{"id":8134,"date":"2018-08-14T14:43:02","date_gmt":"2018-08-14T14:43:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8134"},"modified":"2018-08-14T14:44:03","modified_gmt":"2018-08-14T14:44:03","slug":"il-decreto-dignita-e-da-abolire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2018\/08\/14\/il-decreto-dignita-e-da-abolire\/","title":{"rendered":"\u00abIl decreto Dignit\u00e0 \u00e8 da abolire!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Di-Maio-01-e1534255720503.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8161\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Di-Maio-01-e1534255720503.jpg\" alt=\"Di Maio 01\" width=\"550\" height=\"310\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il <strong>decreto Dignit\u00e0<\/strong>, che irrigidisce l&#8217;utilizzo dei <strong>contratti a termine<\/strong> (diminuendo da 5 a 4 le proroghe e da 36 a 24 mesi la durata massima), aumenta gli indennizzi per i licenziamenti senza giusta causa e fissa paletti ben precisi sulla quota di lavoratori non a tempo in un&#8217;azienda, ha suscitato numerose polemiche soprattutto in <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/rivolta-confindustria-piazza-contro-governo-1564666.html\" target=\"_blank\"><strong>ambito confindustriale<\/strong><\/a>. Ne abbiamo parlato con Davide Possi, managing director di <strong>Piramis<\/strong>,<span id=\"m_-5335053279111469092yiv0217108537yui_3_16_0_ym19_1_1526376708840_174304\">\u00a0il pi\u00f9 grande partner di <strong>Vodafone Italia<\/strong> per la parte corporate e per la parte Vodafone Global Enterprise,\u00a0<\/span>che d\u00e0 lavoro a 800 persone (350 dipendenti e 450 collaboratori).<\/p>\n<div id=\"m_-5335053279111469092yiv0217108537yui_3_16_0_ym19_1_1526376708840_174305\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Possi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Possi-300x208.jpg\" alt=\"Possi\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Possi-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Possi.jpg 646w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Le norme sui rapporti di lavoro contenute nel decreto Dignit\u00e0 riguardano anche gli enti no profit nella loro qualit\u00e0 di datori di lavoro. Che idea si \u00e8 fatto delle nuove misure?<\/strong><\/div>\n<p>\u00abLe misure introdotte hanno chiarito alcuni aspetti fiscali poco chiari e hanno uniformato altri aspetti, come ad esempio gli investimenti, allineando gli enti no profit alle imprese tradizionali. Forse, visto i diversi obiettivi contenuti negli statuti di questi due tipi di societ\u00e0, sarebbe stato meglio mantenere delle differenze. Bene la proroga fino al prossimo gennaio 2019 per la revisione degli statuti e bene anche la norma riguardante i dipendenti \u201cmolto svantaggiati\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Obbligo di indicare le causali per i contratti a tempo determinato al primo rinnovo, aumento dei costi a carico dei datori di lavoro, limitazione delle possibilit\u00e0 di ricorrere ai contratti a termine: cosa la spaventa di pi\u00f9 da imprenditore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordiamoci che anche grazie alla flessibilit\u00e0 molte aziende hanno avuto successo.\u00a0Operiamo in un contesto, in continuo movimento, dove i datori di lavoro devono avere una visione di dove l\u2019ente sar\u00e0 nel prossimo futuro, devono essere capaci di individuare i bisogni aziendali in termini di organico e soprattutto soddisfarli. Quindi mi spaventa molto l\u2019irrigidimento dei contratti a termine. Con questa norma si torna indietro nel tempo in modo irreversibile, aumenter\u00e0 le difficolt\u00e0 nel pianificare i lavori e di conseguenza il precariato visto che saremo costretti ad aumentare il ricambio di personale a tempo determinato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi si pu\u00f2 affermare che le finalit\u00e0 sono condivisibili, ma le scelte adottate un po&#8217; meno?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDipende! Essere imprenditori vuol dire vedere il lavoro in una prospettiva sociale. I mercati sono cambiati e le aziende non hanno pi\u00f9 davanti commesse per periodi lunghi ma sono sottoposte di continuo a rimodulare le loro capacit\u00e0 produttive. Le aziende hanno assoluto bisogno di flessibilit\u00e0 per fare fronte alle variabili del mercato e questa norma non aumenter\u00e0 di certo i contratti a tempo indeterminato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Secondo non pochi osservatori ed esperti, le nuove norme finiranno per aumentare il precariato anzich\u00e9 ridurlo, oppure ad aumentare il lavoro sommerso.\u00a0\u00c8 d&#8217;accordo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPienamente. Sicuramente gli enti che hanno bisogno di flessibilit\u00e0 passeranno dai contratti a termine ad altre forme di vero precariato come le partite Iva, le collaborazioni, eccetera\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quali cambiamenti suggerisce?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa mia risposta &#8211; non da tecnico \u2013 \u00e8 che l\u2019abolizione totale sarebbe la soluzione migliore ma sicuramente irrealizzabile. Spero almeno nell\u2019abolizione delle causali. Le causali per come stanno scritte oggi sono praticamente inaccessibili per qualsiasi azienda o ente. Si potrebbe sopportare la diminuzione da 36 a 24 mesi della durata ma queste causali costringono a chiudere i contratti dopo i primi 12 mesi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il decreto Dignit\u00e0, che irrigidisce l&#8217;utilizzo dei contratti a termine (diminuendo da 5 a 4 le proroghe e da 36 a 24 mesi la durata massima), aumenta gli indennizzi per i licenziamenti senza giusta causa e fissa paletti ben precisi sulla quota di lavoratori non a tempo in un&#8217;azienda, ha suscitato numerose polemiche soprattutto in ambito confindustriale. Ne abbiamo parlato con Davide Possi, managing director di Piramis,\u00a0il pi\u00f9 grande partner di Vodafone Italia per la parte corporate e per la parte Vodafone Global Enterprise,\u00a0che d\u00e0 lavoro a 800 persone (350 dipendenti e 450 collaboratori). 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