{"id":7009,"date":"2016-03-29T13:11:40","date_gmt":"2016-03-29T13:11:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7009"},"modified":"2016-03-29T13:11:40","modified_gmt":"2016-03-29T13:11:40","slug":"confindustria-tifa-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/29\/confindustria-tifa-renzi\/","title":{"rendered":"Confindustria tifa Renzi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Renzi-Confindustria-e1459247988160.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7011\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/Renzi-Confindustria-e1459247988160.jpg\" alt=\"Renzi Confindustria\" width=\"550\" height=\"550\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa volta non sono i <strong>gufi<\/strong> a insidiare la tranquillit\u00e0 e la decisa azione riformatrice del premier <strong>Matteo Renzi<\/strong>! Una benevola aquila, infatti, gli si \u00e8 posata sulle spalle e mostra di condividere il percorso tracciato dal presidente del Consiglio in materia di politica economica. Si tratta del rapace che simboleggia <strong>Confindustria<\/strong>. Oggi, infatti, il <strong>Centro studi<\/strong> di Viale dell&#8217;Astronomia ha pubblicato una sapida nota intitolata <a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/doc\/306258979\/20160329-Flessibilita-Di-Bilancio-CsC\" target=\"_blank\">\u00ab<em><strong>Conti pubblici pi\u00f9 flessibili per sostenere le riforme<\/strong><\/em>\u00bb<\/a> \u00a0che sembra dare ragione in tutto e per tutto alle istanze del capo del governo.<\/p>\n<p>Sia ben chiaro:<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il nostro blog non fa politica<\/strong><\/span>, anche se spesso ci accade di criticare coloro che siedono nei posti di responsabilit\u00e0 prendendo di fatto posizioni che potrebbero sembrare politiche ma che si riferiscono a valutazioni il pi\u00f9 possibile di natura tecnica. Ecco perch\u00e9 vogliamo preventivamente sgomberare il campo da eventuali illazioni: Confindustria legittimamente sostiene le posizioni che ritiene pi\u00f9 vantaggiose per i propri associati. Evidentemente, in questo frangente le istanze renziane potrebbero rivelarsi condivisibili. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>Come sottolineano il direttore del Centro Studi, <strong>Luca Paolazzi<\/strong>, e Alessandro Fontana, \u00abl\u2019attuale clausola permette, per un anno, una deviazione dall\u2019obiettivo di deficit previsto nella misura massima dello 0,5% del Pil (circa 8 miliardi di euro per l\u2019Italia), qualora si realizzino <strong>riforme strutturali<\/strong> che siano rilevanti, abbiano un impatto positivo di lungo periodo sulla crescita del Pil e sulla sostenibilit\u00e0 della finanza pubblica e non comportino lo sforamento del tetto del 3% del rapporto deficit\/Pil (per poter chiedere la flessibilit\u00e0 un paese non deve essere sotto procedura per deficit eccessivo)\u00bb. <strong>Clausole di flessibilit\u00e0<\/strong> sulle quali Renzi e il ministro dell&#8217;Economia, <strong>Pier Carlo Padoan<\/strong>, hanno costruito la manovra 2016, prendendosi anche uno 0,3% in pi\u00f9 legato alla questione migranti. Ora gli esperti ci ricordano che \u00abtale deviazione deve essere compensata nei tre anni successivi a quello nel quale si \u00e8 chiesto l\u2019utilizzo della clausola\u00bb. Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la flessibilit\u00e0 non \u00e8 gratis, \u00e8 un prestito che va rimborsato<\/strong><\/span>. Basta ricordare <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/flessibilit-draghi-gela-renzi-manovra-bis-inevitabile-1239124.html\" target=\"_blank\">le parole recenti del governatore della Bce, <strong>Mario Draghi<\/strong>, attraverso il Bollettino economico<\/a>.\u00a0Secondo le informazioni disponibili, sottolinea la pubblicazione, in Italia \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em><strong>quest&#8217;anno vi sarebbe il rischio di un significativo scostamento dai requisiti del braccio preventivo, anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilit\u00e0 al Paese<\/strong><\/em><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7012\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC-01-300x119.jpg\" alt=\"CsC 01\" width=\"300\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC-01-300x119.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC-01.jpg 781w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>siamo alla vigilia di una manovra<\/strong><\/span> (poco importa se sar\u00e0 \u00abcorrettiva\u00bb, incidendo sui saldi dell&#8217;anno in corso, oppure no concentrandosi sul 2017). Le difficolt\u00e0 trapelate nella messa a punto del <strong>Def<\/strong> sembrerebbero confermare che il compito non sia affatto facile: eco perch\u00e9 negli ultimi tempi si \u00e8 tornati a parlare di <strong>privatizzazioni<\/strong> tramite il collocamento di una nuova tranche di azioni <strong>Poste Italiane<\/strong> e l&#8217;Ipo di <strong>Enav<\/strong>. Briciole rispetto alle esigenze della finanza pubblica. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Come si vede nel grafico pubblicato dal Centro Studi Confindustria per l&#8217;anno prossimo servirebbe una correzione da 1,4 punti di Pil, cio\u00e8 da 22,5 miliardi di euro circa<\/strong><strong> anche a causa di 15 miliardi di clausole di salvaguardia su Iva e accise che vanno a scadenza<\/strong><\/span>. Considerate le spese che devono essere finanziate <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ci si avvierebbe verso una manovra monstre superiore ai 40 miliardi di euro<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7013\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC02-300x182.jpg\" alt=\"CsC02\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC02-300x182.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/CsC02.jpg 584w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Invece Confindustria mostra di avere fiducia nell&#8217;azione riformatrice del premier ricordando che la stessa <strong>Ocse<\/strong> all&#8217;inizio del 2015 aveva plaudito allo sforzo renziano sottolineando che <span style=\"text-decoration: underline\"><em>l&#8217;impatto positivo sulla crescita avrebbe potuto rappresentare fino a uno 0,6% di Pil in pi\u00f9 ogni anno<\/em><\/span>. Ottimismo esagerato? Eccesso di confidenza? Diciamo pure che, considerato lo scenario molto difficile all&#8217;interno del quale ci stiamo purtroppo muovendo (caratterizzato da una pericolosa <strong>deflazione<\/strong>), anche se quelle ipotesi si rivelassero valide, difficilmente l&#8217;impatto delle riforme sul Pil potrebbe avere quella portata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2016\/02\/11\/news\/renzi_lettera_a_repubblica_ue-133162994\/\" target=\"_blank\">Al nostro premier (e a Confindustria) piace invece pensare che sia la politica della Commissione Ue a essere sbagliata e a pretendere un&#8217;inutile austerit\u00e0<\/a>. \u00a0Indubbiamente<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> l&#8217;esecutivo di Bruxelles risente troppo dell&#8217;influenza tedesca<\/strong><\/span>. La cancelliera <strong>Angela Merkel<\/strong> e i suoi consiglieri sono guidati da una precisa teoria economica che si chiama<strong> ordoliberalismo<\/strong>: l&#8217;economia di mercato si coniuga con il rispetto di regole ferree, cio\u00e8 <strong>disciplina di bilancio<\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline\"><em><strong>Secondo la visione di Berlino, un evento negativo \u00e8 solo colpa di un errore umano, di un comportamento poco virtuoso, di qui la sfilza di compiti a casa richiesti ai Paesi europei meno diligenti<\/strong><\/em><\/span>. Le crisi, per\u00f2, possono essere determinate\u00a0anche da recessioni pi\u00f9 o meno prolungate come quella che stiamo vivendo. L&#8217;inversione di tendenza, dopo anni di decrescita, \u00e8 ancora troppo debole e una stretta fiscale a suon di tasse potrebbe comprometterla definitivamente: ecco perch\u00e9 Renzi &amp; C. chiedono all&#8217;Europa pi\u00f9 flessibilit\u00e0. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em>Se davvero si vuole favorire la realizzazione delle riforme, soprattutto nei paesi che ne hanno pi\u00f9 bisogno e che ne trarrebbero i maggiori benefici, che sono anche quelli con i maggiori vincoli di bilancio, occorre flessibilizzare l\u2019ammontare massimo della deviazione e prevedere tempi di rientro pi\u00f9 lunghi<\/em><\/span>\u00bb, scrivono Paolazzi e Fontana.<\/p>\n<p>Perdonateci, infine, una piccola osservazione. L&#8217;Italia avrebbe potuto anche essere pi\u00f9 attenta. Il bonus da 80 euro che costa 10 miliardi all&#8217;anno, le assunzioni nel comparto scuola che forse si potevano evitare, il ritardo nella <strong>spending review<\/strong> sono tutti fattori che hanno contribuito ad accrescere il deficit\/Pil sebbene mantenendolo sotto la soglia del 3 per cento. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>E ora l&#8217;Italia, nonostante un debito da 2.200 miliardi di euro, vorrebbe continuare a spendere<\/strong><\/span>. Comprenderete, pur non condividendola, la diffidenza della Germania e della Commissione Ue. \u00c8 chiaro che la prossima volta se Renzi vorr\u00e0 avere i conti in regola senza aumentare visibilmente le tasse non potr\u00e0 far alto che metter mano alle <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>t<\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">a<\/span>x expenditures<\/strong><\/span> (detrazioni, deduzioni, esenzioni e bonus vari) che, <a href=\"http:\/\/www.italiaoggi.it\/solofisco\/solofisco_dett.asp?id=201603231134199816&amp;titolo=Tax%20expenditures%20senza%20freni\" target=\"_blank\">come certificato dalla <strong>Corte dei Conti<\/strong>, sono 799 e valgono 313 miliardi<\/a>. Tra queste &#8211; oltre alle detrazioni per figli a carico e spese sanitarie &#8211; ci sono molte agevolazioni per il comparto industriale. Forse con la sua nota Confindustria ha solo voluto mettere le mani avanti&#8230;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Questa volta non sono i gufi a insidiare la tranquillit\u00e0 e la decisa azione riformatrice del premier Matteo Renzi! Una benevola aquila, infatti, gli si \u00e8 posata sulle spalle e mostra di condividere il percorso tracciato dal presidente del Consiglio in materia di politica economica. Si tratta del rapace che simboleggia Confindustria. Oggi, infatti, il Centro studi di Viale dell&#8217;Astronomia ha pubblicato una sapida nota intitolata \u00abConti pubblici pi\u00f9 flessibili per sostenere le riforme\u00bb \u00a0che sembra dare ragione in tutto e per tutto alle istanze del capo del governo. 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