{"id":6857,"date":"2016-02-05T21:34:18","date_gmt":"2016-02-05T21:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6857"},"modified":"2016-02-05T23:44:47","modified_gmt":"2016-02-05T23:44:47","slug":"le-nozze-delle-banche-bloccate-dalle-poltrone-e-dal-bail-in","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/02\/05\/le-nozze-delle-banche-bloccate-dalle-poltrone-e-dal-bail-in\/","title":{"rendered":"Le nozze delle banche bloccate dalle poltrone e dal bail-in"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/VISCO3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-6860 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/VISCO3-e1454715542471.jpg\" alt=\"ansa - restelli - ++ PROTESTA STUDENTI A FIRENZE,INTERROTTO DISCORSO VISCO ++\" width=\"550\" height=\"389\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I <strong>matrimoni bancari<\/strong>, sull&#8217;altare di Piazza Affari, non sono mai stati cosa facile. Basta ricordare le frizioni finanziarie tra i grandi azionisti e le gelosie di campanile che nel 2006-2007 hanno accompagnato la nascita dei due campioni nazionali <strong>Intesa Sanpaolo<\/strong> e <strong>Unicredit<\/strong> e di altrettante supercoop:<strong> Ubi<\/strong> e <strong>Banco Popolare<\/strong>. Questa volta per\u00f2 la baruffa tra i banchieri delle popolari per accaparrarsi le poltrone di vertice \u00e8 pi\u00f9 infuocata che mai, perch\u00e9 i posti di comando sono sempre meno e perch\u00e9 il moltiplicatore della governance duale \u00e8 andato fuori moda. Basta pensare a come la <strong>Popolare Milano<\/strong> di Giuseppe Castagna e Piero Giarda ha frenato le mire espansionistiche della <strong>Ubi Banca<\/strong> di Victor Massiah (che essendo la cooperativa pi\u00f9 solida del Paese di fatto pensa pi\u00f9 a un&#8217;acquisizione che non a un&#8217;alleanza, sebbene sia disposta a vestire l&#8217;operazione in modo elegante e rispettoso dei territori come si usa nel credito cooperativo)\u00a0o alla\u00a0<strong>Bper<\/strong> di Alessandro Vandelli che, non avendo alcuna intenzione di diventare la spalla di qualcun altro, dopo\u00a0un approccio a Bpm\u00a0guarda ormai solo a compagne di viaggio pi\u00f9 piccole di lei. Perche se Bpm e il Banco Popolare riusciranno ad accordarsi per le nozze entro marzo come promette il chiacchericcio di Piazza Affari, buona parte del merito \u00e8 dato dal fatto che l&#8217;ad del gruppo veronese, Pier Francesco Saviotti \u00e8 pronto a fare un indietro. E cos\u00ec la stanza di comando del nuovo gruppo, gi\u00e0 pronta a tavolino, potr\u00e0 accontentare entrambi i campanili e le mire delle rispettive prime linee: il milanese Castagna sarebe capo azienda, lo scaligero Carlo Fratta Pasini presidente, e Saviotti responsabile del comitato esecutivo per gestire il periodo di transizione. Il tutto in attesa del pezzo forte, che il governo trovi il modo di convincere Ubi a mettersi sulle spalle il <strong>Monte Paschi<\/strong>, magari sgravata di almeno parte dei suoi 26 miliardi di sofferenze da un intervento corale dell&#8217;industria del credito come quella che ha pagato il salvataggio di <strong>Banca Erutria<\/strong> &amp; C con il fondo di risoluzione.<\/p>\n<p>L&#8217;urgenza del governo di trovare una soluzione per il Monte Paschi si scontra tuttavia con un incubo pi\u00f9 ampio. Creato dall&#8217;aver recepito il bail-in prima di aver sistemato problemi che giacevano da anni sul tavolo di Bankitalia e dall&#8217;aver poi fallito l&#8217;obiettivo della bad bank. Un doppio colpo che rende per chiunque, banche e advisor compresi, molto difficile calcolare quanto sia davvero affascinante, dal punto di vista del bilancio, la fidanzata che hanno alla porta. Il campanello d&#8217;allarme sono gli <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/01\/28\/la-guerra-silenziosa-di-bankitalia\/\">obbligazionisti traditi dei quattro istituti salvati<\/a> dal fondo di risoluzione (<strong>Etruria, Marche, CariFe e CariChieti<\/strong>) che riempiono le piazze italiane e pretendono che il <strong>governo Renzi<\/strong> li rimborsi del maltolto utilizzando i soldi di tutti i contribuenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/Report.