{"id":7993,"date":"2017-11-17T01:03:36","date_gmt":"2017-11-17T01:03:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=7993"},"modified":"2017-11-17T10:23:51","modified_gmt":"2017-11-17T10:23:51","slug":"il-paradosso-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/11\/17\/il-paradosso-della-democrazia\/","title":{"rendered":"Il paradosso della democrazia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Richard-Thaler-e1510880116475.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7994\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Richard-Thaler-e1510880116475.png\" alt=\"Richard Thaler\" width=\"550\" height=\"354\" \/><\/a><\/p>\n<p>Navigando per il web (<em>trawling the Internet<\/em>, direbbero gli inglesi) mi sono imbattuto in una notizia che, per motivi personali, mi era sfuggita anche se di notevole rilevanza: il premio Nobel 2017 per l&#8217;economia \u00e8 stato assegnato a <strong>Richard Thaler<\/strong> dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Chicago<\/strong>. \u00c8 un riconoscimento a uno studioso eterodosso nel tempio del liberalismo economico. Thaler \u00e8, infatti, un discepolo del Nobel 2002, <strong>Daniel Kahneman<\/strong>, pioniere della <strong>finanza comportamentale<\/strong>.<\/p>\n<p>Devo ammettere una doppia ignoranza. Da filosofo pensavo che le teorie di <strong>John Watson<\/strong>, fondatore del <strong>comportamentismo<\/strong>, fossero confinate nella ridotta della <strong>pedagogia<\/strong> o, tutt&#8217;al pi\u00f9, del <strong>marketing<\/strong>. Lo psicologo statunitense (anch&#8217;egli docente a Chicago), infatti, sosteneva che l&#8217;unico dato misurabile della nostra psiche fosse il comportamento definito in base agli <strong>stimoli dell&#8217;ambiente<\/strong>. Una prospettiva diametralmente opposta quella freudiana secondo cui \u00e8 l&#8217;inconscio il vero regolatore delle nostre azioni tant&#8217;\u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>i comportamentisti sono i veri avversari dell&#8217;introspezione<\/strong><\/span>. Secondo Watson, infatti, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00e8 sufficiente erogare stimoli appropriati per ottenere risposte soddisfacenti<\/strong><\/span>. Tale procedura viene definita <strong>condizionamento<\/strong>. Gli spot che vediamo quotidianamente in tv sono, per l&#8217;appunto, un mix di comportamentismo e di teorie psicanalitiche. Ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Nudge.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7995\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Nudge-200x300.jpg\" alt=\"Nudge\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Nudge-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Nudge.jpg 534w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>L&#8217;opera pi\u00f9 celebre di Thaler \u00e8 <em><strong>Nudge, la spinta gentile<\/strong><\/em>. Questo pamphlet, scritto a quattro mani con il giurista <strong>Cass Sunstein<\/strong> (diventato poi consulente di <strong>Barack Obama<\/strong>), si fonda su un principio comportamentista esteso a tutte le sfere economiche della nostra vita: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>basta un input giusto per indurci a compiere scelte ottimali e convenienti<\/strong><\/span>. Tale Weltaschauung \u00e8 stata sintetizzata dagli autori nella definizione \u00ab<strong>paternalismo libertario<\/strong>\u00bb. Gli esempi pi\u00f9 caratteristici tratti dal libello sono due. <strong>Il caso della mensa scolastica<\/strong> nella quale sono posti in bella vista piatti di frutta e verdura che induce gli alunni ad acquistarli al posto del solito <em>junk food<\/em>. E poi <strong>l&#8217;esempio del fondo pensione<\/strong>: negli Usa, a differenza dell&#8217;Italia, non esiste l&#8217;<strong>Inps<\/strong> e il lavoratore pu\u00f2 scegliere liberamente se versare o no parte del proprio salario a un fondo previdenziale (il sindacato negli Usa ha come obiettivo principale l&#8217;incremento della contribuzione delle aziende ai fondi previdenziali, ma anche questo \u00e8 un altro discorso). Thaler e Sunstein affermano che con il principio del <strong>silenzio-assenso<\/strong> (il versamento diretto dei contributi al fondo da parte dell&#8217;azienda salvo disdetta del lavoratore) i dipendenti si responsabilizzano su questo tema perch\u00e9 devono proprio scegliere di dire no a una pensione dignitosa quando saranno anziani.