{"id":8120,"date":"2019-03-28T17:21:32","date_gmt":"2019-03-28T17:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8120"},"modified":"2019-03-28T17:21:32","modified_gmt":"2019-03-28T17:21:32","slug":"la-recessione-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2019\/03\/28\/la-recessione-inevitabile\/","title":{"rendered":"La recessione inevitabile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Di-Maio-Salvini-Conte1-e1553784489683.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8214\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Di-Maio-Salvini-Conte1-e1553784489683.jpg\" alt=\"Di Maio-Salvini-Conte\" width=\"550\" height=\"411\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Prologo<\/h3>\n<p>Questo post \u00e8 stato parzialmente scritto nel maggio 2018 e viene completato oggi a 10 mesi di distanza. La sua pubblicazione \u00e8 stata rinviata perch\u00e9 non ci \u00e8 mai piaciuto scrivere in stile\u00a0 <strong>Nouriel Roubini<\/strong>, l&#8217;economista universalmente apostrofato come la \u00abCassandra dei mercati\u00bb in quanto preconizza pedissequamente recessioni e scoppi di bolle speculative, e tuttavia <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/italia-allanno-zero-leconomia-non-cresce-e-governo-si-divide-1670036.html\" target=\"_blank\">i fatti ci hanno costretto<\/a>. L&#8217;ispirazione di questa breve analisi\u00a0non\u00a0fu la reazione malevola di <strong>Piazza Affari<\/strong> alla <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/i-negoziati-si-impantanano-contratto-delirante-1527562.html\" target=\"_blank\">bozza del contratto di governo tra Lega e M5S<\/a>, un libro dei sogni (di <strong>Keynes<\/strong> o di <strong>Torquemada<\/strong> decidetelo voi) che si \u00e8 tramutato, come prevedibile, in un incubo quotidiano. Quello che non si vedeva e che oggi \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 chiaro \u00e8 che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il nostro Paese si \u00e8 infilato in un vicolo cieco dal quale sar\u00e0 pressoch\u00e9 impossibile uscire in modo indolore<\/strong><\/span>. La responsabilit\u00e0 \u00e8 anche politica, ma ognuno di noi &#8211; per quanto dotato di buona volont\u00e0 o senso civico &#8211; non pu\u00f2 non sentirsi chiamato in causa. Elenchiamo, pertanto, alcuni possibili <strong>scenari recessivi<\/strong> che, a seconda delle scelte di politica economica, sono destinati a materializzarsi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Di-Maio-Lezzi-Tonielli-balcone-e1553788244689.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8216\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Di-Maio-Lezzi-Tonielli-balcone-e1553788244689.jpg\" alt=\"Def, raggiunta l\u02bcintesa: festa del M5s davanti alla CameraDef, raggiunta l\u02bcintesa: festa del M5s davanti alla Camera\" width=\"550\" height=\"272\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Pars destruens<\/h3>\n<h4>L&#8217;eutanasia giallo-verde<\/h4>\n<p>Vi ricordate la salita di <strong>Giuseppe Conte<\/strong> al Quirinale\u00a0con la promessa di\u00a0una fase nuova della politica economica italiana? <strong>Dual tax<\/strong> con aliquote al 15 e al 20% per tutti, <strong>reddito di cittadinanza<\/strong>, <strong>quota 100<\/strong> con reintroduzione delle <strong>pensioni di anzianit\u00e0<\/strong> e\u00a0<strong>stop alle grandi opere<\/strong> (S\u00ec, il balletto sulla Tav era prevedibile gi\u00e0 da maggio).\u00a0La ricetta prometteva miracoli nel breve termine (\u00abIl 2019 sar\u00e0 un anno bellissimo\u00bb, ripeteva il premier all&#8217;inizio di febbraio). <strong>Matteo Salvini<\/strong> e, ancor pi\u00f9, <strong>Luigi Di Maio<\/strong>, erano convinti che\u00a0il lieve abbassamento della <strong>pressione fiscale<\/strong> per alcune categorie e\u00a0l&#8217;iniezione di sussidi monetari per un&#8217;ampia fascia della popolazione\u00a0avrebbero\u00a0spinto crescita. Il +1% scritto nella <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nota di aggiornamento del Def<\/strong><\/span> su pressione di <strong>Bruxelles<\/strong> era stato accettato come un&#8217;imposizione perch\u00e9 i nostri erano convinti che l&#8217;effetto <em>boost<\/em> sui <strong>consumi<\/strong> avrebbe fatto da propellente a una crescita ben superiore. Oggi sappiamo che nella stesura del <strong>Def 2019<\/strong> si sta battagliando per non scrivere che il Pil si fermer\u00e0 a +0,1% se tutto va bene. E poi? Il deficit che si sar\u00e0 creato a causa delle spese in disavanzo e della bassa crescita (al momento dovrebbe veleggiare attorno al 2,4-2,6%) sar\u00e0 difficilmente colmabile\u00a0senza aumentare la pressione fiscale (anche facendo scattare parzialmente i 23 miliardi di <strong>clausole di salvaguardia<\/strong> su <strong>Iva<\/strong> e accise) con il risultato che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il debito continuer\u00e0 ad aumentare ben oltre gli attuali 2.358 miliardi<\/strong><\/span> di gennaio 2019, schizzer\u00e0 sopra il 133% del Pil\u00a0 e la sua collocazione sul mercato sar\u00e0 sempre pi\u00f9 problematica per un Paese caratterizzato da una scarsa affidabilit\u00e0. Anche in questo caso la <strong>Grecia<\/strong> pare un buon paradigma. