{"id":8139,"date":"2018-08-10T15:39:56","date_gmt":"2018-08-10T15:39:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8139"},"modified":"2018-08-10T15:39:56","modified_gmt":"2018-08-10T15:39:56","slug":"turchia-come-largentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2018\/08\/10\/turchia-come-largentina\/","title":{"rendered":"Turchia come l&#8217;Argentina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Erdogan-e1533902855790.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8140\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Erdogan-e1533902855790.jpg\" alt=\"Erdogan\" width=\"550\" height=\"366\" \/><\/a><\/p>\n<p>La crisi della <strong>lira turca<\/strong> sta sconvolgendo i mercati <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/economia\/lira-ai-minimi-sul-dollaro-turchia-spaventa-i-mercati-1563733.html\" target=\"_blank\">questa mattina<\/a>\u00a0e mettendo sotto pressione <strong>UniCredit<\/strong> in quanto controllante dell&#8217;istituto turco <strong>Yapi Kredi<\/strong>. Ovviamente, il vulcanico presidente <strong>Re\u00e7ep Tayyip Erdogan<\/strong> ha minimizzato la situazione parlando di un attacco speculativo guidato dagli <strong>Usa<\/strong> attraverso l&#8217;imposizione di <strong>dazi<\/strong> su alluminio e acciaionei confronti di un Paese sempre meno allineato nello scacchiere mediorientale. D&#8217;altronde, il presiente <strong>Donald Trump<\/strong> sembra giustificare questo tipo di interpretazione.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">I have just authorized a doubling of Tariffs on Steel and Aluminum with respect to Turkey as their currency, the Turkish Lira, slides rapidly downward against our very strong Dollar! Aluminum will now be 20% and Steel 50%. Our relations with Turkey are not good at this time!<\/p>\n<p>\u2014 Donald J. Trump (@realDonaldTrump) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/realDonaldTrump\/status\/1027899286586109955?ref_src=twsrc%5Etfw\">10 agosto 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Salman-Ahmed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8142\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Salman-Ahmed-300x200.jpg\" alt=\"Salman Ahmed\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Salman-Ahmed-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Salman-Ahmed.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma le cose stanno veramente cos\u00ec? L&#8217;economia di un Paese agganciato al gruppo dei mercati emergenti pu\u00f2 essere \u00abbombardata\u00bb per via dei rapporti equivoci con <strong>Russia<\/strong> e <strong>Siria<\/strong> oltrech\u00e9 per la posizione ondivaga nei confronti di <strong>Israele<\/strong>? Ce lo facciamo spiegare da <strong>Salman Ahmed<\/strong>, Chief investment strategist di <strong>Lombard Odier<\/strong> che con l&#8217;analista Jamie Salt ha firmato un report sull&#8217;attuale situazione critica. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti hanno inasprito la crisi macroeconomica turca, con il Paese che si trova ad affrontare una pesante svalutazione monetaria con conseguenti pressioni inflazionistiche\u00bb, ha spiegato Ahmed ricordando che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la nostra opinione sulla Turchia \u00e8 negativa dall\u2019inizio dell\u2019anno<\/strong><\/span>: quando, cio\u00e8, il mancato intervento della <strong>Banca centrale della Repubblica di Turchia<\/strong> (Cbrt), dinanzi al surriscaldamento dell\u2019economia alimentato dal debito, ha iniziato ad esercitare pressioni al ribasso sulla lira turca e sugli asset associati\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/USDTRY-02-e1533913922218.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8145\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/USDTRY-02-e1533913922218.jpg\" alt=\"USDTRY 02\" width=\"550\" height=\"306\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/USDTRY-e1533903529502.jpg\"><br \/>\n<\/a><strong>Alla fine di gennaio la lira turca scambiava a 3,75 contro il dollaro<\/strong>, mentre l\u2019inflazione si attestava al 10,35%: oltre il doppio dell\u2019obiettivo a lungo termine del 5% fissato dalla Banca centrale. Il rincaro dei prezzi del petrolio ha aggravato le pressioni inflazionistiche e il disavanzo delle partite correnti. L\u2019inflazione IPC si attesta ora al 15% e l\u2019IPP al 25%, mentre i rendimenti sovrani a 10 anni hanno toccato per la prima volta quota 20%. Ora la lira si \u00e8 deprezzata di circa il 60% nei confronti del dollaro (del 30% solo nell&#8217;ultima ottava come si vede nel grafico sopra) arrivando a scambiare attorno a quota 6,50 con un picco vicino ai 7. \u00ab<strong>Nei prossimi mesi<\/strong> &#8211; evidenzia il Chief strategist di Lombard Odier &#8211; <strong>le attuali tendenze vedranno probabilmente la lira diventare la moneta dei mercati emergenti con la peggior performance da inizio anno<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Current-Account-Balance-2017.