{"id":8905,"date":"2023-03-06T11:54:52","date_gmt":"2023-03-06T11:54:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8905"},"modified":"2023-03-06T11:54:52","modified_gmt":"2023-03-06T11:54:52","slug":"i-veri-liberali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2023\/03\/06\/i-veri-liberali\/","title":{"rendered":"I \u00abveri liberali\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8906 size-full\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/03\/liberalismo-e1678102822209.jpeg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo volentieri una breve riflessione di Fabrizio Amadori, esperto di comunicazione, sul <strong>rapporto fra liberalismo e scienza nell&#8217;et\u00e0 contemporanea<\/strong>. Il liberalismo &#8211; \u00e8 la tesi di fondo &#8211; \u00e8 un atteggiamento scientifico e, pertanto, etico, dunque non si pu\u00f2 confinarlo all&#8217;ambito meramente economico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non credo che sia facile definire in generale cosa sia &#8220;un vero liberale&#8221; perch\u00e9 \u00e8 la cultura liberale che mi sembra sfuggente. Secondo me, la sua natura si potrebbe accostare a quella della scienza, che \u00e8 ipotetica, non assertiva. \u00c8 la scienza stessa che \u00e8 aperta al nuovo, lo agogna, \u00e8 alla continua ricerca di qualcosa che la cambi, e cambiandola la migliori (almeno, questa \u00e8 la sua speranza). Non esistono verit\u00e0 scientifiche, ma ipotesi, modelli<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la cultura scientifica &#8220;matura&#8221; (non lo scientismo, insomma) potrebbe addirittura rappresentare, nel suo ambito, qualcosa di analogo alla cultura liberale intesa nel modo seguente. E cio\u00e8, come un fenomeno aperto per sua natura alla novit\u00e0, chiamato, per\u00f2, a fare i conti con l&#8217;esistente per non sembrare totalmente arbitrario. Ovviamente, certe volte la scienza ha conosciuto dei punti di vera e propria rottura (<strong>Galileo<\/strong> docet), la cui natura, per\u00f2, andrebbe analizzata. Sulla natura della scienza, poi, esistono teorie diverse, ma io seguirei la definizione generale data sopra a proposito della cultura liberale.\u00a0Di conseguenza, a mio avviso, se non possono essere la tradizione e i costumi a stabilire cosa debba fare una persona, non lo pu\u00f2 essere neppure la scienza. Ad esempio, io ritengo che non sia salubre per una donna musulmana, complice anche quanto dice la scienza (eventualmente e momentaneamente), stare imbacuccata quando fa caldo. Ma come faccio a capire se sia una decisione sua o imposta? E se \u00e8 sua nello stato attuale, quanto questo stato \u00e8 dovuto ad un passato di condizionamenti? Quanto la persona stessa riesce a capire che difendere la sua libert\u00e0 di scelta di oggi fa a pugni con la libert\u00e0 che, nella pi\u00f9 tenera et\u00e0, le \u00e8 stata almeno in parte sottratta per abituarla ad una situazione discutibile da un punto di vista igienico-sanitario come imbacuccarsi con un burqa?\u00a0Se io ed altri pensassimo che la scienza debba prevalere sui costumi (in nome di una verit\u00e0 che, in realt\u00e0, non ha), le si dovrebbe imporre di togliersi il burqa, qualora si trovasse in Occidente. Per fortuna, questo non succede. Se succede \u00e8 piuttosto per via della tradizione degli stranieri tra i quali, ad un certo punto, lei da immigrata (se lo \u00e8) si \u00e8 trovata a vivere, tradizione di cui molti parlano ad ogni pi\u00e8 sospinto per difenderla (almeno in parte a ragione, ma solo in parte. E non credo che qualcuno di buon senso intenda comportarsi diversamente).<\/p>\n<p>Di solito \u00e8 la tradizione, non la scienza, la nemica della libert\u00e0 altrui. E se qualcuno interpreta la scienza come una mazza da usare nei confronti degli altri, ebbene, di certo non \u00e8 la mia interpretazione della scienza (ambito, peraltro, che a propria volta andrebbe definito meglio, in quanto sfuggente esso stesso, come la cultura liberale &#8211; e come ogni cosa, a pensarci bene, a causa della natura dell&#8217;uomo -).