltivati a vigneti di pregio, che ha avuto luogo dal 1999 al 2007, nel 2014 si \u00e8 assistito ad una stabilizzazione generale del mercato, che non hanno seguito il calo dei terreni agricoli comuni. Non c\u2019\u00e8 stata in questo caso l\u2019erosione di valore che hanno subito i terreni agricoli comuni in nel 2012 e 2013.\u00a0Pi\u00f9 a sud, l\u2019unica zona vocata alla vitivinicoltura a mantenere alti valori fondiari \u00e8 quella dei <strong>Castelli Romani<\/strong>, area di rifornimento storico dell\u2019enorme mercato della Capitale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le Regioni meridionali e le Isole hanno invece forti spazi di crescita dato che i costi ad ettaro sono ancora abbordabili mentre l\u2019enologia meridionale ha fatto passi da gigante attraendo investitori in aree particolarmente vocate e appetibili<\/strong><\/span>, oltre che per la realt\u00e0 vitivinicola, anche per le risorse storico-artistiche e paesaggistiche, come nel caso della <strong>Sicilia orientale attorno all\u2019Etna <\/strong>e occidentale, nel <strong>Trapanese<\/strong>, e nel <strong>Salento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il mercato mondiale del vino non ha registrato variazioni significative nel 2014, con la produzione e i consumi rispettivamente a 279 e 240 milioni di ettolitri: in questo contesto <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la Francia ha assunto la leadership produttiva con 47 milioni di ettolitri e l\u2019Italia \u00e8 al secondo posto con 44 milioni dopo il notevole calo\u00a0 del 2014<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i consumi, ottima la performance degli Stati Uniti che sono oggi il primo Paese con poco meno di 30 milioni di ettolitri: il nord America cresce di importanza ed esprimeva nel 2013 il 23% dei consumi mondiali (20% nel 2000),\u00a0 mentre l\u2019Europa \u00e8 scesa dal 69 al 61% pur rimanendo la macroarea pi\u00f9 rilevante. In crescita notevole anche i consumi asiatici, che sono passati dal 6 al 10% del totale nello stesso periodo. Sono proprio America ed Asia i mercati di esportazione pi\u00f9 interessanti nel mondo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019Italia, le tendenze di lungo periodo sono la stabilizzazione della produzione (tra i 40 e i 50 milioni di ettolitri) ed il calo secolare dei consumi interni, che sono scesi da 30\u00a0 a 20 milioni di ettolitri\u00a0 dal 2001 al 2014. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Per il nostro Paese<\/strong><\/span> \u00e8 diventata quindi una necessit\u00e0 primaria avere mercati di sbocco esteri, infatti <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>le esportazioni sono aumentate di oltre il 70% in 10 anni sia in quantit\u00e0 che in valore<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>I mercati esteri stanno premiando in maggior misura dal qualit\u00e0, come dimostra il forte incremento degli spumanti, che rappresentano oggi circa il 12% delle esportazioni totali di vino italiano, a fronte di poco pi\u00f9 del 5,5% nel 2005.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L\u2019Italia ha attraversato una prolungata fase di declino delle superfici vitivinicole coltivate, da 792 mila ettari nel 1999 a 642 mila nel 2014, ma \u00e8 cresciuta l\u2019identit\u00e0 dei vini di pregio<\/strong><\/span> con i territori di appartenenza, che costituiscono spesso un volano di sviluppo per settori complementari come quelli legati alle produzioni agroalimentari, il turismo, l\u2019artigianato ed i servizi connessi.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; La filiera del vino italiano continua a pagare la stagnazione dei consumi delle famiglie, ma c&#8217;\u00e8 una lingua di terra che corre\u00a0dal Piemonte al Veneto\u00a0dove, malgrado la crisi, resta elevato il valore dei vigneti a ettaro. 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