{"id":7504,"date":"2016-09-22T15:13:51","date_gmt":"2016-09-22T15:13:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7504"},"modified":"2016-09-22T15:13:51","modified_gmt":"2016-09-22T15:13:51","slug":"nucleare-ragioni-per-un-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/22\/nucleare-ragioni-per-un-si\/","title":{"rendered":"Nucleare, ragioni per un \u00abS\u00ec\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-03-e1474289116102.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7510\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-03-e1474289116102.jpg\" alt=\"Nucleare 03\" width=\"550\" height=\"279\" \/><\/a><\/p>\n<p>La scorsa settimana il premier britannico <strong>Theresa May<\/strong> ha dato il via libera, dopo una sospensione di un paio di mesi (a causa del caos politico scatenato dalla <strong>Brexit<\/strong>, al progetto <strong>Hinkley Point<\/strong>, una megacentrale nucleare da 18 miliardi di sterline (21 miliardi di euro) che sar\u00e0 realizzata da un consorzio franco-cinese guidato da <strong>Edf<\/strong> e partecipato al 33% da <strong>China General Nuclear<\/strong> (<strong>Cgn<\/strong>), mentre la tecnologia sar\u00e0 fornita dalla transalpina <strong>Areva<\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Si tratta della prima centrale a essere costruita in Gran Bretagna da oltre vent&#8217;anni e fornir\u00e0 al Paese il 7% della produzione elettrica<\/strong><\/span> consentendo di \u00abpensionare\u00bb una quindicina di centrali a carbone con le loro emissioni inquinanti e, progressivamente, anche le centrali nucleari pi\u00f9 antiche con tecnologie obsolete. Potendo contare sul petrolio del Mar del Nord nonch\u00e9 sulle rinnovabili come l&#8217;eolico e l&#8217;idroelettrico,\u00a0Londra ha scelto consapevolmente il nucleare. Infischiandosene tanto dell&#8217;ambientalismo talebano del \u00abno a prescindere\u00bb\u00a0quanto del nazionalismo economico che temeva un&#8217;eccessiva ingerenza cinese anche in una materia delicata come la politica energetica. In questo breve video del <em>Guardian<\/em>, il ministro britannico dell&#8217;Industria, <strong>Greg Clark<\/strong>, spiega bene che le valutazioni costi-benefici hanno indotto a persistere nel progetto iniziale. Se il cronoprogramma sar\u00e0 rispettato, Hinkley Point entrer\u00e0 in funzione nel 2025. Gli accordi, inoltre, prevedono che la joint venture Edf-Cgn realizzi almeno un altro impianto in Gran Bretagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[dailymotion x4ts89d nolink]<\/p>\n<p>Londra non \u00e8 sola in Europa perch\u00e9 <strong>Finlandia<\/strong>, <strong>Francia<\/strong> e <strong>Slovacchia<\/strong> hanno gi\u00e0 dato l&#8217;ok alla costruzione di nuovi impianti, mentre\u00a0<strong>Bulgaria<\/strong>, <strong>Lituania<\/strong>, <strong>Repubblica Ceca<\/strong> e <strong>Romania<\/strong> hanno progetti per nuovi reattori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-01-e1474291853972.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7506\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-01-e1474291853972.jpg\" alt=\"Nucleare 01\" width=\"550\" height=\"468\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 ben vedere, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il nucleare \u00e8 la seconda fonte di produzione di energia elettrica nel nostro continente<\/strong><\/span> dopo i combustibili fossili. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nel 2014 ha pesato per oltre il 27%<\/strong><\/span> sul totale prodotto. Solare ed eolico insieme totalizzano poco pi\u00f9 del 10% della produzione elettrica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-02-e1474292065156.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7505\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-02-e1474292065156.jpg\" alt=\"Nucleare 02\" width=\"550\" height=\"381\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quest&#8217;altro grafico, invece, evidenzia il <strong>grado\u00a0di dipendenza<\/strong> di ogni singolo Paese europeo dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. L&#8217;<strong>Italia<\/strong> si piazza al di sopra della media (52%, 60% per l&#8217;area euro) con il 75 per cento. Francia e Gran Bretagna\u00a0si attestano al 45% ciascuna, mentre <strong>Bulgaria<\/strong>, <strong>Repubblica Ceca<\/strong> e <strong>Svezia<\/strong> sono in area 30 per cento. Il nucleare incide? S\u00ec, anche se bisogna considerare la piccola eccezione danese che, producendo circa il 40% tramite eolico e potendo contare sul geotermico, ha un basso grado di dipendenza dalle importazioni. In Danimarca non ci sono centrali nucleari, ma la questione sull&#8217;opportunit\u00e0 di avviare un programma \u00e8 sempre tema di dibattito, senza pregiudizi. Perch\u00e9 parliamo di \u00abeccezione\u00bb per la <strong>Danimarca<\/strong>? Perch\u00e9 una dipendenza dall&#8217;import maggiore dell&#8217;Italia per soddisfare i fabbisogni energetici \u00e8 registrata dall&#8217;<strong>Irlanda<\/strong>, Paese con zero nucleare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/f04-nuclear-electricity-production-hi-res-e1474293925330.