{"id":8754,"date":"2022-06-06T20:20:30","date_gmt":"2022-06-06T20:20:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8754"},"modified":"2022-06-06T20:20:30","modified_gmt":"2022-06-06T20:20:30","slug":"centoquattro-giorni-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2022\/06\/06\/centoquattro-giorni-di-guerra\/","title":{"rendered":"Centoquattro giorni di guerra"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8755\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/06\/severodonetsk-e1654546130487.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"317\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo un nuovo commento dell&#8217;esperto di comunicazione <strong>Fabrizio Amadori<\/strong> sulla <strong>guerra<\/strong> in <strong>Ucraina<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00ab<strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il peggior nemico della<\/span> Russia non \u00e8 la Nato, \u00e8 Putin<\/strong>.<\/p>\n<p>Da tale premessa si possono trarre le seguenti conseguenze:<\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>A Putin faceva pi\u00f9 paura la libert\u00e0 degli ucraini, e il loro desiderio di entrare nella Ue, che la Nato<\/strong><\/span>.<br \/>\nL&#8217;Ucraina, insomma, doveva rimanere nella sfera d&#8217;influenza militare ed economica della Russia, anche per non creare un pericoloso precedente, con un effetto domino su almeno alcuni degli altri paesi ex sovietici. Peccato che sia la democrazia che la forza economica di Mosca sotto Putin siano state azzoppate. L&#8217;Ucraina, perci\u00f2, non aveva alcun interesse a rimanere legata a Mosca.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Agli ucraini la scelta di entrare nella Nato \u00e8 stata quasi imposta dall&#8217;involuzione della Russia, diventata una Russia-Frankenstein sotto Putin<\/strong><\/span> (e la dimostrazione \u00e8 che con Eltsin gli ucraini accettarono di consegnare 5000 testate nucleari a Mosca, nel 1994, perch\u00e9 si fidavano). E&#8217; stata colpa di Putin, insomma, se Kiev si \u00e8 impaurita e ha voluto sottrarsi alla presa della democrazia illiberale russa. Sostenere il contrario significa guardare un po&#8217; troppo il dito-Nato e un po&#8217; troppo poco la luna-Putin<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La Russia con questa guerra non ha fatto i propri interessi<\/strong><\/span>.<br \/>\nPutin ha voluto prolungare la logica della tensione Est-Ovest, quando la contrapposizione ideologica \u00ab<strong>capitalismo<\/strong> vs <strong>comunismo<\/strong>\u00bb era terminata. Ha voluto prolungarla per un proprio interesse personale, proprio e del suo ben ramificato regime. Tenendo alta la tensione con l&#8217;Occidente, infatti, poteva controllare meglio il proprio Paese, e schiacciare l&#8217;opposizione. Per sostenere la tensione con i soli<strong> Stati Uniti<\/strong> bisognava, e bisogna, avere le risorse necessarie. Risorse che Putin non avrebbe avuto neanche se avesse fatto crescere la Russia del 200%. Cosa che egli, peraltro, neppure ha fatto, e questo a causa della proliferazione, voluta da lui, dei monopoli nazionali, nonch\u00e9 dell&#8217;opposizione a legami economici pi\u00f9 stretti di Mosca con la Ue.<\/li>\n<li>La conseguenza \u00e8 stata che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Putin ha fatto credere al suo popolo che un Paese con 1.600 miliardi di dollari di Pil come la Russia (meno dell&#8217;Italia con pi\u00f9 del doppio della popolazione) potesse contrapporsi agli Usa<\/strong><\/span>, che di miliardi ne fanno 22.000! Ovviamente, per riuscirci Putin ha rinfocolato l&#8217;orgoglio nazionalista russo, fondato sul nulla, e ha sottratto informazioni per impedire ai suoi concittadini di capire come stessero davvero le cose. Certo, la sua politica pu\u00f2 aver dato risultati a livello elettorale (anche se \u00e8 difficile stabilirlo): ma in ogni caso, come diceva un Premio Nobel per la pace, far votare un popolo che non \u00e8 informato (o che \u00e8 succube della propaganda) \u00e8 come non farlo votare. Ed insomma, il voto popolare, quando \u00e8 teleguidato, non purifica da tutti i peccati il Presidente-padrone, anzi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>P.S. Un&#8217;ultima considerazione sul dibattito in Italia. Coloro che dicono di essere d&#8217;accordo nel condannare Putin per passare subito dopo a elencare i torti della Nato mi ricordano i sovietici quando dovevano rispondere a delle domande scomode. Posti di fronte ad una di esse non replicavano sul punto, e rispondevano invece con: &#8220;Lei dice che Mosca \u00e8 responsabile di questo&#8230; Che dire allora&#8230;?&#8221; e iniziavano a snocciolare una serie lunghissima di torti di cui secondo loro l&#8217;Occidente si era reso responsabile. Ecco, mi pare che molti difensori della pace, e critici a chiacchiere, e per un solo nanosecondo, di Putin, siano troppo simili ai sovietici per risultare credibili.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Amadori<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblichiamo un nuovo commento dell&#8217;esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sulla guerra in Ucraina. \u00abIl peggior nemico della Russia non \u00e8 la Nato, \u00e8 Putin. Da tale premessa si possono trarre le seguenti conseguenze: A Putin faceva pi\u00f9 paura la libert\u00e0 degli ucraini, e il loro desiderio di entrare nella Ue, che la Nato. L&#8217;Ucraina, insomma, doveva rimanere nella sfera d&#8217;influenza militare ed economica della Russia, anche per non creare un pericoloso precedente, con un effetto domino su almeno alcuni degli altri paesi ex sovietici. Peccato che sia la democrazia che la forza economica di Mosca sotto Putin siano state azzoppate. 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