{"id":7849,"date":"2017-07-07T14:18:41","date_gmt":"2017-07-07T14:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7849"},"modified":"2017-07-08T18:13:04","modified_gmt":"2017-07-08T18:13:04","slug":"la-francia-ci-ha-rotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/07\/07\/la-francia-ci-ha-rotto\/","title":{"rendered":"\u00abLa Francia ci ha rotto!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Macron-Merkel-e1499435739968.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7860\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Macron-Merkel-e1499435739968.png\" alt=\"Macron-Merkel\" width=\"550\" height=\"330\" \/><\/a><\/p>\n<p>Oggi lasciamo la parola a <strong>Fabrizio Amadori<\/strong>, esperto di comunicazione e di pubbliche relazioni, per parlare di un tema che ci tocca tutti da vicino: lo stato delle relazioni con la <strong>Francia<\/strong> e <strong>l&#8217;invasione di migranti <\/strong>sulle nostre coste, resa ancor pi\u00f9 insostenibile dalla scarsa collaborazione degli altri Paesi europei nei ricollocamenti, in primis dei nostri cugini d&#8217;Oltralpe. Ovviamente, sul banco degli imputati c&#8217;\u00e8 il neopresidente <strong>Emmanuel Macron<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/LINVASIONE-e1499434390869.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7855\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/LINVASIONE-e1499434390869.jpg\" alt=\"L'INVASIONE\" width=\"544\" height=\"667\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00ab<strong><span style=\"text-decoration: underline\">La Francia prima bombarda (con Sarkozy) e poi scappa<\/span>: l&#8217;ondata di profughi \u00e8 dovuta soprattutto al crollo del regime di Gheddafi<\/strong>\u00bb, esordisce Amadori indicando nei francesi \u00abi primi responsabili, e il loro disinteresse rispetto alla questione che hanno contribuito a creare \u00e8 davvero insopportabile\u00bb. Soprattutto se si aggiunge che, non paghi, continuano a fare guai, e stanno sostenendo tuttora\u00a0in <strong>Libia<\/strong> il generale <strong>Haftar<\/strong>, mentre il governo italiano e il resto dell&#8217;Unione europea riconoscono il governo di Tripoli di <strong>al-Serraj<\/strong>. \u00abIn qualche modo siamo in guerra indiretta con la Francia, solo che non lo si dice. La Francia, si sa, \u00e8 ben presente militarmente nell&#8217;Africa occidentale. Le\u00a0mancava la Libia, che era sotto l&#8217;influenza economica italiana, e ora ha finalmente messo fine a tale situazione\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITA-FRA-e1499435266417.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7854\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITA-FRA-e1499435266417.jpg\" alt=\"ITA-FRA\" width=\"550\" height=\"285\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Perch\u00e9 non vogliamo vedere in faccia la realt\u00e0 e dire che la Francia \u00e8 un problema per l&#8217;Italia? Perch\u00e9 non dire che <a href=\"http:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/2017\/01\/26\/lo-shopping-francese-italia-vale-52-miliardi-10-anni\/?refresh_ce=1\" target=\"_blank\">i diritti che la Francia rivendica quando si tratta di comprare aziende nel nostro Paese<\/a> non fanno il paio con quelli che dovrebbe concedere all&#8217;Italia quando si tratta di vendere? La Francia \u00e8 un problema<\/strong><\/span>\u00bb, sottolinea Amadori stigmatizzandone \u00abla meschina voglia di stare sotto i riflettori durante gli incontri bilaterali con la <strong>Germania<\/strong> usando l&#8217;Unione europea come palco\u00bb. Il concetto \u00e8 semplice: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>se l&#8217;Unione europea doveva servire\u00a0da passerella e da cassa di risonanza agli amici francesi e tedeschi ogni volta che si incontrano per rimarcare una trazione a due ancora tutta da verificare, ebbene, forse era meglio non crearla<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITAFRA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7853\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITAFRA.jpg\" alt=\"ITAFRA\" width=\"539\" height=\"608\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITAFRA.jpg 539w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/ITAFRA-266x300.jpg 266w\" sizes=\"(max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>A questo punto occorre fare qualcosa di decisivo contro, s\u00ec, contro la Francia che, temo, capisca solo il linguaggio della forza<\/strong><\/span>, parafrasando una frase collegata da sempre ai russi sovietici. Un primo passo l&#8217;ha compiuto il ministro <strong>Calenda<\/strong>, uno dei pochi buoni di questo governo, decidendo di usare lo stesso protocollo utilizzato dalla Francia rispetto alle aziende che vogliono comprare nel nostro Paese, a partire da quelle degli &#8220;amati&#8221; cugini\u00bb, afferma Amadori precisando che \u00abora occorre fare di pi\u00f9 sia sulla breve che sulla media e lunga distanza: investire in ricerca e tecnologia, richiamare i nostri scienziati, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>costruire tutte le strutture necessarie per rendere il pi\u00f9 possibile autonoma l&#8217;Italia, a partire dalla questione energetica, con particolare riferimento alla dipendenza verso la Francia<\/strong><\/span> che di energia ne ha da vendere grazie alle sue centrali nucleari\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Nucleare-07-e1489071033274.