{"id":7440,"date":"2016-08-29T15:10:30","date_gmt":"2016-08-29T15:10:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7440"},"modified":"2016-08-29T15:10:30","modified_gmt":"2016-08-29T15:10:30","slug":"la-scommessa-emergente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/08\/29\/la-scommessa-emergente\/","title":{"rendered":"La scommessa &#8220;Emergente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/08\/mosca31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7449 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/08\/mosca31-300x225.jpg\" alt=\"mosca3\" width=\"611\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/08\/mosca31-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/08\/mosca31.jpg 606w\" sizes=\"(max-width: 611px) 100vw, 611px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se le Borse europee continueranno a essere alle prese con il contraccolpo della Brexit su un pil \u00a0del vecchio continente gi\u00e0 flebile e con l&#8217;ormai certo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve al massimo a dicembre, peraltro con Wall Street ai massimi storici, c&#8217;\u00e8 una parte dell&#8217;economia mondiale che continuer\u00e0 a crescere a ritmi sostenuti. O Meglio dovrebbe accelerare da qui a fine anno, e forse anche nel 2017, offrendo interessanti occasioni per diversificare il portafoglio di ciascuno di noi: si stratta dei titoli dei <strong>mercati emergenti.<\/strong> Attenzione per\u00f2, stiamo parlando di un investimento di tipo speculativo, \u00e8 quindi fondamentale scommettere su questo tipo di asset class sono una modesta parte dei propri risparmi sfruttando un Eft (i fondi passivi, scambiabili in Borsa come le azioni, che replicano l&#8217;indice cui sono agganciati come sottostante e applicano commissioni ridotte all&#8217;osso) o selezionando le occasioni migliori con un buon fondo attivo specializzato. Meglio quindi se, prima di decidere, si sente il parere di un consulente di fiducia.<\/p>\n<p>Vediamo il contesto macroeconomico. Malgrado il rallentamento della corsa <strong>Cina<\/strong>, notano gli analisti, a spingere ci sono infatti sia la ripresa economica di Russia e Brasile, sia l\u2019India, il cui pil procede saldamente la marcia grazie alla ripresa della crescita del credito da un lato e all\u2019incentivo agli investimenti fornito dallo slancio riformista dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Vediamo ora in modo pi\u00f9 approfondito i singoli Paesi. In <strong>Cina<\/strong> il fatto che il Pil nel secondo trimestre sia rimasto inviato al 6,7% anno su anno &#8211; sostiene\u00a0<strong>Craig Botham, <\/strong>specialista sugli<strong> Emerging Markets <\/strong>di\u00a0<strong>Schroders <\/strong>&#8211;<strong>\u00a0<\/strong>suggerisce che gli stimoli delle Autorit\u00e0 di Pechino hanno sostenuto la crescita con successo. Tuttavia, gli investimenti immobiliari hanno rallentato parecchio a giugno e sono diminuiti ulteriormente a luglio. In generale gli investimenti si sono indeboliti notevolmente. &#8220;Riteniamo, per\u00f2, che un atterraggio brusco sia improbabile nei prossimi sei mesi, mentre tendiamo a essere meno positivi in un orizzonte di tre anni. Le crisi finanziarie sono tipicamente innescate da un improvviso arresto di flussi di capitale nel sistema&#8221;, prosegue\u00a0Botham. Al momento manca infatti l\u2019innesco di una eventuale crisi: i finanziamenti delle banche sono ampiamente stabili e derivano dai depositi dei risparmiatori. Inoltre il rigido controllo dei capitali intrappola i fondi nel sistema, limitando al contempo l\u2019afflusso di capitale estero. Per quanto riguarda la politica valutaria, va notato che i deflussi di capitali sono diminuiti e che i mercati sembrano indisturbati dalla continua debolezza del renmimbi. Tutto ci\u00f2 rende una grossa svalutazione meno probabile, quindi ci aspettiamo un deprezzamento graduale nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>In <strong>Brasile<\/strong>, gli ultimi dati macro suggeriscono che \u00e8 in corso una ripresa di un qualche tipo, anche se passeranno ancora alcuni trimestri prima di registrare una crescita positiva. I PMI hanno invertito la rotta e anche la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno interrotto i trend di rallentamento. Nel corso del terzo trimestre, il contributo delle esportazioni nette al Pil dovrebbe continuare, anche se l\u2019impatto positivo della moneta pi\u00f9 debole inizier\u00e0 a sfumare. L\u2019aspetto pi\u00f9 interessante sar\u00e0 la performance degli investimenti, anche alla luce del rimbalzo dei dati sulla fiducia, arrivati su livelli che non si vedevano da fine 2014. &#8220;Possiamo concludere che la formazione di un nuovo governo ha ridato fiducia negli investimenti. In questo senso, la ripresa \u00e8 per\u00f2 ostaggio di ulteriori sviluppi politici. Gli investitori farebbero bene a tenere un occhio su questo fronte in vista delle elezioni locali di ottobre e sull\u2019impegno del governo Temer nei confronti delle riforme&#8221;, sottolinea lo specialista di\u00a0Schroders.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>Russia<\/strong>, l\u2019outlook \u00e8 quello di una ripresa graduale. &#8220;Ci aspettiamo una crescita positiva su base annuale entro il quarto trimestre e una performance complessiva positiva, anche se tenue, per il 2017. Il peggio legato al calo dei prezzi del petrolio \u00e8 passato, ma l\u2019economia russa deve risolvere alcuni squilibri strutturali se vuole tornare a crescere in un mondo dove il petrolio costa meno&#8221;. Il Paese va anche incontro ad alcuni aggiustamenti fiscali, visto l\u2019obiettivo di pareggio di bilancio che richiede un consolidamento di circa il 4% del pil entro il 2020. Il piano prevede un taglio del deficit dell\u20191% del Pil ogni anno. In termini di politica monetaria, ci potrebbe essere spazio per un taglio di 50-100 punti base quest\u2019anno, ammesso che il prezzo del greggio resti stabile.<\/p>\n<p>In <strong>India<\/strong> \u00e8 stato superato un grosso ostacolo: dopo un decennio di attesa, il Paese ha finalmente approvato una legge che spiana la strada all\u2019introduzione di una tassa unificata su beni e servizi. Le implicazioni sono notevoli, visto che fino ad ora il mercato indiano \u00e8 stato meno unito di quello unico dell\u2019Unione Europea. Questa tassa unificata dovrebbe rimuovere un\u2019ampia gamma di distorsioni e inefficienze, favorire gli investimenti, la crescita e il gettito fiscale nel medio-lungo termine. L\u2019approvazione della legislazione \u00e8 positiva per il sentiment e l\u2019India ha molto bisogno di un\u2019iniezione di fiducia negli investimenti. Infine \u00e8 probabile che la Banca Centrale cambi posizione con il cambio al vertice del governatore Rajan. Il successore dovrebbe essere pi\u00f9 \u201ccolomba\u201d, il che potrebbe implicare tagli dei tassi o l\u2019approvazione dell\u2019utilizzo controverso delle riserve bancarie per la ricapitalizzazione degli istituti di credito in difficolt\u00e0, una pratica contrastata da Rajan. Meglio monitorare le conseguenze per l\u2019outlook dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Se le Borse europee continueranno a essere alle prese con il contraccolpo della Brexit su un pil \u00a0del vecchio continente gi\u00e0 flebile e con l&#8217;ormai certo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve al massimo a dicembre, peraltro con Wall Street ai massimi storici, c&#8217;\u00e8 una parte dell&#8217;economia mondiale che continuer\u00e0 a crescere a ritmi sostenuti. 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