{"id":6971,"date":"2016-03-24T17:14:27","date_gmt":"2016-03-24T17:14:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=6971"},"modified":"2016-03-25T23:24:27","modified_gmt":"2016-03-25T23:24:27","slug":"banche-in-sofferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/24\/banche-in-sofferenza\/","title":{"rendered":"Banche in sofferenza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/BPM-Piazza-Meda-e1458829556921.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6972\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/BPM-Piazza-Meda-e1458829556921.jpg\" alt=\"BPM - Piazza Meda\" width=\"550\" height=\"275\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tema del giorno a <strong>Piazza Affari<\/strong> \u00e8, giustamente, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/ok-banco-bpm-terza-banca-italiana-1238655.html\" target=\"_blank\">la <strong>fusione<\/strong> tra il <strong>Banco Popolare<\/strong> e la <strong>Banca Popolare di Milano<\/strong><\/a>. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nasce il terzo polo bancario italiano<\/strong><\/span> (delle stesse dimensioni di <strong>Monte dei Paschi<\/strong>), si brinda al primo successo della <strong>riforma delle Popolari<\/strong>\u00a0e\u00a0alla bravura di <strong>Alberto Nagel<\/strong>, ad di <strong>Mediobanca<\/strong>, che tanto si \u00e8 speso negli ultimi anni per la riuscita di questa operazione. Insomma, non c&#8217;\u00e8 nessuno che, apparentemente, sia scontento (soprattutto a Roma visto che il premier <strong>Renzi<\/strong> e il ministro dell&#8217;Economia <strong>Padoan<\/strong> possono affermare di aver rimesso in moto il sistema delle aggregazioni). Magari non staranno ridendo i soci delle due (ancora per poco) scarl visto che in Borsa il calo \u00e8 stato del 5%, ma questo non vuol dire che non si possa sperare di meglio per il futuro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Castagna-Saviotti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6973\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Castagna-Saviotti-254x300.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Castagna-Saviotti-254x300.jpg 254w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Castagna-Saviotti.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a>\u00abSiamo stati dei paladini della riforma\u00bb sulle banche popolari \u00abagendo con massima energia e entusiasmo\u00bb,\u00a0ha chiosato\u00a0stamattina il ceo della Bpm, <strong>Giuseppe Castagna<\/strong>. \u00abPensiamo di aver dato un grosso aiuto alla realizzazione di quella che \u00e8 stata una delle prime riforme volute dal governo\u00bb, perch\u00e9 le due banche \u00abhanno capito fin da subito che quella era una opportunit\u00e0 unica per arrivare presto a un consolidamento del mercato\u00bb. Anzi, Castagna che rester\u00e0 amministratore delegato della nuova entit\u00e0 ha precisato che\u00a0\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>in futuro la banca sar\u00e0 anche un punto di riferimento per altri soggetti<\/strong><\/span>. Al momento per\u00f2 non \u00e8 nostra intenzione guardare ad altre aggregazioni, abbiamo un impegno oneroso da portare a termine e vogliamo farlo nel pi\u00f9 breve tempo possibile e con il maggiore successo possibile\u00bb. \u00a0Insomma, c&#8217;\u00e8 anche voglia di grandeur. \u00a0Resta <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;aumento di capitale da un\u00a0miliardo che dovr\u00e0 effettuare il solo Banco Popolare<\/strong><\/span>, ancora oggi contestato dall&#8217;ad <strong>Pier Francesco Saviotti<\/strong>. \u00abUna richiesta eccessiva ma lo faremo\u00bb, ha commentato aggiungendo che \u00abdi fronte a questa presa di posizione della <strong>Bce<\/strong> che non concedeva alternative, abbiamo deciso di andare incontro alle esigenze del regolatore perch\u00e9 riteniamo che l\u2019operazione sia cos\u00ec importante che non \u00e8 il caso di perdere l\u2019opportunit\u00e0\u00bb. Le due banche si focalizzeranno su \u00abun significativo piano di riduzione dei crediti non performanti fino a 10 miliardi di euro nominali in ambito di piano\u00bb, vale a dire al 2019. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Partiamo con un programma forte di riduzione delle sofferenze<\/strong><\/span> &#8211; ha detto Castagna &#8211; perch\u00e9 si tratta dell\u2019area di maggiore attenzione oggi. Daremo fin da subito un messaggio forte e significativo sia sulla riduzione che sulla copertura dei crediti non performanti\u00bb- Da novembre dovrebbero essere un corpo solo.