{"id":7545,"date":"2016-10-05T13:55:11","date_gmt":"2016-10-05T13:55:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7545"},"modified":"2016-10-05T13:55:11","modified_gmt":"2016-10-05T13:55:11","slug":"donne-manager-il-potere-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/10\/05\/donne-manager-il-potere-gentile\/","title":{"rendered":"Donne manager, il potere gentile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/donnalavoro-e1475672360192.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7547\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/donnalavoro-e1475672360192.jpg\" alt=\"donnalavoro\" width=\"550\" height=\"372\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il potere \u00e8 donna<\/strong>. Ce lo dicono le statistiche europee: ormai <strong>a livello Ue il 30% circa delle posizioni manageriali \u00e8 ricoperto dal gentil sesso<\/strong> senza necessit\u00e0 di \u00abquote rosa\u00bb. Un&#8217;analisi di <strong>Oliver Wyman<\/strong> ha evidenziato come <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>gli ultimi 15 anni in Italia siano stati caratterizzati da un incremento delle donne in posizioni di leadership nelle societ\u00e0 di servizi finanziari<\/strong><\/span>: a livello di consiglio di amministrazione e di sorveglianza nel 2003 la percentuale di donne era del 5% mentre nei comitati esecutivi era pari a\u00a0zero. Oggi le percentuali sono rispettivamente del 26 e del 17\u00a0per cento. La leadership, infatti, non \u00e8 una questione di sesso ma di capacit\u00e0.\u00a0Le donne\u00a0rappresentano, comunque, un elemento di novit\u00e0 nel mondo del <strong>management<\/strong>\u00a0e, proprio perch\u00e9 non ancorate a schemi tradizionali,\u00a0hanno portato una visione diversa della gestione di un&#8217;impresa. Intendono\u00a0in genere il management come responsabilit\u00e0 verso l&#8217;azienda e gli stakeholder\u00a0e, soprattutto, non tendono a separare il momento professionale dal resto della loro esistenza, allargando gli orizzonti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/Esplorare-i-confini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7548\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/Esplorare-i-confini.jpg\" alt=\"Esplorare-i-confini\" width=\"197\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da poche settimane \u00e8 stato pubblicato\u00a0\u00ab<em>Esplorare i confini<\/em>\u00bb, un libro che analizza le caratteristiche del management al femminile. L&#8217;autrice \u00e8\u00a0<strong>Luisa Pogliana<\/strong>, per molti anni responsabile della direzione ricerche di mercato in un grande gruppo editoriale italiano, che\u00a0ha fondato l&#8217;associazione <em><a href=\"www.donnesenzaguscio.it\" target=\"_blank\">Donnesenzaguscio<\/a><\/em>,\u00a0che valorizza le pratiche di cambiamento delle donne nelle aziende. Il\u00a0libro parte da un assunto: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>aziende e lavoro sono drasticamente cambiati, occorre un altro management\u00a0e, per questo motivo, serve guardare ad alcune esperienze di donne<\/strong><\/span>, che appaiono anticipatrici di questo modo nuovo ma che spesso non vengono valorizzate proprio perch\u00e9 non trovano corrispondenza nei modelli consolidati di management. Insomma, si parte dalle esperienze\u00a0pratiche sul campo per definire modelli comportamentali e gestionali. E soprattutto non si ragiona di maschile e femminile, ma di discontinuit\u00e0 rispetto al tradizionale modello <em>top down<\/em>. Un esempio lo troviamo in questo brano nel quale si narra il modo differente il <em><strong>crisis management<\/strong><\/em>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0\u00c8\u00a0stata tagliata la catena gerarchica. Eliminati capi e capetti intermedi, una piramide gerarchica\u00a0superflua mirata a distribuire un po&#8217; di potere (e status). Ma non funzionale: rallenta il processo\u00a0decisionale e l&#8217;operativit\u00e0, fa sprecare tempo e energia per definire i ruoli, porta a occuparsi di\u00a0carriera invece che dei risultati. \u00c8\u00a0stato ridotto anche il top management: molte funzioni sono\u00a0spesso accorpabili.\u00a0Lavoratori e lavoratrici sono stati coinvolti nel processo di cambiamento. Ogni persona secondo il\u00a0proprio potenziale \u00e8 stata chiamata a ricercare soluzioni, realizzarle e assumersene la\u00a0responsabilit\u00e0.\u00a0(&#8230;)\u00a0Dare\u00a0responsabilit\u00e0 e strutturare il lavoro solo su ruoli necessari \u00e8 diventato il nuovo modo di lavorare<\/p><\/blockquote>\n<p>O, per dirla con <strong>Andrea Federico<\/strong>, partner di Oliver Wyman: \u00abMai come adesso per l\u2019industria finanziaria sarebbe necessario arricchire e diversificare la propria leadership e valorizzare in posizioni apicali le tante donne che gi\u00e0 al suo interno operano con eccellenza a tutti i livelli. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8\u00a0necessario cambiare mentalit\u00e0 per migliorare l\u2019industria<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il potere \u00e8 donna. Ce lo dicono le statistiche europee: ormai a livello Ue il 30% circa delle posizioni manageriali \u00e8 ricoperto dal gentil sesso senza necessit\u00e0 di \u00abquote rosa\u00bb. Un&#8217;analisi di Oliver Wyman ha evidenziato come gli ultimi 15 anni in Italia siano stati caratterizzati da un incremento delle donne in posizioni di leadership nelle societ\u00e0 di servizi finanziari: a livello di consiglio di amministrazione e di sorveglianza nel 2003 la percentuale di donne era del 5% mentre nei comitati esecutivi era pari a\u00a0zero. Oggi le percentuali sono rispettivamente del 26 e del 17\u00a0per cento. 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