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7507\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/f04-nuclear-electricity-production-hi-res-e1474293925330.png\" alt=\"f04-nuclear-electricity-production-hi-res\" width=\"550\" height=\"289\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come si vede da questo grafico, passato l&#8217;effetto emotivo causato dall&#8217;incidente alla centrale giapponese di <strong>Fukushima<\/strong>, la produzione di energia elettrica da fonte nucleare nel mondo \u00e8 progressivamente tornata a crescere. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;utilizzo dell&#8217;atomo potrebbe crescere del 56% entro il 2030<\/strong><\/span>, secondo le ultime previsioni dell&#8217;International Atomic Energy Agency (<strong>Iaea<\/strong>). D&#8217;altronde, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/document\/324523934\/I-reattori-nucleari-nel-mondo\" target=\"_blank\">nel mondo ci sono 447 centrali nucleari<\/a><\/strong><\/span> e quasi tutti Paesi principali hanno considerato l&#8217;opzione (globalmente ce ne sono circa 60 in costruzione). <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L<\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">&#8216;<\/span>Italia ha rinunciato per ben due volte tramite due referendum<\/strong><\/span> sull&#8217;onda dell&#8217;emozione (nel 1987 a un anno da <strong>Chernobyl<\/strong> e nel maggio 2011 a pochi mesi dallo tsunami in Giappone) e della politicizzazione delle consultazioni. Governi e parlamenti si sono spaventati. Strano, per\u00f2, che altrettanto chiari pronunciamenti popolari siano stati negletti: quello antico sul finanziamento pubblico ai partiti (recepito solo nel 2013 causa crisi ed effettivo nel 2017) e quello sulla pubblicizzazione delle risorse idriche (in questo caso si pu\u00f2 dire che sia rimasto per fortuna lettera morta). Insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>in Italia considerare il nucleare un tab\u00f9 fa comodo tanto a destra quanto a sinistra<\/strong><\/span>. Tant&#8217;\u00e8 vero che pochi media hanno parlato di Hinkley Point. <span style=\"text-decoration: underline\"><em>Forse varrebbe la pena anche di ragionare sull&#8217;opportunit\u00e0 di far decidere persone impreparate sulle politiche energetiche e sottrarre ai referendum questa materia, ampliando il divieto costituzionale che vale solo per le leggi finanziarie<\/em><\/span>. Ma questo \u00e8 un altro discorso&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-06-e1474296163951.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7517\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-06-e1474296163951.jpg\" alt=\"Nucleare 06\" width=\"550\" height=\"409\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo stesso, modo si pu\u00f2 vedere come minore sia l&#8217;incidenza del nucleare sulla produzione energetica maggiore sia l&#8217;intenzione di sviluppare i programmi. Non \u00e8 un caso che la <strong>Cina<\/strong> e l&#8217;<strong>India<\/strong> siano i Paesi che pi\u00f9 stanno investendo su questa fonte energetica, mentre la crisi economica e politica del Brasile ha un po&#8217; rallentato i tempi. Vogliamo guardare alla sola Europa? Allora, \u00e8 necessario confrontare il grafico sopra con un&#8217;altra tabella.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-05-e1474289196519.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7512\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Nucleare-05-e1474289196519.jpg\" alt=\"Nucleare 05\" width=\"550\" height=\"555\" \/><\/a><\/p>\n<p>Inferire un nesso causale tra utilizzo del nucleare e <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/bollette-italiane-pi-care-deuropa-1307923.html\" target=\"_blank\">costo dell&#8217;energia elettrica per le famiglie<\/a> sarebbe poco corretto visto che sull&#8217;energia in tutti i Paesi gravano accise e altre imposte che ne fanno salire il prezzo indipendentemente dal costo di produzione, ma di sicuro <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>si pu\u00f2 affermare che vi sia una correlazione abbastanza evidente fra ricorso all&#8217;atomo e prezzi bassi<\/strong><\/span>. Anche, in questo caso, Francia e Slovenia sono buoni esempi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Zampini-Giuseppe.