{"id":8588,"date":"2021-10-29T22:50:59","date_gmt":"2021-10-29T22:50:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8588"},"modified":"2021-10-29T22:50:59","modified_gmt":"2021-10-29T22:50:59","slug":"inter-occhio-alla-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2021\/10\/29\/inter-occhio-alla-manovra\/","title":{"rendered":"Inter, occhio alla manovra!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8589\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/10\/Lazio_Inter_rissa_lapresse_2021-e1635547732312.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"258\" \/><\/p>\n<p>Il <strong>ddl Bilancio<\/strong> appesantisce i conti delle societ\u00e0 di calcio. L&#8217;articolo 160 della manovra, infatti, d\u00e0 una stretta all&#8217;utilizzo delle <strong>rivalutazioni degli attivi<\/strong> prevista dal decreto Agosto del 2020 che consentiva di fortificare i bilanci pagando un&#8217;<strong>imposta sostitutiva<\/strong> del 10% su Ires e Irap connesse al saldo attivo della rivalutazione e un&#8217;imposta sostitutiva del 3% sul maggior valore attribuito al bene. I beneficiari, inoltre, potevano scontare in 18 anni il peso di <strong>Irap<\/strong> e <strong>Ires<\/strong> dalle tasse.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019<strong>Inter<\/strong> \u00e8 stata l&#8217;ultima societ\u00e0 di calcio ad approfittarne in ordine di tempo. La Beneamata, tramite il giudizio di un perito indipendente, ha rivalutato il marchio \u201cInter\u201d e la libreria storica (foto e video d&#8217;archivio la cui propriet\u00e0 deriva da accordi ad hoc stipulati con la <strong>Rai<\/strong> e con <strong>Infront<\/strong>). Questi fanno capo a <strong>Inter Media and Communication spa<\/strong>, societ\u00e0 consolidata al 100% che ha visto i propri asset rivalutarsi di 114,674 milioni. L&#8217;effetto positivo \u00e8 di circa 82,6 milioni in quanto si computano imposte differite (Ires e Irap) per 31,994 milioni senza avvalersi dell&#8217;aliquota sostitutiva. L&#8217;ammortamento, infatti, \u00e8 ventennale sia per il marchio (la cui vita utile \u00e8 stata allungata ad hoc) sia per la libreria.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Per la capogruppo Inter spa la rivalutazione ha avuto un effetto benefico sul patrimonio facendo crescere le immobilizzazioni immateriali per 212,141 milioni di euro (163,407 per il marchio \u201cInter\u201d e 48,733 milioni per la libreria)<\/strong><\/span>. \u00c8 stata cos\u00ec iscritta nel patrimonio del gruppo una specifica riserva denominata \u201cRiserva da rivalutazione ex art. 110 D.L. 104\/2020\u201d per 203,867 milioni di euro, al netto delle relative imposte differite (solamente per la quota imputabile all\u2019Irap), calcolate applicando l\u2019aliquota fiscale in vigore alla data del presunto realizzo, pari a 8,273 milioni. Anche la capogruppo non ha optare per l\u2019imposta sostitutiva. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>L&#8217;emergere di questi 203 milioni a patrimonio e la rinuncia a un finanziamento di 132 milioni da parte della controllante Suning ha consentito al patrimonio netto di restare positivo per 53 milioni evitando un aumento di capitale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La manovra 2022 ha, per\u00f2, parzialmente cambiato le carte in tavola. La bozza del ddl Bilancio, portata all&#8217;esame del Consiglio dei ministri di gioved\u00ec, prevede all&#8217;articolo 160 che la deduzione Ires, Irpef e Irap del maggior valore alle attivit\u00e0 immateriali come marchi e avviamento le cui quote di ammortamento sono deducibili in 18 anni e in ogni caso \u00abin misura non superiore, per ciascun anno d&#8217;imposta, a un cinquantesimo di detto importo\u00bb. Dunque <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la spalmatura non sar\u00e0 pi\u00f9 in diciottesimi<\/strong><\/span> ma in cinquantesimi. Inoltre, la dilazione cinquantennale si applica in ogni caso anche quando, ad esempio, il bene sar\u00e0 ceduto. Infatti questo regime si trasferisce sull&#8217;eventuale minusvalenza del cedente e sul valore fiscale del bene per l&#8217;acquirente fino a concorrenza dell&#8217;importo residuo da ammortizzare e per il periodo residuo di ammortamento.<\/p>\n<p>Ci sono due vie d&#8217;uscita per mantenere lo sconto fiscale cos\u00ec come impostato a bilancio. Si rinuncia alla rivalutazione e lo Stato restituisce la sostitutiva se versata (il decreto Agosto prevedeva due rate annuali di uguale importo). Oppure viene concessa la possibilit\u00e0 di di pagare un&#8217;imposta sostitutiva integrativa commisurata a quella prevista dal Tuir (12% fino a 5 milioni di maggiori valori, 14% sopra 5 e fino a 10 milioni,16% sopra i 10 milioni). Dunque<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> l&#8217;Inter spa pagando circa 34 milioni di euro di tasse pu\u00f2 tenersi la rivalutazione ed evitare l&#8217;aumento<\/strong><\/span>. Ma 34 milioni non sono uno scherzo per una societ\u00e0 che, per esigenze di bilancio, ha gi\u00e0 dovuto rinunciare a <strong>Romelu Lukaku<\/strong> e ad <strong>Achraf Hakimi<\/strong>, i veri artefici dello scudetto assieme all&#8217;allenatore <strong>Antonio Conte<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il ddl Bilancio appesantisce i conti delle societ\u00e0 di calcio. 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