{"id":7197,"date":"2016-05-08T18:37:40","date_gmt":"2016-05-08T18:37:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7197"},"modified":"2016-05-08T18:37:40","modified_gmt":"2016-05-08T18:37:40","slug":"merkel-ci-riprova-con-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/05\/08\/merkel-ci-riprova-con-litalia\/","title":{"rendered":"Merkel ci riprova con l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Merkel-e1462642783745.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7199\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Merkel-e1462642783745.jpg\" alt=\"Merkel\" width=\"550\" height=\"309\" \/><\/a><\/p>\n<p>La settimana che sta per cominciare vedranno sempre le <strong>banche<\/strong> al centro dell&#8217;attenzione dei mercati. Nonostante i migliori auspici, il <strong>Fondo Atlante<\/strong> ha funzionato solo parzialmente: ha salvato la <strong>Popolare di Vicenza<\/strong> dal bail in e forse far\u00e0 lo stesso con <strong>Veneto Banca<\/strong> ma la ripartenza del mercato delle sofferenze, al di l\u00e0 delle innovazioni contenute nell&#8217;ultimo decreto del governo (a partire da <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/spunta-atlante-bis-capitale-pubblico-1254183.html\" target=\"_blank\"><strong>Atlante-bis<\/strong><\/a>), \u00e8 di l\u00e0 da venire. Ogni giorno ci sar\u00e0 qualcuno in una Borsa mondiale a interrogarsi sullo stato di salute e sull&#8217;igiene di bilancio del nostro sistema bancario.<\/p>\n<p>Per un momento, per\u00f2, mettiamo da parte il dibattito di tutti i giorni e chiediamoci perch\u00e9 al sistema bancario sia successo tutto questo. In primo luogo, gli istituti hanno cominciato a vedere aggravarsi il problema sofferenze a partire dal 2012 quando la <strong>crisi<\/strong> e le conseguenti misure di <strong>austerity<\/strong> hanno comportato una recessione che ha fatto fallire molte imprese rendendo loro impossibile restituire i prestiti ricevuti. In secondo luogo, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>alle banche non si pu\u00f2 chiedere troppo perch\u00e9 sono le principali finanziatrici dello Stato con oltre 400 miliardi di Btp detenuti in portafoglio<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>A questo stato di cose la <strong>Germania<\/strong>, che \u00e8 la vera guida dell&#8217;Europa, ha cercato di opporsi formulando <a title=\"\u00abMatteo, impiccati!\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/02\/19\/matteo-impiccati\/\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\">una serie di proposte che, se messe in pratica, per Paesi come l&#8217;Italia avrebbero significato porgere il collo alla ghigliottina<\/span><\/a>. Il succo del discorso \u00e8 sempre lo stesso: il colpevole \u00e8 il debito pubblico, chi ne ha fatto troppo deve ridurlo con ogni mezzo e le banche, comprando titoli di Stato, non fanno altro che caricarsi i rischi di scelte politiche sbagliate. \u00c8 altrettanto chiaro che l&#8217;Italia mai accetterebbe di fare default o di consegnare il proprio sistema bancario alla tagliola del bail in. E, allora, ecco che \u00e8 stato messo a punto un nuovo piano per indorare la pillola e costringere tutti alla virt\u00f9 (di bilancio e non solo).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Feld-Lars.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7200\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Feld-Lars-300x200.jpg\" alt=\"Feld Lars\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Feld-Lars-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/Feld-Lars.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/voxeu.org\/article\/reinforcing-eurozone-and-protecting-open-society\" target=\"_blank\">Il think tank europeo <strong>Cepr<\/strong> ha, infatti, pubblicato un paper<\/a> nel quale tra gli autori, oltre agli italiani\u00a0Giancarlo Corsetti e Lucrezia Reichlin, figura il consigliere economico di Frau Merkel, <strong>Lars Feld<\/strong>. La proposta \u00e8 accattivante perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>per la prima volta si riflette sull&#8217;importanza della condivisione dei rischi in un&#8217;Unione che economica ma anche finanziaria<\/strong><\/span>. L&#8217;obiettivo \u00e8 convincere tutti i Paesi dell&#8217;area euro a fare la correzione di bilancio dello 0,5% del Pil per ridurre il debito e riportarlo verso i parametri comunitari. Per l&#8217;Italia, che si trova oltre il 133%, l&#8217;impresa \u00e8 impossibile, ma &#8211; se anzich\u00e9 sperperare denari in improbabili bonus per gli studenti &#8211; il nostro Paese si prendesse l&#8217;impegno simbolico di tagliare il debito di 2.200 miliardi di una decina di miliardi, sarebbe un segnale distensivo ancorch\u00e9 la spesa per interessi sia sempre altissima (70-80 miliardi l&#8217;anno). Ecco, quindi, che gli economisti del Cepr si sono fatti venire un&#8217;ideona. