{"id":7559,"date":"2016-10-18T16:33:50","date_gmt":"2016-10-18T16:33:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7559"},"modified":"2016-10-18T16:33:50","modified_gmt":"2016-10-18T16:33:50","slug":"foodora-e-il-valore-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/10\/18\/foodora-e-il-valore-del-lavoro\/","title":{"rendered":"Foodora e il valore del lavoro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/Foodora-e1476803724688.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7560 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/10\/Foodora-e1476803724688.jpg\" alt=\"Foodora\" width=\"550\" height=\"366\" \/><\/a><\/p>\n<p>Negli ultimi dieci giorni ha tenuto banco la protesta dei <strong>fattorini<\/strong> di <strong>Foodora<\/strong>. A <strong>Torino<\/strong> e a <strong>Milano<\/strong> i rider del servizio di consegna pasti sono scesi in piazza\u00a0lamentandosi della paga ridotta. Come ha sottolineato oggi in audizione al Senato il direttore generale dell&#8217;<strong>Ispettorato del Lavoro<\/strong>, <strong>Paolo Pennesi<\/strong>, \u00abin precedenza Foodora pagava i collaboratori 6,5 euro l&#8217;ora, mentre adesso\u00a0d\u00e0 3 euro per ogni servizio prestato\u00bb. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Tolti i contributi, i ragazzi che approfittano di questo lavoretto per guadagnare qualche euro vengono remunerati 2,7 euro a recapito con cui devono ripagare anche la manutenzione di bici e scooter che utilizzano per le consegne e i costi dello smartphone (un&#8217;App li avvisa di rendersi immediatamente disponibili alla consegna)<\/strong><\/span>. Foodora \u00e8 una multinazionale tedesca e funziona in maniera semplice: un esercizio di ristorazione che vuole ampliare la propria attivit\u00e0 al take away si iscrive alla piattaforma Internet che mette in collegamento clienti e ristorante. Una volta inviato l&#8217;ordine viene contattato il fattorino di zona che dovr\u00e0 consegnare entro 30 minuti: il rischio di non consegna o di ritardo \u00e8 tutto a carico di Foodora che, per l&#8217;appunto, si rivolge ai rider.<\/p>\n<p>Si tratta di una prestazione in regime libero professionale che assomiglia, per\u00f2, a quella dei vecchi co.co.co., ha sottolineato Pennesi nel corso dell&#8217;audizione. Cos\u00ec come va sottolineato che la stessa <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/10\/08\/cronaca\/protestano-i-lavoratori-di-foodora-siamo-sottopagati-non-fate-pi-ordinazioni-Cllj9br7sqQFXwPXnqgiDM\/pagina.html\" target=\"_blank\">Foodora avverte i propri collaboratori che questo tipo di lavoro non \u00e8 da considerarsi come un&#8217;occupazione a tempo pieno<\/a>\u00a0e, dunque, gli stessi rider devono moderare le proprie pretese. L&#8217;ex ministro del Lavoro, <strong>Maurizio Sacconi<\/strong>, presidente dell&#8217;\u00ab<strong>Associazione Amici di Marco Biagi<\/strong>\u00bb incolpa\u00a0<strong>il Jobs Act<\/strong> che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ha cancellato i contratti a progetto per soddisfare le pance ideologizzate facendo cos\u00ec riemergere le ben pi\u00f9 sregolate collaborazioni<\/strong><\/span>\u00bb ricordando che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>nei vecchi\u00a0contratti a progetto si applicava il riferimento ai contratti collettivi dei lavoratori subordinati pi\u00f9 prossimi per stabilire il corretto compenso<\/strong><\/span>\u00bb. Il comico <strong>Maurizio Crozza<\/strong> nella sua trasmissione se l&#8217;\u00e8 presa con il premier <strong>Matteo Renzi<\/strong> incolpandolo di aver incoraggiato lo sfruttamento dei lavoratori con il <strong>Jobs Act<\/strong>.<\/p>\n<p>[dailymotion x4xyi9f nolink]<\/p>\n<p>Ma possiamo liquidare la questione con la satira? No!. Allora partiamo dagli assunti dell&#8217;azienda: questo non \u00e8 un lavoro vero e proprio ma un lavoretto, cio\u00e8 un <strong>gig<\/strong>. <a title=\"Gig, l\u2019economia del lavoretto\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/03\/25\/gig-leconomia-del-lavoretto\/\" target=\"_blank\">\u00c8 un tipo di economia che vi abbiamo descritto con le parole dell&#8217;antropologa <strong>Tatiana Mardare<\/strong><\/a>. Anche a <strong>Londra<\/strong> quando Foodora ha cambiato il metodo di remunerazione si sono registrate le stesse