{"id":8699,"date":"2022-04-02T21:07:13","date_gmt":"2022-04-02T21:07:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8699"},"modified":"2022-04-02T21:07:13","modified_gmt":"2022-04-02T21:07:13","slug":"la-russia-di-orsini-e-lucraina-di-santoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2022\/04\/02\/la-russia-di-orsini-e-lucraina-di-santoro\/","title":{"rendered":"La Russia di Orsini e l&#8217;Ucraina di Santoro"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8700\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/04\/Santoro-Orsini-e1648933179645.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/04\/Santoro-Orsini-e1648933179645.jpg 550w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/04\/Santoro-Orsini-e1648933179645-300x141.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo un&#8217;analisi dell&#8217;esperto di comunicazione <strong>Fabrizio Amadori<\/strong> su due personaggi mediaticamente sotto i riflettori per via dei loro commenti sul conflitto russo-ucraino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00abIl professor <strong>Alessandro Orsini<\/strong> dice cose da manuale, nulla che non si possa trovare nei testi insomma, ma lo esprime con trasporto, pathos. Non \u00e8 una persona facilmente incasellabile, sembra aggressivo e presuntuoso, ma poi pare che sia una sorta di autodifesa, la sua. \u00c8 come se celasse la parte pi\u00f9 delicata, quella del francescano mancato, con quella pi\u00f9 arrembante del sociologo accademico e militante.<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> Chi lo guarda da casa non vede una persona sicura di s\u00e9, ma una che non accetta di essere attaccato per colpe che non sente di avere, salvo poi sorvolare sul fatto che le cose non stiano proprio cos\u00ec<\/strong><\/span>. Ma a chi guarda da casa se pu\u00f2 sfuggire parte dello scontro dialettico con l&#8217;avversario di turno, non sfugge la postura di chi \u00e8 sempre sulla difensiva, di chi non si fida.<\/p>\n<p>\u00c8 trasparente &#8211; o lo sembra &#8211; nelle sue antipatie o simpatie, ma il punto \u00e8 proprio questo, che non si capisce quali siano quest&#8217;ultime, dato che non sorride mai. Forse quello che gli manca davvero \u00e8 spianare il campo rispetto alle sue preferenze: lui condanna <strong>Putin<\/strong> e l&#8217;ha ribadito; peccato per\u00f2 che poi si concentri un po&#8217; troppo contro il &#8220;fuoco amico&#8221;. Non \u00e8 chiaro sulla base di cosa lui pensi che Putin, che \u00e8 il pi\u00f9 grosso e aggressivo, ad un certo punto si fermerebbe (in tempo): forse comportandosi come <strong>Napoleone III<\/strong> che, vedendo sul campo di battaglia troppi morti, decise di ritirarsi dalla guerra che stava combattendo con i piemontesi contro gli austriaci? Orsini ha tutto il diritto di occuparsi della guerra in Ucraina, dovrebbe solo riassettare il suo approccio, io credo. Direi che non \u00e8 un buon comunicatore della sua posizione, che probabilmente \u00e8 meno intransigente di come appare.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u00abLa recente interpretazione di <strong>Michele Santoro<\/strong> dei motivi della <strong>guerra<\/strong> \u00e8, a mio avviso, sostenibile con difficolt\u00e0. Affermare che in <strong>Afghanistan<\/strong> non si poteva sviluppare una <strong>democrazia<\/strong> significa sottovalutare la prepotenza di un gruppo armato, quello dei <strong>talebani<\/strong>, ai danni di una popolazione che armata non \u00e8: come fa a sapere Santoro che la maggioranza degli afghani di oggi sosterrebbe i talebani senza la minaccia della morte?<\/p>\n<p>Il paragone <strong>Ucraina<\/strong>&#8211;<strong>Cuba<\/strong>, poi, \u00e8 fuorviante. Dice Santoro che gli Usa ai tempi di Kennedy non erano disposti a tollerare i missili alle porte del loro paese ed erano pronti alla guerra nucleare con l&#8217;Urss di Kruscev per non farli collocare sull&#8217;isola caraibica. Manca un passaggio, ossia che Cuba era ed \u00e8 una <strong>dittatura<\/strong>. Dubito che una Cuba democratica avrebbe accettato, ed accetterebbe, di puntare dei missili nucleari contro Washington. L&#8217;Ucraina invece \u00e8 una democrazia ed \u00e8 questo il punto focale di ogni altra considerazione, come sottolineer\u00f2 a breve.<\/p>\n<p>Ulteriore considerazione. Secondo Santoro \u00e8 dubbio che la democrazia sia fatta per i russi (o per i cubani, gli afgani, etc).<\/p>\n<p>Non sono d&#8217;accordo perch\u00e9 parto da una semplice considerazione. Cosa ha detto Putin (e la sua propaganda) degli ucraini? Che sono fratelli dei russi, che russi e ucraini sono praticamente, da sempre, lo stesso popolo. Ovviamente invaderli non \u00e8 stato il modo migliore per mostrare il suo affetto, io credo, ma si vede che ognuno si comporta come sa. Detto questo, per\u00f2, e tornando a seguire il ragionamento di Santoro, gli ucraini dovrebbero essere allergici alla democrazia esattamente come i russi, se Putin avesse ragione a considerarli fratelli. Peccato che non lo siano, allergici, e che anzi vogliano aumentare la democrazia, ne vogliano sempre di pi\u00f9 anche per sfuggire a lui, a <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Putin, che nel frattempo ha declassato il suo paese da sistema semipresidenziale federale ad una dittatura de facto (potr\u00e0 ricandidarsi sino al 2036)<\/strong><\/span>.