{"id":7278,"date":"2016-06-26T16:11:48","date_gmt":"2016-06-26T16:11:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7278"},"modified":"2016-06-26T16:11:48","modified_gmt":"2016-06-26T16:11:48","slug":"brexit-e-lora-degli-etf-hedged","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/06\/26\/brexit-e-lora-degli-etf-hedged\/","title":{"rendered":"Brexit, \u00e8 l&#8217;ora degli Etf \u00abhedged\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/londra-e1466952590126.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7279\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/londra-e1466952590126.jpg\" alt=\"londra\" width=\"550\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p>Che fare dopo la <strong>Brexit<\/strong>? Come reagire all&#8217;apertura dei mercati domattina? Per rispondere a queste domande bisogna partire dai fondamentali macroeconomici della <strong>Gran Bretagna<\/strong> e vedere come le Borse potrebbero comportarsi.\u00a0Londra\u00a0ha un <strong>disavanzo delle partite correnti<\/strong> pari al 7% del <strong>Pil<\/strong>, perci\u00f2\u00a0dovr\u00e0 affidarsi\u00a0ancor di pi\u00f9 agli investitori esteri per finanziare un crescente deficit commerciale, a meno di una svalutazione della sterlina. \u00c8\u00a0probabile che ci\u00f2 si verifichi, commenta <strong>Victor Nossek<\/strong>, il direttore ricerca di <strong>WisdomTree<\/strong> (societ\u00e0 che produce e distribuisce <strong>Etp<\/strong>, <em>exchange traded products<\/em> come <strong>Etf<\/strong> e <strong>Etc<\/strong>, ossia strumenti che replicano passivamente l&#8217;andamento di indici, di valute e commodities) poich\u00e9 \u00abvenendo a mancare l\u2019accesso al mercato unico, il commercio dei servizi \u2013 di cui il Regno Unito \u00e8 esportatore netto verso l\u2019Ue\u00a0\u2013 presumibilmente assister\u00e0 all\u2019imposizione di alcune barriere; mentre il commercio di beni \u2013 di cui il Regno Unito \u00e8 invece importatore netto con l\u2019UE \u2013 rester\u00e0 sostanzialmente inalterato, nell\u2019intento di salvaguardare i vantaggiosi proventi da esportazione di cui godono i Paesi membri dell\u2019Ue con il Regno Unito\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/UK-Net-Flows.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7280\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/UK-Net-Flows.jpg\" alt=\"UK Net Flows\" width=\"550\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/UK-Net-Flows.jpg 550w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/UK-Net-Flows-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/Nossek-Viktor.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7281\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/Nossek-Viktor-265x300.png\" alt=\"Nossek-Viktor\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/Nossek-Viktor-265x300.png 265w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/06\/Nossek-Viktor.png 690w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a>I\u00a0flussi d\u2019investimento dei portafogli nei segmenti azionario e obbligazionario britannici, ricorda Nossek, hanno raggiunto i 270\u00a0miliardi di sterline\u00a0nel 2015 (<em>vedi grafico sopra<\/em>), ossia il 14% del Pil, livelli che si possono considerare molto elevati\u00a0se confrontati agli anni di relativa stabilit\u00e0 successivi alla bolla tecnologica e precedenti la crisi finanziaria del 2008. \u00c8\u00a0inverosimile che oggi gli investitori esteri siano altrettanto entusiasti di aumentare la propria esposizione visto il generale\u00a0clima d\u2019incertezza, destinato a protrarsi piuttosto a lungo. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non \u00e8 da escludere che molti investitori professionali finiscano con l&#8217;escludere la Gran Bretagna dalla propria\u00a0asset allocation<\/strong><\/span>.