proteste e si sono avute le medesime risposte: se durante un&#8217;ora di lavoro si eseguono tre o pi\u00f9 consegne si guadagna pi\u00f9 di prima (cio\u00e8 9 euro anzich\u00e9 6,5). Alcuni \u00abcontestatori\u00bb si sono lamentati del fatto che l&#8217;accesso all&#8217;App sarebbe stato bloccati a chi ha espresso in maniera pi\u00f9 forte degli altri il proprio disappunto. Se vi fosse un rapporto di subordinazione, sarebbe un ingiusto licenziamento. Ma in questo caso stiamo parlando di una prestazione d&#8217;opera: dunque <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il committente \u00e8 libero di rivolgersi a chi ritiene pi\u00f9 economico e affidabile<\/strong><\/span>. Come faremmo noi con un \u00abimbianchino della domenica\u00bb (cio\u00e8 chi lo fa come secondo lavoro e non professionalmente). Sono circostanze che vanno ben spiegate perch\u00e9 molti critici (e forse lo stesso sacconi) hanno confuso la gig economy con la <strong>sharing economy<\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;economia della condivisione. Quest&#8217;ultima valorizza gli asset mettendoli in comune: \u00e8 il caso di chi affitta una stanza o un appartamento della propria casa tramite <strong>Airbnb<\/strong> o altre piattaforme (salvo accertamenti dell&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate<\/strong> per esercizio abusivo dell&#8217;attivit\u00e0 alberghiera o di affittacamere e conseguente evasione fiscale). Quella di Foodora \u00e8 <strong>old economy<\/strong>, il fattorino infatti \u00e8 un mestiere antico. Solo che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>oggi la tecnologia consente di ottimizzare il costo del fattorino,\u00a0permettendo a un&#8217;impresa di pagarlo solo quando ve ne sia effettivo bisogno<\/strong><\/span>. Questo, per\u00f2, rende <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il fattorino<\/strong><\/span> non pi\u00f9 un fattore della produzione (scusate il gioco di parole) ma un <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>compartecipe del rischio stesso dell&#8217;impresa<\/strong><\/span>. Se nessuno ordina, il fattorino non viene pagato. <a title=\"\u00abServe un new deal per il lavoro\u00bb\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/02\/08\/serve-un-new-deal-per-il-lavoro\/\" target=\"_blank\">Ve ne avevamo gi\u00e0 parlato quando abbiamo messo in relazione la <strong>produttivit\u00e0<\/strong> e il <strong>costo del lavoro<\/strong><\/a>. <a title=\"Il lavoro svalutato\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/09\/26\/il-lavoro-svalutato\/\" target=\"_blank\">E anche quando vi avevamo spiegato che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>se non \u00e8 qualificato<\/strong><\/span> (e il fattorino non \u00e8 un lavoratore qualificato (ance se qualche laureato disoccupato sicuramente arrotonda cos\u00ec),<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> il lavoro si svaluta<\/strong><\/span><\/a>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 abbiamo deciso di approfondire la questione con gli esperti che con <em>Wall &amp; Street<\/em> hanno affrontato pi\u00f9 volte queste tematiche: il\u00a0<em>digital champion<\/em>\u00a0<strong>Alessandro Curioni<\/strong> per i risvolti tecnologici della vicenda, l&#8217;esperto di politiche del lavoro <strong>Angelo Pasquarella<\/strong> per le sue implicazioni organizzative e il consulente Ict <strong>Francesco Varanini<\/strong> per osservare il fenomeno nel suo complesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2850\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-279x300.jpg\" alt=\"Pasquarella\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-279x300.jpg 279w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella-953x1024.jpg 953w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2013\/06\/Pasquarella.jpg 1622w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>Nel mondo flessibile della nuova economia l\u2019elettronica detta i ritmi, l\u2019accesso al lavoro e la disponibilit\u00e0 al lavoro. \u00abQuesto significa che il contratto tra il lavoratore e l\u2019impresa si perfeziona di volta in volta sulla base dell\u2019incontro in termini di tempo del lavoratore e dello sviluppo rispetto al mercato che l\u2019azienda riesce ad avere. Tutto