{"id":9094,"date":"2024-06-26T17:29:43","date_gmt":"2024-06-26T17:29:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9094"},"modified":"2024-06-26T21:51:58","modified_gmt":"2024-06-26T21:51:58","slug":"il-giusto-errore-live","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/06\/26\/il-giusto-errore-live\/","title":{"rendered":"Il giusto errore &#8211; Live"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9098\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2024\/06\/larte-di-fallire-ci-rende-migliori-libro-il-giusto-errore--e1719422929594.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>La <strong>societ\u00e0 occidentale<\/strong> \u00e8 fondata soprattutto sul concetto di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>verit\u00e0<\/strong><\/span>, che noi abbiamo ereditato dalla tradizione filosofica greca. Abbiamo un vero che \u00e8 assolutamente <strong>oggettivo<\/strong> e il vero di <strong>Platone<\/strong> \u00e8 il conseguimento di una verit\u00e0 oggettiva per cui <strong><span style=\"text-decoration: underline\">finch\u00e9 siamo nell&#8217;errore siamo in una condizione di minorit\u00e0<\/span>.<\/strong> Il <strong>Cristianesimo<\/strong> ci porta, appunto, a uscire da una condizione di errore, in questo caso il <strong>peccato.<\/strong> Il primo a mettere in discussione questi principi \u00e8 stato <strong>Galileo Galilei<\/strong> perch\u00e9 il <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>metodo scientifico<\/strong><\/span> da lui teorizzato si basa appunto sulla possibilit\u00e0 di sbagliare, si ha un&#8217;<strong>idea<\/strong> e poi la si verifica con un <strong>esperimento<\/strong>. Per\u00f2, in Galileo abbiamo un concetto di verit\u00e0 come <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>concordanza tra il nome che diamo alle cose e la realt\u00e0 stessa delle cose<\/strong><\/span> e, in questo caso, il Novecento ha completamente destrutturato quest&#8217;idea perch\u00e9 <strong>Karl Popper<\/strong> ha sostanzialmente codificato il concetto di <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>scienza come appunto la possibilit\u00e0 del fallimento<\/strong><\/span>.\u00a0Una teoria scientifica \u00e8 tanto pi\u00f9 scientifica quanto pi\u00f9 qualcuno pu\u00f2 contraddirla. Se un qualcosa si pone come verit\u00e0 assoluta allora cominciano ad esserci dubbi sulla sua scientificit\u00e0. Poco dopo \u00e8 arrivato un autore, un grande filosofo tedesco, che poi ha condizionato tutto il nostro pensiero contemporaneo, si chiamava <strong>Martin Heidegger<\/strong>, che ha sostanzialmente cancellato il concetto di verit\u00e0 per riportarlo al concetto greco di <strong>aletheia<\/strong>, che significa disvelamento, quindi l&#8217;errore \u00e8 una condizione naturale della nostra esistenza, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;errore \u00e8 una condizione ontologica che ci caratterizza e dunque noi non dobbiamo viverlo come un qualcosa che ci pone in una condizione di colpa, di peccato ma lo dobbiamo accettare e dobbiamo diciamo armonicamente collegarci a quello che abbiamo intorno<\/strong><\/span>. La societ\u00e0 occidentale \u00e8 fondata, soprattutto, sul concetto di verit\u00e0 intesa come <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>adaequatio rei et intellectus<\/strong><\/span>, ma Heidegger ha definito <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>l&#8217;errore come una condizione naturale della nostra esistenza<\/strong><\/span>, l&#8217;errore \u00e8 una condizione ontologica che ci caratterizza e dunque noi non dobbiamo viverlo come un qualcosa che ci pone in una condizione di colpa, di peccato ma lo dobbiamo accettare e dobbiamo armonicamente collegarci a quello che abbiamo intorno e vedremo che la verit\u00e0 prima o poi si scopre. <strong>Marina Capizzi<\/strong>, co-founder di <strong>Primate Consulting<\/strong>, ha scritto insieme a <strong>Tiziano Capelli<\/strong> la prefazione all&#8217;edizione italiana de \u00ab<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/giusto-errore-scienza-fallire-bene\/dp\/8823838762\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Il giusto errore<\/strong><\/span><\/a>\u00bb, un best seller di <strong>Amy Edmondson<\/strong> individuato dal <strong>Financial Times<\/strong> come libro dell&#8217;anno nel settore business e che parla di un concetto che ormai \u00e8 abbastanza introiettato nella nostra societ\u00e0 che \u00e8 quella della possibilit\u00e0 di sbagliare, di fallire.<\/p>\n<p><iframe title=\"Il giusto errore - Wall &amp; Street Live\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8WF4KOHSgyc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9005\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Marina-Capizzi-4-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Marina-Capizzi-4-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Marina-Capizzi-4.