<strong><span style=\"text-decoration: underline\">\u00a0Il punto di pressione sui mercati finanziari graviter\u00e0 attorno alla sterlina<\/span> <\/strong>che, per quanto pi\u00f9 o meno confinata all\u2019interno di una banda di oscillazione ristretta fin dall\u2019inizio, ha ceduto a fronte di una significativa volatilit\u00e0 intraday venerd\u00ec scorso. Rivedere l&#8217;asset allocation \u00e8, perci\u00f2, necessario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0Azionario<\/h4>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong> I servizi finanziari sono l\u2019attivit\u00e0 maggiormente esposta al rischio di nuove barriere commerciali, quale conseguenza del tentativo dell\u2019Unione Europea di ridurre il deficit con il Regno Unito<\/strong><\/span>. Oltre alle industrie dei servizi, nei settori in cui il Regno Unito si \u00e8 battuto per ottenere accordi di scambio privilegiati, come quello automobilistico, chimico, abbigliamento e calzature, alimentari, bevande e tabacco, rimarr\u00e0 un elevato regime tariffario che al massimo potrebbe essere soggetto ad un aumento. Ci\u00f2, nel momento in cui il Consiglio Europeo attendeva la ratifica di un nuovo accordo commerciale secondo la procedura di voto a maggioranza qualificata, provocher\u00e0 il rafforzamento del blocco dei Paesi membri pi\u00f9 protezionistici, capeggiati dalla Francia, poich\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il ritiro dai negoziati del Regno Unito riduce il potere di voto del blocco pi\u00f9 liberista ed orientato al libero scambio costituito da Benelux, Paesi Scandinavi e Germania<\/strong><\/span>. WisdomTree consiglia di posizionarsi sull&#8217;azionario con prodotti \u00aba leva\u00bb, cio\u00e8 che si comportano come un hedge fund che ricorre all&#8217;indebitamento per amplificare una posizione corta o lunga su un determinato asset e dunque amplificare l\u00ec&#8217;effetto di rialzi e ribassi.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Copertura sulle mid e small cap britanniche<\/strong> \u2013 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I\u00a0rischi di ribasso interesseranno soprattutto i titoli a pi\u00f9 piccola capitalizzazione<\/strong><\/span>, i cui modelli di business sono pi\u00f9 concentrati sul Regno Unito o il cui profilo commerciale \u00e8 pi\u00f9 concentrato sull\u2019Europa. Una copertura sui titoli delle mid e small cap britanniche potrebbe essere giustificata, non da ultimo considerato che oltre il 50% degli scambi del Regno Unito avviene con l\u2019Unione Europea.<\/li>\n<li><strong>Copertura sui settori e i mercati azionari dell\u2019Eurozona<\/strong> \u2013 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Tutti i benchmark settoriali dell\u2019Area Euro subiranno un calo di fiducia<\/strong><\/span>. <span style=\"text-decoration: underline\">Gli investitori che detengono posizioni rialziste sull\u2019Eurozona in senso ampio, su specifici settori dell\u2019Area o sui titoli azionari italiani o tedeschi, potrebbero voler considerare la copertura delle posizioni, ad esempio selezionando prodotti ETP a leva short<\/span>.<\/li>\n<li><strong>Posizionamento difensivo sulle large cap britanniche ad alta distribuzione di dividendi<\/strong> \u2013 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le large cap saranno probabilmente meno penalizzate da eventuali accordi commerciali sfavorevoli<\/strong><\/span>. Le multinazionali britanniche con una forte impronta globale e un reddito da dividendi remunerativo offrono alternative difensive all\u2019evento Brexit e, al netto, potrebbero beneficiare dell\u2019impennata delle esportazioni in caso di deprezzamento della sterlina. Le societ\u00e0 a distribuzione di dividendi nell\u2019universo dei titoli a pi\u00f9 piccola capitalizzazione potrebbero inoltre fornire un utile screen sulla\u00a0qualit\u00e0 dei titoli in grado di tollerare meglio gli effetti negativi sul commercio dell\u2019Area nel lungo periodo.<\/li>\n<li><strong>Esportatori dell\u2019Eurozona, con copertura<\/strong> \u2013 Poich\u00e9 l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione Europea provocherebbe una rinnovata instabilit\u00e0 politica a sua volta causa dell\u2019indebolimento dell\u2019euro -\u00ad\u2010 fino ad oggi rimasto relativamente al riparo dai timori di una Brexit \u2013 gli investitori esteri potrebbero essere attirati da un\u2019<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>esposizione di copertura valutaria sulle large cap<\/strong><\/span> dell\u2019Eurozona orientate alle esportazioni. In previsione delle elezioni generali in Francia (maggio 2017) e in Germania (settembre 2017) dove gli euro-\u00ad\u2010scettici dei partiti minoritari potrebbero alimentare il sentiment di ostilit\u00e0 all\u2019euro, la copertura valutaria potrebbe rivestire una rilevanza strategica di pi\u00f9 lungo periodo. In questo caso si pu\u00f2 andare lunghi sul dollaro contro euro.