{"id":7693,"date":"2017-03-06T13:38:50","date_gmt":"2017-03-06T13:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7693"},"modified":"2017-03-06T13:38:50","modified_gmt":"2017-03-06T13:38:50","slug":"quella-pirlata-del-pir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/03\/06\/quella-pirlata-del-pir\/","title":{"rendered":"Quella \u00abpirlata\u00bb del Pir"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/euro-soldi-e1488805670277.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7694\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/euro-soldi-e1488805670277.jpg\" alt=\"euro-soldi\" width=\"550\" height=\"377\" \/><\/a>La <strong>legge di Bilancio 2017<\/strong> ha lanciato i <strong>Pir<\/strong>, ossia i <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/investire-nelle-imprese-sane-scommessa-dei-pir-1342281.html\" target=\"_blank\"><strong>piani individuali di risparmio<\/strong><\/a>, che consentono alle famiglie di diversificare i propri investimenti puntando sulle pmi italiane e beneficiando dell&#8217;<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>esenzione dall&#8217;imposta sui capital gain per chi conserva questi strumenti finanziari (equiparabili a quote di fondi) almeno 5 anni<\/strong><\/span>. Lo scopo \u00e8 fornire un <strong>canale alternativo di finanziamento<\/strong> rispetto al <strong>debito bancario<\/strong> alle <strong>piccole e medie imprese<\/strong> sane e con prospettive di sviluppo convogliando verso di esse una parte dell&#8217;ingente quota di <strong>risparmio delle famiglie<\/strong> italiane. \u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;obiettivo \u00e8 convogliare verso questo target 18 miliardi di euro di nuovi investimenti nei prossimi 4 anni (circa il 25% di quanto ogni anno gli italiani mettono da parte oppure investono)<\/strong><\/span>. <strong>L&#8217;importo annuo massimo che si pu\u00f2 investire nei Pir \u00e8 di\u00a030mila euro, per 5 anni e per un massimo monetario complessivo di 150mila\u00a0euro<\/strong>. La legge si riferisce\u00a0a investimenti in azioni o obbligazioni emesse da societ\u00e0 italiane anche di piccole-medie dimensioni e anche da\u00a0imprese estere che abbiano per\u00f2 una stabile organizzazione in Italia.<\/p>\n<p>\u00abUna volta che il risparmiatore-investitore giunga alla consapevolezza di voler investire su titoli di emissione diretta, avr\u00e0 una <em><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>scarsa convenienza per l\u2019investimento in azioni e nessuna convenienza per l\u2019investimento in obbligazioni<\/strong><\/span><\/em>\u00bb, sottolinea <strong>Fabio Accinelli<\/strong>, specialista\u00a0di diritto finanziario e dei mercati internazionali, evidenziando che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>in caso di azioni (con un ipotetico rendimento medio del 5% annuo) il risparmio fiscale si fisser\u00e0 all\u20191,30% (il 26% del 5%), importo esattamente commisurabile alle commissioni di gestione annua dei Pir,\u00a0variabile tra l\u20191,20% e l\u20191,35%<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>Sarebbe\u00a0semplicistico pensare ad un risparmiatore che possa gestire, senza alcuna competenza ma pur potendolo fare, l\u2019acquisto\/gestione di un Pir direttamente da un proprio deposito titoli. Premesso ci\u00f2, aggiunge Accinelli, ipotizzando un rendimento azionario del 5% l\u2019investitore si trover\u00e0 a dover decidere tra 2 alternative:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>investimento tramite Etf<\/strong>: costo annuo dallo 0,18% al 0,35%. Imposta pari all\u20191,35%. Costo complessivo annuo dall\u20191,48% all\u20191,65%.<\/li>\n<li><strong>investimento tramite Pir<\/strong>: costo complessivo annuo dall\u20191,20% all\u20191,25%.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Viene cos\u00ec evidenziato un vantaggio minimo che diviene oltremodo uno svantaggio accentuato per rendimenti azionari inferiori al 5% con in pi\u00f9 un immobilizzo economico-finanziario di almeno 5 anni<\/strong><\/span>\u00bb, rimarca.<\/p>\n<p>Appare ancora pi\u00f9 evidente la poca\u00a0convenienza dell\u2019investimento tramite Pir quando ci si focalizza sugli investimenti in <strong>obbligazioni<\/strong>.\u00a0Al momento, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i rendimenti sono di gran lunga inferiori al 5% e quindi con un costo annuo di commissioni del Pir di gran lunga superiore al risparmio fiscale ottenibile<\/strong><\/span>. Vi \u00e8 un&#8217;ultima importante questione da valutare oltre alla scarsa convenienza e all&#8217;immobilizzo obbligatorio dell&#8217;investimento, conclude Accinelli segnalando che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>chi non diversifica a sufficienza i propri investimenti \u00a0con il Pir\u00a0rischia di concentrare una parte eccessiva del proprio portafoglio su un solo Paese, l&#8217;Italia con tutto ci\u00f2 che questo pu\u00f2 comportare<\/strong><\/span>\u00bb. Aiutare la crescita delle pmi \u00e8 un obiettivo nobile, non altrettanto si pu\u00f2 dire quando lo si fa a\u00a0spese della collettivit\u00e0 (tramite le esenzioni fiscali che sono <strong>spesa pubblica<\/strong>) e non attraverso il mercato.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La legge di Bilancio 2017 ha lanciato i Pir, ossia i piani individuali di risparmio, che consentono alle famiglie di diversificare i propri investimenti puntando sulle pmi italiane e beneficiando dell&#8217;esenzione dall&#8217;imposta sui capital gain per chi conserva questi strumenti finanziari (equiparabili a quote di fondi) almeno 5 anni. 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