{"id":9124,"date":"2024-08-14T18:37:20","date_gmt":"2024-08-14T18:37:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9124"},"modified":"2024-08-14T18:37:20","modified_gmt":"2024-08-14T18:37:20","slug":"un-nuovo-ruolo-per-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/08\/14\/un-nuovo-ruolo-per-la-nato\/","title":{"rendered":"Un nuovo ruolo per la Nato"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9136\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2024\/08\/ucraina-guerra-carroarmato-e1723660619741.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"367\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo un&#8217;analisi dell&#8217;esperto di comunicazione<strong> Fabrizio Amadori<\/strong> sugli ultimi sviluppi della <strong>guerra tra Russia e Ucraina<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-300x300.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori-150x150.jpeg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2022\/02\/Fabrizio-Amadori.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Qualcuno potrebbe affermare che <strong>Putin<\/strong> sia caduto nella trappola degli <strong>Usa<\/strong>, i quali, sostenendo l\u2019allargamento della Nato ad Est, sapevano che avrebbero potuto spingere Putin ad azioni inconsulte. Taluni analisti come <strong>Rampini<\/strong>, per\u00f2, hanno fatto notare come sia l\u2019inflazione che il dollaro alti conseguenza della guerra potevano solo danneggiare l\u2019economia americana. Secondo il noto saggista, la guerra ha ricompattato la <strong>Nato<\/strong>, s\u00ec, ma la Nato non pu\u00f2 avere pi\u00f9 l\u2019importanza di un tempo agli occhi di Washington, non avendola l\u2019Europa. Ed insomma, l\u2019America non avrebbe mai lavorato sottobanco per far scoppiare e poi alimentare una guerra in Europa se l\u2019obiettivo fosse stato quello non solo di rafforzare la propria economia, ma l\u2019Alleanza atlantica.<br \/>\nTali considerazioni del noto saggista spingono ad ulteriori considerazioni. Se \u00e8 vero, come dice giustamente Rampini, che il vero obiettivo degli Usa \u00e8 contrastare con efficacia la <strong>Cina<\/strong>, \u00e8 anche vero che Pechino guarda da tempo con grande attenzione all\u2019Europa, considerandola, evidentemente, un obiettivo strategico. Basterebbe una simile osservazione da sola per ridimensionare il vecchio adagio per cui Washington non guarda pi\u00f9 con particolare interesse al Vecchio continente. In Europa, peraltro, sta e agisce un altro obiettivo strategico degli Usa, ossia, appunto, la Russia, nel suo ruolo di novella alleata di Pechino in chiave antiamericana. Per Washington, ridimensionare Mosca significa indebolire Pechino, e questa guerra pu\u00f2 risultare determinante allo scopo. Gli Usa da tempo stanno studiando uno scenario in cui, in un giorno non lontano, potrebbero dover affrontare Mosca e Pechino assieme, e, in questo senso, non solo \u00e8 importante che la Russia sia indebolita, ma che non abbia rapporti strategici con l\u2019Europa, e solo una guerra ucraina sufficientemente lunga pu\u00f2 garantire un taglio netto delle relazioni Mosca-Ue. Non li doveva e non li deve avere, questi rapporti strategici, perch\u00e9 Washington desidera un\u2019Europa dalla sua parte senza tentennamenti in caso di conflitto con la Cina in cui Pechino sia alleata con la Russia. Non \u00e8 chiaro quale sarebbe il ruolo dell\u2019Europa in un conflitto americano contro la <strong>Cina<\/strong> nel Pacifico, n\u00e9 come si potrebbe combattere senza l\u2019uso di armi nucleari tattiche, soprattutto se venisse coinvolta la Russia che, almeno a parole, \u00e8 sembrata pronta ad usarle in uno scontro molto meno impegnativo rispetto a quello eventuale con gli Usa, ossia il conflitto con Kiev. Ma va da s\u00e9 che un Vecchio continente staccato dall\u2019influenza energetica russa sarebbe importante in uno scenario del genere. Nel frattempo, Washington non pu\u00f2 che prender atto della volont\u00e0 di Putin di spingere la Russia verso un isolamento economico e tecnologico sempre maggiore nei confronti dell\u2019Occidente. Una mossa necessaria per il Capo del Cremlino, il quale, non potendo perdere la guerra, deve continuarla e, di conseguenza, reagire con una parziale autarchia a delle sanzioni destinate a prolungarsi nel tempo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>La guerra sta ridisegnando delle relazioni geopolitiche fondamentali, dove anche la Nato potrebbe riacquistare un peso fondamentale in chiave anticinese<\/strong><\/span>. Sia perch\u00e9 potrebbe tenere impegnata in Europa parte delle forze di Mosca anche senza combattere, nel caso le truppe sino-russe si coalizzassero contro gli Usa nel Pacifico, sia perch\u00e9 la sua formula risulta tanto efficace che si potrebbe estendere anche altrove. Ad esempio, coinvolgendo i paesi asiatici che gi\u00e0 chiedono di entrarci, sebbene la Nato sia notoriamente un&#8217;alleanza difensiva pensata soprattutto per l&#8217;Europa. In uno scenario planetario, per\u00f2, dove si sta sviluppando in modo sempre pi\u00f9 netta la contrapposizione tra democrazie liberali e quelle illiberali alleate delle dittature, non si pu\u00f2 escludere da parte di Washington un cambiamento della natura della Nato, e una sua estensione ad altre parti del mondo. Del resto, Washington si \u00e8 portata avanti con la creazione di diverse alleanze militari locali come l\u2019<strong>Aukus<\/strong> e il <strong>Quad<\/strong>, il cui obiettivo \u00e8 quello di formare una rete di protezione globale a guida americana. E non \u00e8 pensabile che la Nato possa rimanere fuori da un sistema del genere. Solo, occorre convincere ad entrarci i sempre riottosi europei mettendo sul piatto della bilancia una serie di patti militari gi\u00e0 rodati in giro per il mondo con cui abbia un senso interagire.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Amadori<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Pubblichiamo un&#8217;analisi dell&#8217;esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sugli ultimi sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina. Qualcuno potrebbe affermare che Putin sia caduto nella trappola degli Usa, i quali, sostenendo l\u2019allargamento della Nato ad Est, sapevano che avrebbero potuto spingere Putin ad azioni inconsulte. Taluni analisti come Rampini, per\u00f2, hanno fatto notare come sia l\u2019inflazione che il dollaro alti conseguenza della guerra potevano solo danneggiare l\u2019economia americana. Secondo il noto saggista, la guerra ha ricompattato la Nato, s\u00ec, ma la Nato non pu\u00f2 avere pi\u00f9 l\u2019importanza di un tempo agli occhi di Washington, non avendola l\u2019Europa. 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