{"id":7321,"date":"2016-07-27T12:24:30","date_gmt":"2016-07-27T12:24:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7321"},"modified":"2016-07-27T13:57:14","modified_gmt":"2016-07-27T13:57:14","slug":"la-nostra-eredita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/07\/27\/la-nostra-eredita\/","title":{"rendered":"La nostra eredit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Bozzo-Gian-Battista-e1469617720788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7323\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Bozzo-Gian-Battista-e1469617720788.jpg\" alt=\"email marino - marino -\" width=\"550\" height=\"371\" \/><\/a>Da poco pi\u00f9 di una settimana abbiamo perso un amico, un collega, un maestro: <strong>Gian Battista Bozzo<\/strong>, per tutti <strong>Lello<\/strong>. Il nostro <strong>Massimiliano Scafi<\/strong> ne ha gi\u00e0 tratteggiato, con la sua penna piena di colori, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/ciao-lello-maestro-numeri-1287411.html\" target=\"_blank\">un ottimo ritratto<\/a>. Quello che noi possiamo fare con il nostro piccolissimo blog \u00e8, invece, cercare di recuperare, sia pure in maniera sommaria, la sua eredit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>Per farlo, abbiamo pensato di chiedere un breve ricordo a <strong>Giulio Tremonti<\/strong>, gi\u00e0 ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, che Lello ha sempre seguito come imparziale testimone sia a Via XX Settembre che nei meeting del Fondo Monetario Internazionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Tremonti-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7322\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Tremonti-2.jpg\" alt=\"Palazzo Chigi, conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri\" width=\"140\" height=\"180\" \/><\/a>\u00ab<em>Era autorevole, un &#8220;senatore&#8221; tra i giornalisti economici.\u00a0Affidabile perch\u00e9 corretto e corretto perch\u00e9\u00a0affidabile. Questo lo ricordo assolutamente. \u00c8\u00a0sempre stato molto obiettivo: non era affatto a favore del governo e non era neanche pregiudizialmente contro. Capiva che uno\u00a00,1% di Pil in meno non era una tragedia, come era allora uso rappresentare da parte di molti suoi colleghi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Queste semplici parole rendono perfettamente l&#8217;idea del patrimonio rappresentato da Lello e che tutti noi abbiamo il compito di non disperdere. Ecco perch\u00e9, in questa breve memoria, partiremmo da quello \u00ab0,1% di Pil\u00bb. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Gian Battista Bozzo era un profondo conoscitore della finanza pubblica tanto da non ancorare il giudizio della validit\u00e0 di una politica economica in base ai decimali di maggiore o minore crescita<\/strong><\/span>. Tanto con un governo di <strong>centrodestra<\/strong> quanto con uno di <strong>centrosinistra<\/strong> l&#8217;analisi non poteva prescindere dai fondamentali, quelli che con una\u00a0semplicit\u00e0 a volte \u00abgrossier\u00bb <em>Wall &amp; Street<\/em> cerca di raccontare. E i fondamentali della finanza pubblica sono il livello delle entrate e la loro qualit\u00e0 cos\u00ec come la gestione delle uscite, cio\u00e8 la spesa corrente che purtroppo ormai rappresenta la voce predominante del bilancio dello Stato.<\/p>\n<p>Dunque, nel caso italiano, un governo di centrodestra pu\u00f2 abbassare le tasse sperando nella ripresa e uno di centrosinistra aumentarle pretendendo di compiere un&#8217;opera meritoria di redistribuzione del reddito, ma entrambi non avranno mai affrontato il cuore del problema. A Lello non piaceva l&#8217;accanimento fiscale di <strong>Equitalia<\/strong> e allo stesso modo aborriva i comportamenti evasivi ed elusivi perch\u00e9 scorretti. Gli piaceva il fisco old style (cos\u00ec come il jazz di New Orleans), quella pre-riforma Vanoni nel quale contribuente ed esattore si mettono d&#8217;accordo sulla giusta cifra da pagare. Insomma, un fisco che non debba foraggiare una spesa pubblica esplosiva. Ma poich\u00e9 Lello, nella sua immensa simpatia, era scettico sulla qualit\u00e0 della classe dirigente italiana nel suo complesso (prescindendo dalle virt\u00f9 dei singoli spesso evidenziate dal loro stesso ruolo: il governatore di <strong>Bankitalia<\/strong>, il ministro dell&#8217;Economia, il direttore generale del Tesoro) .<\/p>\n<p>In buona sostanza, era a favore delle <strong>privatizzazioni<\/strong> ma dubitava della capacit\u00e0 manageriale di coloro che avrebbero acquistato gli asset dello Stato. Era a favore della riduzione della pressione fiscale (aveva apprezzato la riforma tremontiana dei governi\u00a0Berlusconi II e III) ma sapeva che essa avrebbe dovuto accompagnarsi a una pesante riduzione della spesa pubblica quando invece quei governi, per tenere a bada le componenti centriste e di destra, avevano accordati agli statali generosi aumenti contrattuali. Era contrario alla politica economica scritta a tavolino ma pure agli stanchi rituali della concertazione tra <strong>Confindustria<\/strong> e <strong>sindacati<\/strong> che nulla di buono avevano portato durante i governi del <strong>pentapartito<\/strong> negli anni &#8217;80 e in quelli di centrosinistra degli anni &#8217;90.