{"id":9131,"date":"2024-07-19T01:14:20","date_gmt":"2024-07-19T01:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9131"},"modified":"2024-07-19T01:14:20","modified_gmt":"2024-07-19T01:14:20","slug":"brand-new-day-live","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/07\/19\/brand-new-day-live\/","title":{"rendered":"Brand New Day &#8211; Live"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-9132\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2024\/07\/madonna-and-andy-warhol-272x300.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>\u00abOggi la maggior parte delle persone che in qualche maniera si esibisce sui <strong>social<\/strong> cerca di essere un brand di se stesso e gi\u00e0 da anni spopolano anche corsi online, in presenza, libri e manuali su quello che \u00e8 il <strong>personal brand<\/strong>. proprio per insegnare come essere. C\u00e8 chi diventa <strong>brand<\/strong> di se stesso perch\u00e9 deve pubblicizzare o commercializzare un prodotto oppure chi lo fa per semplice visibilit\u00e0\u00bb. Elisa Rovesta, analista degli stili umani, spiega cos\u00ec nell&#8217;ultima puntata di \u00abWall &amp; Street Live\u00bb il personal branding, una tendenza sempre pi\u00f9 in auge.<\/p>\n<p><iframe title=\"BRAND NEW DAY - WALL &amp; STREET LIVE\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BSwzDzdGlVs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9019\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2023\/10\/Rovesta.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Uno degli esempi della narrazione di Rovesta \u00e8 <strong>Madonna<\/strong>. Noi conosciamo l&#8217;immagine, l&#8217;icona della Madonna.cantante, della Madonna-personaggio a fronte di una realt\u00e0 personale che sicuramente \u00e8 molto diversa. La brandizzazione nel campo dell&#8217;arte, della musica, effettivamente \u00e8 una cifra di questa tendenza. Per\u00f2 diciamo che si pu\u00f2 creare una discrasia fra ci\u00f2 che vediamo e poi quello che \u00e8 la persona in carne e ossa. \u00abPotevo citare <strong>Andy Warhol<\/strong> o lo stesso D&#8217;Annunzio, un esempio di personal brand estremo. Per quanto riguarda gli artisti penso sia un discorso a parte, loro legano il loro personaggio a un&#8217;espressione artistica e ovviamente una canzone di Madonna non pu\u00f2 essere dissociata da chi la canta, dal personaggio Madonna, Io tendo a riferirmi alle persone &#8220;normali&#8221; come potrei essere io, ad esempio, che o con un utilizzo di social o comunque aiutati molto dalla tecnologia veicolano un&#8217;immagine che \u00e8 il prodotto proprio di uno studio e di una volont\u00e0 di apparire in un certo modo. E faccio riferimento soprattutto a quello che \u00e8 il mondo aziendale, dove il brand ha un&#8217;importanza legata a un prodotto oppure a un servizio che pu\u00f2 offrire un&#8217;azienda, ma \u00e8 tutto un altro discorso e quindi \u00e8<span style=\"text-decoration: underline\"><strong> come se ci si fosse un po&#8217; industrializzati anche noi persone, noi esseri umani<\/strong><\/span>\u00bb.<\/p>\n<p>Ma se il il mezzo \u00e8 il messaggio, come diceva <strong>McLuhan<\/strong>, il rischio \u00e8 che ci parli lo stesso personaggio, senza dirci nulla tranne che l&#8217;affermazione di se stesso e quando il personaggio viene meno crolla un po&#8217; tutto (non diciamo <strong>Chiara Ferragni<\/strong> ma un concetto tipo Chiara Ferragni rende bene l&#8217;idea). Secondo Rovesta, \u00abc&#8217;\u00e8 stata un&#8217;estremizzazione e un&#8217;<strong>autoreferenzialit\u00e0<\/strong> nell&#8217;utilizzo del personal brand, molto spesso fine a se stessa, non per veicolare un prodotto oppure anche semplicemente un pensiero, ma proprio per esibire il proprio s\u00e9 in maniera abbastanza sterile\u00bb. Alla fine, resta un interrogativo: \u00abCome pu\u00f2 una persona incarnare quello che pu\u00f2 essere un personaggio deciso a tavolino?\u00bb. \u00c8 una bella domanda cui il mondo del marketing non sempre ha voglia di rispondere. Potrebbe venir fuori che il re \u00e8 nudo.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abOggi la maggior parte delle persone che in qualche maniera si esibisce sui social cerca di essere un brand di se stesso e gi\u00e0 da anni spopolano anche corsi online, in presenza, libri e manuali su quello che \u00e8 il personal brand. proprio per insegnare come essere. C\u00e8 chi diventa brand di se stesso perch\u00e9 deve pubblicizzare o commercializzare un prodotto oppure chi lo fa per semplice visibilit\u00e0\u00bb. Elisa Rovesta, analista degli stili umani, spiega cos\u00ec nell&#8217;ultima puntata di \u00abWall &amp; Street Live\u00bb il personal branding, una tendenza sempre pi\u00f9 in auge. 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