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8147 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Current-Account-Balance-2017.jpg\" alt=\"Current Account Balance 2017\" width=\"537\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Current-Account-Balance-2017.jpg 537w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2018\/08\/Current-Account-Balance-2017-300x164.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo periodo di sentiment negativo \u00e8 in parte dovuto alla riluttanza della Cbrt ad impegnarsi in una stretta monetaria fortemente contrastata per motivi politici da Erdogan. La situazione \u00e8 precipitata la scorsa settimana quando gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro due ministri turchi, come ritorsione per la detenzione di un pastore statunitense. Secondo Ahmed \u00absembra <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>necessario un aiuto esterno che potrebbe arrivare sotto forma di sostegno da parte dell&#8217;Fmi<\/strong><\/span>, ma ci\u00f2 richiederebbe un cambiamento sostanziale verso politiche pi\u00f9 sostenibili: la prospettiva di controlli dei capitali appare ora una possibilit\u00e0 concreta\u00bb. Insomma,<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> visti lo sbilancio delle partite correnti e le difficolt\u00e0 dell&#8217;export causa dazi, i mercati hanno cominciato a scommettere contro la Turchia indipendentemente dalle problematiche attinenti la politica estera<\/strong><\/span>. Come si vede nella tabella sopra (l&#8217;unit\u00e0 sono i dollari Usa), Ankara \u00e8 quartultima nella classifica globale del deficit di parte corrente.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> Gli operatori del Forex e del reddito fisso ritengono che Turchia e Argentina non siano in grado di ripagare il loro debito perch\u00e9 il bilancio dello Stato \u00e8 negativo. Il fatto che gli Usa siano all&#8217;ultimoposto spiega, invece, perch\u00e9 Trump pensi di applicare dazi per migliorare un deficit commerciale tremendo che affossa il deficit corrente<\/strong><\/span>. La cura che si vuole imporre \u00e8 la solita: austerity e ristrutturazione del debito per ripartire da zero con un&#8217;economia completamente \u00abriformata\u00bb. La stessa ricetta che di tanto in tanto si applica all&#8217;Argentina e che la Germania vorrebbe applicare all&#8217;Italia.<\/p>\n<h4>Conseguenze sugli investimenti<\/h4>\n<p>Infine quattro suggerimenti di Salman Ahmed per gli investimenti nel caso abbiate diversificato sulla Turchia.<\/p>\n<ul>\n<li>Prevediamo che il perdurare di tale politica di inattivit\u00e0 possa continuare ad esercitare pressioni al ribasso sulla lira turca e sugli asset associati.<\/li>\n<li>La natura convulsa degli eventi sta causando una sotto-performance degli asset turchi rispetto ad altri mercati emergenti.<\/li>\n<li>Il settore finanziario turco appare particolarmente vulnerabile alla luce dell\u2019incombente necessit\u00e0 di rifinanziamento e delle ingenti passivit\u00e0 in valuta estera delle imprese turche.<\/li>\n<li>Riteniamo che la Turchia dovrebbe rivolgersi all&#8217;Fmi o cercare un altro sostegno esterno. In caso contrario, le misure di controllo di capitale sembrano essere l\u2019unica possibilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La crisi della lira turca sta sconvolgendo i mercati questa mattina\u00a0e mettendo sotto pressione UniCredit in quanto controllante dell&#8217;istituto turco Yapi Kredi. Ovviamente, il vulcanico presidente Re\u00e7ep Tayyip Erdogan ha minimizzato la situazione parlando di un attacco speculativo guidato dagli Usa attraverso l&#8217;imposizione di dazi su alluminio e acciaionei confronti di un Paese sempre meno allineato nello scacchiere mediorientale. D&#8217;altronde, il presiente Donald Trump sembra giustificare questo tipo di interpretazione. I have just authorized a doubling of Tariffs on Steel and Aluminum with respect to Turkey as their currency, the Turkish Lira, slides rapidly downward against our very strong Dollar! [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2018\/08\/10\/turchia-come-largentina\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[60],"tags":[16978,18736,395806,27144,296919,15797,62770,21480,134,35,49,395804,296913,296917,13916,296915,19,296916,3777,167,85,70316,296914],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8139"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8148,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8139\/revisions\/8148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}