{"id":8644,"date":"2022-03-02T11:47:39","date_gmt":"2022-03-02T11:47:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8644"},"modified":"2022-03-02T11:47:39","modified_gmt":"2022-03-02T11:47:39","slug":"perche-putin-deve-andarsene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2022\/03\/02\/perche-putin-deve-andarsene\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Putin deve andarsene"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/03\/UCRAINA-Kharkiv-scaled-e1646220531253.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"310\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo un&#8217;altra riflessione dell&#8217;esperto di comunicazione <strong>Fabrizio Amadori<\/strong> sul conflitto russo-ucraino<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00abDa addetto stampa, ho seguito alcuni grandi dissidenti russi giunti a Milano a partire dal lontano 2007, compreso <strong>Boris Nemtsov<\/strong> di cui si \u00e8 commemorata la morte il 27 febbraio. Nelle conversazioni con loro, come dai loro libri, era sempre emerso il tema del carattere del &#8220;dittatore&#8221; di Mosca, in quanto elemento importante per spiegare le sue scelte scellerate. Ovviamente, non solo numerosi politici digiuni di cultura internazionale, ma anche molti uomini di cultura italiani sono spesso sembrati lontani, per anni, dal comprendere quanto aspetti non solo razionali ma pure irrazionali ed egoistici determinassero le azioni del cosiddetto &#8220;bullo di Mosca&#8221;. Ora che anche gli irriducibili dovrebbero aver aperto gli occhi &#8211; almeno si spera -, passiamo ad esaminare alcune questioni sul tavolo in questi giorni.<\/p>\n<p>Putin \u00e8 isolato e sta ottenendo il sostegno dei soliti &#8220;alleati&#8221;: il dittatore bielorusso <strong>Lukashenko<\/strong>, quello nordcoreano <strong>Kim Jong-Un<\/strong> e, solo in parte, quello cinese, <strong>Xi Jinping<\/strong>, irritato con Putin per vari motivi. Mi chiedo quando arriver\u00e0 il sostegno degli ayatollah e dei talebani. Lukashenko \u00e8 una marionetta nelle mani di Putin: qualcuno ricorder\u00e0 che, messo alle strette di recente dalle rivolte popolari, fu sostenuto da un intervento militare russo e imposto alla popolazione. Questo solo fatto conduce ad una ulteriore riflessione.\u00a0Ci sono stati momenti in cui i rapporti tra Minsk e Mosca non sono stati ottimi. Ma Putin offre la sua amicizia per calcolo, naturalmente, e <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>una Bielorussia proiettata verso la democrazia al capo del Cremlino non piaceva e non piace.<\/strong><\/span> E sono proprio i fatti bielorussi a illuminare la questione Ucraina. Si sostiene spesso che Putin abbia invaso l&#8217;Ucraina perch\u00e9 Kiev intendeva entrare nella Nato. Io invece ritengo che, come il caso bielorusso dimostra, egli non ami avere dei Paesi democratici ai propri confini, e non li ami soprattutto se facevano parte dell&#8217;ex <strong>Unione Sovietica<\/strong>. Insomma, la Russia di Putin accetta solo paesi &#8220;fintamente democratici&#8221; ai propri confini, il che significa filorussi, essendo la Russia la prima &#8220;finta democrazia&#8221; della regione. Tanto pi\u00f9 finta se si pensa che, secondo molti, Putin intende far rinascere in qualche modo il vecchio impero russo.