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/economia\/2017\/10\/09\/news\/il-limite-della-spinta-gentile-di-thaler-156713\/\" target=\"_blank\">Thaler \u00e8 avversato dagli economisti neoclassici<\/a><\/strong> perch\u00e9 essi sostengono che l&#8217;individuo sia sempre in grado di scegliere ci\u00f2 che sia meglio per s\u00e9 in quanto il mercato, che si regola attraverso la <strong>legge della domanda e dell&#8217;offerta<\/strong>, altro non \u00e8 che uno specchio della condizione umana. Ma <strong><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/nobel-economia-2017-thaler-e-le-contraddizioni-della-%E2%80%9Cspinta-gentile%E2%80%9D\/\" target=\"_blank\">anche ai keynesiani Thaler non \u00e8 simpatico<\/a><\/strong> in quanto le sue teorie non prevedono che sia lo Stato a farsi carico di eventuali disfunzioni o crisi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Karl_Marx.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7996\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Karl_Marx-256x300.jpg\" alt=\"Karl_Marx\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Karl_Marx-256x300.jpg 256w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Karl_Marx-874x1024.jpg 874w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/Karl_Marx.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>A un eterodosso non si pu\u00f2 che replicare con le parole dell&#8217;eresia<\/strong><\/span>. La somma eresia di <strong>Karl Marx<\/strong> secondo cui il <strong>capitale<\/strong> \u00e8 esso stesso violenza in quanto mira alla sua riproduzione sussumendo il valore del lavoro. Mi perdonino i marxiani per questa volgare sintesi ma, in fondo, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Thaler mira a una riproduzione ordinata dei rapporti di forza dispensando buoni consigli a poveri deficienti destinati alla perdizione<\/strong><\/span> (che poi sarebbe il ruolo dell&#8217;<strong>avanguardia intellettuale<\/strong> secondo <strong>Gramsci<\/strong>, ma anche questo \u00e8 un altro discorso). Ma anche la piccola eresia dell&#8217;<strong>ordoliberalismo<\/strong> di cui abbiamo conosciuto in questi anni il volto deteriore. L&#8217;ordoliberalismo \u00e8 la teoria secondo cui <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il mercato funziona meglio quando un attore esterno si assicura che determinate regole siano rispettate<\/strong><\/span>. Avete presente il <strong>deficit\/Pil<\/strong> al 3%, il <strong>debito\/Pil<\/strong> al 60%? Ecco, il <strong>Trattato di Maastricht<\/strong> e la sua vestale <strong>Angela Merkel<\/strong> sono ordoliberalisti.<\/p>\n<blockquote><p><span class=\"t2 t2lh\">Noi \u00e9lite abbiamo rotto l&#8217;equilibrio sociale, noi cittadini osserviamo la scomparsa dell&#8217;ascensore sociale (per questo crimine, mai li perdoner\u00f2), noi classe media prendiamo atto del nostro impoverimento, noi classe povera continuiamo a subire la messa in sedazione cosciente<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa riflessione sviluppata dall&#8217;ex manager del gruppo Fiat, <strong>Riccardo Ruggeri<\/strong>, su <a href=\"http:\/\/www.italiaoggi.it\/giornali\/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=2225214&amp;codiciTestate=1&amp;sez=giornali&amp;testo=&amp;titolo=Come%20mai%20aumenta%20la%20produzione%20ma%20non%20le%20retribuzioni?\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ItaliaOggi<\/strong><\/span><\/a> mi induce a pensare che nessuna definizione sia migliore di quella che noi diamo a noi stessi. Se Thaler si \u00e8 chiamato paternalista, ha gi\u00e0 scelto la parte dalla quale stare: quella di <strong>Metternich<\/strong> e di <strong>Bismarck<\/strong>, quella dello<strong> scambio sociale<\/strong> per eccellenza. