{"id":7834,"date":"2017-06-21T14:15:31","date_gmt":"2017-06-21T14:15:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7834"},"modified":"2017-06-21T14:54:30","modified_gmt":"2017-06-21T14:54:30","slug":"leuropa-distrugge-le-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/06\/21\/leuropa-distrugge-le-banche\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa distrugge le banche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Berlaymont-LaPresse-e1498054140354.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7842\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Berlaymont-LaPresse-e1498054140354.jpg\" alt=\"Berlaymont (LaPresse)\" width=\"550\" height=\"289\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Le sofferenze nette delle banche italiane ad aprile 2017 ammontavano a 77,2 miliardi di euro<\/strong><\/span>, in flessione rispetto ai 77,8 miliardi di marzo e agli 86,8 miliardi di dicembre 2016. Rispetto al picco di 89 miliardi toccato a novembre 2015,\u00a0si registra una riduzione delle sofferenze nette di oltre il 13\u00a0per cento. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si \u00e8 ridotto a 4,42% (era 4,89% a fine 2016 e 0,86% prima della crisi). I dati elaborati dall&#8217;<strong>Abi<\/strong> mostrano che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la situazione degli Npl \u00e8 in leggero miglioramento, ma le crisi di Mps, di Popolare Vicenza, di Veneto Banca e di Carige sono sempre l\u00ec a ricordarci che il nostro Paese \u00e8 sull&#8217;orlo del baratro<\/strong><\/span>. La <strong>Commissione Ue<\/strong> e l\u2019<strong>Ecofin<\/strong> stanno definendo\u00a0una bozza di testo introduttivo, dedicato specificatamente, ai problemi dei crediti inesigibili delle banche. In tale documento saranno indicate linee guida, soprattutto su come dovr\u00e0 operare una \u00absociet\u00e0 di gestione degli attivi\u00bb\u00a0(la <strong>bad bank<\/strong> di sistema), atta ad acquistare direttamente da banche in difficolt\u00e0 i prestiti di crediti in default che ne paralizzano i bilanci.\u00a0Condicio necessaria dell&#8217;operazione: non effettuare le cessioni\u00a0a prezzi di svendita. Occorre notare come la discussione sia relativa a interventi da effettuarsi su base nazionale essendo tramontata sul nascere la possibilit\u00e0 di una bad bank europea avanzata a inizio 2017 dall&#8217;Eba. La ragione \u00e8 sempre la stessa: la Germania vuole solo i benefici dell&#8217;Europa, ma non \u00e8 pronta a condividere alcunch\u00e9.<\/p>\n<p><a title=\"Salvare l\u2019Italia salvando le banche\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/02\/27\/salvare-litalia-salvando-le-banche\/\">\u00c8 un argomento che <em>Wall &amp; Street<\/em> sta segnalando da tempo<\/a>, ma che poi non trova effettivamente riscontro nella cronaca quotidiana perch\u00e9 a <strong>Bruxelles<\/strong> si sta svolgendo un&#8217;altra battaglia sull&#8217;opportunit\u00e0 di lasciare alla Commissione Ue, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 stato finora la possibilit\u00e0 di giudicare i bilanci degli Stati membri o se, come vorrebbe la <strong>Germania<\/strong>, affidare questo compito a un&#8217;Authority terza le cui valutazioni imporrebbero ai singoli Stati correzioni automatiche <em>ex tunc<\/em> e non dopo defatiganti trattative volte a diminuire gli impatti dell&#8217;<strong>austerity<\/strong>, come accade sempre all&#8217;Italia che, anno dopo anno, pietisce margini di <strong>flessibilit\u00e0<\/strong> per il proprio <strong>deficit<\/strong>. Che, sia detto, rientra sempre nei margini del <strong>Patto di Stabilit\u00e0<\/strong>, ma che in realt\u00e0 non dovrebbe essere tale (cio\u00e8 dovremmo chiudere i nostri bilanci con un avanzo) perch\u00e9 il nostro Paese si \u00e8 impegnato a ridurre il proprio debito monstre di 2.270 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Che cosa hanno in comune i due argomenti? I 20 miliardi stanziati dallo Stato per ricapitalizzare preventivamente gli istituti in difficolt\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Se passasse l&#8217;idea dell&#8217;Authority indipendente sui conti pubblici, l&#8217;Italia sarebbe costretta a rientrare dall&#8217;esposizione o, in alternativa, ad accettare il commissariamento della Troika per avallare questo tipo di interventi a fronte di un piano composto di riforme strutturali, tasse patrimoniali e, in ultima istanza, ristrutturazione del debito pubblico<\/strong><\/span>. Va da s\u00e9 che se, invece, il tema della bad bank europea diventasse prioritario, questo scenario diventerebbe meno probabile. Ecco perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la\u00a0questione bancaria e quella del debito pubblico vanno a braccetto<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Monti-Napolitano-LaPresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Monti-Napolitano-LaPresse-300x169.jpg\" alt=\"Monti-Napolitano (LaPresse)\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Monti-Napolitano-LaPresse-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Monti-Napolitano-LaPresse.jpg 737w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Fino al 2013 tutti i principali Paesi Ue hanno risanato e ristrutturato profondamente i propri sistemi bancari, con un massiccio ricorso a risorse pubbliche mentre l&#8217;Italia non ha affrontato il problema<\/strong><\/span>\u00bb anche se, ha osservato il presidente della Consob, <strong>Giuseppe Vegas<\/strong> in audizione al Senato, \u00abstava gi\u00e0 esplodendo\u00bb.