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7528\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Zampini-Giuseppe-300x225.jpg\" alt=\"Zampini Giuseppe\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Pensate che vogliamo fare propaganda? Siete lontani anni luce dalla realt\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Anche se l&#8217;Italia decidesse oggi di ritornare all&#8217;atomo, occorrerebbero pi\u00f9 di 25 anni per vedere un reattore in funzione<\/strong><\/span>. Anzi ne servirebbero forse cinquanta, come ha detto l&#8217;amministratore delegato di <strong>Ansaldo Energia<\/strong> (societ\u00e0 italiana che esporta tecnologia per reattori in tutto il mondo; ndr), <strong>Giuseppe Zampini<\/strong>. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em>Non ritengo che in Italia sar\u00e0 possibile avere il nucleare prima delle prossime due generazioni<\/em><\/span>. L&#8217;ultimo referendum ha affossato la speranza di vederlo a breve. Forse riusciremo a parlarne nel prossimo decennio\u00bb.Questo perch\u00e9 sia l&#8217;iter progettuale (la scelta della tecnologia richiede valutazioni approfondite) sia quello realizzativo (<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>per costruire materialmente una centrale occorrono dai 7 ai 10 anni<\/strong><\/span>) non sono rapidi. Cerchiamo solo di parlare senza tab\u00f9 e senza schemi precostituiti evitando luoghi comuni abusati tipo \u00ab<em>Se accadesse un incidente nucleare in un Paese europeo, ne saremmo coinvolti e quindi tanto vale provare<\/em>\u00bb. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ogni scelta, infatti, deve essere consapevole e in Italia non c&#8217;\u00e8 consapevolezza<\/strong><\/span>, come dimostra la storia che stiamo per raccontarvi. L&#8217;unica affermazione \u00abpolitica\u00bb che si pu\u00f2 fare \u00e8 la seguente: Francia, Gran Bretagna, <strong>Stati Uniti<\/strong>, Giappone, Russia e Cina sanno cosa vogliono e dove vogliono andare. L&#8217;Italia non pu\u00f2 dire altrettanto: detto del \u00abno\u00bb pregiudiziale al nucleare, vi sono anche quelli alle <strong>opere\u00a0infrastrutturali<\/strong> (dalla Tav alle strade fino all&#8217;ultimo <strong>termovalorizzatore<\/strong> di provincia) e quelli ai <strong>complessi industriali<\/strong> (no alla produzione di laminati di acciaio perch\u00e9 la <strong>siderurgia<\/strong> inquina; ogni riferimento all&#8217;<strong>Ilva<\/strong> di Taranto non \u00e8 casuale). <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Basta solo sapere che senza energia, senza industrie e senza infrastrutture non si va lontano. Se la maggioranza \u00e8 d&#8217;accordo, il declino sar\u00e0 solo una necessaria conseguenza<\/strong><\/span>. Basta leggere un semplice lancio di agenzia (non vi diciamo quale) sullo Ukip (il partito indipendentista britannico guidato fino a poco tempo fa dal vulcanico Nigel Farage) per rendervi conto di quanto sia infimo il livello raggiunto sulla materia<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000\">Diane James \u00e8 il nuovo capo e il nuovo volto dello United Kingdom Independence Party (Ukip), movimento eurofobo, razzista, nuclearista<\/span><b> <\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Per l&#8217;italiano medio &#8211; e anche per il giornalista medio &#8211; essere per il nucleare equivale a essere un razzista &#8211; e questa \u00e8 un&#8217;offesa grave &#8211; o un anti-euro e si come l&#8217;opposizione alla moneta unica oggi causi molte censure da parte dei benpensanti. Il nucleare, perci\u00f2, \u00e8 una questione antropologica e politica, nel senso che qualifica, purtroppo in negativo, chi prende posizione favorevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Calenda-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7527\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Calenda-02-253x300.jpg\" alt=\"Calenda 02\" width=\"253\" height=\"300\" \/><\/a>Qual \u00e8, invece, la situazione del dibattito dal punto di vista tecnico in Italia?\u00a0Lasciamo la parola al ministro dello Sviluppo, <strong>Carlo Calenda<\/strong>. \u00ab<em>Se le previsioni sui tempi della procedura Vas e dell&#8217;approvazione del Programma nazionale di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi\u00a0saranno rispettate, la pubblicazione della Carta si colloca tra il secondo e il terzo trimestre 2017<\/em>\u00bb. Cos\u00ec parl\u00f2 il ministro la scorsa settimana durante un&#8217;audizione parlamentare sulla <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/04\/11\/il-deposito-delle-scorie-si-deve-fare\/\" target=\"_blank\">Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi)<\/a><\/strong><\/span> alla realizzazione del <strong>Deposito nazionale<\/strong> dei rifiuti radioattivi che da oltre un anno il ministero tiene chiusa nei propri cassetti. Adesso c&#8217;\u00e8 il referendum costituzionale, l&#8217;anno prossimo una nuova