{"id":7039,"date":"2016-03-31T11:29:03","date_gmt":"2016-03-31T11:29:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7039"},"modified":"2016-03-31T11:29:03","modified_gmt":"2016-03-31T11:29:03","slug":"food-turismo-lidentikit-delle-startup","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/31\/food-turismo-lidentikit-delle-startup\/","title":{"rendered":"Food &amp; Turismo, l&#8217;identikit delle startup"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-02-e1459420359711.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7041\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-02-e1459420359711.jpg\" alt=\"FoodTourism 02\" width=\"550\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si fa presto a dire <strong>startup<\/strong>, ma come sono fatte veramente le <strong>aziende innovative<\/strong> che operano in due settori economici che rappresentano la tradizione del \u00ab<strong>Made in Italy<\/strong>\u00bb? Ci ha pensato l\u2019<strong>Osservatorio italiano\u00a0sull\u2019innovazione in ambito \u00abFood &amp; Tourism\u00bb<\/strong>\u00a0\u00a0con un report pubblicato da <strong>DBJ-Watch<\/strong> e\u00a0sostenuto dallo <strong>Studio legale De Berti Jacchia Franchini\u00a0Forlani<\/strong>. L&#8217;analisi \u00e8 partita\u00a0dall\u2019elenco delle start-up innovative\u00a0iscritte\u00a0al primo febbraio scorso\u00a0all\u2019apposita sezione del registro delle\u00a0imprese. Da questo universo di 5.078 aziende sono state selezionate le 2.116 operanti nei servizi di informazione e comunicazione e, sulla base di\u00a0una content\u00a0analysis delle informazioni rese disponibili\u00a0nei siti web, \u00e8 stato individuato un campione di\u00a050 aziende\u00a0operanti nel comparto Food &amp; Tourism.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7042\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-03-273x300.jpg\" alt=\"FoodTourism 03\" width=\"273\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-03-273x300.jpg 273w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-03.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a>La maggior parte delle start-up esaminate\u00a0(56%) \u00e8 localizzata nel Nord Italia,\u00a0mentre una su tre ha base al sud e nelle\u00a0isole.\u00a0Come per la media della distribuzione\u00a0nazionale, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Milano<\/strong> \u00e8 la capitale italiana\u00a0anche delle startup che operano nei\u00a0comparti Food e Turismo<\/span>: 11 aziende\u00a0operano qui.\u00a0Al Sud <strong>Napoli<\/strong> \u00e8 il maggior polo di\u00a0attrazione delle start-up (5 imprese),\u00a0seguito da <strong>Salerno<\/strong> e <strong>Bari<\/strong> (4 imprese in\u00a0totale).\u00a0In numerosi casi la nascita di una start-up\u00a0\u00e8 un fenomeno di \u00ab<strong>gemmazione da filiera<\/strong>\u00bb.\u00a0Laddove l\u2019industria di produzione e\u00a0trasformazione del cibo \u00e8 pi\u00f9 strutturata,\u00a0ovvero nei luoghi in cui c\u2019\u00e8 una tradizione\u00a0ricettiva pi\u00f9 forte, si sviluppano anche\u00a0nuove imprese orientate all\u2019offerta di\u00a0prodotti e servizi innovativi.\u00a0Oltre che a tradizionali fattori socioeconomici,\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>questa distribuzione geografica\u00a0risulta strettamente correlata alla presenza\u00a0di incubatori o acceleratori di impresa\u00a0capaci di catalizzare le diverse iniziative\u00a0che sorgono sul territorio<\/strong><\/span>. \u00abSotto questo punto di vista\u00a0&#8211; osservano gli autori del report &#8211;\u00a0\u00e8 interessante\u00a0notare l\u2019assenza di operatori specializzati\u00a0nell\u2019incubazione di startup operanti nei\u00a0settori Food e Turismo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7040\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-01-300x287.jpg\" alt=\"FoodTourism 01\" width=\"300\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-01-300x287.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-01.jpg 424w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La maggioranza delle startup innovative\u00a0sceglie di focalizzarsi sul settore food,\u00a0mentre solo il 40% ha sviluppato un\u00a0prodotto o un servizio turistico<\/strong><\/span>.\u00a0Inoltre una ridotta minoranza delle startup\u00a0analizzate (4%) ha deciso di proporre\u00a0innovazioni trasversali ai due settori.\u00a0Il turismo enogastronomico o \u201cFood\u00a0Tourism\u201d impatta significativamente sui\u00a0flussi turistici, se si pensa che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>nel 2015 il 9%\u00a0dei turisti stranieri ha dichiarato di legare\u00a0la scelta di un territorio italiano a\u00a0motivazioni enogastronomiche<\/strong><\/span>.\u00a0Come per la maggioranza delle start-up\u00a0italiane, anche le aziende che lavorano nei\u00a0due settori Food e Turismo hanno\u00a0ridotta capitalizzazione: il 40% delle\u00a0imprese ha una capitalizzazione fra i 10 e 50mila euro.\u00a0Una dinamica analoga emerge anche\u00a0riguardo al numero di addetti: il 32% delle\u00a0aziende ha meno di 4 dipendenti, mentre\u00a0solo il 6% ha fra 5 e 9 collaboratori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-04.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7043\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-04-300x291.jpg\" alt=\"FoodTourism 04\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-04-300x291.