<\/p>\n<p>E quindi il capo del Cremlino non \u00e8 diventato nemico dell&#8217;Ucraina quando essa ha voluto diventare membro della Nato, questa \u00e8 stata una conseguenza, se non addirittura un pretesto. Infatti, io <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>temo che egli sia diventato nemico dell&#8217;Ucraina gi\u00e0 dai tempi in cui Kiev diceva di voler entrare nell&#8217;Unione Europea<\/strong><\/span>. \u00c8 vero che i russi negano, ma quante volte i russi hanno mentito? <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La menzogna curata ad arte fa parte della loro diplomazia di stampo sovietico<\/strong><\/span>, come quando hanno sostenuto che non avrebbero fatto strage di civili ed invece \u00e8 proprio quello che sta succedendo nella guerra in corso. Ed insomma, l&#8217;Ucraina \u00e8 diventata un problema da quando a Kiev non ci sono presidenti sul libro paga del Cremlino e ha rivendicato la propria autonomia da Mosca: del resto, non si sono innescati proprio da allora, dalla deposizione di <strong>Viktor<\/strong> <strong>Yanukovich <\/strong>dall&#8217;Ucraina dei politici-marionette di Putin, i ben noti fattacci della Crimea e del Donbass?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Se un Paese chiede di aderire alla Nato, \u00e8 perch\u00e9 esso intende difendersi in anticipo dal proprio ingombrante e potente vicino, non certo perch\u00e9 intende attaccarlo; se questo succede \u00e8 perch\u00e9, insomma, la Russia ha mantenuto e sviluppato un&#8217;atmosfera per blocchi, da &#8220;guerra fredda&#8221;, nonostante non ve ne fossero i presupposti ideologici da quando \u00e8 caduto il Muro di Berlino<\/strong><\/span>. Non ci sarebbero stati, i presupposti ideologici dico, se non fosse che nel corso degli anni la Russia di Putin ha conosciuto una involuzione democratica, \u00e8 diventata sempre meno affidabile e amichevole rispetto a quella di <strong>Eltsin<\/strong>, e quindi pi\u00f9 pericolosa e imprevedibile, impegnata come \u00e8 stata, ed \u00e8, ad inseguire una logica di predominio imperialistico di stampo nazionalista. E&#8217; stata essa, insomma, a mettere se stessa nelle condizioni di provare qualche timore, a questo punto legittimo solo a met\u00e0, nei confronti della Nato, con cui &#8211; ed \u00e8 questo il punto &#8211; avrebbe potuto sviluppare tutt&#8217;altro tipo di rapporto.<\/p>\n<p>Quindi capovolgerei un pericoloso assunto che gira in questi giorni. La guerra odierna non \u00e8 determinata tanto dalla paura di Mosca nei confronti di Kiev partner politico e militare degli occidentali, ma da quella di Kiev nei confronti di Mosca. E questo perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la Russia \u00e8 diventata, nelle mani di Putin, non un Paese orientato ad una maggiore libert\u00e0 e ad una crescita economica figlia del libero mercato, bens\u00ec un Paese sempre pi\u00f9 dittatoriale e in balia degli oligopoli che il mercato azzoppano, ma che arricchiscono chi al fondo della loro filiera sta, ossia gli oligarchi<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>A questo punto <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>temo che abbia ragione chi afferma che\u00a0la differenza la faranno solo e soltanto le azioni provenienti dall&#8217;interno della Russia<\/strong><\/span>, essendo essa una superpotenza nucleare e quindi, di fatto, inattaccabile dalle nazioni occidentali: che siano gli oligarchi, l&#8217;esercito (al netto di certi pessimi comportamenti mostrati in Ucraina in questi giorni) o, appunto, il popolo, oppure una sinergia di almeno due di tali soggetti &#8211; con una formula, per\u00f2, piuttosto complicata da immaginare -, \u00e8 importante a questo punto che qualcuno riesca a fare quanto \u00e8 necessario, ossia sbarazzarsi del capo del Cremlino, e questo per il bene della Russia e del mondo intero\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Wall &amp; Street<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblichiamo un&#8217;altra riflessione dell&#8217;esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sul conflitto russo-ucraino \u00abDa addetto stampa, ho seguito alcuni grandi dissidenti russi giunti a Milano a partire dal lontano 2007, compreso Boris Nemtsov di cui si \u00e8 commemorata la morte il 27 febbraio. 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