{"id":9067,"date":"2024-04-22T10:10:47","date_gmt":"2024-04-22T10:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9067"},"modified":"2024-04-22T10:10:47","modified_gmt":"2024-04-22T10:10:47","slug":"politiche-intelligenti-live","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/04\/22\/politiche-intelligenti-live\/","title":{"rendered":"Politiche \u00abintelligenti\u00bb &#8211; Live"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9072\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2024\/04\/UE-USA-CINA-e1713645446472.png\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"321\" \/><\/p>\n<p>Il 2024, secondo i principali previsori internazionali (<strong>Commissione Ue<\/strong>, <strong>Bce,<\/strong> <strong>Fmi<\/strong> e <strong>Ocse<\/strong>, potrebbe essere un anno caratterizzato ancora da una bassa crescita sia per l&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong> che per l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, riportandoci alla situazione immediatamente precedente la pandemia di <strong>Covid<\/strong>. I nostri concorrenti principali, cio\u00e8 Stati Uniti e Cina, procedono a una velocit\u00e0 molto superiore alla nostra. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Fare impresa in Europa, in Italia, \u00e8 pi\u00f9 difficile che fare impresa altrove e alla fine questo \u00e8 il problema di fondo della bassa crescita<\/strong><\/span>\u00bb, spiega <strong>Mattia Adani<\/strong>, Ceo di <strong>Cbc<\/strong> &#8211; <strong>Cad Oil<\/strong>, nell&#8217;ultima puntata di \u00ab<strong>Wall &amp; Street Live<\/strong>\u00bb. L&#8217;elemento sorprendente di quest&#8217;intervista \u00e8 che, pur essendo stata realizzata l&#8217;11 aprile, ha centrato con una settimana di anticipo tutte le tematiche relative alla <strong>competitivit\u00e0<\/strong> europea contenute nel <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica-economica\/i-tre-pilastri-supermario-favorire-nascita-colossi-investire-2310418.html\">report di <strong>Mario Draghi<\/strong><\/a> di prossima pubblicazione.<\/p>\n<p>Lo scenario macroeconomico caratterizzato da tassi elevati ha creato ulteriori problemi alle aziende italiane dal punto di vista finanziario. La domanda si \u00e8 contratta, i consumi si sono ridotti, soprattutto i consumi di beni di investimento e il settore manifatturiero \u00e8 destinato a risentire particolarmente di questo scenario sfavorevole. \u00abA mio avviso, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>ci sar\u00e0 un altro round di aggregazioni tra le piccole e le medie imprese<\/strong><\/span>. Nel 2008 inel Nord Italia, c&#8217;erano 250.000 fabbriche, imprese, ad oggi siamo a 180.000, abbiamo perso il 30% nel silenzio generale, ma la produzione industriale \u00e8 rimasta costante, quindi le imprese si stanno aggregando e questo processo continua\u00bb, aggiunge Adani.<\/p>\n<p><iframe title=\"POLITICHE \u00abINTELLIGENTI\u00bb - WALL &amp; STREET LIVE\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Gntu7wttcYM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8898\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/02\/Mattia-Adani-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/02\/Mattia-Adani-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/02\/Mattia-Adani-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/02\/Mattia-Adani-768x768.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/02\/Mattia-Adani.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L&#8217;impresa italiana, ha evidenziato Adani, \u00e8 meno efficiente rispetto ai nostri competitor, questo deriva anche dal fatto che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la nostra struttura produttiva rispetto alle altre \u00e8 pi\u00f9 frammentata, quindi non abbiamo pi\u00f9 piccole e medie imprese, piccole e medie imprese, durante i momenti di crisi tendiamo a performare meglio degli altri, perch\u00e9 siamo molto flessibili e adattabili, ma questo comporta anche inefficienza, per cui noi abbiamo da un certo punto di vista un sistema che \u00e8 molto resiliente, cio\u00e8 si adatta rapidamente, ma anche poco efficiente<\/strong><\/span>\u00bb.