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/03\/FoodTourism-04.jpg 420w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il 64% delle start-up sceglie per il proprio\u00a0prodotto\/servizio una tecnologia\u00a0esclusivamente web. Nel 22% dei casi,\u00a0questa tecnologia viene affiancata ad una\u00a0app (nella maggioranza dei casi multi\u00a0piattaforma &#8211; iOS ed Android).\u00a0Soltanto il 12% delle start-up sceglie di\u00a0basare il proprio servizio esclusivamente su\u00a0una app.<\/strong><\/span>\u00a0Nel Food il 57% delle start-up sviluppa servizi orientati \u00a0a favorire il matching fra domanda ed offerta\u00a0esistenti nella porzione finale (distribuzione e\u00a0somministrazione) della filiera alimentare,\u00a0mentre una ridotta percentuale si focalizza\u00a0sugli aspetti di produzione e trasformazione\u00a0degli alimenti.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Gli ambiti di lavoro sono tre: e-commerce,\u00a0delivering e prenotazione tavoli<\/strong><\/span>.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La vendita di prodotti alimentari viene\u00a0effettuata generalmente su marketplace\u00a0multibrand anzich\u00e9 su e-commerce\u00a0monomarca<\/strong><\/span>. In questi casi, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l\u2019innovazione\u00a0principale proposta dalle nuove imprese\u00a0consiste nella selezione di eccellenze\u00a0enogastronomiche<\/strong><\/span> organizzate all\u2019interno di\u00a0negozi virtuali tematici.\u00a0Il 90%\u00a0delle startup operanti nel turismo eroga servizi di\u00a0<strong>prenotazione<\/strong> delle strutture (<strong><em>booking<\/em><\/strong>) o di\u00a0pianificazione (<em><strong>discovering<\/strong><\/em>) delle attivit\u00e0\u00a0svolte on-site.\u00a0All\u2019interno della categoria \u201cbooking\u201d, le startup\u00a0scelgono di solito di posizionarsi sul\u00a0mercato mediante l\u2019offerta di servizi molto\u00a0verticalizzati, sia geograficamente\u00a0(prenotazione di strutture di una specifica\u00a0zona) che sotto il profilo del tipo di esperienza\u00a0ricercata (es. prenotazione barche). <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Come osservano gli autori del report DBJ Watch, questo trend fa emergere \u00abuna ridotta focalizzazione sugli attori business della filiera\u00bb.\u00a0Insomma, l&#8217;attenzione si concentra tutta a valle della catena commerciale, cio\u00e8 verso i consumatori e pare trascurata l&#8217;offerta di\u00a0soluzioni \u00abmirate ad ottimizzarne i processi\u00bb<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Questo scenario, conclude l&#8217;analisi, evidenzia due interessanti dinamiche. Da un lato, per la\u00a0categoria Food c\u2019\u00e8 una startup focalizzata sull\u2019offerta di servizi che sostengono il <strong>social eating<\/strong>, ad oggi\u00a0uno dei fronti di maggiore innovazione dal lato consumer della filiera agro-alimentare.\u00a0Questa startup ha realizzato una piattaforma web che consente di organizzare una cena tra amici\u00a0nell\u2019era digitale: l&#8217;utente crea\u00a0un evento enogastronomico e le\u00a0altre persone accomunate dalla\u00a0passione per il cibo tramite la piattaforma possono prenotare un posto a tavola e contribuire\u00a0alla copertura dei costi sostenuti.\u00a0<a title=\"Gig, l\u2019economia del lavoretto\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/25\/gig-leconomia-del-lavoretto\/\" target=\"_blank\">Anche nel comparto turismo la <strong>sharing economy<\/strong> sta offrendo nuove opportunit\u00e0 allo sviluppo di start-up\u00a0innovative<\/a>. Si sta, infatti, sviluppando il fenomeno del <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>peer-to-peer\u00a0travel guiding<\/strong><\/span>, ovvero l\u2019esplorazione di mete turistiche attraverso \u00abguide\u00bb\u00a0locali contattabili attraverso una piattaforma.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Si fa presto a dire startup, ma come sono fatte veramente le aziende innovative che operano in due settori economici che rappresentano la tradizione del \u00abMade in Italy\u00bb? Ci ha pensato l\u2019Osservatorio italiano\u00a0sull\u2019innovazione in ambito \u00abFood &amp; Tourism\u00bb\u00a0\u00a0con un report pubblicato da DBJ-Watch e\u00a0sostenuto dallo Studio legale De Berti Jacchia Franchini\u00a0Forlani. L&#8217;analisi \u00e8 partita\u00a0dall\u2019elenco delle start-up innovative\u00a0iscritte\u00a0al primo febbraio scorso\u00a0all\u2019apposita sezione del registro delle\u00a0imprese. Da questo universo di 5.078 aziende sono state selezionate le 2.116 operanti nei servizi di informazione e comunicazione e, sulla base di\u00a0una content\u00a0analysis delle informazioni rese disponibili\u00a0nei siti web, \u00e8 stato individuato un campione di\u00a050 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/31\/food-turismo-lidentikit-delle-startup\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[121647,26217,121641,121642,4594,82975,121637,121640,121648,121644,48531,18827,121636,121646,27111,81,15808,44549,249,121651,121650,2752,121634,121643,51772,83028,121635,27106,121638,35932],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7039"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7039"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7044,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7039\/revisions\/7044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}