{"id":7727,"date":"2017-03-20T20:22:53","date_gmt":"2017-03-20T20:22:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7727"},"modified":"2017-03-20T23:03:09","modified_gmt":"2017-03-20T23:03:09","slug":"il-potere-del-re-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/03\/20\/il-potere-del-re-del-sole\/","title":{"rendered":"Il potere del \u00abRe del Sole\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Roberto-Napoletano-LaPresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7733\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Roberto-Napoletano-LaPresse.jpg\" alt=\"Roberto Napoletano (LaPresse)\" width=\"550\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Roberto-Napoletano-LaPresse.jpg 737w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Roberto-Napoletano-LaPresse-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a>In questo post, a dispetto del titolo, non si parler\u00e0 di <strong>Luigi XIV<\/strong>, meglio noto come il \u00abRe Sole\u00bb, incarnazione dell&#8217;assolutismo monarchico ancien r\u00e9gime. Parleremo dell&#8217;assai pi\u00f9 prosaico <strong>Roberto Napoletano<\/strong>, direttore del <strong>Sole 24 Ore<\/strong> in aspettativa non pagata per i prossimi sei mesi e indagato dalla Procura di Milano per false comunicazioni sociali in quanto ritenuto \u00abmanager di fatto\u00bb del gruppo editoriale che fa capo a <strong>Confindustria<\/strong>. Poich\u00e9 i lettori del <em>Giornale<\/em> conoscono bene la storia in quanto fedelmente\u00a0raccontata dal capo redattore dell&#8217;Economia, <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/sole-perde-61-milioni-capitale-sotto-soglia-e-torchio-se-ne-1330650.html\" target=\"_blank\">Marcello Zacch\u00e9,<\/a><\/strong>\u00a0non \u00e8 necessario aggiungere molto altro se non il fatto che da sei anni le pagine del quotidiano raccontano come l&#8217;editoriale abbia progressivamente bruciato la cassa della quotazione (300 milioni) e di come si sia aspettato fino all&#8217;ultimo per la necessaria iniezione di capitale in quanto Confindustria in questi anni \u00e8 stata lacerata da lotte di potere interne che non solo le hanno reso impossibile la gestione al meglio della controllata \u00abdi famiglia\u00bb, ma di fatto l&#8217;hanno portata a scomparire dai radar della <strong>politica<\/strong> nei quali sono rientrati brevemente solo in occasione dell&#8217;appoggio incondizionato al <strong>referendum<\/strong> di <strong>Matteo Renzi<\/strong>.<\/p>\n<p>Esprimiamo ancora una volta <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la nostra personale solidariet\u00e0 ai colleghi del gruppo editoriale del Sole 24 Ore<\/strong><\/span> che da anni denunciano lo \u00absfacelo\u00bb della propria azienda invocando una discontinuit\u00e0 gestionale (realmente concretatasi con il ritorno ad interim di Guido Gentili alla direzione del quotidiano) che simboleggiasse la presa d&#8217;atto di una situazione in cui i redattori sono stati costretti a dolorosi sacrifici sul piano economico (con i contratti di solidariet\u00e0) a fronte di un <strong>turnaround<\/strong> mai raggiunto. Detto questo, c&#8217;\u00e8 da compiere un ulteriore passo avanti: nell&#8217;ultima settimana si sono moltiplicate le prese di posizione contro Napoletano. Da una parte \u00e8 emersa <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/esclusivo-sole-24-ore-il-documento-sullaccordo-segreto-tra-benedini-treu-e-napoletano\/\" target=\"_blank\">una <strong>scrittura privata<\/strong> (la cui validit\u00e0 \u00e8 decaduta per rinuncia dello stesso Napoletano) su una <strong>maxibuonuscita<\/strong> in caso di licenziamento o cambiamento di compagine azionaria<\/a>. In seconda battuta \u00e8 giunto <a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/cronaca\/articoli\/bistecca-in-redazione-Sole-24-ore-tre-auto-napoletano\/\" target=\"_blank\">un attacco sui <strong>fringe benefits<\/strong> concessi al direttore, ritenuti troppo costosi per una societ\u00e0 in evidente crisi<\/a>. Ed \u00e8 su questo punto che vogliamo progredire separando la figura del manager (reale o presunto) dall&#8217;individuo che, una volta decaduto dalla sua posizione, diventa bersaglio degli strali dei sottoposti che, salvo poche eccezioni, approfittano del momento per maramaldeggiare. Insomma, vogliamo parlare ancora una volta del potere.