\u00a0Ed \u00e8 stato proprio tale fenomeno a far spaventare gli ucraini. Prima Kiev si fidava di Mosca, della Mosca del democratico Eltsin voglio dire, al punto da cedere alla Russia un terzo (5000) delle testate nucleari ex sovietiche poste sul proprio territorio a patto per\u00f2 di non essere mai attaccata (trattato del 1994). Poi, via via che la situazione degenerava, con i famosi colpi di mano (<strong>Crimea<\/strong> e <strong>Donbass<\/strong>) che erano solo e soltanto la punta dell&#8217;iceberg di un quadro russo innanzitutto interno sempre pi\u00f9 sinistro e osceno (quadro che dovrebbe essere, quello s\u00ec, la chiave di interpretazione dei reali obiettivi di Putin), via via che la situazione degenerava, dicevo, gli ucraini si sono spaventati (altro che paura di Putin per la Nato!), e hanno chiesto di entrare nella <strong>Ue<\/strong> e poi anche nella <strong>Nato<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo per via di una visione ravvicinata ma anche distaccata al punto giusto da una grande dittatura in f\u00eceri come era la Russia di Putin, soprattutto nel secondo decennio del presente secolo: una Russia che, vista da vicino come potevano fare gli ucraini, mostrava tutta la propria intolleranza e pericolosit\u00e0 (\u00e8 facile infatti recitare la parte dei filo putiniani a Roma o a Parigi).<\/p>\n<p>Ed insomma, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la richiesta di adesione alla Nato dell&#8217;Ucraina era dovuta alla paura per la Russia-Frankenstein di Putin, non al desiderio di risultare pericolosi per la Russia<\/strong><\/span>. Mi sembra ovvio. E&#8217; sempre stata l&#8217;Ucraina, insomma, a nutrire i maggiori timori per la propria incolumit\u00e0, non certo Mosca; la Russia sa, ha sempre saputo benissimo che la Nato non ha mai avuto nessun serio interesse ad attaccarla.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il clima da guerra fredda sviluppato da Putin, pur essendo venuti meno i presupposti ideologici (comunismo vs capitalismo), gli serve da tempo come instrumentum regni, \u00e8 una ideologia utile al mantenimento del potere e alla lotta contro il dissenso, esattamente come la religione ortodossa che lui sostiene<\/strong><\/span>. La Nato, insomma, \u00e8 sempre stata usata come spauracchio da Putin, ma non sarebbe mai dovuto diventarlo dopo il crollo del <strong>Muro di Berlino<\/strong>: possibile che commentatori come Santoro non lo capiscano?<\/p>\n<p>Putin \u00e8 un uomo cinico, spietato e risoluto a mantenere il comando. Secondo alcuni analisti il conflitto con l&#8217;Ucraina gli serviva soprattutto per rafforzare la sua posizione personale (e ribadisco &#8220;personale&#8221;), che si stava indebolendo. Se questo \u00e8 vero, l&#8217;andamento della guerra, poco brillante, potrebbe risultargli fatale. Ecco perch\u00e9 gli americani sostengono che Putin non si pu\u00f2 fermare, perch\u00e9 deve vincere a tutti i costi. Ma come pu\u00f2 riuscirci, giunti a questo punto?<\/p>\n<p>Infatti, egli pensava di concludere il conflitto in pochi giorni, ed \u00e8 stato smentito. Pensava quindi a delle blande sanzioni occidentali conseguenza di tale roseo quadro iniziale, ed \u00e8 stato smentito doppiamente. Anche vincesse sul campo occorrer\u00e0 vedere cosa succeder\u00e0 sul piano economico, se cio\u00e8 la Russia potr\u00e0 tollerare sanzioni prolungate ed un eventuale default. E cosa accadr\u00e0 se questo non sar\u00e0 possibile, come pare inevitabile a molti? Sono presenti troppi punti interrogativi nell&#8217;attuale situazione, ed il pi\u00f9 grande riguarda il pensiero e le reazioni di Putin, la sua capacit\u00e0 di mantenere la calma, nonch\u00e9 la sua effettiva forza al Cremlino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Amadori<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblichiamo un&#8217;analisi dell&#8217;esperto di comunicazione Fabrizio Amadori su due personaggi mediaticamente sotto i riflettori per via dei loro commenti sul conflitto russo-ucraino. &nbsp; \u00abIl professor Alessandro Orsini dice cose da manuale, nulla che non si possa trovare nei testi insomma, ma lo esprime con trasporto, pathos. Non \u00e8 una persona facilmente incasellabile, sembra aggressivo e presuntuoso, ma poi pare che sia una sorta di autodifesa, la sua. \u00c8 come se celasse la parte pi\u00f9 delicata, quella del francescano mancato, con quella pi\u00f9 arrembante del sociologo accademico e militante. 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