{"id":8537,"date":"2021-09-28T17:48:57","date_gmt":"2021-09-28T17:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8537"},"modified":"2021-09-28T17:48:57","modified_gmt":"2021-09-28T17:48:57","slug":"il-paradosso-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2021\/09\/28\/il-paradosso-della-liberta\/","title":{"rendered":"Il paradosso della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8554\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/09\/Statua-della-Liberta-e1632679937103.jpeg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"366\" \/><\/p>\n<p>Questo post nasce da un commento su Twitter che potete leggere nello screenshot qui sotto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/09\/20210915-Draghi-Tweet-Corriere-e1632215615347.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"550\" \/><\/p>\n<p>Si tratta di una frase estrapolata dal <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/aziende\/21_settembre_14\/draghile-cose-vanno-fatte-perche-si-deve-anche-quando-sono-impopolari-71a3d8cc-1592-11ec-87fe-df13c0096efb.shtml\">discorso del premier <strong>Mario Draghi<\/strong> in occasione della commemorazione di <strong>Beniamino Andreatta<\/strong><\/a>, esponente della sinistra democristiana, creatore dell&#8217;Ulivo (l&#8217;antesignano dell&#8217;attuale <strong>Partito Democratico<\/strong>) e da ministro del Tesoro, fautore nel 1981 del <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>divorzio<\/strong> tra la <strong>Banca d&#8217;Italia<\/strong> e Via XX Settembre<\/span> attraverso una lettera inviata all&#8217;allora governatore Carlo Azeglio Ciampi. Fino a 40 anni fa, infatti, Palazzo Koch comperava senza nessun limite il debito dello Stato, rimasto invenduto, garantendo il deficit. Da quel momento in poi, invece, \u00e8 stato il governo a doversi prendere in carico la responsabilit\u00e0 di collocare <strong>Bot<\/strong> e <strong>Btp<\/strong>, cio\u00e8 di renderli appetibili e convenienti in base alle politiche economiche attuate. La storia di questo cambiamento viene spiegata con dovizia di particolari dall&#8217;<a href=\"https:\/\/osservatoriocpi.unicatt.it\/cpi-archivio-studi-e-analisi-il-divorzio-fra-banca-d-italia-e-tesoro-teorie-sovraniste-e-realta\"><strong>Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani<\/strong> dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica diretto da <strong>Carlo Cottarelli<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>La glossa della Cattolica ci fa comprendere quale fosse la posta in gioco. Non si trattava dell&#8217;elevato debito pubblico (che nel 1980 era al 56% del Pil), ma di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>f<\/strong><strong>ermare un&#8217;inflazione galoppante che aveva raggiunto il 20% annuo e che minava nelle fondamenta tutto il sistema economico nazionale<\/strong><\/span>. Impedire alla banca centrale di garantire il debito ad libitum (circostanza che sarebbe divenuta realmente efficace con la nascita dell&#8217;Eurosistema, anche se il sistema Sme di cambi fissi in voga al tempo gli assomigliava molto) significava <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>imporre alle centrali di spesa una morigeratezza che alla maggioranza dei democristiani e dei socialisti (e anche al sottogoverno comunista) era del tutto sconosciuta<\/strong><\/span>. Un obiettivo fallito visto che nel 1990 il debito raggiunse il 90% del Pil, cio\u00e8 a 12 anni dall&#8217;entrata in vigore dell&#8217;euro l&#8217;Italia aveva gi\u00e0 i conti fuori controllo.<\/p>\n<p>La questione del \u00abdivorzio\u00bb di tanto in tanto ritorna agli addetti ai lavori in quanto per una parte politica &#8211; non certo minoritaria &#8211; \u00e8 emblematica di perdita non solo della <strong>sovranit\u00e0 monetaria<\/strong> (battiamo tanta moneta quanto \u00e8 necessaria finanziando il debito; ndr) ma anche della sovranit\u00e0 politica sull&#8217;economia. Non a caso il \u00abdivorzio\u00bb fu il <em>casus belli<\/em> della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lite_delle_comari\"><strong>\u00ablite delle comari\u00bb<\/strong><\/a>, scoppiata tra Andreatta e il ministro delle Finanze, il socialista <strong>Rino Formica<\/strong>, che propose un sostanziale <strong>ripudio del debito<\/strong> per far fronte alle necessit\u00e0 di finanziamento dello Stato sociale.<\/p>\n<p>E qui veniamo allo specifico del commento di Erasmo da Narni. Draghi ha lodato la capacit\u00e0 di Andreatta di essere \u00abimpopolare\u00bb per attuare una \u00abpolitica necessaria\u00bb. Ebbene, Erasmo da Narni non ha centrato il quid della controversia. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Andreatta non ha agito al di fuori della democrazia<\/strong><\/span>. E il motivo \u00e8 tutto nella nostra Costituzione, articolo 75 comma 2.