\u00a0\u00a0Questa sottolineatura ha in s\u00e9 una risposta implicita essendo i governi in carica nel 2013, quello Monti e quello Letta, totalmente proni ai diktat della Germania e di\u00a0Bruxelles e perci\u00f2 incapaci di giustificare qualsiasi intervento pubblico che, ancorch\u00e9 necessario, si sarebbe configurato come un aumento del deficit in un Paese di fatto commissariato. <a title=\"Scegli la tua recessione\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/05\/15\/scegli-la-tua-recessione\/\" target=\"_blank\">Il governo Monti con la sua politica restrittiva ha poi la responsabilit\u00e0 di aver aggravato l&#8217;incremento monstre\u00a0delle sofferenze portando molte imprese al fallimento per eccesso di tasse<\/a>. <strong>Mario Monti<\/strong> e il suo mentore <strong>Giorgio Napolitano<\/strong> oggi sono considerati \u00aberoi della patria\u00bb, soprattutto a Berlino. E sappiamo il perch\u00e9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Vegas-02-LaPresse.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7844\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Vegas-02-LaPresse-300x100.jpg\" alt=\"Vegas 02 (LaPresse)\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Vegas-02-LaPresse-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/Vegas-02-LaPresse.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ecco perch\u00e9 bisognerebbe rivedere le norme sulle ricapitalizzazioni precauzionali. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La proposta di revisione della direttiva europea BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) sulla risoluzione delle crisi bancarie avanzata da\u00a0Vegas, prevede di \u00abvalutare la possibilit\u00e0 di considerare le risultanze degli stress test come mero elemento valutativo interno della Bce per la formalizzazione di richieste di obiettivi di Cet1 specifici per le singole banche\u00bb e di \u00abeliminare l&#8217;automatismo fra shortfall di capitale in scenari avversi estremi e obbligo di ricapitalizzazione\u00bb<\/strong><\/span>.\u00a0Un&#8217;altra modifica richiesta\u00a0\u00e8 il <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>maggiore\u00a0spazio di manovra per l&#8217;intervento dei fondi pubblici nel capitale delle banche<\/strong><\/span>. \u00c8 vero che in questo modo i contribuenti sarebbero chiamati a pagare per gestioni dissennate, ma allora spiegateci perch\u00e9 tutti cercano di evitare il <strong>bail in<\/strong>, come dimostra il recente esempio di<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/17_giugno_07\/maxi-salvataggio-spagna-santander-compra-banco-popular-ad-1-euro-26077cae-4b5a-11e7-bcad-6e8de384d9e7.shtml\" target=\"_blank\"> <strong>Santander<\/strong>, cavaliere bianco del\u00a0<strong>Banco Popular<\/strong><\/a>. Anche <span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/finanza\/2017\/06\/21\/news\/il_cda_di_intesa_sanpaolo_approva_l_acquisto_delle_banche_venete-168715610\/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1\" target=\"_blank\">l&#8217;acquisizione effettuata da Intesa Sanpaolo della rete e degli asset di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza<\/a> non modifica in alcun modo lo scenario fin qui descritto perch\u00e9, in pratica, si \u00e8 replicata la stessa soluzione delle quattro banche risolte (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti) con la unica differenza che a intervenire per la gestione della bad bank potrebbe essere lo Stato direttamente e non il Fondo italiano di risoluzione. La musica non cambia e ci sar\u00e0 il burden sharing per gli obbligazionisti<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Come se non bastassero i lacci e i lacciuoli europei, anche la regolamentazione bancaria internazionale rappresenta un ulteriore elemento di instabilit\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il passaggio al nuovo principio contabile <span class=\"highlight addictional-highlight\">Ifrs9<\/span> prevede che dal 2018 gli istituti debbano fare accantonamenti basati anche sulle perdite attese e non pi\u00f9 solo su quelle registrate. Il rischio, di fatto, \u00e8 che si registri cos\u00ec un&#8217;impennata delle perdite attese sul credito dal prossimo anno<\/strong><\/span>. L&#8217;Ecofin della scorsa settimana ha cercato di\u00a0porre un minimo rimedio. \u00c8 prevista infatti l&#8217;introduzione di un periodo transitorio che dovrebbe avere una durata massima di cinque anni a partire dal primo\u00a0gennaio 2018. Durante questa fase la parte delle rettifiche attese che possono essere incluse nel capitale Cet1 diminuir\u00e0 nel tempo fino a zero per entrare a pieno regime nel gennaio 2023. L&#8217;altra novit\u00e0 destinata a essere approvata in corsia preferenziale \u00e8 relativa alla nuova definizione di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una gerarchia comune delle passivit\u00e0 in caso di bail in<\/strong><\/span>. \u00c8 previsto il varo di una nuova classe di obbligazioni non garantite (le <em>non preferred senior<\/em>) che, come sul modello francese, nella scala gerarchica degli asset soggetti a bail-in si inseriranno tra i prestiti subordinati e i senior bond.