governato da un\u2019App\u00bb, spiega Angelo Pasquarella, amministratore delegato di\u00a0Projectland\u00a0ed esperto di sociologia del lavoro. Nel caso di specie siamo di fronte a lavori ad \u00abalta fungibilit\u00e0\u00bb, lavori che cio\u00e8 possono essere svolti da tutti senza un particolare addestramento o professionalit\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00abLa fungibilit\u00e0 determina il compenso e quindi la concorrenza tra lavoratori \u00e8 spietata e il compenso basso\u00bb, aggiunge ricordando che \u00abquesto modello \u00e8 per\u00f2 presente anche in attivit\u00e0 ad altissimo valore aggiunto\u00bb<\/strong><\/span>. Un esempio per tutti \u00e8 il mercato dei Project Manager professionisti. Si tratta di coloro che vengono chiamati da imprese allo scopo di seguire un progetto ad esempio di ristrutturazione aziendale o di M&amp;A. L\u2019azienda non assume stabilmente persone per gestire un progetto poich\u00e9 non serviranno pi\u00f9 quando sar\u00e0 finita la ristrutturazione oppure la fusione tra due imprese. In questi casi siamo di fronte a compensi ricchi nell\u2019ordine delle centinaia di migliaia di euro, ma il meccanismo \u00e8 lo stesso. Questo \u00e8 il futuro che ci aspetta? Per una parte del mondo del lavoro sicuramente s\u00ec. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il modello industriale, basato sulla ripetizione, il lavoro dipendente e di conseguenza sulla stabilit\u00e0, \u00e8 attaccato sia dalla robotica che dalla burotica e dalla delocalizzazione in Paesi a basso costo di manodopera<\/strong><\/span>\u00bb, conclude. Difficile tornare indietro. \u00c8\u00a0giunto il momento di trovare un nuovo equilibrio, nuove regole e nuovi sistemi per gestire la complessit\u00e0 emergente del mondo del lavoro? Forse \u00e8 il caso di pensarci\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Francesco-Varanini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7065\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Francesco-Varanini-300x200.jpg\" alt=\"Francesco Varanini\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Francesco-Varanini-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2016\/04\/Francesco-Varanini.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Secondo <strong>Francesco Varanini<\/strong>,\u00a0consulente in ambito Information &amp; Communications Technology, gi\u00e0 docente dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa\u00a0e autore del libro\u00a0<em>Macchine per pensare<\/em>, \u00able tecnologie in questo caso\u00a0sono innocenti\u00bb perch\u00e9\u00a0\u00abo<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>gni rapporto di lavoro si fonda su un patto\u00a0e quello che\u00a0i lavoratori di Foodora hanno firmato scambia bassa retribuzione con la libert\u00e0 di lavorare quando si sceglie di farlo, e di non veder la propria vita invasa dal lavoro; nell&#8217;accettare l&#8217;impiego, i lavoratori sapevano a cosa andavano incontro<\/strong><\/span>\u00bb. In un altro\u00a0libro (<em>Contro il management<\/em>) Varanini ha inoltre spiegato che \u00aboggi\u00a0il manager\u00a0non lavora per la qualit\u00e0 del prodotto o per la soddisfazione dei clienti, altrimenti sarebbe interessato alla qualit\u00e0 del lavoro\u00a0e\u00a0alla buona remunerazione del lavoratore; <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il manager lavora, in realt\u00e0, per un solo portatore di interessi: per un investitore che si aspetta un profitto almeno pari al risultato di una qualsiasi altra speculazione finanziaria<\/strong><\/span>\u00bb. All&#8217;investitore finanziario non interessa se l&#8217;azienda consegna pizze o costruisce automobili. N\u00e9 interessa se quell&#8217;azienda sar\u00e0 viva o no tra due o tre anni. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>All&#8217;investitore interessa solo l&#8217;immediato rendimento dell&#8217;investimento<\/strong><\/span>. \u00abE dobbiamo ricordare anche che la prevalenza della finanza sull&#8217;economia produttiva \u00e8 una regola globale. Vale a livello planetario, senza scappatoie\u00bb.\u00a0Ci sono imprese che, pur in questo contesto, puntano sulla qualit\u00e0 del prodotto e del servizio e si impegnano a mantenere viva l&#8217;azienda nel tempo. Cos\u00ec operando, offrono garanzie anche ai lavoratori.