{"id":7537,"date":"2016-09-26T16:15:12","date_gmt":"2016-09-26T16:15:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7537"},"modified":"2016-09-26T16:15:12","modified_gmt":"2016-09-26T16:15:12","slug":"il-lavoro-svalutato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/26\/il-lavoro-svalutato\/","title":{"rendered":"Il lavoro svalutato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/produzione-e1474897312352.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/produzione-e1474897312352.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"369\" \/><\/a><\/p>\n<p>Oggi sul <em>Giornale<\/em> vi abbiamo parlato del <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/lavoriamo-20-pi-francia-e-germania-hanno-stipendi-maggiori-1310895.html\" target=\"_blank\">paradosso tutto italiano del <strong>lavoro<\/strong><\/a>: retribuzioni pi\u00f9 basse rispetto a molti competitor dell&#8217;area euro e ore lavorate annue pi\u00f9 alte della media. Non \u00e8 solo questione di tasse, ma anche del tipo di occupazione offerta in Italia. Evidentemente <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;organizzazione del lavoro \u00e8 ancora a elevata intensit\u00e0 di personale<\/strong><\/span> e, dunque, ogni produzione richiede tempo per essere effettuata. Vi sarebbe da approfondire anche il discorso legato alla qualificazione dei lavoratori che, generalmente, \u00e8 un proxy delle retribuzioni, ma la contemporaneit\u00e0 e, soprattutto, la crisi ci hanno abituato anche a non interpretare questa correlazione come un vincolo assoluto.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le imposte danno solo il colpo di grazia ai salari, ma tutto quello che c&#8217;\u00e8 a monte riguarda un altro tipo di discorso<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Produttivit\u00e0-media-oraria.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7539\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Produttivit\u00e0-media-oraria-300x274.jpg\" alt=\"Produttivit\u00e0 media oraria\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Produttivit\u00e0-media-oraria-300x274.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/Produttivit\u00e0-media-oraria.jpg 501w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Approfondiamo, perci\u00f2, quello che sulla carta stampata abbiamo solo accennato. Questo \u00e8 il grafico della produttivit\u00e0 media oraria in Italia dal 2010 al 2015 calcolata sulla base del Pil a prezzi concatenati. Sulla base dei <a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/190522\" target=\"_blank\">dati <strong>Istat<\/strong><\/a>, recentemente aggiornati, abbiamo considerato il prodotto interno lordo al netto dell&#8217;inflazione, il numero degli occupati, mentre le ore medie lavorate annue sono state ricavate dal database <strong>Ocse<\/strong>. Il risultato \u00e8 quello che vedete nel grafico a fianco: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la produttivit\u00e0 media oraria \u00e8 in flessione<\/strong><\/span>. Da un certo punto di vista \u00e8 un percorso naturale: la diminuzione dell&#8217;occupazione ha pi\u00f9 che compensato la flessione del prodotto interno lordo e negli anni di crisi pi\u00f9 profonda la produttivit\u00e0 \u00e8 aumentata. Questo significa che il minor numero di persone rimaste al lavoro \u00e8 stata pi\u00f9 produttiva o, per dirla ancor pi\u00f9 semplicemente, che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>le stesse cose sono state fatte con meno persone<\/strong><\/span>. Al contrario, quando si \u00e8 registrata una \u00abripresina\u00bb nel 2014 e nel 2015 e l&#8217;occupazione \u00e8 un po&#8217; aumentata, la produttivit\u00e0 \u00e8 diminuita. Questo significa che ogni lavoratore, individualmente considerato, ha prodotto un po&#8217; di meno. Il che ci porta alle constatazioni formulate nell&#8217;articolo odierno:<\/p>\n<blockquote><p>Ci sono lavoratori che producono pochissimo. Non si tratta solo di statali, ma anche di operai che rimangono al loro posto perch\u00e9 licenziandoli la stessa pmi che li impiega sarebbe costretta a chiudere.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/CLUP.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7541\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/CLUP-300x270.jpg\" alt=\"CLUP\" width=\"300\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/CLUP-300x270.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/09\/CLUP.jpg 507w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una disfunzionalit\u00e0 che si riverbera anche sulle dinamiche salariali e soprattutto sulla loro incidenza nella produzione. Questo grafico rappresenta la dinamica del <strong>Clup<\/strong> (<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>costo del lavoro per unit\u00e0 di prodotto<\/strong><\/span>) dal 2010 al 2015. In teoria, sarebbe l&#8217;inverso della produttivit\u00e0 ma, come vedete, la curva ha una tendenza ascendente. \u00c8 espresso in decimali, ma si potrebbe usare anche una percentuale: vuol dire che il costo del lavoro \u00e8 passato dal 44,5% della produzione a poco pi\u00f9 del 46,2% in cinque anni. Dunque <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il \u00abpeso\u00bb del lavoro sui prodotti aumenta anche quando la produttivit\u00e0 diminuisce<\/strong><\/span>. Un po&#8217; dipende dal fatto che non abbiamo scelto le stesse grandezze per il calcolo. Abbiamo considerato il <strong>valore aggiunto<\/strong>\u00a0(il plusvalore che la produzione aggiunge alle materie prime tramite l&#8217;impiego di salariati, di macchine e del capitale necessario per pagarli) e il numero dei lavoratori dipendenti anzich\u00e9 quello degli occupati in generale. La discrepanza pu\u00f2 generarsi da questo anche se i due indici hanno dinamiche simili a quelle del Pil e del numero totale degli occupati. Ecco, dunque, perch\u00e9 possiamo parlare di paradosso e di lavoro svalutato. <em><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Salari non elevatissimi a fronte di molte ore lavorate determinano comunque un incremento dell&#8217;erosione dei margini di redditivit\u00e0 da parte dei costi produzione<\/strong><\/span><\/em>.<\/p>\n<p>Occorre, dunque, ripensare tutti i processi produttivi e la politica, che finora non ha contribuito fattivamente alla ricerca di una soluzione, farebbe meglio a tenersene fuori. <em>Wall &amp; Street<\/em> vi hanno gi\u00e0 fatto degli esempi raccontandovi la storia della <a title=\"Un premier troppo \u00abbanchiere\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/08\/23\/banchieri-mani-di-forbice\/\"><strong>progressiva riduzione del personale bancario<\/strong><\/a>. Allo stesso modo, vi abbiamo descritto<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> <a title=\"\u00abServe un new deal per il lavoro\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/02\/08\/serve-un-new-deal-per-il-lavoro\/\" target=\"_blank\">le maggiori problematiche relative al tema della contrattazione aziendale e della remunerazione del lavoro<\/a><\/strong><\/span>. Questi grafici concorrono a dimostrare, semmai ve ne fosse bisogno, che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il sistema produttivo italiano cos\u00ec com&#8217;\u00e8 alla lunga non regger\u00e0 la sfida della competizione globale<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi sul Giornale vi abbiamo parlato del paradosso tutto italiano del lavoro: retribuzioni pi\u00f9 basse rispetto a molti competitor dell&#8217;area euro e ore lavorate annue pi\u00f9 alte della media. 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Vi sarebbe da approfondire anche il discorso legato alla qualificazione dei lavoratori che, generalmente, \u00e8 un proxy delle retribuzioni, ma la contemporaneit\u00e0 e, soprattutto, la crisi ci hanno abituato anche a non interpretare questa correlazione come [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/26\/il-lavoro-svalutato\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[99],"tags":[193338,193343,193339,193342,855,18715,193341,45718,193344,12994,21486,193337,74565,23462,102,193340],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7537"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7537"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7542,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7537\/revisions\/7542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}