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Forse la caduta nel burrone sar\u00e0 pi\u00f9 precipitosa<\/strong><\/span>.<\/p>\n<h4>La pericolosa follia dei grillini (con la complicit\u00e0 leghista)<\/h4>\n<blockquote><p>Se tu paghi la gente che non lavora e la tassi quando lavora, non esser sorpreso se produci disoccupazione.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Milton Friedman<\/strong> \u00e8 una delle nostre bussole. Purtroppo non ha orientato il cammino di chi ha responsabilit\u00e0 di governo e ha prodotto una misura finanziata in deficit che non servir\u00e0 praticamente a nulla se non a disastrare i conti del Paese.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/maggioranza-striminzita-approva-decretone-1670037.html\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Con il reddito di cittadinanza<\/strong><\/span><\/a> e i suoi 8 miliardi annui ( a partire dal 2020, quest&#8217;anno sono solo 5,1)\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>si premia chi non lavora, chi lavora in nero\u00a0e chi \u00e8 rimasto al Sud\u00a0\u00a0attaccandosi alla gonna di <em>mamm\u00e0<\/em><\/strong><\/span> (lo posso dire perch\u00e9 sono un terrone anch&#8217;io). A costoro si far\u00e0 firmare un vago patto per il lavoro cercandogli una qualche occupazione e, in teoria, facendogli frequentare qualche inutile corso. Ma M5S ha vinto la campagna elettorale con questa promessa e la Lega si \u00e8 piegata a questo giogo, contraddicendo la propria ragione sociale, per restare attaccata alla poltrona.<\/p>\n<p>Ora, come diceva <strong>Adriano Pappalardo<\/strong>, lasciatemi sfogare: \u00ab<strong><span style=\"color: #ff0000\"><em>Il reddito di cittadinanza \u00e8 un insulto a chi lavora sul serio, a chi cerca di fare qualche straordinario e se le trova tassato, a chi lavora il sabato e la domenica e si ritrova i festivi tartassati perch\u00e9 magari ti fanno passare allo scaglione di aliquota superiore. Il reddito di cittadinanza \u00e8 una bestemmia\u00a0sputata in faccia a\u00a0tutti gli italiani onesti, in particolare a quel\u00a05,3% dei contribuenti che dichiara pi\u00f9 di 50mila euro, versando il 39,2% degli 838 miliardi di Irpef totale. Il reddito di cittadinanza \u00e8 una rapina nei confronti di chi guadagna pi\u00f9 di 1.500 euro netti al mese, \u00e8 un regalo ai nullafacenti, ai furbi, ai maliziosi, agli imbroglioni! Matteo Salvini, ce ne ricorderemo! Ah, se ce ne ricorderemo!<\/em><\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, cosa ci si poteva aspettare da uno che non ha mai lavorato in vita sua. Vi regaliamo le ultime perle di Giggino sul floor di <strong>Wall Street<\/strong> raccolte da <strong>ClassCnbc<\/strong>.<\/p>\n<p>[youtube 9zUtF-woD9g]<\/p>\n<h4>La forca di Bruxelles<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Monti-Cottarelli.jpg\"><img class=\"alignleft size-full wp-image-8217\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Monti-Cottarelli.jpg\" alt=\"Monti-Cottarelli\" \/><\/a>La soluzione europeista \u00e8 ormai diventata la bandiera della sinistra nella sue declinazioni moderata e radicale. Secondo queste tesi, l&#8217;Italia dovrebbe proseguire ulteriormente nel proprio sforzo di riduzione del deficit e del debito. La ricetta \u00e8 gi\u00e0 scritta da <strong>Carlo Cottarelli<\/strong>: <strong>raddoppiare l&#8217;avanzo primario<\/strong>\u00a0(il saldo tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi) portandolo dal 2 al 4% del Pil, cio\u00e8 da 34 a 68 miliardi di euro circa. Poich\u00e9 alla Commissione Ue non interessa come gli obiettivi di bilancio vengano conseguiti purch\u00e9 siano conseguiti, un simile incremento del saldo sarebbe sicuramente finanziato da un <strong>aumento delle entrate<\/strong> attraverso lo scatto delle clausole di salvaguardia su Iva e accise, un ritorno dell&#8217;imposizione sulla prima e una <strong>patrimoniale<\/strong> che tanto piace a <strong>Ocse<\/strong> e <strong>Fmi<\/strong> (e pure ai sindacati e alla sinistra-sinistra). In questo modo si potrebbe promettere una vaga diminuzione delle imposte su redditi e lavoro e si potrebbe continuare a finanziare la spesa corrente (inclusi bonus fiscali di varia natura) e qualche intervento sugli investimenti. \u00c8 pacifico che una simile impostazione produrrebbe un <strong>effetto recessivo<\/strong> portando l&#8217;Italia in una spirale molto simile a quella attraversata dalla <strong>Grecia<\/strong> in quanto <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>queste misure non incidono sui problemi strutturali della nostra economia<\/strong><\/span>.