{"id":6726,"date":"2016-04-11T14:46:25","date_gmt":"2016-04-11T14:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6726"},"modified":"2016-04-11T15:28:34","modified_gmt":"2016-04-11T15:28:34","slug":"il-deposito-delle-scorie-si-deve-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/04\/11\/il-deposito-delle-scorie-si-deve-fare\/","title":{"rendered":"\u00abIl deposito delle scorie si deve fare\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/LAube-e1460382964596.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/LAube-e1460382964596.jpg\" alt=\"L'Aube\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/a><\/p>\n<p>La foto che vedete qui sopra \u00e8 il Centro di stoccaggio di <strong>rifiuti nucleari<\/strong> de <strong>l&#8217;Aube<\/strong>, in piena Champagne, regione francese nota per il suo vino spumante. L&#8217;arrivo del deposito nazionale all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 fu uno choc per questa piccola comunit\u00e0 di 2.800 abitanti sparsi in 21 Comuni. \u00abIl fatto che l&#8217;Agenzia nazionale per le scorie nucleari, cio\u00e8 lo Stato, si facesse garante verso la popolazione ha contribuito a tranquillizzare la cittadinanza inizialmente molto contraria\u00bb, ha spiegato\u00a0<strong>Fran\u00e7oise Donizet<\/strong>, sindaco di Ville-aux-Bois. Anche in Francia (58 centrali nucleari che funzionano a ciclo continuo) imperversano le stesse paure che esistono nel nostro Paese (zero centrali), ma i nostri vicini d&#8217;Oltralpe non hanno rinunciato n\u00e9 all&#8217;atomo n\u00e9 ai centri di stoccaggio.<\/p>\n<p>[youtube P5O416tHbGA]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/2015-09-03-12.54.32.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6725\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/2015-09-03-12.54.32-225x300.jpg\" alt=\"2015-09-03 12.54.32\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/2015-09-03-12.54.32-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/09\/2015-09-03-12.54.32-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Come si vede nel video e anche nella foto dei canali di monitoraggio, il centro di stoccaggio de l&#8217;Aube \u00e8 molto sicuro<\/strong><\/span>.\u00a0La struttura, aperta nel 1992, che \u00e8 destinata a ospitare un milione di metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensit\u00e0 (ossia con decadimento degli isotopi e perdita della radioattivit\u00e0 entro 300 anni; <em>ndr<\/em> ) in enormi scatoloni di calcestruzzo armato denominati \u00abcelle\u00bb. I rifiuti, a loro volta, sono contenuti da moduli a forma di parallelepipedo all&#8217;interno dei quali sono effettivamente cementati manufatti di calcestruzzo che al loro interno ospitano contenitori metallici pressati. Essi provengono non solo dalle centrali (60% del totale), ma anche dagli impieghi industriali, ospedalieri e della ricerca scientifica (il restante 40%). Nel 2052, quando si stima che le celle dell&#8217;Aube saranno piene, tutto sar\u00e0 ricoperto da terreno con la creazione di una collina multistrato. Le celle gi\u00e0 poggiano su uno strato di terreno argilloso e quindi impermeabile ed eventuali liquidi o condense sono raccolti e monitorati. Il rischio di inquinamento di eventuali falde \u00e8 pressoch\u00e9 nullo. Anche dopo essere entrati nelle celle i rilevatori di radioattivit\u00e0 applicati ai visitatori non segnalano variazioni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Deposito-02-e1460383816245.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7111\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Deposito-02-e1460383816245.jpg\" alt=\"Deposito-02\" width=\"550\" height=\"318\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il modello transalpino \u00e8 quello a cui guarda <a href=\"http:\/\/www.sogin.it\/it\/pagine\/default.aspx\"><strong>Sogin<\/strong><\/a>, la societ\u00e0 pubblica &#8211; presieduta da <strong>Giuseppe Zollino<\/strong> e guidata dall\u2019ad <strong>Roberto Casale<\/strong> &#8211; che si occupa dello smantellamento degli<strong> impianti nucleari<\/strong> italiani dismessi dopo il referendum del 1987 (<strong>decommissioning<\/strong>) e della gestione dei rifiuti radioattivi prodotti nel nostro Paese. In Italia, per\u00f2, si \u00e8 ancora in attesa della localizzazione del sito dove installare il <a href=\"http:\/\/www.depositonazionale.it\/#\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>deposito nazionale<\/strong><\/span><\/a>, con annesso il parco tecnologico, cittadella della ricerca scientifica. La <strong>CNAPI<\/strong> (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee) \u00e8 stata redatta nell&#8217;estate 2015 e\u00a0ha gi\u00e0\u00a0individuato qualche decina di siti\u00a0sulla base dei criteri fissati dall\u2019<strong>Ispra<\/strong>\u00a0(Istituto superiore per la ricerca ambientale).