{"id":6627,"date":"2015-08-31T14:52:42","date_gmt":"2015-08-31T14:52:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6627"},"modified":"2015-08-31T14:53:29","modified_gmt":"2015-08-31T14:53:29","slug":"internet-lautostrada-diventata-aeroporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/08\/31\/internet-lautostrada-diventata-aeroporto\/","title":{"rendered":"Internet, l&#8217;autostrada diventata aeroporto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/08\/Internet-03-e1441031901636.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/08\/Internet-03-e1441031901636.jpg\" alt=\"Cybercrime prevention\" width=\"550\" height=\"391\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019imprudenza degli utenti, l\u2019astuzia dei delinquenti informatici sono i temi dominanti quando si parla dei pericoli connessi alla Rete, ma ogni tanto varrebbe la pena ricordarsi quali sono la natura e le finalit\u00e0 del pi\u00f9 grande network del mondo per scoprire \u00a0l&#8217;utilizzo improprio che spesso ne facciamo. A guidarci l&#8217;esperto di Internet, <strong>Alessandro Curioni<\/strong>, esperto di nuove tecnologie e fondatore di Di.Gi. Academy.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6208 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\" alt=\"Alessandro Curioni\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abSe un <strong>Boeing 747<\/strong> atterra su un\u2019autostrada si parla di emergenza, se invece compriamo un televisore on-line si tratta di normalit\u00e0. Per quanto possa sembrare assurdo sono due situazioni pi\u00f9 \u201csimili\u201d di quanto si possa pensare. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Come l\u2019autostrada non \u00e8 stata concepita per fare atterrare un aereo, anche se \u00e8 possibile, allo stesso modo Internet non \u00e8 stato progettato per fare acquisti<\/strong><\/span>: in entrambi i casi si tratta di un uso improprio di uno strumento. Possiamo immaginare che la questione non sia immediatamente chiara perch\u00e9 nessuno ricorda quali sono le origini della Rete e la sua storia. Internet nasce da <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ARPANET<\/strong><\/span>, un network promosso dalla <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Advanced Research Projects Agency<\/strong><\/span> (ARPA), Agenzia del Dipartimento della Difesa Statunitense, nata con l\u2019obiettivo di sviluppare nuove tecnologie per la difesa. Il progetto \u00e8 quindi militare e ha l\u2019obiettivo di garantire la comunicazione tra alcune istituzioni chiave, non soltanto militari, ma anche civili come le universit\u00e0, che iniziarono rapidamente a contribuire allo sviluppo del network. La premessa sembra essere quella che garantisce la massima sicurezza, ma la storia prese una piega ben diversa, quando le redini dello sviluppo passarono nella mani della comunit\u00e0 scientifica a cui progressivamente il progetto si era aperto attraverso il mondo accademico. A questo punto la nascente Internet prende la forma che gli \u00e8 consona: un sistema per lo scambio di informazioni tra tutti coloro che vi sono connessi e non a caso i primi strumenti che si diffondono sono la posta elettronica, i newsgroup, i servizi di trasferimento dati. Non a caso nel 1983 ARPA abbandona il progetto per creare una sua rete militare (MILNET) con quei requisiti di sicurezza che ARPANET non garantiva pi\u00f9 in quanto rete pubblica ovvero aperta a chiunque\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa vera sicurezza della Rete doveva essere legata non tanto a delle sue logiche interne, ma piuttosto al fatto che non fosse possibile connettersi ai non autorizzati. Venuto meno questo presupposto e prendendo il sopravvento l\u2019idea di un nuovo mezzo di comunicazione di massa, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>tutto quanto \u00e8 stato sviluppato attorno a Internet<\/strong><\/span>, per i successivi dieci anni, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00e8 stato concepito con l\u2019idea di facilitare al massimo la condivisione delle informazioni<\/strong><\/span>. A met\u00e0 degli anni Novanta, per\u00f2, qualcuno inizia a pensare che on-line si possono fare molte altre cose come vendere, comprare, fare operazioni bancarie e via dicendo. Peccato che nessuno sembra tenere in considerazione il vero \u201cspirito\u201d di Internet per il quale non ci possono essere segreti, ma soltanto dati e informazioni di tutti, per tutti. Da quel momento \u00e8 iniziata un\u2019infinita rincorsa per cercare di trasformare un\u2019autostrada in un aeroporto, con un problema in pi\u00f9: i piloti sono convinti che si tratti veramente di una pista di atterraggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019imprudenza degli utenti, l\u2019astuzia dei delinquenti informatici sono i temi dominanti quando si parla dei pericoli connessi alla Rete, ma ogni tanto varrebbe la pena ricordarsi quali sono la natura e le finalit\u00e0 del pi\u00f9 grande network del mondo per scoprire \u00a0l&#8217;utilizzo improprio che spesso ne facciamo. A guidarci l&#8217;esperto di Internet, Alessandro Curioni, esperto di nuove tecnologie e fondatore di Di.Gi. Academy. &nbsp; \u00abSe un Boeing 747 atterra su un\u2019autostrada si parla di emergenza, se invece compriamo un televisore on-line si tratta di normalit\u00e0. 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