{"id":9012,"date":"2023-11-27T14:39:34","date_gmt":"2023-11-27T14:39:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9012"},"modified":"2023-11-27T14:39:34","modified_gmt":"2023-11-27T14:39:34","slug":"il-manager-della-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2023\/11\/27\/il-manager-della-felicita\/","title":{"rendered":"Il manager della felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9013\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Chief-Happiness-Officer-e1698793548681.jpeg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"296\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo un articolo di <strong>Elisa Rovesta<\/strong>, analista di mode e costumi, sulla nuova figura di <strong>Chief happiness officer<\/strong>, il manager della felicit\u00e0. Dopo aver svolto studi giuridici e in comunicazione, ha acquisito esperienza manageriale presso un\u2019importante realt\u00e0 aziendale. Ha pubblicato due libri \u00abUmanistili e una ballerina sulla luna\u00bb e \u00abFatti di umani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9019\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00abIn molti ancora non lo sanno, altri lo hanno appreso da poco e altri ancora lo scopriranno ora, ma bisogna fare attenzione perch\u00e9 tra le vie delle nostre citt\u00e0 si aggira, avvolta dalla nebbia, una nuova figura manageriale che, zitta zitta, e senza dare troppo nell\u2019occhio, si sta affacciando nel panorama aziendale.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">La questione \u00e8 davvero seria, si tratta di una figura che racchiude in s\u00e9 la simpatica e dolce donnina interpretata da <strong>Robin Williams<\/strong> nel film <em><strong>Mrs Doubtfire<\/strong><\/em> e <strong><em>IT il pagliaccio assassino<\/em><\/strong> inventato da <strong>Stephen King<\/strong>. La figura manageriale in questione ha il cuore buono, non ci sono dubbi, e quindi di IT ha conservato solo la risata. Inquieta di meno, ma te lo puoi trovare ovunque tra un androne e un ufficio vendite. \u00c8 una figura che arriva dagli Stati Uniti, e da dove senn\u00f2? E proprio come IT sorride sempre, ma le somiglianze finiscono qui <i>eh<\/i>.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">Approdato senza grandi clamori in alcune imprese italiane, ha gi\u00e0 un nome che sembra il marchio di fabbrica perfetto per essere in auge tra qualche mese, forse meno: \u00abIl manager della felicit\u00e0\u00bb. Con una presentazione cos\u00ec, come minimo ci salver\u00e0 tutti!<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">Nello specifico questa categoria manageriale rappresenta a tutti gli effetti una professione, quindi non scherziamo, e ha il compito di individuare strategie ottimali per creare felicit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019ambiente di lavoro perch\u00e9 si sa, se si \u00e8 felici si lavora meglio, <i>\u00e7a va sans dire<\/i>. E chi meglio di lui pu\u00f2 essere d\u2019aiuto? Uno che viene dagli USA, poi\u2026<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">Va da s\u00e9 che il manager in questione \u00e8 preparato, mica si improvvisa; infatti, prima di diventare manager della felicit\u00e0, deve seguire specifici corsi, master, specializzazioni. Per i guru improvvisati sar\u00e0 dura darla a bere. <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il manager della felicit\u00e0 \u00e8 titolato per poter diffondere gioia e amore in ogni singolo ufficio aziendale, creer\u00e0 gioia e armonia tra i gruppetti alla macchina del caff\u00e8 e la reception<\/strong><\/span>, far\u00e0 sbocciare i fiorellini tra la direzione e i magazzini, anche nella pubblica amministrazione, nelle SPA, tra gli hub e, perch\u00e9 no, anche alla Nasa, se gi\u00e0 non \u00e8 al lavoro pure a Cape Canaveral.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">Una volta apprese tutte le competenze, il manager in questione inizia la sua opera missionaria per portare la tanto agognata felicit\u00e0 a chiunque. Che ne so, la mattina porta negli uffici i cornetti caldi, riempie le stanze di palloncini e oggetti colorati, le persone sono contente solo per il fatto di sapere che lui esiste, e se anche non lo sono, felici lo devono essere come da aspettativa, senn\u00f2 son problemi.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">D\u2019altronde, dopo aver esaurito qualsiasi dibattito, trattato e studio sulle Soft Skills, dopo aver cercato di portare avanti tutti i tipi di <strong>Team Building<\/strong> possibili e immaginabili, compresi quelli che prevedevano l\u2019attraversamento del ponte tibetano, figurarsi se il manager della felicit\u00e0 non funziona. Caspita! Deve funzionare! O no?<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\">Quanti ritrovati, quanti tentativi, quante formule abbiamo visto negli ultimi decenni. Tutte cose buone, ci mancherebbe, ma cos\u00ec magari si \u00e8 persa di vista la <strong>piramide di Maslow<\/strong>, ovvero la teoria di un certo signor Maslow, che di professione faceva lo psicologo e che nel 1954 si \u00e8 preso la briga di indagare i bisogni delle persone individuando una gerarchia fondamentale tra bisogni di sopravvivenza e necessit\u00e0 immateriali. Il manager della felicit\u00e0 sovverte tutto, mette i palloncini sui muri, sorride, si traveste da <i>Mrs Doubtfire<\/i>, se necessario, e nel farlo anche lui deve essere contento, altrimenti che felicit\u00e0 \u00e8? Speriamo funzioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ydp347cabfbyiv0076565173ydp25209e9eMsoNormal\"><strong>Elisa Rovesta<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pubblichiamo un articolo di Elisa Rovesta, analista di mode e costumi, sulla nuova figura di Chief happiness officer, il manager della felicit\u00e0. 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