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"u-text-h4\"><em><strong>Non \u00e8 ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>A parte il fatto che il \u00abdivorzio\u00bb non \u00e8 mai stato codificato in un atto avente forza di legge, quand&#8217;anche lo fosse stato non avrebbe potuto essere sottoposto allo scrutinio della volont\u00e0 popolare perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la stessa legge fondamentale sottrae alla sovranit\u00e0 popolare la possibilit\u00e0 di deliberare in tema di economia, di amnistia e indulto e di ratifica dei Trattati internazionali<\/strong><\/span>. Motivo per il quale non solo non possiamo disquisire della sovranit\u00e0 economica ma nemmeno dell&#8217;uscita dall&#8217;euro e dall&#8217;Unione Europea senza una riforma della Costituzione che, come molti sanno, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile senza una maggioranza dei due terzi del Parlamento che eviti un referendum confermativo dagli esiti incerti. Per converso, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la sovranit\u00e0 popolare nei confronti delle politiche economiche si esplica (come in numerosi altri ambiti) nella selezione dei rappresentanti, cio\u00e8 attraverso le elezioni<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Appurato che non vi sia stata nessuna violazione dei diritti fondamentali, occorre analizzare un altro risvolto di questo episodio di \u00ab<strong>democrazia a sovranit\u00e0 limitata<\/strong>\u00bb. L&#8217;intento di Andreatta, infatti, era una \u00ab<strong>spinta gentile<\/strong>\u00bb alla sua classe politica (ma anche all&#8217;opinione pubblica) affinch\u00e9 si orientasse verso misure di stampo deflattivo. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2017\/11\/17\/il-paradosso-della-democrazia\/\">\u00c8 un argomento che gi\u00e0 conosciamo<\/a> perch\u00e9 l&#8217;abbiamo affrontato circa quattro anni fa. Attualmente ne abbiamo tanti esempi sotto gli occhi e meno sofisticati rispetto a quanto attuato dall&#8217;ex ministro democristiano. gli eco-incentivi per le auto elettriche o a ridotte emissioni di CO2 oppure il famigerato <strong>green pass<\/strong>. Come d&#8217;uopo in questi tempi senza direzione, senza spirito, senza etica, \u00e8 obbligatorio manifestare la mia posizione: sono vaccinato con entrambe le dosi e ho il mio green pass. E per\u00f2 ci dobbiamo porre una questione che lascio volentieri esplicare a un tweet dell&#8217;avvocato <strong>Rocco Todero<\/strong>, componente del comitato scientifico della <strong>Fondazione Einaudi<\/strong> (e dunque come liberale &#8211; oggi una rarit\u00e0 &#8211; degno del massimo rispetto e della massima attenzione).<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\">Il governo che non ha gli attributi per distruggere il reddito di cittadinanza, per disintegrare Alitalia, per chiudere tutte le inutili partecipate, per fermare emorragia debito pubblico, si pone il problema del costo dei tamponi sulle spalle dell\u2019erario. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Paraculi?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Paraculi<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Rocco Todero (@RoccoTodero) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/RoccoTodero\/status\/1438546481607319563?ref_src=twsrc%5Etfw\">September 16, 2021<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;avvocato Todero, dal mio personale punto di vista, ha ragione da vendere. Il green pass, infatti, limita la libert\u00e0 di coloro che, per motivi personali, rifiutano il vaccino escludendoli, di fatto, dalla vita pubblica e dalla possibilit\u00e0 di accedere al proprio posto di lavoro. La mancata gratuit\u00e0 dei tamponi, inoltre, impedisce a chi -non vaccinato &#8211; non sia vettore di contagio di partecipare (se non a proprie spese) agli ultimi residui di <em><strong>koin\u00e9<\/strong><\/em>, per quello che questo termine pu\u00f2 significare per chi, come me, crede fortemente nel valore dell&#8217;individuo.<\/p>\n<p>Lo Stato, ci dice Todero, preferisce sperperare le proprie risorse anzich\u00e9 allargare per quanto possibile gli spazi di libert\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>\u00c8 uno Stato che paradossalmente preferisce sussidiare (e dunque creare vincoli di dipendenza, di sudditanza) anzich\u00e9 liberare i cittadini dai vincoli<\/strong><\/span>. E questo perch\u00e9, nel caso in specie, la politica privilegia il punto di vista della scienza nella sua impersonalit\u00e0, nel suo tecnicismo rispetto a quello dell&#8217;individuo e ne condiziona la vita in funzione del suo stato di salute. Come si evince da queste dichiarazioni della virologa <strong>Ilaria Capua<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8539\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/09\/capua-e1632216077493.png\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>E quando la politica diventa <strong>bio-politica<\/strong> interessandosi della dimensione biologica delle nostre esistenze (a prescindere da quelle che possono essere le intime convinzioni morali di ciascuno), il campanello d&#8217;allarme deve necessariamente suonare.