{"id":8691,"date":"2022-03-23T12:34:04","date_gmt":"2022-03-23T12:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8691"},"modified":"2022-03-23T13:58:26","modified_gmt":"2022-03-23T13:58:26","slug":"diverso-da-chi-wall-street-live","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2022\/03\/23\/diverso-da-chi-wall-street-live\/","title":{"rendered":"Diverso da chi? &#8211; Wall &amp; Street Live"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8694\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/03\/inclusion-scaled-e1648037363910.jpeg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/p>\n<p>In un\u2019epoca di profondi cambiamenti come quella attuale, fattori quali <strong>inclusione<\/strong>, <strong>rispetto<\/strong>, <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> assumono un\u2019importanza sempre pi\u00f9 rilevante. Come impatta tutto questo sulle organizzazioni? Questi valori possono rappresentare veri e propri driver di crescita e <strong>innovazione<\/strong>?<br \/>\nSu queste specifiche tematiche <strong>CFMT<\/strong>\u00a0 (Centro Formazione Manager del Terziario) e <strong>Wise Growth<\/strong> hanno unito le forze per:<\/p>\n<ol>\n<li>ricostruire un quadro realistico e sincero dell\u2019interesse attuale rispetto ai temi della <strong>Diversity &amp; Inclusion<\/strong>;<\/li>\n<li>\u00a0dialogare sull\u2019evoluzione semantica e pratica di questo campo, focalizzandosi in particolare sull\u2019importanza del rispetto in azienda e sugli elementi che rendono rispettosa un\u2019azienda;<\/li>\n<li>ottenere elementi per innovare le proposte sulla <em>diversity &amp; inclusion<\/em>, collegandole meglio a temi di grande interesse per i manager come l\u2019innovazione e la sostenibilit\u00e0. Il campione analizzato, clusterizzato per genere, et\u00e0, dimensionamento delle aziende (da 0 a oltre 750 dipendenti) e settore di attivit\u00e0 (servizi alle imprese, no profit, commercio di largo consumo, turismo, chimico farmaceutico, servizi alle persone), si rivela convinto sostenitore del legame causale diretto tra inclusione e innovazione: <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l\u201986% ritiene convintamente che un\u2019azienda pi\u00f9 inclusiva sia anche pi\u00f9 innovativa<\/strong><\/span>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dei risultati dell&#8217;indagine abbiamo parlato nell&#8217;ultima puntata del nostro live con <strong>Simone Pizzoglio<\/strong>, presidente Cfmt.<\/p>\n<p><iframe title=\"Diverso da chi? - Wall &amp; Street Live\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/V5CkDrrpSqk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Se da un lato la D&amp;I sembra quindi essere un tema tecnico fondamentale e non una moda, dall\u2019altro emerge un apparente paradosso poich\u00e9 nello stesso campione, convinto dell\u2019importanza cruciale della D&amp;I, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il 43% crede che l\u2019argomento sia troppo inflazionato<\/strong><\/span>. Convinzioni e percezioni trasversali alle et\u00e0 e ai generi, sebbene il legame tra innovazione e D&amp;I e conseguente saturazione sia sottolineato pi\u00f9 dagli uomini che dalle donne. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non sono moltissime le aziende dei rispondenti nelle quali si sono tenuti corsi di D&amp;I nell\u2019ultimo anno: circa la met\u00e0 delle grandi aziende (oltre i 125 milioni di euro di fatturato) e percentuali molto pi\u00f9 basse di aziende di magnitudo inferiore<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8585\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2021\/10\/Pizzoglio-180x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" \/>\u00abLe grandi aziende sono pi\u00f9 coinvolte perch\u00e9 sono pi\u00f9 strutturate, ma non \u00e8 detto che le piccole aziende non siano sensibili ma l&#8217;informalit\u00e0 tende a nascondere certe condotte. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Bisogna combattere l&#8217;idea che impegnarsi nella D&amp;I sia un costo e che faccia perdere tempo<\/strong><\/span>. \u00c8 una questione di <strong>approccio culturale<\/strong> che \u00e8 necessaria anche per far convivere risorse appartenenti a generazioni diverse\u00bb, spiega Pizzoglio aggiungendo che \u00abbisogna continuare a diffondere cultura in modo chiaro\u00bb.\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La cultura del rispetto emerge, infatti, come uno degli elementi pi\u00f9 importanti per la valorizzazione delle risorse in azienda per la quasi totalit\u00e0 degli intervistati poich\u00e9 a loro dire sar\u00e0 un driver importante nel nuovo <em>hybrid work<\/em><\/strong><\/span>. La crescita di dirigenti in Italia con il contratto del terziario <strong>Manageritalia<\/strong> \u00e8 principalmente costituita da <strong>donne<\/strong> e, perci\u00f2, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>serve far capire che \u00able aziende che ottengono maggiori profitti sono quelle che hanno adottato politiche di genere<\/strong><\/span>, non a caso <strong>Microsoft Italia<\/strong> \u00e8 guidata oggi da una donna (<strong>Silvia Candiani<\/strong>; ndr) e non \u00e8 l&#8217;unico esempio, ma l&#8217;importante \u00e8 fornire strumenti che permettano di capire come fare le cose e non solo come fare\u00bb, osserva il presidente Cfmt.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 che fa sentire pi\u00f9 rispettati in azienda, rendendo quindi l\u2019organizzazione \u201cpi\u00f9 rispettosa\u201d? Tra le varie scelte possibili i manager e dirigenti puntano su una <strong>leadership<\/strong> e una cultura organizzativa inclusive e sull\u2019<strong>ascolto<\/strong>, ma anche su altre vie di lavoro e di impegno. In particolare l\u2019ascolto associato a termini quali considerazione, riconoscimento, idee, espressione, competenze, opinioni, obiettivi, processi, collaborazione e condivisione. \u00ab\u00c8 un fatto che alcuni facciano solo <strong>greenwashing<\/strong>, ma la soluzione sono i fatti e non il <strong>buonismo<\/strong> generalizzato, il contesto attuale ci insegna che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>non possiamo sempre sfornare dichiarazioni di intenti ma impegnarci realmente perch\u00e9 i temi D&amp;I danno un vantaggio economico reale e in termini di capacit\u00e0 competitiva<\/strong><\/span>\u00bb, conclude Pizzoglio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8692\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/03\/01-2-e1648026204187.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p>Quali sono le leve da utilizzare per promuovere inclusione ed innovazione? Per met\u00e0 del campione cruciale diviene il ruolo del leader nel <strong>coltivare un ambiente rispettoso e premiante<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8693\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/03\/02-2-e1648026232308.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In un\u2019epoca di profondi cambiamenti come quella attuale, fattori quali inclusione, rispetto, sostenibilit\u00e0 assumono un\u2019importanza sempre pi\u00f9 rilevante. Come impatta tutto questo sulle organizzazioni? Questi valori possono rappresentare veri e propri driver di crescita e innovazione? 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