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6880\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/Report.jpg\" alt=\"Report\" width=\"550\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/Report.jpg 550w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/02\/Report-300x232.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rischio di una crisi di fiducia tra i risparmiatori appare quindi reale, insieme al trasloco dei conti correnti verso gli istituti pi\u00f9 solidi come patrimonio, o a controllo pubblico come il Banco Posta.Tra le popolari, quindi, quasi nessuno &#8211; tranne Bpm e Banco Popolare che potrebbero decidere di sposarsi entro marzo &#8211; rompe gli indugi. Malgrado sia passato un anno dalla riforma Renzi che le costringe a diventare spa, quasi che il principio di tutti mali fosse il voto capitario e non invece i prestiti alle parti correlate. Nelle banche italiane ci sono infatti 201 miliardi di crediti in sofferenza. Roba da togliere il sonno, soprattutto se la ripresa economica continuer\u00e0 a battere in testa, mandando a terra altre piccole e medie imprese: per esempio, secondo gli analisti di Barclays, a settembre 2015, il Banco Popolare aveva 11 miliardi di sofferenze, Mps 26, Bpm 3 e Ubi 7; i primi sei gruppi 137 miliardi in tutto. In mancanza di transazioni reali, il mercato ha preso per buono il prezzo di conferimento dei crediti malati di Etruria &amp; C (17 centesimi) e ha calcolato per l&#8217;intero sistema un impatto da 35 miliardi. Un ammanco a confronto del quale <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/01\/27\/la-barzelletta-del-gacs\/\">la maxi-cartolarizzazione di Stato<\/a> strappata dal ministro <strong>Pier Carlo Paodan<\/strong> a Bruxelles pu\u00f2 essere solo un utile attrezzo. Il quadro in realt\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato, perch\u00e9 alcune delle banche all&#8217;altare hanno adottato i modelli interni, altre sono rimaste a quello standard. E questo, dopo la mitragliata di svalutazioni in sede di <strong>Aqr<\/strong> lo scorso anno, impatta direttamente sul costo di \u00absmaltimento\u00bb delle sofferenze. In particolare cambia il peso dello shortfall delle perdite attese sul Core Tier One, il parametro guida della solidit\u00e0 e quindi delle fusioni tra le banche. A fare due conti \u00e8 Mediobanca Securities, secondo il cui studio (datato primo febbraio 2016) i non performing loans (cio\u00e8 i crediti in sofferenza) ancora sotto modello standard, per il Banco Popolare potrebbero essere 1,6 miliardi, per Ubi 1,2 e 1,5 per Bipiemme.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; I matrimoni bancari, sull&#8217;altare di Piazza Affari, non sono mai stati cosa facile. Basta ricordare le frizioni finanziarie tra i grandi azionisti e le gelosie di campanile che nel 2006-2007 hanno accompagnato la nascita dei due campioni nazionali Intesa Sanpaolo e Unicredit e di altrettante supercoop: Ubi e Banco Popolare. Questa volta per\u00f2 la baruffa tra i banchieri delle popolari per accaparrarsi le poltrone di vertice \u00e8 pi\u00f9 infuocata che mai, perch\u00e9 i posti di comando sono sempre meno e perch\u00e9 il moltiplicatore della governance duale \u00e8 andato fuori moda. Basta pensare a come la Popolare Milano di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/02\/05\/le-nozze-delle-banche-bloccate-dalle-poltrone-e-dal-bail-in\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1005,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[22868,26229,55795,15775,778,16914,74628,74638,26277,16910,15774,108295,11981,16935,15648],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6857"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1005"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6857"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6881,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6857\/revisions\/6881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}