{"id":8961,"date":"2023-05-02T15:25:31","date_gmt":"2023-05-02T15:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=8961"},"modified":"2023-05-02T15:25:31","modified_gmt":"2023-05-02T15:25:31","slug":"terzo-settore-la-spinta-della-riforma-fiscale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2023\/05\/02\/terzo-settore-la-spinta-della-riforma-fiscale\/","title":{"rendered":"Terzo Settore, la spinta della riforma fiscale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pubblichiamo un&#8217;analisi di <strong>Paolo Duranti<\/strong>, esperto fiscalista dello\u00a0<strong>Studio Mazzocchi &amp; Associati<\/strong>\u00a0di Milano<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6431\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/05\/duranti1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/05\/duranti1-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2015\/05\/duranti1.jpg 599w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00abTra gli obiettivi della <strong>riforma fiscale<\/strong>, il cui disegno di legge-delega \u00e8 stato approvato da Palazzo Chigi nelle scorse settimane, si trova anche una norma che interessa direttamente associazioni, fondazioni ed enti non profit in genere. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il nuovo impianto normativo, invero, dovr\u00e0 contenere ulteriori misure di semplificazione e di razionalizzazione delle attuali agevolazioni previste a beneficio \u2013 spiega il citato disegno di legge &#8211; \u201cdei soggetti che svolgono con modalit\u00e0 non commerciali attivit\u00e0 che realizzano finalit\u00e0 sociali nel rispetto dei principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0\u201d<\/strong><\/span>. Si tratta di un principio del tutto condivisibile, ma che presuppone la previa soluzione di alcuni aspetti.<\/p>\n<p>Innanzitutto, occorre verificare se, quando e in che misura le disposizioni tributarie introdotte dal <strong>Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117\/2017)<\/strong> entreranno finalmente in vigore: ci\u00f2 dipender\u00e0 dalla posizione che intender\u00e0 assumere la <strong>Commissione Ue<\/strong>, il cui assenso rappresenta a tal fine una condizione vincolante. Senza l&#8217;ok di Bruxelles, infatti, la riforma fiscale \u00e8 destinata a rimanere nel cassetto. D&#8217;altronde, questo passaggio \u00e8 ben chiaro al Legislatore del disegno di legge-delega relativa alla riforma fiscale, laddove precisa che la richiamata opera di razionalizzazione e semplificazione della materia dovr\u00e0 essere effettuata \u201cin coerenza con le disposizioni del codice del Terzo settore (\u2026) e con il diritto dell&#8217;Unione europea\u201d.<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 peraltro un ulteriore aspetto che non pu\u00f2 essere sottaciuto: ad avviso di chi scrive, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>si pu\u00f2 ipotizzare un efficace intervento finalizzato a semplificare la disciplina tributaria riservata agli enti non profit soltanto attraverso uno sforzo volto, in un certo senso, a tipizzare i comportamenti che assumono carattere commerciale<\/strong><\/span>. \u00c8 necessario, in altre parole, che il Legislatore recepisca i criteri assunti nel tempo dall&#8217;Amministrazione fiscale e dalla giurisprudenza (sia di merito, sia di legittimit\u00e0) al fine di perimetrare pi\u00f9 compiutamente l&#8217;ambito delle attivit\u00e0 svolte \u201ccon modalit\u00e0 non commerciali\u201d. Altrimenti si rischia di introdurre nel nostro ordinamento un&#8217;altra norma di difficile interpretazione, e di lasciare nel panico gli stessi operatori, in larga parte volontari, del mondo del volontariato, dell&#8217;associazionismo sportivo e dell&#8217;assistenza socio-sanitaria.<\/p>\n<p>Potrebbe essere opportuno infine chiarire il \u201cdestino\u201d, sotto il profilo tributario, delle attivit\u00e0 che saranno realizzate dagli enti che per scelta non approderanno nel <strong>Registro unico nazionale del Terzo Settore<\/strong>: non \u00e8 affatto escluso che numerose associazioni, soprattutto poco strutturate economicamente e sul piano organizzativo, decidano di non iscriversi al Registro, con la conseguente impossibilit\u00e0 di soggiacere alla nuova normativa.<\/p>\n<p>Nel contesto descritto, opportunamente il disegno di legge-delega prevede l&#8217;introduzione di misure volte a razionalizzare la disciplina dell\u2019Iva per gli enti del Terzo Settore, \u201canche al fine di semplificare gli adempimenti relativi alle attivit\u00e0 di interesse generale\u201d (cio\u00e8 delle attivit\u00e0 istituzionali dell&#8217;ente)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Paolo Duranti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Pubblichiamo un&#8217;analisi di Paolo Duranti, esperto fiscalista dello\u00a0Studio Mazzocchi &amp; Associati\u00a0di Milano \u00abTra gli obiettivi della riforma fiscale, il cui disegno di legge-delega \u00e8 stato approvato da Palazzo Chigi nelle scorse settimane, si trova anche una norma che interessa direttamente associazioni, fondazioni ed enti non profit in genere. Il nuovo impianto normativo, invero, dovr\u00e0 contenere ulteriori misure di semplificazione e di razionalizzazione delle attuali agevolazioni previste a beneficio \u2013 spiega il citato disegno di legge &#8211; \u201cdei soggetti che svolgono con modalit\u00e0 non commerciali attivit\u00e0 che realizzano finalit\u00e0 sociali nel rispetto dei principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0\u201d. 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