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni fanno capire che le condizioni poste dalla vigilanza dell&#8217;Eurotower alle nozze sono state significative. Certo, se ne parlava da tempo di aumento di capitale e di riduzione delle sofferenze, ma vedere messo tutto nero su bianco fa un altro effetto. E dunque <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>se la nuova entit\u00e0, che avr\u00e0 presa sui territori pi\u00f9 ricchi d&#8217;Italia, dovr\u00e0 guardare con attenzione i ratio patrimoniali e le coperture degli Npl, \u00e8 ben difficile pensare che una banca pi\u00f9 grande e pi\u00f9 forte significhi pi\u00f9 credito per tutti<\/strong><\/span>. Cerchiamo ora di capire le ragioni del malumore di Saviotti e il perch\u00e9 la Bce e, soprattutto, l&#8217;Europa ci trattino male ogniqualvolta si tratti di negoziare. Senza contare che il processo di fusione si \u00e8 riavviato solo dopo che Renzi la scorsa settimana ha usato le tenaglie far saltare gli agganci politici del progetto congeniato dalla <strong>Fabi<\/strong> di <strong>Lando Maria Sileoni<\/strong> insieme agli altri sindacati del credito che avrebbe riportato Bipiemme nell&#8217;orbita del finanziere<strong>\u00a0Andrea Bonomi<\/strong> e poi salvato la Popolare Vicenza. Il premier ha inoltre\u00a0cercato la spalla di <strong>Mario Draghi<\/strong> per convincere <strong>Daniele Nouy<\/strong>\u00a0della bont\u00e0 del &#8220;grande baratto&#8221;: la Bce appunto ha ottenuto tutto sulle sofferenze ma ha chiuso un occhio su qualche poltrona in pi\u00f9 nei cda necessaria ad accontentare i campanili delle due coop.<\/p>\n<p><strong>Barclays<\/strong> \u00e8, infatti, tornata ad analizzare la patata bollente delle sofferenze bancarie italiane, dopo aver delineato <a title=\"La barzelletta del Gacs\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/01\/27\/la-barzelletta-del-gacs\/\">lo scenario dell&#8217;immaginifica <strong>bad bank<\/strong> renziana<\/a> a fine gennaio. Qual \u00e8 la novit\u00e0 di questi due mesi? Sostanzialmente nessuna, se eccettuiamo la fusione di cui sopra. La <strong>Gacs<\/strong> (garanzia statale sui crediti cartolarizzati) non \u00e8 risolutiva e non impatta sulle sofferenze concernenti le imprese affidate in stato di tensione finanziaria e con merito di credito bassissimo. Il livello dei <em><strong>non performing loans<\/strong><\/em> italiani (202 miliardi di sofferenze pi\u00f9 altri 160 miliardi di crediti dubbi) \u00e8 ancora tutto l\u00ec, sebbene in fase di stabilizzazione. Eppure come sottolinea Barclays, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>gli Npl sono un grande problema<\/strong><\/span>: rendono pi\u00f9 elevato il costo del funding delle nostre banche,\u00a0impongono l&#8217;applicazione di tassi pi\u00f9 elevati sui finanziamenti diminuendone la\u00a0competitivit\u00e0 e, in caso di ciclo macroeconomico negativo, ne accrescono\u00a0ancora di pi\u00f9 la vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli analisti della banca britannica hanno preso in considerazione due ipotesi. La prima \u00e8 la<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> riduzione del rapporto tra Npl e totale dei crediti concessi al 6% in 5 anni partendo dal 15% di Ubi e UniCredit, dal 16% di Bpm, dal 17% di Intesa, dal 24% del Banco e dal 35% di Mps<\/strong><\/span>. La simulazione \u00e8 stata fatta considerando che il 50% sia venduto al\u00a020% del valore nominale (stesso prezzo riconosciuto nel bail in delle quattro banche locali tra cui Banca Etruria e Banca Marche)\u00a0e che l&#8217;altro 50% sia svalutato interamente. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Servirebbero almeno 44 miliardi di accantonamenti<\/strong><\/span> con i seguenti risultati:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclay-01-e1458835719153.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6975\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclay-01-e1458835719153.jpg\" alt=\"Barclay 01\" width=\"550\" height=\"322\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La patrimonializzazione andrebbe a farsi benedire<\/strong>. Resterebbero sopra la soglia (accettabile) del 10% di Core Equity Tier 1 solo Intesa, Bpm e con fatica UniCredit e Ubi. Si d\u00e0 per inteso che servirebbe un&#8217;iniezione di liquidit\u00e0 monstre da parte degli azionisti, senza contare che una simile dismissione di asset determinerebbe certamente il ricorso al bail in per gli istituti pi\u00f9 piccoli in cui un&#8217;operazione di simile portata porterebbe i ratio sotto i livelli di guardia. Pi\u00f9 o meno quello che accadrebbe a Mps e Banco se si desse corso a una simile operazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclay-02-e1458835990726.