{"id":8384,"date":"2020-09-18T21:22:14","date_gmt":"2020-09-18T21:22:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8384"},"modified":"2020-09-18T21:22:14","modified_gmt":"2020-09-18T21:22:14","slug":"leta-del-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2020\/09\/18\/leta-del-conflitto\/","title":{"rendered":"L&#8217;et\u00e0 del conflitto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8385 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2020\/09\/no-justice-no-peace-e1600463773698.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/p>\n<p>\u00abUn decennio di politiche tese a valorizzare le <strong>diversit\u00e0<\/strong>, a creare nelle imprese e nella societ\u00e0 un ambiente favorevole alla espressione delle individualit\u00e0, ha prodotto gli anticorpi culturali che sono oggi all\u2019origine di un <strong>sentimento crescente di fastidio, se non di odio per il diverso<\/strong>\u00bb, spiega <strong>Domenico Fucigna<\/strong>, presidente di <strong>Tea Trends Explorers<\/strong>, laboratorio di ricerche predittive sulle tendenze del mercato, ed esperto di innovazione di prodotto. \u00abQuesto sentimento \u00e8 un portato, tra l\u2019altro, della consapevolezza che l\u2019attuale situazione economica occidentale, e forse anche planetaria, non consente pi\u00f9 di modificare il proprio status sociale nativo\u00bb, aggiunge.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8386\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2020\/09\/Domenico-Fucigna-287x300.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2020\/09\/Domenico-Fucigna-287x300.jpg 287w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2020\/09\/Domenico-Fucigna.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/>Questa nuova consapevolezza, prosegue Fucigna, \u00abd\u00e0 luogo a una forma di turbolenza sociale di fondo e alimenta la possibilit\u00e0 che questa si trasformi in aggressivit\u00e0\u00bb.\u00a0Nell\u2019interpretazione di <strong>Emanuele Severino<\/strong>, osserva, \u00abviviamo un periodo in cui <strong>gli interessi delle persone, (della moltitudine), gli interessi della politica e gli interessi dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>economia sono in conflitto e viaggiano su binari destinati a scontrarsi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLe condizioni sociali sono definitivamente stabilite e il sistema \u00e8 di fatto organizzato in <strong>\u201c<\/strong><strong>caste chiuse\u201d<\/strong>\u00bb, conclude l&#8217;esperto sottolineando che \u00abi conflitti sociali possono essere letti quindi come <strong>conflitti tra caste\u00a0<\/strong>e destinati ad evolvere, in una prossima prospettiva, in lotta tra <strong>\u201c\u00e9lite\u201d<\/strong> e <strong>\u201cdropout\u201d<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abUn decennio di politiche tese a valorizzare le diversit\u00e0, a creare nelle imprese e nella societ\u00e0 un ambiente favorevole alla espressione delle individualit\u00e0, ha prodotto gli anticorpi culturali che sono oggi all\u2019origine di un sentimento crescente di fastidio, se non di odio per il diverso\u00bb, spiega Domenico Fucigna, presidente di Tea Trends Explorers, laboratorio di ricerche predittive sulle tendenze del mercato, ed esperto di innovazione di prodotto. \u00abQuesto sentimento \u00e8 un portato, tra l\u2019altro, della consapevolezza che l\u2019attuale situazione economica occidentale, e forse anche planetaria, non consente pi\u00f9 di modificare il proprio status sociale nativo\u00bb, aggiunge. Questa nuova consapevolezza, prosegue [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2020\/09\/18\/leta-del-conflitto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36416],"tags":[74,407343,42864,407342,407347,43,217,407344,7181,29910,64,407348],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8384"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8384"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8387,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8384\/revisions\/8387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}