<\/p>\n<p>E\u00a0per farlo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2016\/06\/02\/comandare-e-fottere\/?repeat=w3tc\">ripartiamo dal punto nel quale ci eravamo fermati l&#8217;ultima volta che avevamo affrontato l&#8217;argomento<\/a>: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il potere ha come unico scopo quello di conservarsi e di autoriprodursi<\/strong><\/span>. Generalmente siamo troppo abituati, soprattutto per formazione culturale, a pensare che vi sia una finalit\u00e0 e, perci\u00f2, una causa in tutto quello che osserviamo e che viviamo. Non \u00e8 cos\u00ec, soprattutto quando parliamo del potere: esso, che si tratti di politica o\u00a0di finanza, \u00e8 pura identit\u00e0. Se noi ci convinciamo che il capo di un&#8217;azienda o di un&#8217;organizzazione debba essere determinato a perseguire il bene generale (la crescita dell&#8217;azienda, la soddisfazione del maggior numero di cittadini, ecc.), siamo indubbiamente in \u00a0errore. Chi ha una qualunque posizione di potere deve innanzitutto pensare a come confermarla. Dunque <a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/cronaca\/articoli\/gola-profonda-sole\/\" target=\"_blank\">non sorprende che Napoletano, insediato al quotidiano confindustriale da <strong>Emma Marcegaglia<\/strong>, confermato da <strong>Giorgio Squinzi<\/strong> e poi da <strong>Vincenzo Boccia<\/strong>, abbia pensato, tra le altre cose, di consolidare il proprio ruolo<\/a>, al di l\u00e0 di quelle che poi possono essere le ipotesi investigative.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/3086_001-1-001-e1490036579361.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7729\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/3086_001-1-001-e1490036579361.jpg\" alt=\"3086_001 (1)-001\" width=\"550\" height=\"778\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella che vedete qui sopra \u00e8 la mappa della <strong>Toscana<\/strong>: in un raggio di 80 chilometri da <strong>Rignano sull&#8217;Arno<\/strong>, paese natale di <strong>Matteo Renzi<\/strong>, si trovano le citt\u00e0 di provenienza o di ambito lavorativo di ben sette esponenti nominati dal ministero dell&#8217;economia nelle societ\u00e0 quotate a partecipazione pubblica. <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/vero-giglio-magico-renzi-nomine-nel-giro-pochi-km-1376854.html\" target=\"_blank\">Ne abbiamo parlato oggi sul Giornale<\/a>. \u00abChe c&#8217;entra?\u00bb, direte voi. C&#8217;entra, c&#8217;entra: <span style=\"text-decoration: underline\">Renzi, per consolidare il proprio ruolo politico, si \u00e8 affidato a persone di provata fiducia che hanno precedentemente collaborato con lui e che gli possano garantire la massima spinta nel momento in cui si ricandida alla guida del <strong>Pd<\/strong> e del Paese<\/span>. Ci sono manager che meritavano la riconferma come <strong>Mauro Moretti<\/strong> a <strong>Leonardo<\/strong> e <strong>Francesco Caio<\/strong> a <strong>Poste<\/strong>, ma per il potere la qualit\u00e0 dei risultati \u00e8 secondaria rispetto al proprio obiettivo principale. Ne volete una prova?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/PasseraBondi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-7730 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/PasseraBondi-300x125.jpg\" alt=\"PasseraBondi\" width=\"300\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/PasseraBondi-300x125.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/PasseraBondi-1024x427.