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6976\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclay-02-e1458835990726.jpg\" alt=\"Barclay 02\" width=\"550\" height=\"241\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E se proprio le argomentazioni sopra esposte non vi convincono, ecco che il crollo del RoTE (cio\u00e8 la redditivit\u00e0 del capitale tangibile della banca), ridotto sottozero, imporrebbe sicuramente misure draconiane. Barclays considera anche uno<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> scenario pi\u00f9 soft: ridurre gli Npl (seguendo il metodo enunciato in precedenza) fino a un livello pi\u00f9 accettabile (un CET1 di 100 punti base pi\u00f9 elevato rispetto alle richieste della valutazione macroprudenziale SREP effettuata dalla Bce l&#8217;anno scorso) rinunciando per\u00f2 alla distribuzione di dividendi per tre anni<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclays-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6978\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclays-03-300x244.jpg\" alt=\"Barclays 03\" width=\"300\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclays-03-300x244.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Barclays-03.jpg 491w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come si vede una simile operazione produrrebbe effetti tangibili solo su Intesa e Popolare di Milano (non a caso gli <em>overweight<\/em> di Barclays) azzerandone gli Npl, mentre gli effetti su Ubi e UniCredit sarebbero comunque buoni. Trascurabili quelli sul Banco e su Mps a fronte di una perdita totale della redditivit\u00e0 con prospettive di un Eps negativo per almeno tre anni. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 un cane che si morde la coda: il Tesoro e la Cdp non possono fare nulla perch\u00e9 altrimenti la Commissione bloccherebbe tutto come un aiuto di Stato, la Gacs non serve a niente e \u00abaggiustare\u00bb gli Npl significa rinunciare a essere profittevoli per anni e anni<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si comprende come Banco-Bpm fosse un&#8217;operazione irrinunciabile anche sotto questo punto di vista. Con un miliardo di aumento, il Banco avr\u00e0 la maggioranza (54%) di un&#8217;entit\u00e0 nella quale potr\u00e0 consolidare e, si spera vivamente, risolvere anche i problemi di Npl. In prospettiva possiamo usare le parole degli analisti di <strong>Equita<\/strong>: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em>Non escludiamo che in alcuni anni il consolidamento riduca a 4-5 il numero di banche che controllano il 60% del mercato,\u00a0favorendo un miglioramento dei margini, grazie a una riduzione della concorrenza in un settore molto maturo<\/em><\/span>\u00bb. Meno concorrenza, prezzi pi\u00f9 alti, forse vuoi vedere che&#8230;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Il tema del giorno a Piazza Affari \u00e8, giustamente, la fusione tra il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano. Nasce il terzo polo bancario italiano (delle stesse dimensioni di Monte dei Paschi), si brinda al primo successo della riforma delle Popolari\u00a0e\u00a0alla bravura di Alberto Nagel, ad di Mediobanca, che tanto si \u00e8 speso negli ultimi anni per la riuscita di questa operazione. Insomma, non c&#8217;\u00e8 nessuno che, apparentemente, sia scontento (soprattutto a Roma visto che il premier Renzi e il ministro dell&#8217;Economia Padoan possono affermare di aver rimesso in moto il sistema delle aggregazioni). Magari non staranno [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/24\/banche-in-sofferenza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[22868,7663,27579,15783,837,70,16914,121566,121565,16974,22883,74628,121563,15646,5709,15774,108345,121564,22684,53688,26295,60230,16935,18821,167],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6971"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6996,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6971\/revisions\/6996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}