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/07\/1978902-eurotower1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3771\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/07\/1978902-eurotower1-300x167.jpg\" alt=\"1978902-eurotower\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/a>Lello era un europeista convinto ed era a favore dell&#8217;<strong>euro<\/strong>. Un paio di volte si era cercato di provocarlo scherzosamente sulla possibilit\u00e0 di un&#8217;uscita che contemplasse il ritorno al pieno controllo della moneta, svalutazione competitiva inclusa. Si era inalberato: non riteneva che la forte inflazione che ne sarebbe seguita sarebbe stata controllabile.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/Thatcher1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/Thatcher1-300x180.jpg\" alt=\"Thatcher1\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/Thatcher1-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/07\/Thatcher1.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non gli piaceva l&#8217;<strong>Europa<\/strong> a trazione tedesca, gli piaceva tutto ci\u00f2 che era <em>british<\/em> e \u00abGeorgetown\u00bb, inclusi <strong>Margareth Thatcher<\/strong> e <strong>Ronald Reagan<\/strong>. Ma non gradiva sentir parlare di <strong>flat tax<\/strong> (l&#8217;aliquota unica su redditi), che nemmeno Ron aveva alla fine realizzato, e sapeva che Maggie partiva da una situazione di \u00abvantaggio\u00bb: l&#8217;economia britannica alla fine degli anni &#8217;70 era talmente prostrata che le politiche liberali poterono essere realizzate senza grossi patemi d&#8217;animo (tranne la rivolta dei minatori del Northumberland). Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>poich\u00e9 sapeva che il liberalismo non ammette scorciatoie, non poteva covare grandi aspettative in un Paese come l&#8217;Italia tutto incentrato sul principio generalizzato di deresponsabilizzazione<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Indro-Montanelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7324\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/07\/Indro-Montanelli.jpg\" alt=\"Indro Montanelli\" width=\"220\" height=\"269\" \/><\/a>Ecco perch\u00e9 per quasi 35 anni <em><strong>il Giornale<\/strong><\/em> \u00e8 stato la casa di Lello. Difficilmente\u00a0avrebbe potuto scrivere altrove e le occasioni per farlo, in ambiti e ruoli ancor pi\u00f9 prestigiosi, non gli sono mancate.\u00a0Perch\u00e9 aveva conosciuto <strong>Indro Montanelli<\/strong> e sapeva che, nonostante le trasformazioni successive in Via Negri, qualcosa dello spirito originario \u00e8 sempre rimasto. Per questo motivo n<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>on gli sono mai piaciute le patenti di \u00abmontanelliano\u00bb dispensate a destra e a manca come se la maggiore o minore vicinanza alle idee del direttore fosse liquidabile come una questione di fisica se non di politica<\/strong><\/span>. Gli piaceva spesso ricordare un episodio dei suoi anni milanesi. Montanelli era in vacanza e al giovane Lello era toccato vergare il \u00ab<strong>Controcorrente<\/strong>\u00bb, il sapido corsivetto quotidiano che un tempo albergava in prima pagina. Non aveva trovato niente di meglio che la notizia di un australiano che aveva inventato un sistema per schiacciare le mosche usando due giornali. Il testo si concludeva pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u00abE poi dicono che i giornali non servono a niente. Provate a farlo con due televisori!\u00bb. Quel <em>Controcorrente<\/em> suscit\u00f2 scalpore poich\u00e9 i quotidiani concorrenti lo lessero come una critica di Montanelli nei confronti dell&#8217;allora editore <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>. Lo stesso Lello si preoccup\u00f2, temendo per il proprio posto di lavoro. Montanelli lo rassicur\u00f2: \u00abMa va l\u00e0, dopo un giorno se ne son gi\u00e0 tutti dimenticati\u00bb. Quello che noi non possiamo, invece, dimenticare sei proprio tu, Lello.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong> per <strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da poco pi\u00f9 di una settimana abbiamo perso un amico, un collega, un maestro: Gian Battista Bozzo, per tutti Lello. Il nostro Massimiliano Scafi ne ha gi\u00e0 tratteggiato, con la sua penna piena di colori, un ottimo ritratto. Quello che noi possiamo fare con il nostro piccolissimo blog \u00e8, invece, cercare di recuperare, sia pure in maniera sommaria, la sua eredit\u00e0 culturale. Per farlo, abbiamo pensato di chiedere un breve ricordo a Giulio Tremonti, gi\u00e0 ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, che Lello ha sempre seguito come imparziale testimone sia a Via XX Settembre che nei meeting del Fondo Monetario Internazionale. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/07\/27\/la-nostra-eredita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[778,31374,14516,2903,12471,197,71850,31461,26062,12453,127,29081,193198,3828,35,193193,22679,108,2699,13698,15703,7542,193194,13248,17015,193204,12994,7177,6920,18585,5751,27441,193199,102],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7321"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7325,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321\/revisions\/7325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}