{"id":9154,"date":"2024-11-14T13:17:24","date_gmt":"2024-11-14T13:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/?p=9154"},"modified":"2024-11-14T13:17:24","modified_gmt":"2024-11-14T13:17:24","slug":"chi-lavora-e-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/2024\/11\/14\/chi-lavora-e-fuori\/","title":{"rendered":"Chi lavora \u00e8 \u00abfuori\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/wallandstreet\/files\/2024\/11\/Reinserimento-detenuti-e1731589947595.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"358\" \/><\/p>\n<p><strong>La recidiva tra i detenuti che partecipano a percorsi di formazione e inserimento lavorativo all&#8217;interno delle carceri cala drasticamente, scendendo sotto il 10%<\/strong>. Questo dato emerge dall&#8217;evento \u201cCooperazione sociale e giustizia: un ponte tra carcere e societ\u00e0\u201d, organizzato al <strong>Cnel<\/strong> da <strong>Confcooperative Federsolidariet\u00e0<\/strong>, dove si \u00e8 discusso del ruolo chiave delle cooperative sociali nel reinserimento dei detenuti e nella riduzione della recidiva.<\/p>\n<p>\u00abSu 100 detenuti che seguono percorsi di formazione e di inserimento lavorativo in carcere, torna a delinquere meno del 10%\u00bb, ha dichiarato <strong>Stefano Granata<\/strong>, presidente di Confcooperative Federsolidariet\u00e0. \u00abSi tratta di un abbattimento importante della recidiva rispetto a chi \u00e8 sottoposto a trattamenti standard\u00bb. Granata ha sottolineato come il margine per ampliare l&#8217;impegno della cooperazione sociale in quest&#8217;ambito sia ancora ampio, evidenziando la necessit\u00e0 di un coinvolgimento stabile della pubblica amministrazione. \u00ab\u00c8 importante\u00bb, ha aggiunto, \u00abche la pubblica amministrazione diventi un committente stabile delle prestazioni erogate, attivando un piano di acquisti sociali per rendere i servizi pi\u00f9 efficaci e radicati sul territorio\u00bb.<\/p>\n<p>Le cooperative sociali associate a <strong>Confcooperative<\/strong> hanno assunto un terzo dei detenuti che trovano occupazione nel settore privato. Attualmente, oltre 1.500 detenuti ed ex detenuti sono coinvolti in percorsi di formazione, tirocini e borse lavoro presso le cooperative, e circa 3.000 ex detenuti continuano a lavorare in cooperativa anche dopo aver scontato la pena. Questo modello di inclusione risponde alla finalit\u00e0 rieducativa della pena, sancita dall\u2019articolo 27 della Costituzione, e alla funzione sociale della cooperazione, come richiesto dall\u2019articolo 45.<\/p>\n<p>In questo contesto, il presidente di Confcooperative, <strong>Maurizio Gardini<\/strong>, ha rilanciato l\u2019obiettivo ambizioso di \u201crecidiva zero\u201d. \u00abCi sentiamo di accogliere la sfida recidiva zero\u00bb, ha affermato Gardini, rivolgendosi al presidente del Cnel, <strong>Renato Brunetta<\/strong>. \u00abAbbiamo bisogno di un grande lavoro di sussidiariet\u00e0 che tenga insieme Stato e corpi intermedi. \u00c8 una questione etica, sociale ed economica. Bisogna investire di pi\u00f9 sulle infrastrutture sociali ed economiche, materiali e immateriali\u00bb.<\/p>\n<p>Le esperienze delle cooperative sociali dimostrano il valore del lavoro come mezzo per la riabilitazione. Cooperative come <strong>L\u2019Arcolaio <\/strong>di<strong> Siracusa<\/strong>, <strong>e-Team <\/strong>di<strong> Roma<\/strong>, <strong>Giotto <\/strong>di<strong> Padova<\/strong> e altre, impiegano detenuti in attivit\u00e0 produttive che vanno dalla panificazione alla produzione di prodotti artigianali. Ad esempio, <strong>L\u2019Arcolaio<\/strong> ha trasformato un piccolo panificio in un marchio di dolci rinomato, \u201cDolci Evasioni\u201d, i cui prodotti sono esportati in tutta Europa.<\/p>\n<p>Anche le nuove cooperative, come <strong>Glievitati <\/strong>di<strong> Cuneo<\/strong> e <strong>Gusto Libero <\/strong>di<strong> Roma<\/strong>, portano avanti progetti innovativi di formazione e occupazione per detenuti, offrendo loro opportunit\u00e0 concrete di reinserimento. Con oltre 4.000 persone che usufruiscono di servizi residenziali e di reinserimento socio-lavorativo, la cooperazione sociale rappresenta un ponte tra il carcere e la societ\u00e0, contribuendo alla costruzione di un sistema penale che favorisca il reinserimento e riduca il rischio di nuove condanne.<\/p>\n<p><strong>Gian Maria De Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La recidiva tra i detenuti che partecipano a percorsi di formazione e inserimento lavorativo all&#8217;interno delle carceri cala drasticamente, scendendo sotto il 10%. 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