<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L\u2019Italia deve quindi introdurre i <em>non preferred senior bond<\/em>: nuovi strumenti finanziari creati con la funzione specifica di &#8220;cuscinetto tecnico&#8221; tra i prestiti subordinati e le obbligazioni senior, incrementando cos\u00ec l\u2019ordine dei bond soggetti a bail in nei casi specifici di insolvenza e consequenzialmente permettendo alla banche di essere pi\u00f9 elastiche nell\u2019assorbimento delle eventuali perdite<\/strong><\/span>\u00bb, spiega <strong>Fabio Accinelli<\/strong>, esperto di diritto finanziario. In questo modo, aggiunge, sar\u00e0 meno difficile sottostare ai nuovi vincoli di definizione della struttura del passivo stabiliti dalla BRRD. Si tratta\u00a0del <strong>MREL<\/strong>\u00a0(requisito minimo di fondi propri e passivit\u00e0 computabili) e del <strong>TLAC<\/strong> (requisito di capacit\u00e0 complessiva di assorbimento delle perdite). Nel grafico sottostante, elaborato da Prometeia, sono evidenziate le specificit\u00e0 dei due nuovi parametri.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.prometeia.it\/atlante\/requisito-mrel\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7838\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/06\/MREL-TLAC-Prometeia-e1498052094973.png\" alt=\"MREL-TLAC (Prometeia)\" width=\"550\" height=\"264\" \/><\/a><\/p>\n<p>Secondo Accinelli, comunque, \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la bad bank di sistema, ravvisabile nell\u2019asset management company a livello nazionale \u00e8 necessaria perch\u00e9 \u00e8\u00a0di fondamentale importanza evitare la svendita dei <em>non performing loans\u00a0<\/em>riducendo al contempo\u00a0la percentuale, troppo elevata, dei crediti deteriorati rispetto agli impieghi<\/strong><\/span>\u00bb. Sofferenze e bail in sono, di fatto, due problemi collegati. Quando una banca risulta non essere in grado di ricapitalizzarsi, tramite un aumento di capitale tra i soci e\/o il libero mercato, per coprire il passivo di bilancio, l\u2019eventuale soluzione dell\u2019ingresso dello Stato nel capitale della banca (come nel caso del\u00a0<strong>Monte dei Paschi<\/strong>) economicamente conduce a un <em>burden sharing<\/em>, ovvero alla distruzione di fatto delle perdite fino ai sottoscrittori dei prestiti subordinati.<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>All\u2019Europa occorre una nuova governance politico-economica<\/strong><\/span> &#8211; osserva\u00a0Accinelli &#8211;\u00a0\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>di modo da superare, anche in Italia, gli approcci basati\u00a0soltanto sull\u2019austerit\u00e0\u00a0e da orientarsi verso politiche di sviluppo<\/strong><\/span>\u00bb. Una soluzione anti-austerity, secondo Accinelli potrebbero essere nuovi strumenti finanziari flessibili in grado di supportare interventi rapidi per situazioni di momentanea ed occasionale criticit\u00e0 dei Paesi Ue, come\u00a0gli <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>European Drawing Rights<\/strong><\/span> (EDR), cio\u00e8 diritti speciali di prelievo modellati sulla base dell&#8217;unit\u00e0 di misera delle riserve del Fondo monetario internazionale. \u00abGli EDR diverrebbero una sorta di moneta sintetica a circolazione vincolata, con un unit\u00e0 convenzionale di conto avente parit\u00e0 1 a 1 con l\u2019euro, i tassi convenzionali da applicare sarebbero contenuti, non essendo, tali strumenti finanziari, soggetti ai mercati e quindi alla speculazione internazionale. Possiamo di fatto definirli strumenti di pronto intervento \u201cpro crescita\u201d, veri e propri antidoti all\u2019odierna politica europea di austerity, tasse e sangue\u00bb, conclude.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le sofferenze nette delle banche italiane ad aprile 2017 ammontavano a 77,2 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 77,8 miliardi di marzo e agli 86,8 miliardi di dicembre 2016. Rispetto al picco di 89 miliardi toccato a novembre 2015,\u00a0si registra una riduzione delle sofferenze nette di oltre il 13\u00a0per cento. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si \u00e8 ridotto a 4,42% (era 4,89% a fine 2016 e 0,86% prima della crisi). 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