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Tu dai la tua vita allo Stato, all&#8217;impresa, allo Junker e costoro ti ricompenseranno con un salario giusto e con una pensione anche reversibile in caso di morte<\/strong><\/span> (il <em><strong>Sozialstaat<\/strong><\/em> \u00e8 stato inventato in Prussia, infatti).<\/p>\n<p>In questo modo <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>tutto resta immobile e uguale a se stesso<\/strong><\/span>. L&#8217;esatto contrario del liberalismo che ha in s\u00e9 gli opposti: il successo e il fallimento. Ecco, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il paternalismo \u00e8 deresponsabilizzante<\/strong><\/span>. Se ti comporti bene, non creerai problemi a te stesso e nemmeno agli altri. Se scegli bene le opzioni mostrandoti disponibile alle rinunce, otterrai un premio. Il paternalismo \u00e8 la reazione di chi non sa accettare la libert\u00e0, la democrazia e i suoi paradossi e, soprattutto, non vuole assumersene il costo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/bancoalimentarecasapound.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7997\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/bancoalimentarecasapound-300x225.jpg\" alt=\"bancoalimentarecasapound\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/bancoalimentarecasapound-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2017\/11\/bancoalimentarecasapound.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Perch\u00e9 siamo \u00abscesi\u00bb sul piano della politica? Molto semplice. Anche la politica \u00e8 scambio, ma \u00e8 soprattutto scelta, razionale o inconsapevole che sia. I buoni consigli, le agende riformiste, le priorit\u00e0 ineludibili sono difficili da accettare per quanto fondati economicamente. Non \u00e8 un caso che i temi populisti piacciano (pensate al <strong>reddito di cittadinanza<\/strong> del <strong>M5S<\/strong> o alle <strong>collette alimentari<\/strong> per gli italiani di <strong>Casapound<\/strong>) perch\u00e9 vellicano il piano del desiderio, del bisogno.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> Essi sono altrettanto deresponsabilizzanti perch\u00e9 frutto di quella deresponsabilizzazione paternalistica. La \u00abspinta gentile\u00bb di Thaler \u00e8, in fondo, una diseducazione alla libert\u00e0, una mancata accettazione della possibilit\u00e0 di fallire insita in tutti i processi democratici, un&#8217;avversione per la nostra stessa umanit\u00e0<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong> per <strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Navigando per il web (trawling the Internet, direbbero gli inglesi) mi sono imbattuto in una notizia che, per motivi personali, mi era sfuggita anche se di notevole rilevanza: il premio Nobel 2017 per l&#8217;economia \u00e8 stato assegnato a Richard Thaler dell&#8217;Universit\u00e0 di Chicago. \u00c8 un riconoscimento a uno studioso eterodosso nel tempio del liberalismo economico. Thaler \u00e8, infatti, un discepolo del Nobel 2002, Daniel Kahneman, pioniere della finanza comportamentale. Devo ammettere una doppia ignoranza. Da filosofo pensavo che le teorie di John Watson, fondatore del comportamentismo, fossero confinate nella ridotta della pedagogia o, tutt&#8217;al pi\u00f9, del marketing. Lo psicologo statunitense [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/11\/17\/il-paradosso-della-democrazia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[14463,10380,68164,67663,282686,282681,282677,23359,254632,38,282680,5442,48911,282684,282689,66643,282690,13248,7610,14505,121600,282688,282679,23366,6324,282682,54069,282676,156,59301,282693,282687,282685],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7993"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7993"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8000,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7993\/revisions\/8000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}