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Eccola qui! Parliamo di due manager del passato: <strong>Corrado Passera<\/strong> ed <strong>Enrico Bondi<\/strong>. Il primo \u00e8 stato l&#8217;artefice della crescita di <strong>Intesa Sanpaolo<\/strong>, messa al riparo dai marosi della crisi da spread con un aumento di capitale \u00abpreventivo\u00bb da 5 miliardi nella primavera del 2011. Il secondo ha fama di risanatore: da <strong>Montedison<\/strong> fino a <strong>Parmalat<\/strong>. Bravi bravissimi, per carit\u00e0! E per\u00f2 c&#8217;\u00e8 anche da dire che Passera non sarebbe mai durato quasi dieci anni al vertice di Ca&#8217; de Sass se non fosse sempre andato d&#8217;accordo con <strong>Giovanni Bazoli<\/strong> e con tutta la compagine azionaria dell&#8217;istituto di credito. Lo stesso dicasi di Bondi, ottimo dirigente. Ma, ci sia lecita la domanda, sarebbe riuscito nella sua impresa se non fosse riuscito ad allacciare un rapporto di fiducia con <strong>Mediobanca<\/strong> sin dai tempi di <strong>Enrico Cuccia<\/strong>? Anche quando le azioni individuali sono rivolte al bene il potere ha bisogno di una sponda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Papa-Francesco-LaPresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7731\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Papa-Francesco-LaPresse-300x173.jpg\" alt=\"Papa Francesco (LaPresse)\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Papa-Francesco-LaPresse-300x173.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Papa-Francesco-LaPresse.jpg 606w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un altro esempio? Pensate a un modello di santit\u00e0 vivente: <strong>papa Francesco<\/strong>. Non c&#8217;\u00e8 nulla in lui che non ispiri bont\u00e0 e buoni sentimenti. E, tuttavia, papa Francesco \u00e8 uomo di potere. Certo, l&#8217;ostentazione della propria forza \u00e8 minima perch\u00e9 della povert\u00e0 ha sempre fatto la cifra del suo ministero. \u00c8 noto, per\u00f2, che il dissenso rispetto alle indicazioni che egli impartisce alla <strong>Chiesa<\/strong> non \u00e8 propriamente tollerato. E non potrebbe essere altrimenti: \u00e8 il capo assoluto della Chiesa e gli si deve innanzitutto obbedienza. Lo sanno bene alcuni cardinali che non condividono le sue vedute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Happy-Days-e1490038643708.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7732\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Happy-Days-e1490038643708.jpg\" alt=\"Happy Days\" width=\"550\" height=\"317\" \/><\/a><\/p>\n<p>Chi pensa che il mondo assomigli a <strong>Happy Days<\/strong> \u00e8 purtroppo destinato a vivere male. L&#8217;esempio non \u00e8 casuale: il popolare telefilm americano si svolgeva in un&#8217;America pacificata tra la fine della <strong>Guerra di Corea<\/strong> e l&#8217;inizio di quella del <strong>Vietnam<\/strong> nella quale le aspettative individuali, anche per via della crescita economica, erano destinate a essere soddisfatte. Oggi viviamo in un mondo molto pi\u00f9 crudele.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;intero apparato della coscienza \u00e8 un apparato per astrarre e semplificare \u2013 non orientato verso la conoscenza, ma verso il dominio delle cose.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci possiamo accontentare di <strong>Nietzsche<\/strong>? Basta ricondurre tutto il discorso sul potere a una semplice teoria e prassi del dominio per chiudere la partita? Pensate che vogliamo giustificare comportamenti discutibili dal punto di vista etico? Niente di tutto questo. Per\u00f2 vogliamo approfondire.<\/p>\n<p>Ovviamente non \u00e8 questa la sede per parlare di <strong>diritto naturale<\/strong> e di <strong>diritto positivo<\/strong>. Ricordiamo, per\u00f2, che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l<\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline\">&#8216;econ<\/span>omia e la finanza soggiacciono a un complesso di leggi, non ultime quelle della fisica<\/strong><\/span>. E <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la condizione delle cose non \u00e8 l&#8217;ordine, bens\u00ec il caos<\/strong><\/span> come ci insegna persino la termodinamica. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;intelligenza umana riesce talvolta a ordinare il caos<\/strong><\/span>: pensate a un motore a scoppio o a una trasmissione televisiva nel senso dell&#8217;invio di un segnale audio e video. Anche la politica e l&#8217;economia riescono a sfuggire al caos, all&#8217;<strong>anarchia<\/strong>, ma per compiere questo passaggio si presuppone la creazione di un potere che da costituente diventa costituito. Mentre il <strong>potere costituente<\/strong> assomiglia a quello assoluto del Re Sole, quello <strong>costituito<\/strong> \u00e8 quello che sperimentiamo ogni giorno attraverso l&#8217;applicazione delle leggi scritte e non scritte. Il passaggio di cui sopra, per\u00f2, non \u00e8 indolore e lo spiega molto bene la parola tedesca <strong>Gewalt<\/strong> che significa al tempo stesso \u00ab<em>potere<\/em>\u00bb,\u00a0\u00ab<em>vigenza, dominio<\/em>\u00bb e\u00a0\u00ab<em>violenza<\/em>\u00bb. Non a caso, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>lo stesso potere costituito &#8211; per evitare che si ricrei il caos &#8211; ricorre all&#8217;emergenza, allo stato di necessit\u00e0 per conservarsi (anche sotto forma di democrazia)<\/strong><\/span>. Non ci credete? Pensate ai <strong>decreti legge<\/strong>. Sono norme che hanno valore di legge immediatamente applicabili che il governo emana per motivi di necessit\u00e0 e urgenza. ormai hanno preso il sopravvento sulla stessa funzione legislativa del <strong>Parlamento<\/strong> e quando un governo non governa con i decreti, lo fa con i <strong>disegni di legge<\/strong>, che sono le proposte di legge del governo stesso. E quindi <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il governo, nonostante abbia compiti di indirizzo politico e di amministrazione, diventa esso stesso potere legislativo nell&#8217;ambito della stessa democrazia<\/strong><\/span>. E questo accade tanto nelle repubbliche parlamentari quanto, come noto, in quelle presidenziali. Ecco perch\u00e9 da liberali non ci stupiamo del vostro stupore. E\u00a0perci\u00f2 rilanciamo, dopo Nietzsche, il \u00abcattivo maestro\u00bb per eccellenza: Toni Negri.<\/p>\n<blockquote><p>Non c&#8217;\u00e8 un processo costituzionale &#8211; c&#8217;\u00e8 solo il processo dei soggetti costitutivi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dove ci porta questa analisi? A quello che diceva mio nonno a mio padre: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00abO studi o vai a lavorare!\u00bb<\/strong><\/span>. E questo non perch\u00e9, come abbiamo visto, lo studio o la competenza possano equivalere a una sicura affermazione della propria personalit\u00e0 (pu\u00f2 accadere, purtroppo, il contrario), ma perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00e8 lo studio che sottrae alla sottomissione culturale o, quanto meno, al qualunquismo Grillo-style<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong> per <strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In questo post, a dispetto del titolo, non si parler\u00e0 di Luigi XIV, meglio noto come il \u00abRe Sole\u00bb, incarnazione dell&#8217;assolutismo monarchico ancien r\u00e9gime. 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Poich\u00e9 i lettori del Giornale conoscono bene la storia in quanto fedelmente\u00a0raccontata dal capo redattore dell&#8217;Economia, Marcello Zacch\u00e9,\u00a0non \u00e8 necessario aggiungere molto altro se non il fatto che da sei anni le [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/03\/20\/il-potere-del-re-del-sole\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[49037,22674,5739,32444,44090,197,72879,14626,11993,231712,38,231710,231711,143802,231724,49041,121601,12989,3726,11955,15751,49040,7491,231719,174285,231722,11789,17056,820,15907,231721,32878,74425,15646,12947,28426,31470,231729,231728,5709,50119,3150,231720,11976,23456,946,110,64,17038,218,231706,231707,121701,231723,231727,29085,231717,2666,231709,52997,2659,231689],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7727"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7727"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7727\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7737,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7727\/revisions\/7737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}