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Creiamo un Fondo europeo che acquisti il debito sovrano e che dia una mano a risolvere il problema del debito eccessivo in Paesi come Italia, Grecia e Portogallo<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/CEPR-03-e1462644653843.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7204\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/CEPR-03-e1462644653843.png\" alt=\"CEPR 03\" width=\"300\" height=\"319\" \/><\/a>Come si pu\u00f2 vedere benissimo dal grafico, il Fondo mangia-debito, unitamente alla disciplina di bilancio, nell&#8217;arco di una cinquantina d&#8217;anni otterrebbe risultati di tutto rispetto, riportando l&#8217;Italia stessa poco sopra il 100% di debito\/Pil che oggi \u00e8 francamente un miraggio.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> Ma come si alimenterebbe il Fondo? L&#8217;ipotesi \u00e8 che gli Stati vi destinino costantemente lo 0,5% di Pil finalizzato alla riduzione del debito anche attraverso tasse ad hoc (patrimoniali, Iva, accise). A questo si aggiungerebbe il signoraggio della Bce, ossia il reddito derivante\u00a0dall&#8217;emissione di moneta, cio\u00e8 i flussi finanziari che ogni banca centrale riceve dagli asset (in genere obbligazioni, ma anche riserve auree) in base ai quali stampa moneta<\/strong><\/span>. Il Fondo, inoltre, cartolarizzerebbe i bond sovrani acquistati creando <strong>CDO<\/strong> (<em>collateralised debt obligations<\/em>), cio\u00e8 strumenti che impacchettano titoli di stato con rating diversi (mettendo insieme l&#8217;ottima Germania con le pi\u00f9 rischiose Grecia, Italia e Slovenia). Ovviamente sono anche previste delle sanzioni, sempre a base di patrimoniali, ma gli autori sostengono che la proposta sia comunque accettabile anche perch\u00e9 tamponerebbe molte crisi senza prevedere una maggiore integrazione europea che \u00e8 quella che i fautori della <strong>Brexit<\/strong> sostengono. Insomma, questo Fondo mangia-debito sarebbe utile per alleviare le sofferenze della <strong>Grecia<\/strong>, ridurrebbe il debito dell&#8217;Italia, consentirebbe di recuperare risorse da destinare alla soluzione del caso <strong>migranti<\/strong> che sta facendo scoppiare l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/CEPR-01-e1462731138967.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7202\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/CEPR-01-e1462731138967.png\" alt=\"CEPR 01\" width=\"550\" height=\"245\" \/><\/a>Come si vede questo Fondo potrebbe anche risolvere il problema dell&#8217;intreccio tra debito sovrano e portafogli delle banche creando la possibilit\u00e0 di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>fissare una soglia, un tetto ai govies detenuti da ciascuna banca. e addirittura di attribuire ai titoli di Stato un rischio specifico come la Germania richiede da tempo<\/strong><\/span>. La transizione potrebbe essere effettuata tramite la Bce che potrebbe acquistare i bond sovrani dalle banche nell&#8217;ambito del Quantitative Easing e scambiarli con CDO alla pari. E dove si prendono i CDO? Ma dal magnifico Fondo mangia-debito! La proposta \u00e8 buona e sicuramente merita di essere ascoltata. La Germania molto probabilmente non ne sarebbe entusiasta perch\u00e9 non le piace l&#8217;idea di confdividere, pagando, i rischi dei Paesi spendaccioni. Se, per\u00f2, Frau Angela ci riflettesse un po&#8217; su, si accorgerebbe che, con un minimo sacrifico, potrebbe ottenere tutto quello che oggi le viene negato dagli altri partner europei. anzi chiss\u00e0 che questa bella proposta, sotto sotto, non la conosca gi\u00e0&#8230;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La settimana che sta per cominciare vedranno sempre le banche al centro dell&#8217;attenzione dei mercati. 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Per un momento, per\u00f2, mettiamo da parte il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/05\/08\/merkel-ci-riprova-con-litalia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[14463,18736,31475,7663,121548,121900,121903,121907,178,121789,35,121904,132,395804,108339,121905,5709,25887,3163,12994,34096,119669,12755,50133],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7197"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7207,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\/revisions\/7207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}