\u00a0Il modello del deposito nazionale italiano, previsto dalle normative Ue per ciascun Paese, \u00e8 infatti\u00a0quello dell&#8217;Aube anche se sar\u00e0 molto pi\u00f9 piccolo (150 ettari di cui 110 per 75mila metri cubi di rifiuti e 40 per il\u00a0parco tecnologico). Le strutture previste sono le stesse usate in Francia (vedi foto sopra). Solo lo 0,08% del nostro territorio sar\u00e0 inserito nelle aree potenzialmente idonee\u00a0perch\u00e9 sono escluse le\u00a0zone a rischio sismico, idrogeologico, di altitudine maggiore a 700 metri e a intensa urbanizzazione.\u00a0La\u00a0mappa \u00e8 nelle mani dei ministeri competenti (<strong>Sviluppo economico<\/strong> e <strong>Ambiente<\/strong>) ma\u00a0l\u2019ok per la pubblicazione \u00e8 atteso da oltre sei mesi. La decisione \u00e8 politicamente non facile: sono sul piede di guerra cittadine che, pur non rientrando nella Cnapi, hanno gi\u00e0 organizzato manifestazioni di protesta. E con il referendum sulle trivelle alle viste sicuramente il premier Matteo Renzi\u00a0\u00a0non getter\u00e0 altra carne sul fuoco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Produttori-e-detentori-di-rifiuti-radioattivi-in-Italia.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7114\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Produttori-e-detentori-di-rifiuti-radioattivi-in-Italia-300x212.png\" alt=\"Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Produttori-e-detentori-di-rifiuti-radioattivi-in-Italia-300x212.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Produttori-e-detentori-di-rifiuti-radioattivi-in-Italia-1024x723.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Produttori-e-detentori-di-rifiuti-radioattivi-in-Italia.png 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abLe procedure italiane saranno ancor pi\u00f9 stringenti di quelle francesi\u00bb, assicura l&#8217;ingegner <strong>Fabio Chiaravalli<\/strong>, direttore del deposito nazionale, ricordando che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i rifiuti nucleari non esplodono<\/strong><\/span>\u00bb e che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il deposito \u00e8 a prova di attacco terroristico<\/strong><\/span>\u00bb. Inoltre, la consultazione pubblica che si avvier\u00e0 per definire le aree idonee e le eventuali candidature (che non saranno vincolanti) \u00ab\u00e8 destinata a rivoluzionare i metodi per realizzare le infrastrutture\u00bb. Ci sar\u00e0 un ampio coinvolgimento delle popolazioni atteso che il deposito comporter\u00e0 un investimento di 1,5 miliardi, 700 posti di lavori e sostanziosi canoni di affitto per i terreni. E se nessuno lo vorr\u00e0 in casa propria? \u00abResteremo con i nostri <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>23 depositi locali difficili da gestire e da controllare<\/strong><\/span>\u00bb. L&#8217;ennesima ondata Nimby dovr\u00e0 essere arginata.\u00a0\u00abNon c\u2019\u00e8 scelta: anche il nostro Paese deve costruire il suo sito di stoccaggio. Ogni nazione europea lo deve costruire\u00bb, conclude.<\/p>\n<p>[youtube 3lb7FxcPjWE]<\/p>\n<p><strong>\u00a0Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La foto che vedete qui sopra \u00e8 il Centro di stoccaggio di rifiuti nucleari de l&#8217;Aube, in piena Champagne, regione francese nota per il suo vino spumante. L&#8217;arrivo del deposito nazionale all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 fu uno choc per questa piccola comunit\u00e0 di 2.800 abitanti sparsi in 21 Comuni. \u00abIl fatto che l&#8217;Agenzia nazionale per le scorie nucleari, cio\u00e8 lo Stato, si facesse garante verso la popolazione ha contribuito a tranquillizzare la cittadinanza inizialmente molto contraria\u00bb, ha spiegato\u00a0Fran\u00e7oise Donizet, sindaco di Ville-aux-Bois. Anche in Francia (58 centrali nucleari che funzionano a ciclo continuo) imperversano le stesse paure che esistono nel [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/04\/11\/il-deposito-delle-scorie-si-deve-fare\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[121783,121782,121780,3740,121786,14,121787,121779,121784,5709,121781,121567,121785,858,66,121778,74583,83033],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6726"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6726"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7115,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6726\/revisions\/7115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}