{"id":7250,"date":"2016-05-30T18:21:03","date_gmt":"2016-05-30T18:21:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7250"},"modified":"2016-05-30T18:21:03","modified_gmt":"2016-05-30T18:21:03","slug":"formazione-il-motore-dellimpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/05\/30\/formazione-il-motore-dellimpresa\/","title":{"rendered":"Formazione, il motore dell&#8217;impresa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/formazione-e1464631321535.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7252\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/formazione-e1464631321535.jpg\" alt=\"formazione\" width=\"550\" height=\"428\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il modello produttivo contemporaneo non \u00e8 pi\u00f9 legato come un tempo allo svolgimento ripetitivo di funzioni sempre uguali, ma \u00e8 soprattutto valorizzazione (ed entro un certo limite condivisione) delle conoscenze<\/strong><\/span>. Insomma, siamo passati dal <em><strong>task working<\/strong><\/em> al <em><strong>knowledge working<\/strong><\/em>. Il sociologo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/tag\/angelo-pasquarella\/\" target=\"_blank\"><strong>Angelo Pasquarella<\/strong><\/a> su <em>Wall &amp;\u00a0Street<\/em> ha spesso condiviso queste tesi innovative spiegando che in uno scenario economico sempre pi\u00f9 legato a servizi e manifatture ad alto valore aggiunto, in cui le persone sono il vero fattore critico di successo,<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> \u00e8 lecito domandarsi se i modelli formativi nati negli anni Cinquanta, cresciuti in ambiti di organizzazioni strutturate e fondati su ruoli ben definiti e su compiti assegnati possano essere ancora adeguati<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>In altre parole: la formazione, cos\u00ec come l\u2019abbiamo vissuta e praticata, mantiene ancora tutta la sua efficacia in azienda, o \u00e8 cambiato il paradigma e siamo giunti a una svolta? E se questa inversione di tendenza \u00e8 oramai arrivata, quali sono le tecniche e le metodologie oggi utili per una formazione aziendale efficace? A queste domande Pasquarella, insieme a <strong>Sergio Carbone<\/strong> risponde nel volume <em>La formazione concreta<\/em> (Guerini, 208 pp.).<\/p>\n<blockquote><p>Il paradigma industriale dell\u2019organizzazione in grado di abbassare,\u00a0attraverso frazionamento e specializzazione, il livello\u00a0di competenza necessario a conseguire un risultato utile si rovescia\u00a0e la persona ridiviene centrale perch\u00e9 si produce intelligenza\u00a0e capacit\u00e0. La societ\u00e0 della conoscenza rid\u00e0 nuovamente\u00a0alla risorsa umana il ruolo di protagonista nel momento in cui\u00a0rappresenta la sintesi tra la funzione esercitata dal capitale e\u00a0quella esecutiva che una volta veniva svolta dall\u2019operatore. E\u00a0tutto ci\u00f2 avviene in un contesto sempre pi\u00f9 complesso derivante\u00a0dalla necessit\u00e0 di rendere sinergiche competenze molto\u00a0sofisticate ma anche molto lontane tra loro, dallo scienziato\u00a0all\u2019artista, per ottenere il prodotto tecnologicamente pi\u00f9 avanzato\u00a0ma anche contemporaneamente pi\u00f9 bello.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/La-formazione-concreta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7251\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/La-formazione-concreta-200x300.jpg\" alt=\"La formazione concreta\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/La-formazione-concreta-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/La-formazione-concreta-684x1024.jpg 684w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/05\/La-formazione-concreta.jpg 1082w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il\u00a0libro, come si evince dalla citazione, cerca di\u00a0disegnare un percorso fornendo una chiave di lettura che parte dall\u2019operativit\u00e0 dell\u2019impresa. E questa \u00e8 la stessa <strong>formazione\u00a0concreta<\/strong>. Con questa locuzione, infatti, si cerca di definire<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il risultato formativo che si ottiene mediante il perseguimento di un obiettivo aziendale contestualizzato, concreto, definibile e quantificabile<\/strong><\/span>. Questo obiettivo \u00e8, tuttavia, anche occasione di apprendimento, comprensione e sviluppo professionale (come nella formazione tradizionale).\u00a0L\u2019universo della formazione concreta offre molteplici e stimolanti spunti di riflessione a chi oggi si trova ad affrontare problemi collegati allo sviluppo di conoscenze tacite, motivazione ad apprendere, superamento della barriera applicativa, memorizzazione dei concetti, persistenza dei comportamenti. Insomma, un metodo per superare quelle barriere interiore che hanno sempre fatto coincidere il momento formativo come qualcosa di scolastico, verticistico, formale penalizzando il momento partecipativo e di crescita interiore che, invece, gli \u00e8 strettamente connesso.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il modello produttivo contemporaneo non \u00e8 pi\u00f9 legato come un tempo allo svolgimento ripetitivo di funzioni sempre uguali, ma \u00e8 soprattutto valorizzazione (ed entro un certo limite condivisione) delle conoscenze. Insomma, siamo passati dal task working al knowledge working. Il sociologo Angelo Pasquarella su Wall &amp;\u00a0Street ha spesso condiviso queste tesi innovative spiegando che in uno scenario economico sempre pi\u00f9 legato a servizi e manifatture ad alto valore aggiunto, in cui le persone sono il vero fattore critico di successo, \u00e8 lecito domandarsi se i modelli formativi nati negli anni Cinquanta, cresciuti in ambiti di organizzazioni strutturate e fondati su [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/05\/30\/formazione-il-motore-dellimpresa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[31503,121946,27421,121943,7181,121944,121945,36398],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7250"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7254,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7250\/revisions\/7254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}