{"id":6700,"date":"2015-10-01T11:07:52","date_gmt":"2015-10-01T11:07:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6700"},"modified":"2015-10-01T11:07:52","modified_gmt":"2015-10-01T11:07:52","slug":"carissima-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2015\/10\/01\/carissima-milano\/","title":{"rendered":"Carissima Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Milano-e1442502007686.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6702\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/Milano-e1442502007686.jpg\" alt=\"Milano\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche giorno fa <strong>Ubs<\/strong> ha pubblicato la ricerca <a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/doc\/283315066\/UBS-PRICES-AND-EARNINGS-2015\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><em><strong>Prices and Earnings<\/strong><\/em><\/span><\/a>, un&#8217;indagine che ogni triennio rileva la qualit\u00e0 della vita nelle grandi citt\u00e0 del mondo mettendo in relazione &#8211; come dice il titolo &#8211; i <strong>prezzi<\/strong> in relazioni alle <strong>retribuzioni<\/strong>. Il <em>claim<\/em> scelto per il 2015 \u00e8 \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em><strong>guadagno abbastanza per la vita che desidero?<\/strong><\/em><\/span>\u00bb. Che, in fondo, \u00e8 la preoccupazione di ogni <strong>banca<\/strong> in relazione alla propria <strong>clientel<\/strong>a: da un lato, il porre questa domanda consente di strutturare una <strong>pianificazione finanziaria<\/strong> che consenta il mantenimento di un adeguato tenore di vita. Dall&#8217;altro lato, consente di misurare (e variare) l&#8217;<strong>affidabilit\u00e0<\/strong> del cliente e delle sue <strong>esposizioni<\/strong> in relazione al suo <strong>habitat<\/strong>. Ovviamente, la ricerca fa sempre notizia perch\u00e9 misura quanto sia pi\u00f9 o meno difficile vivere nelle due grandi metropoli italiane, cio\u00e8 <strong>Milano<\/strong> e <strong>Roma<\/strong>. Ed \u00e8 su questo punto che ci concentreremo.<\/p>\n<h4><strong>Le citt\u00e0 pi\u00f9 care<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6705\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE011.jpg\" alt=\"UBSPE01\" width=\"230\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE011.jpg 230w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE011-112x300.jpg 112w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Sulla base dei prezzi di un paniere standard di 122 beni e servizi, Zurigo, Ginevra e New York sono le citt\u00e0 pi\u00f9 care al mondo. Milano occupa il 13\u00b0 posto, ma scende di qualche gradino se si tiene conto degli affitti<\/strong><\/span>. Per contro, <strong>Hong Kong<\/strong> sale di 13 posizioni, arrivando al 6\u00b0 posto. Il costo della vita pi\u00f9 basso tra le citt\u00e0 considerate \u00e8 osservato nell\u2019Europa orientale; in particolare a <strong>Kiev<\/strong>. Come potete osservare dal grafico qui a fianco la classifica viene stilata prendendo come riferimento la Grande Mela. La colonna a sinistra considera la compatibilit\u00e0 dei prezzi con le retribuzioni, quella a destra include nella componente <strong>inflazione<\/strong> anche il costo degli <strong>affitti<\/strong> che fanno balzare New York al primo posto mondiale.<\/p>\n<p>Senza voler essere presuntuosi e basandoci su un canone puramente esperienziale, possiamo affermare con una ragionevole approssimazione che la vita a Manhattan diventa sostenibile e godibile con un reddito di almeno 5-6.000 dollari al mese perch\u00e9 se volete vivere non troppo distanti dall&#8217;East Side \u00abaccontentandovi\u00bb di SoHo o di Little Italy, dovrete mettere in preventivo affitti sui 3.500\u00a0dollari al mese circa per un appartamentino. Dunque per vivere bene a New York (senza andare nel Queens o rifugiarsi nel New Jersey) occorre un reddito tra i 4.500 e i 5.500 euro mensili. Il che taglia fuori molti di noi. Lo ripetiamo, \u00e8 un calcolo empirico ma ci consente di assegnare un valore a una variabile e, dunque, di stabilire come siano posizionate realmente Milano e Roma in confronto alle grandi metropoli.