tornata di amministrative e poi la legislatura volger\u00e0 al termine. Sebbene i territori interessati corrispondano allo 0,08% del territorio, gli ambientalisti, i centri sociali, i No-Ilva, i No-Tav, i No-Autostrade e tutti gli altri \u00abbenecomunisti\u00bb (nel senso di difensori di ci\u00f2 che ritengono bene comune contro il privato anche quando il privato significa pi\u00f9 vantaggi per tutti) sono gi\u00e0 pronti a scendere in piazza (tanto l&#8217;impegno contro l&#8217;atomo pu\u00f2 sempre valere qualche benemerenza in questo Paese che funziona alla rovescia). Insomma, ora non si pu\u00f2 proprio pubblicare. D&#8217;altronde, come si evince dalla dichiarazione burocratese resa in Parlamento, vi sono anche delle giustificazioni tecniche.\u00a0La <strong>Sogin<\/strong>, la societ\u00e0 pubblica che presiede alla realizzazione dell&#8217;impianto e si occupa del <em>decommissioning<\/em> delle centrali nucleari, ha un nuovo cda. Il presidente \u00e8 <strong>Marco Enrico Ricotti<\/strong>, professore di impianti nucleari al Politecnico di Milano, e l&#8217;amministratore delegato \u00e8 <strong>Luca Desiata<\/strong>, ex manager <strong>Enel<\/strong>. Entrambi sono competenti della materia, ma naturalmente, essendosi insediatisi in piena estate, stanno cominciando solo ora a conoscere la societ\u00e0. Tra gli altri tre componenti del cda c&#8217;\u00e8 anche <strong>Alessandro Portinaro<\/strong>, sindaco di <strong>Trino Vercellese<\/strong>, sede di una centrale nucleare in fase di smantellamento. <a href=\"http:\/\/www.lasesia.it\/stories\/provincia\/15285_sogin_portinaro_nessuna_incompatibilit\/\" target=\"_blank\">Nella sua prima intervista rilasciata al quotidiano piemontese <em>La Sesia<\/em><\/a> ha esordito cos\u00ec: \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><em>Tenter\u00f2 di lavorare per far convergere gli interessi dei nostri territori e le azioni che Sogin deve svolgere. Le mie opinioni restano le stesse di sempre, sono antinuclearista<\/em><\/span>\u00bb. Praticamente il governo ha nominato un vegano in una societ\u00e0 che si occupa di trasformazione delle carni bovine. Analogamente, \u00e8 in corso la procedura di nomina del direttore dell&#8217;<strong>Isin<\/strong> (Ispettorato nazionale sicurezza nucleare) e gi\u00e0 i grillini stanno protestando perch\u00e9 il designando <strong>Maurizio Pernice<\/strong> \u00e8 un tecnico del ministero dell&#8217;Ambiente, esperto di inquinamento delle risorse idriche e non di nucleare. Infine, come detto da Calenda, bisogna approvare il Programma nazionale di gestione delle scorie e anche questo richieder\u00e0 tempo. L&#8217;unica certezza, per ora, \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il Deposito nazionale sar\u00e0 pronto per il 2026-2027, se va tutto bene<\/strong><\/span>. Soprattutto ci si continuer\u00e0 ad appoggiare ai 23 siti di stoccaggio sparsi per l&#8217;Italia\u00a0con tutti i problemi che questo comporta. A partire da quelli economici (costano 110 milioni all&#8217;anno), ma tanto paga Pantalone, cio\u00e8 tutti noi attraverso le bollette dell&#8217;elettricit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La scorsa settimana il premier britannico Theresa May ha dato il via libera, dopo una sospensione di un paio di mesi (a causa del caos politico scatenato dalla Brexit, al progetto Hinkley Point, una megacentrale nucleare da 18 miliardi di sterline (21 miliardi di euro) che sar\u00e0 realizzata da un consorzio franco-cinese guidato da Edf e partecipato al 33% da China General Nuclear (Cgn), mentre la tecnologia sar\u00e0 fornita dalla transalpina Areva. Si tratta della prima centrale a essere costruita in Gran Bretagna da oltre vent&#8217;anni e fornir\u00e0 al Paese il 7% della produzione elettrica consentendo di \u00abpensionare\u00bb una quindicina [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/22\/nucleare-ragioni-per-un-si\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[193305,60187,193313,193324,22747,193214,26243,193303,121555,193314,193325,25,26232,193308,121780,193326,15691,12989,3740,193320,14,3742,35,857,193312,108,193327,193316,12966,15735,855,37857,747,193321,193306,193304,193322,26779,9155,858,193323,66,68199,193309,19,121778,74583,206,4840,193328,152136,193307,57395],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7504"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7504"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7504\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7531,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7504\/revisions\/7531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7504"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7504"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7504"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}