\u00a0Questa scarsa efficienza cosa comporta? \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il valore aggiunto \u00e8 pi\u00f9 basso e alla fine gli stipendi sono pi\u00f9 bassi. che \u00e8 quello che poi le persone sentono, cio\u00e8 un&#8217;economia a basso valore aggiunto produce un livello stipendiale pi\u00f9 basso per la propria comunit\u00e0<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la soluzione? \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La piccola e media impresa italiana deve diventare un po&#8217; meno piccola e questo va fatto con un percorso graduale, senza imporre la costruzione di grandi colossi dall&#8217;esterno e poi presidiando i processi tecnologici in atto<\/strong><\/span>\u00bb, rimarca. Ci sono due transizioni in atto: la prima \u00e8 quella della <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> e l&#8217;altra \u00e8 quella delle nuove tecnologie e dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale<\/strong>.\u00a0Per quanto riguarda il green, \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;Europa vuole darsi degli standard sociali e ambientali molto pi\u00f9 alti del resto del mondo, il resto del mondo per\u00f2 non ci sta seguendo come noi speravamo, questo vuol dire che le imprese europee rischiano di trovarsi spiazzate, perch\u00e9 non si pu\u00f2 contemporaneamente pensare di avere standard sociali e ambientali molto pi\u00f9 alti dei nostri vicini, le frontiere totalmente aperte e un&#8217;industria in buona salute<\/strong><\/span>\u00bb. Il rischio concreto \u00e8 distruggere l&#8217;impresa in Europa senza giovare all&#8217;ambiente, \u00abperch\u00e9 quello stesso inquinamento che vogliamo evitare viene prodotto a pochi chilometri dal nostro confine, quindi sto semplicemente spostando le imprese fuori senza neanche far bene all&#8217;ambiente\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;altro tema cruciale \u00e8 quello dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale<\/strong>, cio\u00e8 dei grandi trend tecnologici rispetto ai quali l&#8217;Europa si trova indietro. Adani non \u00e8 convinto che la promozione di grandi investimenti pubblici in Europa possa dare buoni frutti visto che le tecnologie proprietarie praticamente sono assenti. \u00abForse bisognerebbe diffondere l&#8217;utilizzo di quelle tecnologie tra le imprese\u00bb, sottolinea aggiungendo che \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>il machine learning potrebbe rappresentare per il manager intermedio quello che l&#8217;automazione \u00e8 stata per gli operai, cio\u00e8 un grande processo di sostituzione che aumenter\u00e0 il valore aggiunto delle persone, anche se ne ridurr\u00e0 i numeri<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>Queste due emergenze tecnologiche pongono, infine, un grosso problema relativo alla qualit\u00e0 della <strong>formazione<\/strong>. \u00abSecondo me, dovremmo ritornare alla scuola <strong>Mattei<\/strong>, alla scuola <strong>Olivetti<\/strong>, nel passato gli imprenditori non pensavano che la formazione professionale dovesse essere fatta dallo Stato, se ne occupavano loro, perch\u00e9 lo Stato non ha la capacit\u00e0, quindi <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l<\/strong><strong>e risorse pubbliche dedicate alla formazione professionale dovrebbero essere dedicate alla formazione professionale all&#8217;interno delle aziende o, comunque, con partnership tipo gli ITS, che funzionano benissimo<\/strong><\/span>, che sono scuole create in collaborazione con le aziende\u00bb, conclude Adani. <strong>Il tasso di occupazione dei diplomati \u00e8 del 99%<\/strong>. Qual \u00e8 il problema? \u00abNel chimico in Lombardia abbiamo 60 diplomati ITS all&#8217;anno, praticamente una goccia nel mare, noi dovremmo moltiplicare per 10 o per 20 quelle esperienze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 2024, secondo i principali previsori internazionali (Commissione Ue, Bce, Fmi e Ocse, potrebbe essere un anno caratterizzato ancora da una bassa crescita sia per l&#8217;Unione Europea che per l&#8217;Italia, riportandoci alla situazione immediatamente precedente la pandemia di Covid. 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