{"id":7928,"date":"2017-10-31T16:34:41","date_gmt":"2017-10-31T16:34:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7928"},"modified":"2017-11-03T15:20:15","modified_gmt":"2017-11-03T15:20:15","slug":"il-pulsante-rosso-di-draghi-per-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/10\/31\/il-pulsante-rosso-di-draghi-per-la-crescita\/","title":{"rendered":"Il pulsante rosso di Draghi per la crescita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/01\/Draghi-Grecia-e1509722356188.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5993\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/01\/Draghi-Grecia-e1509722356188.jpg\" alt=\"Draghi-Grecia\" width=\"550\" height=\"389\" \/><\/a><\/p>\n<p>I falchi del rigore tedeschi, guidati da <strong>Jens Weidmann<\/strong> non perdono occasione per criticare la decisione del presidente della Bce, Mario Draghi, di tenere &#8220;aperta&#8221; la possibilit\u00e0 di prolungare gli aiuti del <em>quantative easing<\/em> anche oltre la nuova scadenza di settembre 2018, ma basta un&#8217;occhiata ai dati dell&#8217;Eurozona per capire che SuperMario ha ragione da vendere a non ascoltare i censori della Buba. Lo conferma, pur indirettamente anche uno studio odierno di Intesa Sanpaolo, in cui si rimarca come i binari della <em>gradualit\u00e0<\/em> posti in opera dall&#8217;Eurotower supportino al meglio le attuali condizioni di viaggio della locomotiva del Vecchio Continente<\/p>\n<p>\u00abIl Pil dell&#8217;Eurozona \u00e8 cresciuto dello 0,6% trimestre su trimestre nei mesi estivi, ancora ben al di sopra del potenziale, ma leggermente meno che nei mesi primaverili (0,7% t\/t)\u00bb, nota infatti,\u00a0<strong>Anna Maria Grimaldi<\/strong>,<strong> senior economist <\/strong>Direzione Studi e Ricerche di<strong> Intesa Sanpaolo. \u00ab<\/strong>Il dato &#8211; spiega l&#8217;analista &#8211; \u00e8 circa in linea con le attese. Sull\u2019anno, la crescita del Pil \u00e8 accelerata al 2,5% a\/a dal 2,3% a\/a. La nostra stima per l&#8217;intero anno 2017 sale al 2,3% dal 2,2% dal momento che i dati per i primi due trimestri dell\u2019anno sono stati rivisti al rialzo. La stima flash rilasciata 30 giorni dopo la fine del trimestre di riferimento non include alcuna informazione sul contributo delle diverse componenti alla crescita del Pil. Pensiamo che la domanda interna sia cresciuta di 0,6% t\/t da 0,9% t\/t per effetto di un rallentamento della spesa per consumi a fronte di una crescita degli investimenti sui ritmi del trimestre precedente. Le esportazioni nette dovrebbero aver offerto un contributo marginalmente negativo, controbilanciato da un modesto accumulo di scorte. Una seconda stima sar\u00e0 pubblicata il 17 novembre. Per i mesi finali di quest\u2019anno, le indagini di fiducia hanno segnalato un proseguimento della fase di espansione e finanche una possibile accelerazione rispetto ai mesi estivi. \u00abTuttavia, in assenza di dati su produzione, ordini e consumi &#8211; sottolinea\u00a0Anna Maria Grimaldi<strong> &#8211;\u00a0<\/strong>rimaniamo cauti e manteniamo una stima di 0,5% t\/t per i mesi finali dell\u2019anno. Inutile dire che se il 4\u00b0 trimestre dovesse risultare pi\u00f9 forte delle nostre stime anche la crescita 2018 sarebbe soggetta a rischi verso l\u2019alto rispetto all\u2019attuale previsione di 1,8%\u00bb.<\/p>\n<p>I dati sul Pil nei mesi estivi confermano che, finora, l&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro ha avuto un impatto limitato sulla fiducia e l&#8217;attivit\u00e0 produttiva. La marcata correzione dei prezzi di vendita nel manifatturiero, segnalata ieri l&#8217;indagine della Commissione europea, \u00e8 &#8216;unica indicazione che la valuta pi\u00f9 forte possa star impattando l\u2019attivit\u00e0 e che possa aver indotto le imprese a rivedere i prezzi di vendita per evitare un calo della domanda estera. Questa mattina Eurostat ha anche pubblicato la prima stima per l&#8217;inflazione di ottobre. Sul mese, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1% m\/m per un contributo positivo di energia e alimentari, ma i prezzi interni sono diminuiti dello 0,1% m\/m. Di conseguenza, l&#8217;inflazione \u00e8 scesa inaspettatamente in ottobre da 0,1% a 1,4% a\/a. Il calo sembra essere dovuto ad una flessione dei prezzi interni. L&#8217;inflazione, esclusa l&#8217;energia e alimentari freschi, si \u00e8 assestata all&#8217;1,1% a\/a dall&#8217;1,3% a\/a. L&#8217;inflazione al netto di alcool, alimentari e tabacchi \u00e8 frenata a 0,9% a\/a da 1,1% a\/a, sui minimi della serie e stesso livello di fine 2016 \/ inizio 2017. \u00abSospettiamo che il calo dell&#8217;inflazione core sia Euro area &#8211;\u00a0dovuto alla correzione dei prezzi dei pacchetti vacanze in Germania e pertanto dovrebbe essere temporaneo. L&#8217;inflazione nei servizi si \u00e8, difatti, ridotta di 0,3 all&#8217;1,2% a\/a, mentre l&#8217;inflazione nei beni industriali non energetici \u00e8 decelerata dello 0,1% a 0,4% a\/a\u00bb, calcola l&#8217;ufficio studi di Ca&#8217; de Sass.<\/p>\n<h4>LE STIME DI INTESA<\/h4>\n<ol>\n<li>L&#8217;inflazione potrebbe scendere all\u20191% o al di sotto dell&#8217;1% a inizio 2017, trascinata da effetti statistici negativi dall\u2019energia. Si noti che l&#8217;inflazione nel capitolo energia \u00e8 gi\u00e0 frenata al 3,0% a ottobre da 3,9% in precedenza. Ci aspettiamo che l&#8217;inflazione area euro risalga pi\u00f9 stabilmente verso il 2% solo nel 2019.<\/li>\n<li>L&#8217;inerzia dell&#8217;inflazione core e la mancanza di segnali convincenti di aumento delle pressioni verso l\u2019alto sui prezzi interni, a fronte di una crescita del Pil solida e pi\u00f9 forte delle attese conferma che la gradualit\u00e0 della BCE nell\u2019uscire dalle politiche non convenzionale \u00e8 giustificato.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I falchi del rigore tedeschi, guidati da Jens Weidmann non perdono occasione per criticare la decisione del presidente della Bce, Mario Draghi, di tenere &#8220;aperta&#8221; la possibilit\u00e0 di prolungare gli aiuti del quantative easing anche oltre la nuova scadenza di settembre 2018, ma basta un&#8217;occhiata ai dati dell&#8217;Eurozona per capire che SuperMario ha ragione da vendere a non ascoltare i censori della Buba. 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