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Fatto 100 l&#8217;indice dei\u00a0prezzi di New York (affitti inclusi)<\/strong><\/span>, tutto il mondo \u00e8 meno caro. E per\u00f2 si scopre che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Milano vale il 64,5% della Grande Mela<\/strong><\/span> che \u00e8 sempre meno di Zurigo (92,6%), Ginevra (91,8%) e <strong>Londra<\/strong> (79,5%), ma peggio di <strong>Parigi<\/strong> (63,8%), Bruxelles (57,3%) e <strong>Roma<\/strong> (57,1%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>I salari pi\u00f9 elevati<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6706\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE02.jpg\" alt=\"UBSPE02\" width=\"230\" height=\"625\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE02.jpg 230w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE02-110x300.jpg 110w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a>In termini lordi, i lavoratori di Zurigo, Ginevra e Lussemburgo beneficiano degli stipendi pi\u00f9 elevati. In termini netti (che considereremo per semplicit\u00e0) i newyorkesi sono al terzo posto dopo gli svizzeri.<\/p>\n<p>L&#8217;incidenza di imposte e contributi sociali \u00e8 in alcuni casi molto elevata; per esempio, nel caso di Copenaghen il 45% della contribuzione viene assorbita da questi oneri facendo perdere 20 posizioni in classifica. A Roma e Milano, invece, l&#8217;incidenza \u00e8 inferiore ma le tasse restituiscono un reddito medio pari al 54,2% di quello newyorkese nella Capitale e del 53,1% nel capoluogo lombardo. Ritornando al paragrafo precedente e prendendo come riferimento una retribuzione di circa 5mila euro mensili netti \u00a0che a New York, a determinati livelli, non \u00e8 impossibile conseguire come non lo \u00e8 a Ginevra e Zurigo, si comprende come <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>gli italiani delle grandi citt\u00e0 debbano fare i salti mortali per arrivare a fine mese<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Ovviamente il newyorkese, lo zurighese e il ginevrino dovranno scomputare dalla loro ottima paga i versamenti ai loro fondi pensione e alle loro assicurazioni malattia che in Usa e Svizzera sono private e non pubbliche. La sostanza, per\u00f2, non cambia di molto. Invece, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il milanese che vive in condizioni paragonabili con il suo omologo di New York &#8211; con 2.700 euro circa gi\u00e0 tassati &#8211; deve affrontare un costo della vita pi\u00f9 elevato rispetto al livello della retribuzione<\/strong><\/span>. Di quei 2.700 euro gli affitti di Roma e Milano si mangeranno una buona parte e se sono proprietari di un immobile, lo far\u00e0 il mutuo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Il potere d&#8217;acquisto<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE03.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6704\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE03.jpg\" alt=\"UBSPE03\" width=\"261\" height=\"622\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE03.jpg 261w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/UBSPE03-126x300.jpg 126w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a>Poich\u00e9 la matematica non \u00e8 un&#8217;opinione, i risultati confermano quanto sostenuto in precedenza. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>A Milano si fa molta pi\u00f9 fatica che a New York perch\u00e9 il potere d&#8217;acquisto delle retribuzioni annue \u00e8 del 62,7% rispetto a quello registrato nella Grande Mela<\/strong><\/span>. Con un 78% di indice dei prezzi e un 53% di valore degli\u00a0stipendi raggiungere lo standard newyorkese a Milano \u00e8 molto complicato. Il metodo migliore per giudicare il valore effettivo dei salari, spiega Ubs, \u00e8 confrontare il potere di acquisto in termini di beni che sono pi\u00f9 o meno uguali in tutto il mondo. In quest\u2019ottica Lussemburgo, Zurigo e Ginevra offrono il miglior potere di acquisto: in queste citt\u00e0 il salario netto orario permette di comprare la maggior parte dei beni e servizi contenuti nel paniere standard. Nairobi e Giacarta hanno il potere di acquisto pi\u00f9 basso, appena un decimo rispetto al Lussemburgo. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Un Big Mac costa quasi tre ore di salario medio a Nairobi, laddove a Hong Kong bastano solo nove minuti e a Roma e Milano 18<\/strong><\/span>. I lavoratori di Zurigo possono comprarsi un <strong>iPhone 6<\/strong> dopo 21 ore di lavoro; a Kiev ne servono 30 volte di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche giorno fa Ubs ha pubblicato la ricerca Prices and Earnings, un&#8217;indagine che ogni triennio rileva la qualit\u00e0 della vita nelle grandi citt\u00e0 del mondo mettendo in relazione &#8211; come dice il titolo &#8211; i prezzi in relazioni alle retribuzioni. Il claim scelto per il 2015 \u00e8 \u00abguadagno abbastanza per la vita che desidero?\u00bb. Che, in fondo, \u00e8 la preoccupazione di ogni banca in relazione alla propria clientela: da un lato, il porre questa domanda consente di strutturare una pianificazione finanziaria che consenta il mantenimento di un adeguato tenore di vita. 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