C’è un momento, nei mercati finanziari, in cui tutto sembra fermo. Gli indici oscillano, i commentatori parlano, ma sotto la superficie si accumula tensione. È il classico cuneo grafico: una figura che non fa notizia, ma che spesso anticipa movimenti bruschi. In alto o in basso, poco importa: quando il cuneo si chiude, il mercato smette di tergiversare.

Negli Stati Uniti siamo esattamente lì. L’S&P 500 e i principali indici americani stanno comprimendo volatilità come una molla caricata a mano. Chi aspetta la conferma dai titoli dei giornali rischia, come sempre, di arrivare tardi. I mercati non avvisano: si muovono e basta.

Intanto, mentre gli indici prendono tempo, alcuni titoli hanno già deciso da che parte stare. STM mostra una struttura tecnica da manuale: forza relativa, volumi coerenti, prezzo che non arretra. Pharmanutra, dal canto suo, continua a comportarsi come fanno i titoli solidi nei momenti di incertezza generale: non promette miracoli, ma non molla un centimetro.

E poi c’è Revo. Qui il discorso cambia. Il titolo resta nel limbo, senza convinzione, senza direzione. Non è una colpa, ma è un segnale. In Borsa, nei momenti delicati, non essere pronti equivale spesso a essere dalla parte sbagliata.

La morale è sempre la stessa, anche se dà fastidio ripeterla: non tutti i titoli seguono gli indici e non tutti i movimenti partono quando il consenso è pronto. Chi fa analisi operativa lo sa: i segnali arrivano prima, il rumore dopo.

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