{"id":7533,"date":"2016-09-25T13:26:53","date_gmt":"2016-09-25T13:26:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7533"},"modified":"2016-09-25T13:26:53","modified_gmt":"2016-09-25T13:26:53","slug":"cara-diletta-internet-non-dimentica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/25\/cara-diletta-internet-non-dimentica\/","title":{"rendered":"Cara Diletta, Internet non dimentica!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Leotta-e1474730206822.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7534\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Leotta-e1474730206822.jpg\" alt=\"Leotta\" width=\"550\" height=\"414\" \/><\/a><\/p>\n<p>I recenti casi di <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cronache\/lavvocato-tiziana-cantone-i-motori-ricerca-godono-impunit-1307870.html\" target=\"_blank\"><strong>Tiziana Cantone<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/sport\/balo-scende-campo-diletta-leotta-1309226.html\" target=\"_blank\"><strong>Diletta Leotta<\/strong><\/a> dimostrano ancora una volta che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Internet non dimentica<\/strong><\/span> e la sua memoria pu\u00f2 avere conseguenze a breve, medio e lungo termine. \u00abNella vita ognuno \u00e8 pi\u00f9 o meno libero di fare quello che vuole, ma deve essere consapevole delle conseguenze, che purtroppo i pi\u00f9 non sono in grado di cogliere\u00bb, dice <strong>Alessandro Curioni<\/strong>, consulente in materia di sicurezza e presidente di DI.GI. Academy, che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/01\/22\/cybersecurity-lignoranza-non-e-una-scusa\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\">torna a spiegare su <em>Wall &amp; Street<\/em><\/a> come <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/05\/16\/non-abboccate-allamo-degli-hacker\/?repeat=w3tc\" target=\"_blank\">i problemi di <strong>sicurezza informatica<\/strong> ormai\u00a0impattino sulla nostra vita quotidiana<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-6208 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\" alt=\"Alessandro Curioni\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a>\u00abIn primo luogo &#8211; sottolinea &#8211; \u00e8 bene cercare di capire cosa significa per la Rete non dimenticare e comprendere che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>per ritrovarsi \u201cin piazza\u201d non c\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di scomodare gruppi hacker o criminali informatici<\/strong><\/span>\u00bb. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I nostri comportamenti sono pi\u00f9 che sufficienti a mettere a repentaglio la nostra privacy<\/strong><\/span> quando si dimentica che\u00a0Internet ha pi\u00f9 di una memoria.<\/p>\n<p>Ma quali sono, nello specifico, \u00a0le \u00abmemorie\u00bb di Internet?Essenzialmente sono tre:<\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i motori di ricerca<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i social network<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i sistemi di messaggistica<\/strong><\/span>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I primi sono relativamente pericolosi. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Google<\/strong> &amp; Co. si limitano a mostrare quello che trovano, quindi nel tempo tendono a dimenticare, dismettendo i contenuti pi\u00f9 vecchi a favore di quelli nuovi<\/span>. Tuttavia grazie a quella che viene definita \u00ab<em>copia cache<\/em>\u00bb, una sorta di istantanea della pagine che risale all\u2019ultima volta che i loro sistemi di indicizzazione l&#8217;hanno visitata, \u00e8 possibile fare una breve salto nel passato per scoprire cosa era conservato prima che non fosse pi\u00f9 visibile.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>I social sono pi\u00f9 persistenti perch\u00e9 le informazioni possono essere replicate all\u2019infinito tra gli infiniti account (oggi si parla di circa 6 miliardi) che costituiscono questo universo<\/strong><\/span>. Un\u2019informazione, sia essa un\u2019immagine o un testo, pu\u00f2 apparire e scomparire continuamente in questo mondo, con il risultato che una sua rimozione definitiva pu\u00f2 essere considerata pressoch\u00e9 impossibile.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Praticamente letali<\/strong><\/span>, almeno in termini di <strong>diritto all\u2019oblio<\/strong>, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>sono i sistemi di messaggistica<\/strong><\/span>. <span style=\"text-decoration: underline\">Le informazioni finiscono in un dispositivo privato e la loro rimozione e non diffusione dipendono esclusivamente dal proprietario<\/span>.<\/p>\n<p>\u00abLa combinazione di queste tre memorie ci permette di affermare con assoluta certezza che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>nel momento stesso in cui schiacciamo il tasto &#8220;invio&#8221; abbiamo perso il controllo di quanto spedito e dobbiamo considerare certo che primo o poi esso potrebbe riemergere dagli abissi della Rete<\/strong><\/span>\u00bb, osserva Curioni.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto riguarda <span style=\"text-decoration: underline\">l\u2019apparente incapacit\u00e0 di gran parte del genere umano di rendersi conto quanto sia diventato importante tutelare la propria privacy nella societ\u00e0 dell\u2019informazione<\/span>, possibilmente non a posteriori, ma preventivamente. Tutte le volte che immagini \u201cintime\u201d o affermazioni fatte in privato diventano di dominio pubblico sul web, ecco che partono le denunce alla <strong>polizia postale<\/strong>. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Giustissimo, ma se invece provassimo a evitare di condividere tutto con tutti?<\/strong><\/span>\u00bb, conclude l&#8217;esperto. Qualcuno penser\u00e0 che non \u00e8 il suo caso perch\u00e9 certe cose le fa circolare soltanto in un gruppo limitato di persone. Sbagliato perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>on line non esiste il concetto di cerchia ristretta<\/strong><\/span>. Lo ha dimostrato anche un recente studio che ha distrutto <strong>la teoria dei sei gradi di separazione<\/strong> (tra noi e chiunque al mondo ci sono soltanto sei persone).\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Dopo l\u2019avvento dei social media i gradi sono diventati quattro, molto, anzi troppo pochi<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I recenti casi di Tiziana Cantone e Diletta Leotta dimostrano ancora una volta che Internet non dimentica e la sua memoria pu\u00f2 avere conseguenze a breve, medio e lungo termine. \u00abNella vita ognuno \u00e8 pi\u00f9 o meno libero di fare quello che vuole, ma deve essere consapevole delle conseguenze, che purtroppo i pi\u00f9 non sono in grado di cogliere\u00bb, dice Alessandro Curioni, consulente in materia di sicurezza e presidente di DI.GI. 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