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Non sprechiamo energie per alimentare l&#8217;illusione che ci possa essere una vita, una routine, una giornata senza errori<\/strong><\/span>. Il punto \u00e8 cosa ne facciamo dei nostri errori? Questa \u00e8 la domanda cruciale che pu\u00f2 modificare la qualit\u00e0 della nostra esistenza e anche delle cose che facciamo individualmente e insieme agli altri e alla domanda cosa ne facciamo degli errori risponde il libro di Amy Edmonson\u00bb, ci racconta Capizzi. \u00ab<span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Fail fast<\/strong><\/span> va molto di moda nelle organizzazioni.\u00a0Ecco, la Edmondson ci dice che <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>non tutti gli errori sono positivi<\/strong><\/span>. Gli errori di base, gli errori elementari, ad esempio, sono errori che vanno semplicemente evitati, perch\u00e9 possono avere conseguenze minime oppure possono avere conseguenze importantissime. Se sbagliamo ad abbottonarci la camicia o confondiamo il sale con lo zucchero, non ci sono grosse ricadute ma \u00e8 diverso se scambiamo una provetta in laboratorio\u00bb, prosegue. Gli <strong>errori elementari<\/strong> che sono dovuti a stanchezza, disattenzione vanno evitati. Poi ci sono gli <strong>errori complessi<\/strong>, che sono gli errori generati da tante cause che alcune dipendono da noi, altre assolutamente no, che si legano insieme e danno luogo alla cosiddetta<strong> tempesta perfetta<\/strong>. \u00abPu\u00f2 accadere che dobbiamo spostarci in macchina, partiamo tardi, non abbiamo guardato le previsioni del meteo, c&#8217;\u00e8 un rumore nel nostro motore, in autostrada c&#8217;\u00e8 un incidente e dobbiamo fermarci . Edmondson ci dice che usare bene questi errori vuol dire imparare come prevenirli\u00bb, spiega Capizzi.<\/p>\n<p>\u00abImparare da questi errori vuol dire prepararsi per prevenirli e poi c&#8217;\u00e8 una terza categoria di errore che la Edmondson chiama <strong>errori intelligenti<\/strong> che sono quelli su cui si basa la scienza. La scienza fa delle ipotesi e poi le sperimenta per capire se queste ipotesi sono confermate oppure no. Questo \u00e8 l&#8217;unico tipo di errore a cui la Edmondson ci dice dobbiamo lasciare il maggior spazio possibile\u00ab, prosegue.\u00a0\u00abSe non ci fossero questi errori intelligenti, che poi nella sostanza vuol dire cercare strade nuove, cercare nuove risposte, nuove soluzioni, nuovi modi di fare le cose, se noi non facessimo questi errori intelligenti, noi faremmo le cose sempre allo stesso modo. Non ci sarebbe la scienza, ma non ci sarebbe neanche stata evoluzione, non avremmo imparato a camminare. non avremmo imparato a camminare perch\u00e9 arriviamo a camminare quando abbiamo provato mille strade per farlo e finalmente troviamo quella giusta\u00bb, osserva Capizzi.<\/p>\n<p>Ma la possibilit\u00e0 di sbagliare, di cadere in errore \u00e8 anche un&#8217;apertura al mondo, spiega. E questi fallimenti sono sempre caratterizzati da una situazione emotiva, dunque non sono governati da quella che noi intendiamo come pura razionalit\u00e0. \u00abSe noi umani non avessimo paura, ci saremmo estinti. La paura \u00e8 una risorsa perch\u00e9 aumenta l&#8217;attenzione.\u00a0Il punto, per\u00f2, \u00e8 cosa ne facciamo della nostra paura. Ci sono tante cose che stanno accadendo che ci fanno paura. per\u00f2 quando noi ci affidiamo a questa paura e ci comportiamo automaticamente, lasciando alla paura la possibilit\u00e0 di farci fare quello che vuole lei e ci chiudiamo, ci isoliamo, non funziona nulla. E quando noi diamo spazio alla chiusura e perdiamo la connessione tra di noi, ci abbandoniamo a percezioni collettive sbagliate che ci inducono in errore\u00bb. Ecco, <span style=\"text-decoration: underline\"><strong>la paura \u00e8 la base di partenza per trovare delle soluzioni<\/strong><\/span>. L&#8217;importante \u00e8 non chiudersi.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La societ\u00e0 occidentale \u00e8 fondata soprattutto sul concetto di verit\u00e0, che noi abbiamo ereditato dalla tradizione filosofica greca. Abbiamo un vero che \u00e8 assolutamente oggettivo e il vero di Platone \u00e8 il conseguimento di una verit\u00e0 oggettiva per cui finch\u00e9 siamo nell&#8217;errore siamo in una condizione di minorit\u00e0. Il Cristianesimo ci porta, appunto, a uscire da una condizione di errore, in questo caso il peccato. Il primo a mettere in discussione questi principi \u00e8 stato Galileo Galilei perch\u00e9 il metodo scientifico da lui teorizzato si basa appunto sulla possibilit\u00e0 di sbagliare, si ha un&#8217;idea e poi la si verifica con [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/06\/26\/il-giusto-errore-live\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1006,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[407365],"tags":[470493,69719,38942,22700,2664,17090,470492,470375,470400,17016,121588,2716,7616,470402,13630,470496,470495,39353],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9094"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1006"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9094"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9102,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9094\/revisions\/9102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}