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le aziende di export che distribuiscono dividendi, analogamente al nostro orientamento sull\u2019azionario britannico, potrebbero offrire la posizione azionaria pi\u00f9 difensiva in Europa<\/strong><\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Obbligazioni e valute<\/h4>\n<ul>\n<li><strong>Gilt<\/strong>: bene nel breve, male nel lungo. Un sentiment di risk\u00ad\u2010off potrebbe imprimere una decisa spinta ai titoli sovrani britannici nel breve periodo, con un forte incentivo da parte della Banca d\u2019Inghilterra per posticipare l\u2019irrigidimento monetario, cos\u00ec da attutire il colpo sulla fiducia delle aziende e potenzialmente indebolire le ramificazioni economiche. I tassi d\u2019interesse dei Gilt a pi\u00f9 lunga scadenza, che gi\u00e0 si attestano su minimi record, potrebbero scendere ancora subito dopo il voto. Pi\u00f9 avanti, sar\u00e0 messo a nudo il notevole squilibrio macroeconomico che affligge il Regno Unito, in previsione della volatilit\u00e0 e del deprezzamento della moneta; viene meno lo status di \u201cporto sicuro\u201d della sterlina e, con esso, scemeranno gli investimenti esteri nei Gilt.<\/li>\n<li><strong>Bund<\/strong>: un inespugnabile porto sicuro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La gi\u00e0 fitta attivit\u00e0 di trading sui bund tedeschi potrebbe intensificarsi<\/strong><\/span> ancora nel caso in cui il sentiment sugli attivi rischiosi, soprattutto riguardo agli istituti bancari europei, dovesse peggiorare con decisione. Nemmeno il rendimento negativo dei Bund potrebbe pi\u00f9 rappresentare un deterrente sufficiente dato che quasi un quarto del debito governativo in circolazione nell\u2019Eurozona si trova comunque in territorio negativo.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> Fino a quando si protrarr\u00e0 il programma di QE della BCE, difficilmente i Bund soccomberanno a gravi rischi di ribasso<\/strong><\/span>.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Euro\/dollaro<\/strong><\/span>: euro orso, dollaro toro. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ci si aspetta che il biglietto verde benefici del sentiment ottimistico rispetto all\u2019euro,<\/strong><\/span> i fondamentali interni USA sono pi\u00f9 forti. Le banche mostrano bilanci pi\u00f9 solidi, il mercato del lavoro continua a dare prova di resistenza e la fiducia delle imprese resta stabile. Un differenziale dei tassi d\u2019interesse USA relativamente ampio rispetto all\u2019Eurozona indica la debolezza strutturale della moneta unica europea.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>P.S. Questo post non costituisce una sollecitazione all&#8217;investimento. Si ricorda che\u00a0gli Etp che offrono esposizioni corte o a leva giornaliere (ETP <em>Leveraged<\/em>) sono prodotti caratterizzati da rischi specifici che i potenziali investitori dovrebbero comprendere appieno prima di operare un investimento, prendendo visione delle sezioni del Prospetto intitolate \u00abFattori di rischio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che fare dopo la Brexit? Come reagire all&#8217;apertura dei mercati domattina? Per rispondere a queste domande bisogna partire dai fondamentali macroeconomici della Gran Bretagna e vedere come le Borse potrebbero comportarsi.\u00a0Londra\u00a0ha un disavanzo delle partite correnti pari al 7% del Pil, perci\u00f2\u00a0dovr\u00e0 affidarsi\u00a0ancor di pi\u00f9 agli investitori esteri per finanziare un crescente deficit commerciale, a meno di una svalutazione della sterlina. \u00c8\u00a0probabile che ci\u00f2 si verifichi, commenta Victor Nossek, il direttore ricerca di WisdomTree (societ\u00e0 che produce e distribuisce Etp, exchange traded products come Etf e Etc, ossia strumenti che replicano passivamente l&#8217;andamento di indici, di valute e commodities) poich\u00e9 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/06\/26\/brexit-e-lora-degli-etf-hedged\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31506],"tags":[15763,121668,22822,837,16865,3739,121548,15685,174294,26219,174291,14,50142,35,15764,108,3825,174293,16902,395804,22719,26221,22823,12994,174295,174296,34096,22714,17097,176,70316,174290,174289],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7278"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7284,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7278\/revisions\/7284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}