<\/p>\n<h3>Pars construens<\/h3>\n<h4>L&#8217;esempio liberale<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Reagan-Thatcher-e1553792311886.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8219\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2019\/03\/Reagan-Thatcher-e1553792311886.jpeg\" alt=\"Reagan-Thatcher\" width=\"550\" height=\"362\" \/><\/a><\/p>\n<p>Magari esistessero in Italia emuli di <strong>Margareth Thatcher<\/strong> o di <strong>Ronald Reagan<\/strong>. Purtroppo non ce ne sono. Ma immaginiamo per un attimo un Paese nel quale decisioni importanti di politica economica vengano prese in nome dell&#8217;interesse nazionale e della sostenibilit\u00e0 economica. Cambierebbe tutto! Certo, l&#8217;implementazione di un vasto programma di riforme porta con s\u00e9 una recessione indotta dal passaggio da una\u00a0forma di Stato assistenzialista a una nella quale vige il principio di responsabilit\u00e0. Volete tasse pi\u00f9 basse? Volete la flat tax? Volete andare in pensione quando volete e non quando stabilisce la legge Fornero? Volete pagare un servizio (pubblico o privato che sia)\u00a0se e solo se ne usufruite? Ecco alcune proposte<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Sistema pensionistico a capitalizzazione<\/strong>: i contributi che versiamo sono i nostri e sono depositati su un conto previdenziale intestato a noi. Quando\u00a0si esce dal mondo del lavoro si riscattano con gli interessi. Lo switch costa circa 400 miliardi in un colpo solo, ma significherebbe azzerare i 100 miliardi che ogni anno traslocano dalle nostre tasche all&#8217;Inps per sovvenzionare le gestioni in perdita. Privatizzando il sistema previdenziale l&#8217;equilibrio sarebbe raggiungibile in breve termine. Chi ha esaurito i propri contributi passerebbe al regime dell&#8217;assistenza pubblica.<\/li>\n<li><strong>Sistema sanitario con regime di assicurazione<\/strong>: niente pi\u00f9 ticket, niente pi\u00f9 Irap, niente pi\u00f9 finanziamento alle Regioni. Ogni cittadino \u00e8 obbligato all&#8217;assicurazione malattia e lo Stato interviene solo per le patologie non coperte da ciascuna polizza. L&#8217;assistenza pubblica coprirebbe le spese per chi on lavora e non \u00e8 in grado di assicurarsi. Di sicuro si spenderebbe molto meno dei 115 miliardi annui attualmente buttati nel calderone della sanit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Istruzione libera<\/strong>: niente pi\u00f9 finanziamenti a scatola chiusa (se non per i meno abbienti). L&#8217;istruzione scolastica si paga al momento della scelta. Chi si vuole rivolgere al pubblico paga al momento dell&#8217;iscrizione e non con le tasse, esattamente come accade con i privati.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Lasciateci sognare ad occhi aperti un Paese migliore!<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Prologo Questo post \u00e8 stato parzialmente scritto nel maggio 2018 e viene completato oggi a 10 mesi di distanza. La sua pubblicazione \u00e8 stata rinviata perch\u00e9 non ci \u00e8 mai piaciuto scrivere in stile\u00a0 Nouriel Roubini, l&#8217;economista universalmente apostrofato come la \u00abCassandra dei mercati\u00bb in quanto preconizza pedissequamente recessioni e scoppi di bolle speculative, e tuttavia i fatti ci hanno costretto. L&#8217;ispirazione di questa breve analisi\u00a0non\u00a0fu la reazione malevola di Piazza Affari alla bozza del contratto di governo tra Lega e M5S, un libro dei sogni (di Keynes o di Torquemada decidetelo voi) che si \u00e8 tramutato, come prevedibile, in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2019\/03\/28\/la-recessione-inevitabile\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[374360,374359,52792,374361,68162,22920,374367,735,752,374364,52841,134,317126,9517,132,12998,29577,3818,48911,63246,17118,256460,13212,5752,17143,52840,27480,45718,3163,23366,12994,317321,6916,72481,7981,374366,395808],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8120"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8120"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8120\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8220,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8120\/revisions\/8220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}