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7704\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/03\/Nucleare-07-e1489071033274.jpeg\" alt=\"Nucleare 07\" width=\"550\" height=\"413\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;energia \u00e8 una questione cruciale per un paese come il nostro, i suoi costi pesano sulla produzione delle industrie italiane, che senza un simile taglieggiamento da parte dei nostri diretti concorrenti d&#8217;Oltralpe in molti mercati del mondo sarebbero molto, ma molto pi\u00f9 competitive<\/strong><\/span>\u00bb, chiosa l&#8217;esperto. Ma gli italiani, si sa, sono dei pecoroni superficiali, e quando hanno votato contro le centrali nucleari hanno solo guardato al rischio di\u00a0un incidente\u00a0e al modo per evitarlo: che naturalmente non \u00e8 quello di non costruire centrali in Italia dato che quelle degli altri Paesi sono spesso sui nostri confini. In caso di esplosione potremmo essere esposti quanto e pi\u00f9 dei popoli che le ospitano: peccato che non siamo esposti ai benefici della loro produzione di energia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Relocations.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-7856 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Relocations.jpg\" alt=\"Relocations\" width=\"452\" height=\"856\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Relocations.jpg 452w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/07\/Relocations-158x300.jpg 158w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>Tra le cose da fare per rendere di nuovo grande questo Paese ci sarebbe il grande sforzo &#8211; da affidare alle tante organizzazioni italiane, e in primis alla Protezione civile &#8211; di fare formazione a questi migranti, quasi tutti giovani e forti: perch\u00e9 infatti non pensare ad un nostro <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>piano Marshall<\/strong> <\/span>dove a questi ragazzi che scappano per motivi umanitari, ma anche economici, venga data una possibilit\u00e0 economica seria? Quale? Quella, ad esempio, di ripopolare la dorsale appenninica fatta di tantissimi villaggi deserti da cui i giovani italiani scappano. Ripopolarla creando tra questi giovani immigrati nuovi contadini, allevatori, meccanici, elettricisti, idraulici. Alcuni di questi ragazzi sono gi\u00e0 formati, e dare loro la possibilit\u00e0 di formarne direttamente altri potrebbe essere importante per far cadere le ultime diffidenze. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;Italia cresce poco anche da un punto di vista demografico, e il superamento francese nei confronti della nostra economia \u00e8 dato anche da un superamento demografico, impetuoso nei territori d&#8217;Oltralpe (in 40 anni 10 milioni di francesi in pi\u00f9 contro cinque di italiani): il ripopolamento dei territori abbandonati potrebbe essere un fattore di svolta per la crescita nostrana, da fondare maggiormente su agricoltura e turismo, fatta salva l&#8217;oculata organizzazione da parte dello Stato, che certo non dovr\u00e0 far diventare tali villaggi sugli Appennini dei centri abitati musulmani n\u00e9 delle enclave per terroristi<\/strong><\/span>\u00bb, sottolinea Amadori.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta semplicemente di una proposta. Intanto, in attesa che il governo si muova, io lo faccio nel mio piccolo decidendo di non andare pi\u00f9 come turista in Francia: se i francesi non vogliono gli immigrati che hanno contributo a rendere tali, non avranno neppure un italiano come me\u00bb, conclude.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Oggi lasciamo la parola a Fabrizio Amadori, esperto di comunicazione e di pubbliche relazioni, per parlare di un tema che ci tocca tutti da vicino: lo stato delle relazioni con la Francia e l&#8217;invasione di migranti sulle nostre coste, resa ancor pi\u00f9 insostenibile dalla scarsa collaborazione degli altri Paesi europei nei ricollocamenti, in primis dei nostri cugini d&#8217;Oltralpe. Ovviamente, sul banco degli imputati c&#8217;\u00e8 il neopresidente Emmanuel Macron. \u00abLa Francia prima bombarda (con Sarkozy) e poi scappa: l&#8217;ondata di profughi \u00e8 dovuta soprattutto al crollo del regime di Gheddafi\u00bb, esordisce Amadori indicando nei francesi \u00abi primi responsabili, e il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/07\/07\/la-francia-ci-ha-rotto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26],"tags":[202183,254682,14463,193303,254675,191188,3740,254685,14,254680,35,254681,66546,841,17034,25887,15136,858,254683,254678,254684],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7849"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7849"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7849\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7863,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7849\/revisions\/7863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}