\u00a0Altre imprese nascono disposte a comprimere le retribuzioni o a tagliare costi di lavoro o a chiudere l&#8217;attivit\u00e0 al primo vento della finanza, o al primo accenno di difficolt\u00e0. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ogni lavoratore accorto sa bene in che tipo azienda stia lavorando<\/strong><\/span>\u00bb, conclude.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6208\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/03\/Alessandro-Curioni.jpg\" alt=\"Alessandro Curioni\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a>Sostanzialmente \u00e8 bastato un click per tagliare fuori dalla pianificazione delle attivit\u00e0 due operatori. \u00abNella mia veste di esperto di sicurezza posso rilevare come quel click poteva, teoricamente essere fatto da chiunque\u00bb, commenta <strong>Alessandro Curioni<\/strong>, Alessandro Curioni, consulente in materia di sicurezza e presidente di DI.GI. Academy. Se un oggetto o un sistema \u00e8 raggiungibile attraverso la Rete, potenzialmente chiunque pu\u00f2 arrivarci. Molti operatori economici sono soggetti ai rischi di malfunzionamenti o violazioni dei sistemi informatici. Nell\u2019immaginario collettivo tutti pensiamo a banche, assicurazioni e comunque attivit\u00e0 economiche in cui l\u2019oggetto dell\u2019attivit\u00e0 pu\u00f2 essere dematerializzato. Scopriamo oggi, che il fattorino che ci consegna la pizza potrebbe essere dirottato se qualcuno riuscisse a prendere un controllo di ben precisa app. Lo stesso pirata potrebbe inibire ai collaboratori la possibilit\u00e0 di inserire a sistema le proprie disponibilit\u00e0. Peggio ancora potrebbe deliberatamente modificarle con il risultato che nessuno sar\u00e0 al posto giusto nel momento giusto. \u00abPotenzialmente basta pochissimo per mettere in ginocchio una azienda moderna. Come potrebbe reagire il management di un operatore di questo genere se qualcuno inventasse un ransomware, virus informatico che crittografa i dati dei sistemi e chiede un riscatto per riportare le informazioni in chiaro, fatto apposta per la sua app? Non siamo qui per discutere se le politiche del lavoro degli imprenditori siano eque. C\u2019\u00e8 un governo e migliaia di giuslavoristi pronti a commentare. La nostra domanda \u00e8 diversa: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>tutte le aziende che hanno modello di business che utilizza le nuove tecnologie come vantaggio competitivo hanno pensato a quanto \u00e8 fragile il sistema?<\/strong><\/span> Se quella App risulta inutilizzabile non per due \u201callontanate\u201d, ma per tutti i collaboratori, quale \u00e8 il piano B? Sono certo che hanno ben chiaro il problema e hanno gi\u00e0 in essere delle contromisure. Almeno lo spero, altrimenti i posti di lavoro 2.0 che\u00a0andrebbero persi sarebbero molto pi\u00f9 di due e un certo tipo di iniziative imprenditoriali dimostrerebbe una considerevole miopia\u00bb, conclude.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Negli ultimi dieci giorni ha tenuto banco la protesta dei fattorini di Foodora. A Torino e a Milano i rider del servizio di consegna pasti sono scesi in piazza\u00a0lamentandosi della paga ridotta. Come ha sottolineato oggi in audizione al Senato il direttore generale dell&#8217;Ispettorato del Lavoro, Paolo Pennesi, \u00abin precedenza Foodora pagava i collaboratori 6,5 euro l&#8217;ora, mentre adesso\u00a0d\u00e0 3 euro per ogni servizio prestato\u00bb. Tolti i contributi, i ragazzi che approfittano di questo lavoretto per guadagnare qualche euro vengono remunerati 2,7 euro a recapito con cui devono ripagare anche la manutenzione di bici e scooter che utilizzano per le [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/10\/18\/foodora-e-il-valore-del-lavoro\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[99],"tags":[68243,31503,26217,193379,193376,68166,193375,193259,193380,121577,40156,6797,3752,49705,249,193381,193382,29083,21486,771,193378,87519,224,83028,60250,108354,4821],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7559"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7559"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7561,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7559\/revisions\/7561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}