{"id":6651,"date":"2015-09-10T13:48:29","date_gmt":"2015-09-10T13:48:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6651"},"modified":"2015-09-10T13:48:29","modified_gmt":"2015-09-10T13:48:29","slug":"la-sindrome-cinese-non-fa-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/09\/10\/la-sindrome-cinese-non-fa-paura\/","title":{"rendered":"La sindrome cinese non fa paura"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Mercato-ASIA-e1441890960996.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Mercato-ASIA-e1441890960996.jpg\" alt=\"Mercato ASIA\" width=\"550\" height=\"307\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il crollo del mercato cinese non \u00e8 l&#8217;avvisaglia di una nuova recessione mondiale<\/strong><\/span>. Di un nuovo (e temutissimo) stop dell&#8217;economia globale si potr\u00e0 parlare se e solo se gli <strong>Stati Uniti<\/strong> evidenzieranno segnali di arretramento. Per ora non alle viste. Anche perch\u00e9 il governatore della <strong>Fed<\/strong>, <strong>Janet Yellen<\/strong>, sta seriamente meditando sul programmato <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>rialzo dei tassi<\/strong><\/span> il cui primo effetto sarebbe, appunto, quello di rallentare il progresso del <strong>Pil<\/strong> a stelle e strisce.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"EN-US\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Michele-De-Michelis.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6653\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Michele-De-Michelis-300x200.jpg\" alt=\"Michele De Michelis\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Michele-De-Michelis-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Michele-De-Michelis-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Secondo <strong>Michele De Michelis<\/strong>, responsabile investimenti di <strong>Frame Asset Management<\/strong>, la correzione dei mercati evidenziatasi ad agosto \u00e8 una <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>situazione \u00abnormale\u00bb<\/strong><\/span> che ricorda molto da vicino quanto accadde nel <strong>1998<\/strong>. Diciassette anni fa, racconta il gestore, \u00a0\u00ab<\/span>i mercati erano saliti moltissimo nel periodo gennaio-maggio e\u00a0in agosto corressero pesantemente (-20% circa gli indici americani e -35 % l&#8217;indice tedesco) a causa del <strong>default russo<\/strong> e della crisi del fondo hedge LTCM.\u00a0La Borsa cinese, ricorda, ha perso di circa il 40 % in poco pi\u00f9 di due mesi, ma aveva segnato un rialzo\u00a0del 150 % in meno di un anno, quindi la correzione ha anche una spiegazione\u00a0fisiologica.<\/div>\n<div>\u00ab<strong>La svalutazione dello yuan<\/strong> &#8211; osserva De Michelis &#8211; si \u00e8 rivelata tutto sommato contenuta (soprattutto se paragonata ai movimenti delle altre valute) e anche l&#8217;utilizzo delle riserve valutarie \u00e8 stato modesto, visto che la <strong>People&#8217;s Bank of China<\/strong> (la banca centrale cinese; ndr) <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>detiene tuttora oltre 3.560 miliardi di dollari<\/strong><\/span>.<\/div>\n<div><span lang=\"EN-US\">Secondariamente, il governo cinese pu\u00f2 ancora contare su tutta la \u201ccassetta degli attrezzi\u201d per stimolare l&#8217;economia (o forse manipolarla) , seppur prima o poi questa debba necessariamente normalizzarsi e camminare con le proprie gambe , trasformandosi cos\u00ec in un\u2019 economia di libero mercato, anche se temo che dovranno trascorrere ancora molti anni prima di tagliare questo traguardo\u00bb.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>In ultima istanza, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il calo del petrolio storicamente non ha mai comportato crolli azionari, anzi, di solito rimpingua i portafogli di risparmiatori e\u00a0 aziende come se fosse un taglio delle tasse indiretto<\/strong><\/span>.\u00a0In <strong>Europa<\/strong>, dove gli indici hanno ritracciato pesantemente ritornando grosso modo sui valori di inizio anno, si riscontrano:\u00a0un <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>euro svalutato<\/strong><\/span>, un costo del petrolio pi\u00f9 basso, una banca centrale accomodante e in pieno <strong>Quantitative Easing<\/strong> ( che potrebbe addirittura estendere) e un <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>miglioramento della redditivit\u00e0 delle aziende<\/strong><\/span>. Tale elenco comprende, perci\u00f2,\u00a0fattori di sviluppo del mercato azionario.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span lang=\"EN-US\">\u00abI rischi di una nuova recessione mondiale &#8211; osserva\u00a0il responsabile investimenti di Frame Asset Management &#8211; ci saranno se l\u2019economia americana dovesse frenare, ma allo stato attuale sembra godere di buona salute, seppur con qualche acciacco qua e la, ed \u00e8 per questo che la Yellen sta valutando attentamente se , come e quando alzare i tassi.\u00a0Morale&#8230; Quanto visto in agosto mi \u00e8 decisamente sembrata pi\u00f9 una correzione tecnica da corsa alla chiusura delle posizioni per motivi di risk management , piuttosto che una modifica\u00a0<\/span>delle condizioni o\u00a0 delle aspettative circa gli utili futuri\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Di fronte a questi mini crash di mercato<\/strong><\/span>\u00a0&#8211; conclude De Michelis &#8211;\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>bisognerebbe avere il coraggio di comprare mentre al contrario, quando le cose vanno bene, occorre alleggerire<\/strong><\/span>.\u00a0Purtroppo invece la paura, \u00a0o meglio lo shock subito dopo la crisi del 2008 ha lasciato segni psicologici difficili da cancellare.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le vere alternative al mercato azionario (anche in versione <em>Long short<\/em> o <em>Market neutral<\/em>), potrebbero essere le valute , ma sono estremamente volatili e pertanto occorre trovare dei gestori macro veramente preparati per poter effettuare un buon investimento<\/strong><\/span>\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il crollo del mercato cinese non \u00e8 l&#8217;avvisaglia di una nuova recessione mondiale. Di un nuovo (e temutissimo) stop dell&#8217;economia globale si potr\u00e0 parlare se e solo se gli Stati Uniti evidenzieranno segnali di arretramento. Per ora non alle viste. Anche perch\u00e9 il governatore della Fed, Janet Yellen, sta seriamente meditando sul programmato rialzo dei tassi il cui primo effetto sarebbe, appunto, quello di rallentare il progresso del Pil a stelle e strisce. Secondo Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management, la correzione dei mercati evidenziatasi ad agosto \u00e8 una situazione \u00abnormale\u00bb che ricorda molto da vicino quanto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/09\/10\/la-sindrome-cinese-non-fa-paura\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31506],"tags":[837,3739,395806,25,7665,3722,127,737,15904,16902,16850,3723,15905,74488,3718,34096,6916,60230,19,18758,85,74486],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6651"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6651"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6655,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6651\/revisions\/6655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}