\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Ed insomma, a me pare che la scienza sia un elemento pi\u00f9 neutro della tradizione, e quindi meno pericoloso. Del resto, mi chiedo se la tradizione non faccia rima con nazione o regione, e quindi con qualcosa che comunque pone una identit\u00e0 che differenzia, talvolta contrappone, chi la coltiva a soggetti proveniente da un altrove. Ecco, di certo la scienza non fa questo<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>Del resto, non \u00e8 la tradizione stessa che nasce da una imposizione, ossia da una educazione sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0? Il caso delle donne col burqa \u00e8 un estremo per dire che tutti siamo figli almeno in parte dell&#8217;imposizione culturale, della cosiddetta educazione, e che la tradizione, a partire da quella religiosa, ne \u00e8 una conseguenza. In tal senso, considerata la forza della tradizione che evidentemente non si pu\u00f2 (n\u00e9 intendo io) sradicare completamente, saluto come una boccata d&#8217;aria tutto ci\u00f2 che vada in controtendenza, nel rispetto, ovviamente, del vivere comune, che per\u00f2 va ripensato almeno un po&#8217;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Nella scienza la controtendenza \u00e8 insita nel suo processo, nel senso che le idee nuove anche se, e direi soprattutto se, mettono in crisi le vecchie, sono le benvenute. Possono trovare qualche resistenza, ma alla fine portano a festeggiare tutta la comunit\u00e0 scientifica, se dimostrate &#8220;corrette&#8221;<\/strong><\/span>. \u00c8 quello che \u00e8 successo &#8211; prendo un esempio macro &#8211; con <strong>Einstein<\/strong> rispetto a <strong>Newton<\/strong>, di cui il tedesco aveva cambiato tutte le premesse fondamentali, a partire dai concetti di spazio e di tempo. Una rivoluzione salutata come un&#8217;epifania.<br \/>\nI difensori della tradizione farebbero lo stesso se qualcuno mostrasse qualcosa che li mettesse in crisi? I difensori della morale, i conservatori di destra e di sinistra, non darebbero neppure la possibilit\u00e0 a chi la pensa diversamente di esprimersi.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non \u00e8 incasellabile sino in fondo in nessuna cultura, rappresentando egli una variabile unica. Ma tale discorso, mi pare, ci porterebbe lontano dai totalitarismi e vicino, invece, alla cultura liberale che mi piace difendere. Forse \u00e8 la cultura liberale che pu\u00f2 diventare parametro di misura di ogni sensibilit\u00e0 politica? Non \u00e8 essa, del resto, che pi\u00f9 delle altre \u00e8 capace di accoglierle in una societ\u00e0 che sia guidata, per\u00f2, dalla stella polare che essa rappresenta?<\/p>\n<p>Infatti, la cultura liberale non si sta mostrando da tempo una vera e propria metacultura politica pi\u00f9 di altre, e in tal senso dotata di una qualit\u00e0 che alle altre manca? E&#8217; una domanda, e comunque un tema su cui vorrei riflettere. Quando un sistema liberale accetta che in Parlamento esista un partito che si definisce comunista vorr\u00e0 pur dimostrare qualcosa, o no? Del resto, se quel partito \u00e8 accettato in Parlamento, ha evidentemente attinto qualcosa da quella cultura liberale da cui dice di distinguersi. In tal senso, si pu\u00f2 giustamente parlare di metacultura liberale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Amadori<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblichiamo volentieri una breve riflessione di Fabrizio Amadori, esperto di comunicazione, sul rapporto fra liberalismo e scienza nell&#8217;et\u00e0 contemporanea. Il liberalismo &#8211; \u00e8 la tesi di fondo &#8211; \u00e8 un atteggiamento scientifico e, pertanto, etico, dunque non si pu\u00f2 confinarlo all&#8217;ambito meramente economico. \u00abNon credo che sia facile definire in generale cosa sia &#8220;un vero liberale&#8221; perch\u00e9 \u00e8 la cultura liberale che mi sembra sfuggente. 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