\u00a0Un argomento ben affrontato da <a href=\"http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/un-atto-di-forza-bruta-il-super-green-pass-fa-strage-di-diritto-e-liberta\/\"><strong>Federico Punzi<\/strong> di Atlantico Quotidiano<\/a> che ha elencato con minuzia le ragioni per le quali si possa affermare perch\u00e9 il green pass sia di fatto una negazione delle libert\u00e0 individuali. Una circostanza descritta con ironia anche da <a href=\"https:\/\/www.spectator.co.uk\/article\/the-curious-lack-of-opposition-to-italy-s-covid-il-green-pass-\"><strong>Nicholas Farrell<\/strong> sullo Spectator<\/a>. che cita <strong>Gustave Le Bon<\/strong> e la sua <em>Psicologia delle Folle<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Tra le razze latine, la parola democrazia significa soprattutto l&#8217;annullamento della volont\u00e0 e dell&#8217;iniziativa individuale in favore dello Stato. A quest&#8217;ultimo viene sempre pi\u00f9 concesso il potere di gestire, centralizzare, monopolizzare e produrre. (\u2026) Tra le razze anglosassoni, specialmente in America, la stessa parola democrazia significa, al contrario, l&#8217;intenso sviluppo della volont\u00e0 individuale e la restrizione dei poteri dello Stato (&#8230;)<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui siamo veramente nel cuore del problema che abbiamo affrontato in quest&#8217;analisi. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il green pass, pur essendo bio-politica, ha nel suo fondamento una motivazione economica: garantire che la produzione di beni e servizi non sia pi\u00f9 interrotta da restrizioni e confinamenti<\/strong><\/span>. Una necessit\u00e0 organizzativa che diventa legge. Ma <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>c&#8217;\u00e8 bisogno di una legge per far funzionare lo spazio economico che, sulla carta, \u00e8 il luogo del libero incontro tra la domanda e l&#8217;offerta?<\/strong><\/span> C&#8217;\u00e8 bisogno di un lasciapassare per l&#8217;<em>homo oeconomicus<\/em>? Abbiamo bisogno di una validazione socio-politica del nostro status di produttori o di prestatori d&#8217;opera?<\/p>\n<p>Non possiamo non rifarci a uno dei massimi teorici del <strong>liberalismo<\/strong>, il premio Nobel <strong>Friedrich<\/strong> <strong>von Hayek<\/strong>, strenuo difensore della libert\u00e0 individuale e della sfera privata (sulla quale lo Stato non deve intervenire), ma al tempo stesso feroce critico nei confronti di coloro i quali confondono la libert\u00e0 con l&#8217;<strong>arbitrio<\/strong>. Dunque, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>siamo liberi ma al tempo stesso consci che le nostre azioni comportano delle conseguenze<\/strong><\/span>. In un mondo perfetto non c&#8217;\u00e8 bisogno di nessun green pass, ma ogni individuo \u00e8 perfettamente consapevole dei rischi ai quali si espone e ai quali espone gli altri (anche per non limitarne la libert\u00e0). Il mondo nel quale viviamo non ci ritiene all&#8217;altezza di operare secondo questa discriminante. E, di certo, \u00e8 difficile dare torto ai nostri governanti. Basta guardare uno dei recenti sondaggi politici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8551\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/09\/Schermata-2021-09-20-alle-20.43.07-e1632677228190.png\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"339\" \/><\/p>\n<p>Tra le prime 7 formazioni politiche ben sei non hanno alcunch\u00e9 di liberale nel loro dna e la maggior parte di esse ritiene che sia lo Stato a dover trovare risposte per ciascuna delle problematiche che di volta in volta si pongono all&#8217;opinione pubblica. Se questo \u00e8 il punto di partenza, allora ci troviamo nella condizione che <strong>Hayek<\/strong> descrive come quella dello \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>schiavo che vive negli agi<\/strong><\/span>\u00bb come paradigma dell&#8217;individuo che non ha <strong>protensione alla libert\u00e0<\/strong> e vi rinuncia non avendone necessit\u00e0. Insomma, un individuo che non si pone un problema di <strong>autocoscienza<\/strong>, per dirla con <strong>Hegel<\/strong>. Ci troviamo, cos\u00ec, nella condizione di chiudere il cerchio che abbiamo iniziato a tracciare parlando di \u00abscelte impopolari\u00bb e \u00abdivorzio\u00bb tra Tesoro e Bankitalia. E lo facciamo con le parole di un economista autorevole che non era n\u00e9 liberale n\u00e9 liberista: l&#8217;ex ministro dell&#8217;economia e componente del board della <strong>Bce<\/strong>, <strong>Tommaso Padoa-Schioppa<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>la scelta della stabilit\u00e0 appartiene alla societ\u00e0 nel suo complesso, non alla banca centrale<\/p><\/blockquote>\n<p>Noi possiamo sostituire \u00abindividui\u00bb a \u00absociet\u00e0\u00bb, ma la sostanza del discorso non cambia. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Senza consapevolezza, senza volont\u00e0 di essere liberi (dalle costrizioni dello Stato come dall&#8217;inflazione o dalla scarsa crescita prodotta da uno Stato incapace di organizzare al meglio i fattori della produzione) il sentiero verso la schiavit\u00f9 \u00e8 ben tracciato<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Questo post nasce da un commento su Twitter che potete leggere nello screenshot qui sotto. 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